Laura al centro dell’attenzione

Sabato sera, cena a sei da Sara e Marco.

Cena che poi si è svolta a cinque poiché Roberta, la donna di Paolo, era rimasta bloccata da un ritardo aereo a Roma e l’ora del suo rientro era, oramai una pura ipotesi. Un ottima cena grazie all’abilità di Sara, anche se a volte è troppo creativa in cucina. Nel rilassato dopo cena ci stavamo bevendo un bicchiere in salotto quando lei chiede a Laura se vuole seguirla in cucina adducendo una motivazione che non ricordo in questo momento. Le due donne scompaiono per un tempo indefinibile che trascorre tra discorsi ameni e risate leggere. Pareva che la serata dovesse concludersi in questa lineare tranquillità quando loro tornano tra di noi. Camminano affiancate, lentamente, scambiandosi misteriosi messaggi che generano larghi sorrisi nelle due.

Cerco di attirare l’attenzione della mia donna che, però, si sistema su di uno sgabello posto quasi al centro della stanza, mentre ad accomodarsi al mio fianco è Sara. Mentre si siede si struscia in modo plateale contro di me ed il suo profumo, caldo e sensuale, permea le mie narici. Subito risveglia in me i ricordi delle sue morbide labbra sul mio sesso e delle intense sensazioni che sanno donare. Cerco di recuperare il controllo, non è certo quello il momento di pensare a queste cose e non sarà questa l’occasione in cui potrò ancora godere di lei.

  • Mi spiace per Roberta! – inizia Sara – Questa serata era stata prevista per sei… pari. Ma qualcosa ci inventeremo! – prosegue con tutta la malizia che sa porre nella voce.

Fisso Laura impassibile e composta sul suo sgabello. L’abito leggero è chiuso oltre l’abituale scollatura che lei ama e le mani poste sulle gambe unite appena sotto l’orlo della gonna. Tiene i piedi affiancati e poggiati su di una traversa dello sgabello. I suoi occhi continuano a muoversi, osservano tutto, ed hanno una luce particolare. Uno sguardo che so riconoscere. Laura sa qualcosa che io non so ancora, in quella luce leggo l’aspettativa di un piacere intenso che spera di provare a breve. Ma è apparentemente fredda, troppo composta, non parla e l’espressione del suo viso è seria o, forse, molto concentrata.

Marco mette della musica di sottofondo e Sara si alza dal divano facendo apparire dalle sue mani una sciarpa di seta blu. Ancheggiando lentamente si porta esattamente al centro della stanza mentre gioca, in modo apparentemente casuale con la sciarpa. Noto come gli occhi di Laura fissano avidi le mani di Sara e quella sciarpa che ora scopro essere due. Se ne passa una intorno al collo e tende l’altra tra le mani, si porta dietro a Laura e dopo averle sussurrato qualcosa la porta dinanzi ai suoi occhi e la benda annodandola dietro alla nuca.

Laura dischiude sensualmente le labbra e si lascia bendare inerte mentre fa scorrere i palmi delle mani sulle gambe dalla gonna sino alle ginocchia. È calma, apparentemente rilassata, non è una sorpresa per lei la mossa di Sara che al suo fianco osserva in silenzio i nostri sguardi. Dopo tempo che pare infinito si porta dinanzi a Laura ed inizia a slacciarle l’abito di lino, un bottone alla volta con cadenza regolare lo apre completamente, quindi lo scosta dalle spalle di Laura e lo lascia cadere alle sue spalle. Non posso vederla, Sara mi copre la vista, accade tutto troppo in fretta e non riesco a fare altro che cercare di guardare oltre al corpo di Sara. Finalmente lei si scosta, Laura nuda, poggia le mani sullo sgabello e si solleva quel poco che consente a Sara di sfilare l’abito da sotto. Torna a poggiarsi e a porre le mani sulle gambe, immobile se non per il tranquillo respiro che solleva sensualmente il seno.

