Incontro al buio

Claudia tenta di dire tra un gemito e l’altro, poi soffoca ogni altra incitazione baciandomi.

È seduta, quasi distesa, sul divano con le gambe aperte dinanzi al viso d’Andrea mentre io sto ancora tentando di levarle la maglietta. Ha gli occhi bendati e non può sapere chi e che cosa le sta facendo. Sento la sua lingua muoversi senza regole nella bocca in cerca della mia, dalle sue labbra percepisco l’eccitazione di cui è preda, mi piace sentirla così!

Riesco a sfilarle la maglietta, le calze con il reggicalze preferiamo entrambi che le tenga indosso.

L’incontro con Andrea non è stato casuale. Dopo averlo ritrovato in ferie, Claudia aveva mantenuto i contatti con lui e quella sera lo aveva invitato a cena da noi, manifestando in questo modo le sue intenzioni.

La lascio alle sue attenzioni per riuscire a spogliarmi, mentre mi levo i vestiti li guardo. I tentativi di Claudia di spingere il pube verso il viso dell’uomo che ha tra le gambe sono eccitanti, i suoi muscoli spingono il corpo verso il piacere seguendo l’istinto poiché non può vedere. Contrae il ventre e solleva il pube appena sente la lingua appoggiarsi tra le labbra della vulva, tenta di seguirla in controtempo per amplificarne lo stimolo. Stranamente non sta chiedendo di più, mi aspettavo che giunta a questo punto desiderasse prendere uno di noi dentro di se ma, evidentemente ha voglia di giocare. Mentre sfilo i miei pantaloni mi accorgo di quanto riesca ad apparire seducente ed eccitante nonostante non possa osservarsi, avevo sempre pensato che molte delle sue posture fossero nate da un’attenta osservazione del proprio corpo. Ero sicuro che Claudia si era studiata a lungo davanti ad uno specchio, anche mentre faceva l’amore con qualcuno, per scoprire il modo migliore di esporre il corpo. Ora, bendata, non poteva osservarsi, quindi i suoi movimenti erano dettati dalla lunga esperienza o dall’istinto. Preferivo pensare che fosse l’istinto a guidarla, l’avrebbe fatta apparire meno fredda e calcolatrice, ma non n’ero sicuro, ormai la conoscevo bene soprattutto mi aveva insegnato a riconoscere le donne come lei.

Andrea si allontana da lei nonostante i gemiti di protesta, insieme prendiamo le sue mani e la solleviamo in piedi. Lei rimane immobile, in attesa, con i sensi allerta per capire cosa sta accadendo ed intuire come stiamo per prenderla. Sa che faremo ogni cosa per darle piacere e questo la eccita.

Faccio cenno ad Andrea di stendersi sul divano, poi guido Claudia sopra di lui sollevandole le gambe in modo da posizionarla a cavallo del suo pene. Lei segue l’istinto, come percepisce un membro nei pressi del pube lo cerca con le mani e se lo guida dentro. Claudia scende lenta, assapora la penetrazione nei minimi dettagli mentre si lascia sfuggire un sospiro di piacere. Rimane con la schiena eretta, seduta su di lui, per muovere solo il bacino. Mentre mi porto al suo fianco osservo come si sta adattando all’uomo che ha sotto, movendo solo il pube si è aperta sino a premere le natiche sui testicoli ed ha assorbito completamente il membro nel ventre. Ora se lo gode contraendo e rilassando i muscoli delle natiche per imprimere un leggero movimento in avanti al pube, quando prova una fitta di piacere schiude le labbra e sospira. Attendo un sospiro più intenso e le appoggio il membro alle labbra. Claudia non attendeva altro, spinge il viso verso di me ed ingoia. Era il segnale che attendeva, con il mio pene tra le labbra inizia a muoversi più intensamente su quello d’Andrea. Sale e scende, ruota il bacino in avanti poi lo porta indietro per prenderlo tutto dentro e nel frattempo mi lecca e succhia in modo anche troppo efficace. Lascio che mi porti quasi al limite dell’orgasmo, mi piace come muove la lingua sul glande quando un altro la sta facendo impazzire, mi eccita l’espressione di piacere che ha dipinta sul viso mentre apre la bocca per cercare il mio membro con la lingua.

Lei si adatta alle nostre silenziose richieste, esegue tutto quello che le nostre mani la spingono a fare. Mi allontano dalla sua bocca per portarmi alle sue spalle sul divano. La spingo giù, verso Andrea il quale mi aiuta prendendola per la vita, sino a quel momento non l’aveva toccata per non lasciarle intendere chi era. Claudia si adagia sul corpo d’Andrea ed allunga il viso per baciarlo mentre le sue mani la spingono in basso, verso il pene.

Mi preparo a penetrarla analmente ma i suoi gemiti mi trattengono per un istante, la sento sussurrare all’uomo che la sta penetrando:

– Non so chi tu sia… però mi piace averti dentro!

Ha la voce roca, orgasmica.

– Avanti spingi… entra!

Andrea punta i piedi e solleva il bacino penetrando a fondo Claudia che reagisce inarcando la schiena e sollevando il viso verso l’alto. Quindi torna lentamente nella posizione di prima.

– Ancora… dai! – lo incita.

Andrea mi lancia un occhiata per capire cosa deve fare.

Lo invito a soddisfare Claudia.

Lui spinge di nuovo, poi ancora ed ancora sino a che lei urla inarcando nuovamente la schiena. Claudia ha un orgasmo esplosivo ma breve, ansima per poco poi crolla sull’uomo che ha sotto.