Quando siamo usciti Laura indossava la biancheria, reggiseno e culotte bianche. Si è spogliata quando è scomparsa con Sara e mi domando cosa altro hanno premeditato insieme. Laura mi pare troppo immobile e mantiene il busto eretto spingendo avanti il bacino in modo troppo evidente.

Sara con un gesto chiama Marco e l’amico, i due si voltano verso di me e mi guardano. Con gli occhi do loro un consenso che, data la situazione, non posso negare. Sara mi sorride maliziosa mentre le sue labbra formulano delle parole rivolte a me che non riesco a sentire.

I due si portano a lato di Laura, silenziosi posano una mano sulle sue spalle e la carezzano, lei non può capire, percepisce solo due mani sulle pelle, mani che scorrono lungo le braccia e, all’unisono, raggiungono le gambe, scivolano sulle cosce e si portano sul ventre. Laura sospira ma rimane composta, ha un sussulto quando le altre due mani si uniscono sulla pelle, allora comprende che sono due le persone ad interessarsi a lei. Inspira a fondo e gonfia il seno mentre porta le mani all’interno delle gambe che dischiude appena.

Improvvisamente Sara afferra dolcemente il braccio destro di Laura e lo porta dietro la sua schiena, poi ripete l’operazione con il sinistro, ora con la seconda sciarpa lega i polsi dietro la schiena immobilizzando Laura che si sta mordicchiando il labbro inferiore.

Marco, che già la conosce intimamente, porta la bocca dinanzi a quella di Laura e la bacia sfiorandole le labbra, si allontana immediatamente lasciandola con la bocca dischiusa e la lingua fuori che cerca un bacio che è già svanito. La mano di Paolo sfiora il capezzolo di Laura e lei geme inspirando, ha quattro mani addosso e non può seguirle tutte, intanto Sara osserva la scena divertita, mi chiedo quante volte si sia già trovata nella situazione della mia donna, al suo posto. Si volta verso di me e mi raggiunge ma si porta dietro al divano, si sporge sino ad affiancare il viso al mio e mi sussurra:

  • Guarda!

Laura è visibilmente eccitata da quelle carezze, con le gambe sempre serrate dimena il pube e contrae il bacino come se si muovesse su qualcuno che ha dentro, sul viso prende forma quell’espressione di piacere che assume durante un amplesso. Non solo è bellissima ma è terribilmente eccitante.

Le mani dei due amici si spingono tra le sue gambe costringendola ad aprirle, lentamente lei le divarica sempre di più sino a spalancarle in modo osceno, quando sposta in avanti il pube dalle labbra lisce e glabre della vagina mi pare di vedere un sottile filo. Mi volto verso Sara che mi sorride e mi offre le labbra per un bacio. Cerco di porle una domanda ma lei arretra e, girando intorno al divano, si porta dinanzi a me oscurandomi ancora la vista di Laura. Sensualmente si slaccia la gonna che lascia cadere, poi si fila la maglia ed anche lei non indossa reggiseno.

  • Sfilami le mutandine! – mi prega.

Porto le mai sui fianchi di Sara e scendo verso l’elastico del tanga, infilo le dita ma non lo abbasso. Fissandola negli occhi porto una mano sul suo pancino pizzico la biancheria sollevandola con una certa forza verso l’alto. Il tessuto s’infila tra le labbra della sua femminilità strappandole un gridolino che irrompe nel silenzio dei sommessi mugolii di Laura. Sara sorride e sta per dire qualcosa ma l’anticipo:

  • È una tua idea? – domando chiaramente rivolto a ciò che accade alle sue spalle.
  • La modalità è una mia idea… scoparsene due è una sua idea! – afferma lei con la voce che non cela l’eccitazione

Sara porta le mani sulle mie e le spinge verso il basso mentre ancora tengo la sua biancheria stretta. In questo modo la spoglio. Lei segue le mie mani e si china per sfilarle, quindi in quella posizione inizia a slacciarmi i calzoni.

  • Spogliati, ti prego!  – mormora lei.

Mentre mi spoglio velocemente i miei occhi cercano Laura, la vedo tra le mani di Marco che, alle sue spalle, stringono le mammelle ed il viso di Paolo tra le gambe che chiaramente la sta facendo godere a giudicare dall’espressione che ha sul viso.

  • Cosa ha in figa? – Domando a Sara che si è rialzata ed è in piedi, stupendamente nuda, dinanzi a me.

Lei sorride e divarica le gambe.

  • Quello che ho io…

Porto gli occhi sul suo sesso e vedo lo stesso filo sottile uscire dalle sue labbra, lentamente lo afferro e tiro verso il basso, con un piccolo sforzo vedo le labbra della vagina gonfiarsi, sento Sara sospirare ed una sfera apparire. Riporto gli occhi verso quelli di Sara mentre con l’indice spingo la sfera nuovamente dentro lei che non si aspettava questa mossa e geme.

  • Non vuoi prendere il loro posto? – domanda maliziosa.
  • Prima voglio la tua bocca, tienile ancora dentro! – sussurro.
  • Perverso!!! – mormora lei sorridendo.

Sara scende sulle ginocchia ed ghermisce il mio sesso, lo scorre con la mano lentamente e poggia con incredibile delicatezza il pollice sul glande scoperto generando delle intense fitte di piacere, quindi lentamente abbassa il viso e lo prende tra le labbra. Lo bagna leccandolo e lo ingoia.

Mentalmente la ringrazio per la delicatezza e la morbidezza delle sue labbra, il calore della sua bocca mi dona un piacere costante ma delicato, posso riportare la mia attenzione su Laura.

Paolo è ancora inginocchiato dinanzi alle sue gambe divaricate, ora non ha più il viso contro il pube ma dal movimento del braccio capisco che la sta giocando con il suo clitoride, Laura ha il viso voltato alla sua sinistra e cerca di ingoiare il pene che Marco continua a strofinarle sulle labbra senza permetterle di prenderlo in gola. L’espressione sul viso se non è di piacere è di fortissima eccitazione, tutto il corpo della mia compagna si contorce sensualmente sullo sgabello, stranamente non parla, non chiede come sua abitudine. Quando è così eccitata vuole, esige, qualcosa nel ventre. Vuole colmare il vuoto che percepisce a causa della dilatazione, ma ora è lì che asseconda il gioco dei due uomini senza chiedere nulla, lascia crescere la voglia, il desiderio d’esser colmata. Questo la spingerà a cercare con maggiore avidità una penetrazione.

  • Mi piace il tuo cazzo, mi piace la tua erezione… il tuo sapore… – afferma Sara mentre soleva il viso verso i miei occhi – Sei così eccitato per me o per quello che stai guardando?
  • Vieni qui!

Con le mani poggiate sugli avambracci la invito a salire. Sara si solleva, apre le gambe e si inginocchia sul divano a cavallo delle mie gambe, si siede quasi sulle ginocchia ed avvicina il viso al mio in cerca di un bacio. Le accarezzo la schiena mentre avvicino le labbra alle sue, stanno per unirsi ma un gridolino di Laura attira la nostra attenzione.

Ora c’è Marco dinanzi a lei, tra le sue gambe. Con una lentezza drammatica sta estraendo le sfere dal corpo di Laura, lei è immobile e trattiene il respiro e spinge il pube tutto in avanti, sul bordo dello sgabello. Le sfere escono, sono due, e Marco le passa al complice. Bacia Laura sulle labbra, le sfiora con la lingua e lei risponde dischiudendo la bocca. Lui la bacia, lei vorrebbe stringerlo ma ha le mani ancora legate dietro la schiena. Marco con una mano dietro la nuca trattiene la trattiene mentre con l’altra mano stringe il membro eretto, lo avvicina a lei, sfiora con il glande le labbra della vagina e poi la penetra.

Laura non può urlare con la lingua di Marco in bocca ma tutto il suo corpo freme per poi inarcarsi a quell’affondo nel ventre. Mentre Paolo ora la sostiene per le spalle Marco inizia a muoversi dentro di lei, lento ma deciso. Affondi distanziati nel tempo, entra in lei con una spinta secca e poi rimane dentro di lei per qualche istante prima di ripetere il gioco. Laura geme, le mani di Paolo stringono il seno e lei è poggiata a lui mentre con le mani, pur legate cerca di raggiungere il sesso di quello che ha dietro. Assorbe ogni affondo con un gemito che esce dalla bocca aperta.

Marco arretra di poco ed esce dal lei, il ventre di Laura s’incava, come svuotato. Lei spinge avanti il pube cercandolo ma non lo trova, allora stringe le gambe sino a premerle contro di lui, la sua espressione muta all’istante, da goduta ora è seria, quasi rabbiosa.

  • Ridammelo! – chiede lei – Ridammelo subito! – ordina.

Marco avanza e torna a penetrarla, si spinge tutto dentro di lei. Laura contrae così intensamente i muscoli del bacino che la pelle quasi mostra i suoi addominali tesi.

  • Sì! Così… scopami!

Laura ha ripreso il dono della voce, era rimasta troppo in silenzio. Sara si volta verso di me e mi guarda divertita, poi torna a voltarsi verso Laura e domanda:

  • Vuoi togliere la benda?
  • No! – risponde immediatamente lei – Mi piace! Mi piace tanto! – aggiunge con un rantolo.

Sara riporta l’attenzione su di me.

  • Ti voglio! – sussurra.

Le mani che tenevo sui suoi fianchi scivolano lungo l’interno delle cosce, porto la destra sotto al suo pube e delicatamente tiro il cordino, una dopo l’altra le sfere escono anche da lei. Sara si limita a sorridere e brandisce il mio sesso, muove la mano lenta mentre le spingo un dito dentro.

  • Prendilo! – la prego.

Sara si solleva e avanza, mentre io scivolo un po’ avanti. Ci troviamo allineati e sento la sua femminilità sfiorare il mio sesso, inizia a calare e si apre a me. Fissa i mie occhi mentre continua a scendere sino a poggiarsi, lo ha tutto dentro, è calda, avvolgente, morbida e sensuale. Le pupille si dilatano ed inspira, spinge il pube avanti e geme in modo evidente. Un suono troppo intenso che non rispecchia la dolcezza del momento, chiaramente vuole lanciare un messaggio a Laura bendata. Ma lei è così presa da ciò che si muove dentro, dalle mani che ha addosso che pare non rendersene conto.

Sara continua a fissarmi mentre si muove lenta.

  • Ti voglio! – geme
  • Ti sono dentro! – sussurro.
  • Ti Voglio! – sussurra

I suoi occhi continuano a fissare i miei, sento che si sta aprendo sempre di più dentro, nonostante le mani percepiscano le contrazioni del ventre è sempre più aperta. Mi bacia a lungo e quando si distacca noto una luce nuova nei suoi occhi, sono lucidi.

  • Così non vale! – le sussurro mentre con le mani la trattengo ferma.
  • Cosa non vale? – domanda lei sottovoce.
  • Questo!
  • Mi piaci! – quasi geme lei – Mi piaci e voglio te!

Tenta di sollevarsi e la lascio libera di muoversi. Riprende la sua danza, sale e scende per poi rimanere premuta contro di me tenendomi tutto dentro per muovere solo il bacino avanti e indietro. Sospira e gode.

  • Sei bella quando godi!

Non attendo la sua risposta, abbasso il capo e raggiungo un seno, prendo il capezzolo tra i denti e stringo piano.

  • Sì! – geme lei

Sara velocizza i movimenti, sento i muscoli che s’irrigidiscono sotto ai palmi delle mani.

  • Vengo! – mi avvisa

La sua affermazione è sottolineata da un lungo gemito, abbandono il suo appetitoso capezzolo e torno a fissarla. Sara si preme contro di me poggia il seno sul mio busto e china il viso verso di me. I suoi occhi mi fissano poi si serrano per un istante in cui sento tutto il suo corpo irrigidirsi.

Urla nel preciso istante in cui riapre gli occhi. Sento il suo corpo vibrare, divarica ancora di più le gambe e si preme contro di me. Un orgasmo lungo, intenso che la lascia senza respiro.

Lentamente riprende le forze e mormora:

  • Grazie! – mi bacia e poi – Vuoi venire?
  • Giochiamo ancora un po’? – domando ora che il suo orgasmo ha appagato parte dei miei sensi.
  • Sì! – conferma lei sorridente – Ma ti voglio dentro!

La sua frase è chiara e non occorre spiegazione. Sara tenta di sollevarsi per farmi uscire ma la trattengo.

  • Rimani così se ti va!
  • Mi piace averti dentro!
  • Muoviti piano, contraiti, lentamente! – la prego.

Mentre lei soddisfa le mie richieste la osservo, in modo speciale osservo il suo sguardo.

  • Hai creato tutto questo per farti me? – domando
  • Diciamo che potrebbe essere una ipotesi plausibile! – ridacchia lei.
  • Vuoi dire che hai trasformato la mia donna in una troia solo per scopare liberamente con me? – domando sottovoce
  • Diciamo che lei è già troia e che io l’ho solo liberata?

Spingo in alto il bacino ed il mio pene apre ancora un po’ Sara. Lei urla sorpresa poi mi bacia.

  • Credevo d’averlo preso tutto!
  • Ti ho risparmiato il meglio per dopo…
  • Dopo cosa? – domanda lei con un rantolo.

Sara riprende a muoversi su di me, ora non cerca il suo piacere ma il mio.

  • Dopo cosa? – torna a domandare

Si muove in un modo troppo efficace, irresistibile, sento il piacere crescere senza riuscire a fermarlo.

  • Ora ti riempio! – gemo fissandola negli occhi.
  • Voglio il tuo seme! – sussurra lei senza perdere il ritmo.

Gli occhi di Sara mostrano le pupille nuovamente dilatate, il suo corpo che si muove su di me, i gemiti di Laura che non vedo ma sento godere, sono uno stimolo troppo forte. Stringo le mani sui fianchi della donna che ho sopra e la premo contro di me, sollevo il bacino e godo dentro il suo ventre. Riesco a reggere il suo sguardo, i miei occhi non si serrano nel piacere e ricambio lo sguardo che lei prima ha donato a me. Godo di lei fissandola negli occhi, Sara mi osserva, sente il mio sesso pulsarle nel ventre, le labbra si aprono e geme mentre sento ancora una volta il suo corpo fremere. Gode insieme a me, ancora una volta.

Con un bacio si solleva e mormora qualcosa che non sento. Lenta cammina verso Laura che è sempre presa da Marco. Non so quanto tempo è passato ma dal fatto che nulla è cambiato dinanzi a me comprendo che l’amplesso con Sara è stato davvero veloce, siamo venuti tutti e due, lei due volte, in pochissimo tempo.

Sara raggiunge Laura, si porta dietro di lei e scosta Paolo quel tanto che basta per legare i polsi della mia donna. Laura lascia cadere le braccia e continua ad assorbire gli affondi di Marco senza cercarlo con le mani ora libere. A quel punto Sara si porta al suo fianco e delicatamente prende la mano di Laura per portarsela tra le gambe che divarica leggermente.

Laura si volta, anche se non può vederla. Tocca Sara tastandole la vagina, la scena ha un qualcosa di terribilmente eccitante!

  • Cosa è? – domanda Laura tra un gemito ed un sospiro alludendo al liquido denso che sente tra le dita.
  • Cerca meglio?

Sara si porta più verso di lei, ora volta la schiena a me, e divarica le gambe. Vedo la mano di Laura spingersi tra le gambe dell’amica, tastare le labbra della vagina e poi inserire delicatamente un dito dentro. Sara approva con un gemito quell’inserzione.

  • Cosa è? – chiede ancora lei.
  • Il seme del tuo uomo… – risponde Sara

La bocca di Laura mostra un emozione di stupore, poi cambia tra il serio e lo sconvolto. Sposta il viso in direzione che immagina trovarsi il volto dell’uomo che la sta prendendo.

  • Riempimi! – chiede con un tono di voce drasticamente serio.

Laura comprende che se Sara è al suo fianco io non sono più distratto, non sa dove mi trovo ma inizia a muoversi in un modo che è una provocazione rivolta a me.

  • Fammi godere e riempimi! – mormora all’uomo che ha dentro.

Marco porta la mano sul pube di Laura e con il pollice stimola il clitoride mentre la monta. Ora lei sta davvero godendo, so che non resite a lungo a quello stimolo unito alla penetrazione. Il suo corpo si fa sempre più eccitante, si muove cercando il piacere nonostante la posizione. Non le occorre molto, improvvisamente spinge il capo contro il petto di Paolo ed inarca la schiena.

  • Godo! – urla

Marco l’afferra per i fianchi e si muove veloce dentro di lei che segue con il pube gli affondi, poi si pianta tutto dentro di lei e raggiunge l’orgasmo anche lui, spinge il suo seme in pancia a Laura che lo accoglie con una lunga serie di “Sì” ripetuti ad ogni pulsione che sente.

Quando lui arretra con il pene rilassato e lucido Laura torna a sistemarsi sullo sgabello, le gambe divaricate e la mano che si porta sulla vagina, tasta le labbra e sente tra le dita il seme.

  • Sono piena! – ammette.

Non perde tempo, ruota sullo sgabello e si volta verso l’altro uomo, quello che aveva alle spalle. Pur bendata le mai trovano subito il suo pene. La sento mormorare frasi di approvazione per l’erezione che sente. Masturba un po’ Paolo poi cerca di avvicinare il viso a lui, mormora qualcosa al suo orecchio e subito Paolo l’aiuta a scendere per guidarla con attenzione verso il divano, proprio al mio fianco. Laura non sa che sono li, o forse lo immagina. Quando sono dinanzi lei percepisce il divano, si inginocchia sopra e poggia le mani sul cuscino posteriore. Divarica sensuale le gambe e solleva il sedere.

  • Montami! – la sento dire.

Un termine che usa raramente.

Paolo si porta dietro di lei e spinge il pene voglioso dentro Laura, entra dentro di lei aperta e lubrificata dal seme dell’amico. Letteralmente la monta, si muove spinto da tutta l’eccitazione che deve aver accumulato nel sostenerla mentre la prendeva Marco e nell’osservare me e Sara impegnati in un altro amplesso sul divano. Laura assorbe i violenti affondi gemendo e rilasciando qualche urlo ogni tanto. Sono convinto che le piaccia essere presa con quella violenza.

Sara osserva la scena, sposta gli occhi dai miei al corpo di Laura. Poi si avvicina e mi prende per mano, mi guida sino sul retro del divano, proprio dinanzi al viso di Laura distorto dal piacere.

Ho goduto di Sara ma vedere la mia compagna presa in quel modo risveglia il mio sesso, mi avvicino a Laura e poggio il membro non ancora duro sulle sue labbra. Lei coglie la presenza, dischiude la bocca e lo lecca. Sicuramente sente il sapore, l’odore di sesso: seme e umori femminili. Non so se sa riconoscere il sapore del mio seme piuttosto che non riconoscere il suo sapore. Non so se sa di avere me dinanzi o se pensa che sia l’altro uomo che poco fa l’ha riempita e fatta godere. In ogni caso dischiude le labbra e prende in bocca il mio pene. Lo succhia, lo lecca, aspira con forza e lo fa a ritmo degli affondi che riceve nel ventre.

Questa cosa la eccita.

La sento godere, i gemiti strozzati dalla mia presenza in gola si si trasformano in piacevoli vibrazioni sul mio sesso. Vorrei toccarla ma temo riconosca le mie mani. Vedo come arcua la schiena allora faccio segno a Paolo di premerle una mano sul ventre, so che a lei piace e la fa impazzire. Lui segue il mio consiglio, porta la mano che serrava il fianco di Laura sotto vicinissima alla vagina e preme ritmicamente, di certo le sfiora le labbra.

Laura gode, sento i suoi mugolii sempre più marcati sul mio glande.

Inarca ancora la schiena e urla di piacere, solleva il viso verso l’alto, se non avesse la benda troverebbe i miei occhi. Sta per dire qualcosa ma Paolo che ha compreso il tipo di donna che ha dinanzi si spinge dentro di lei e gode unendo il suo seme a quello di Marco.

Laura si sente riempire ancora e nel suo viso leggo un piacere immenso, eccitante. Una eccitazione che si scarica su di me. Spingo il pene verso la sua bocca, lei lo riprende mentre ancora gode, mentre ancora Paolo sta venendo dentro di lei, e succhia.

Non si può resisterle, unisco il mio piacere a quello di tutti, eiaculo quel poco seme che mi rimane nella sua bocca.

Lentamente tutti ci allontaniamo da lei che crolla sul divano ansimante. Solamente Sara si avvicina e dolcemente la prende per mano, l’aiuta ad alzarsi senza però levarle la benda. Poi recupera i propri vestiti e l’abito di Laura e la guida fuori dalla stanza.

Esausti ci rivestiamo in silenzio, non c’è molto da dire. Attendiamo il ritorno delle due donne fumando una sigaretta e terminando il bicchiere di prima.

Laura entra nella stanza rossa in viso, cammina incerta è chiaramente provata, dietro di lei Sara che sorride maliziosa verso di me.

Laura viene a sedersi vicino a me, mi fissa per un istante poi avvicina il viso in cerca di un bacio. So che non è tanto il contatto delle labbra che cerca ma con quel gesto vuole capire cosa sto provando io. La bacio, inizialmente le sue labbra sono tese, poi lentamente si rilassano. Le poggio una mano sulla pancia e l’accarezzo. È calda!

  • Sei caldissima! – le faccio notare.
  • Sono piena… – confessa lei.

 

Poco dopo, sulla strada di casa, Laura che è rimasta in silenzio sino a quel momento mi domanda:

  • Chi?
  • Chi… in che senso?
  • Chi mi ha scopata?
  • Non lo sai?
  • No capivo molto in quel momento… – ammette.

Volgo lo sguardo verso di lei e noto che è fissa concentrata la strada.

  • Hai goduto?
  • Sì! Sono venuta…
  • Due volte! – le faccio notare.
  • Sì, due volte… e tu?

Domanda la cui risposta può dire molto a Laura perché solo uno degli uomini è venuto due volte.  Escludendo quello che l’ha riempita sullo sgabello poiché era passato troppo poco tempo, escludendo quello che la stava riempiendo dietro… quello venuto due volte è quello che aveva giocato con Sara.

Se avessi ammesso due orgasmi chiaramente ero io quello che aveva in bocca e Sara le avrebbe confidato la verità quando le aveva fatto toccare il seme dentro di lei.

Sorrido per la scaltrezza che dimostra Laura nonostante la notte d’intenso piacere.

Non posso mentirle ma posso eludere la sua domanda lasciandole intendere molto, porto la mano destra sul suo bacino e poi scendo sino al pube.

  • Il seme che hai qui dentro… non è mio.

Laura si volta verso di me e mi guarda a lungo.

  • Ho bisogno di una doccia… una lunga doccia! – afferma dopo qualche istante.

Il suono della sua voce è caldo e sensuale, sotto il palmo della mano percepisco il bacino muoversi spinto dal respiro lento e regolare. Nasce in me il bisogno di toccarle la pelle, cerco a tentoni uno dei bottoni dell’abito e cerco di slacciarlo, lei mi viene in soccorso aprendolo. Infilo la mano sulla sua pancia piatta e ne assorbo il calore. Laura geme soddisfatta ed intuisce il mio pensiero slacciando i bottoni che restano sino all’orlo inferiore. L’abito si apre sulle sue gambe sino al ventre, spingo la mano verso il basso e lei raccoglie le gambe aprendole un po’. Senza staccare gli occhi dalla strada porto la mano sull’interno della coscia sinistra, sfiorandole la vulva.

Laura si volta, senza fretta distende la gamba sinistra e si sposta in modo da offrirsi meglio alla mia mano. Il suo inguine è caldissimo.

La strada richiama la mia attenzione e sposto la mano per manovrare il cambio, lei ne approfitta per sistemarsi meglio. Riparto e torno ad accarezzarla.

  • Toglile! – la prego

Laura spinge sui piedi e solleva il sedere sfilandosi le mutandine, quindi torna giù nella stessa posizione aperta verso di me.

Ora posso sentire la morbidezza delle sue labbra, il calore del suo intimo. Lei è immobile e mi osserva, respira piano e si lascia toccare senza reagire.

  • Ti sei rimessa le palline dentro? – le domando stupito
  • Sì! – mormora lei.
  • Cosa senti? – le domando curioso di conoscere una sensazione che non posso provare
  • Aperta… mi sento aperta e queste mantengono viva questa sensazione.

Lei porta improvvisamente la mano sui miei genitali e tasta stringendo tra le dita ciò che trova.

  • Sei eccitato…
  • Tu mi ecciti!

Laura sorride e allontana la mano per poi serrare con forza le gambe sulla mia che sta giocherellando con il cordino che esce dalle labbra.

Arriviamo finalmente sotto casa, Laura scende dall’automobile senza ricomporsi, è notte fonda ma questo non significa che qualcuno possa notare come si apre il suo abito ad ogni passo. Saliamo e varcata la soglia lei si trasforma. Mi cinge la vita, poi solleva le braccia al mio collo e si alza sulle punte dei piedi per baciarmi. Le sue labbra s’incollano alle mie, la sua lingua mi cerca. Ci baciamo per un tempo di cui no ho nozione quindi lei mi trascina in camera. Fissa i miei occhi mentre termina si slacciare l’abito, sotto non ha altro. Si avvicina e mi spinge verso il letto dove mi fa sedere, si pone dinanzi a me e divarica le gambe, esattamente come ha fatto Sara poche ore prima.

So cosa vuole, lentamente estraggo le sfere dal suo ventre e lei segue l’operazione con gli occhi fissi sulla mia mano. Quindi s’inginocchia e mi sfila i calzoni.

  • Ci facciamo una doccia prima? – le domando.
  • No, voglio riprendermi il mio uomo adesso! – afferma lei.

Il mio sesso non ha ancora avuto un attimo di tregua in quella serata, troppi stimoli eccitanti e troppo eccitante Laura al ritorno ed ora dinanzi a me. Un istante e me la ritrovo sopra, a cavallo che si muove con il mio pene dentro al ventre. Mi bacia e si muove, sale e scende, mi tiene dentro e geme.

Cerco di trattenerla ma lei non sente ragione, vuole arrivare al culmine e subito. È troppo stanca e sazia di sesso per giocare ora. Non sta scopando con me, sta rivendicando il suo territorio e si comprende da come si muove.

Raggiungiamo l’orgasmo simultaneamente, un piacere esplosivo, bello ma veloce. Quello strettamente necessario ad aggiungere il mio seme nel suo ventre e per lei di donarmi il suo piacere.

Soddisfatta si alza dopo un lungo bacio.

  • Ora davvero mi farei una doccia…
  • Laura, aspetta… ma non dovrei essere io a sentire la necessità di riprendermi la mia donna dopo che si è fatta scopare e riempire da altri due uomini e non tu a sentire di voler riprendere me?

Lei ci pensa su qualche istante, poi risponde:

  • Forse… ma io con loro ho solo scopato, tu con Sara…
  • Io con lei?
  • … io conosco Sara e conosco te.

 

 

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