– Grazie!

Poi mi dirai chi sei, voglio sapere chi mi ha fatto godere!

Ora, però, fammi fare un altro giro!

Muoviti!

Claudia è completamente persa nella sua eccitazione e nella brama di piacere, quando è in questo stato è disposta a tutto. Andrea riprende a spingere e lei lo segue con il bacino.

Ora è pronta ad accogliere anche me.

Dolcemente le accarezzo le natiche per farle intuire le mie intenzioni, Claudia reagisce subito sollevando il sedere invitante. Come ha percepito il mio tocco leggero ha trascurato immediatamente il membro che già ha dentro eccitata dalla possibilità d’accoglierne un altro. Dilato le natiche e noto il suo ano che tenta d’aprirsi, so che in quel momento sta spingendo con forza e conosco l’effetto di quelle spinte sull’interno della vagina. Andrea sta provando qualcosa di molto piacevole, spero solo che regga ancora un po’. Punto i membro e spingo piano, Claudia si apre lentamente nonostante non l’abbia preparata con creme o lubrificanti di sorta. Inizio ad entrare in lei poco alla volta e con attenzione, una fitta di dolore rovinerebbe tutto in questo momento.

Claudia rimane immobile, si limita a spingere in modo da dilatare lo sfintere, la sento trattenere il respiro sin quando non le sono dentro quasi completamente, allora si concede un lungo sospiro e si rilassa. Le lasciamo il tempo di adattarsi alla nuova presenza, poi Andrea appoggia in qualche modo le mani sulle cosce e la guida nei suo movimenti. Io resto fermo, lascio che sia lei a muoversi come meglio riesce e preferisce. Claudia avanza con tutto il corpo poi torna indietro lenta, ripete più volte questo movimento sin quando non si sente pronta ad aumentare il ritmo.

– Spingete… avanti, tutti e due. Ora! – Ci ordina quando non prova più dolore

Andrea è bloccato dal peso di Claudia completamente adagiata su di lui e fa quello che può, io tento di tenere dietro ai movimenti improvvisi della mia donna. Pare che abbia perso la ragione, scivola sul corpo d’Andrea in avanti e poi indietro per sentire il suo membro muoversi nel ventre mentre io, regolandomi sui suoi tempi, la penetro analmente ogni volta che indietreggia.

Claudia è nuovamente prossima all’orgasmo così come noi, il desiderio di godere ancora le fa dimenticare ogni cosa; così, quando esplode il piacere, lei continua a muoversi incurante dell’effetto che ha su di noi.

Andrea non resiste più, sento il suo respiro diventare sempre più affannato sin quando non si lascia andare. Claudia, forse intende o forse si lascia guidare dall’istinto, sta di fatto che si spinge giù in modo da prendere dentro tutto il seme d’Andrea. Io li seguo immediatamente, afferro le anche della mia donna e mi spingo nelle sue viscere per eiaculare.

Spossati ci disuniamo lentamente, con molta attenzione. Claudia crolla sul divano ansimante e con le gambe aperte. Rimane in quella posizione sin che non tentiamo di sbendarla ma lei ci ferma. Vuole tenere la fascia sugli occhi, indicandoci chiaramente che non ritiene terminata la serata.

Ammiro la sua determinazione e la sua libido che pare non avere mai fine.

Vado a lavarmi in bagno, quando torno Andrea la sta accarezzando dolcemente. Le sue mani scorrono sul corpo di Claudia segnandone le forme e lei si gode quelle carezze. Continua a tenere le gambe oscenamente aperte, incurante dei pensieri che genera in noi, dalle labbra della vulva cola un piccolo rivolo di sperma, quello che Andrea le ha lasciato dentro. È molto eccitante vederla in quello stato e ben presto sento rinascere il desiderio di prenderla ancora.

Non mi chiedo come sta lei, capisco dal suo respiro quanto sia eccitata. Muove il bacino come per segnalare il desiderio di un nuovo amplesso.

Andrea è nuovamente pronto, la mano di Claudia brandisce il suo membro e lo stimola in continuazione. Accenno a lui di spingersi in avanti con il corpo, quindi prendo le mani di Claudia e la sollevo per portarla ancora su di lui. Questa volta le faccio volgere la schiena all’amico poi la spingo giù. È lei a scegliere la posizione. Sale con i piedi sul divano e scende sul membro d’Andrea dilatandosi le natiche, vuole sentirlo dietro.

Il viso di Claudia testimonia la sua concentrazione e lo sforzo per mantenersi in equilibrio, ma riesce nel suo intento: il membro d’Andrea le scivola nelle viscere senza difficoltà. Lei si sistema, si muove in modo da farlo entrare poi si stende su di lui offrendomi la piena visione della vagina libera ed invitante.

Mi pare incredibile che sia riuscita ad accoglierlo in quella posizione, ma il membro dell’altro sparisce nelle sue viscere. Accolgo quindi l’invito di Claudia e la prendo, cerco una posizione che mi consenta di entrare in lei e la penetro. Questa volta lei e passiva, non si muove più di tanto, si limita a spalancare le gambe per lasciarmi entrare sino in fondo. Non so se sia per la stanchezza di prima o se vuole solamente sentirsi presa. Mi lascia fare, stabilire il ritmo e la profondità della penetrazione. Temo che non riesca a raggiungere presto un nuovo orgasmo e mi concentro per controllare il mio piacere. La situazione è troppo eccitante per resistere a lungo, il viso di Claudia è irriconoscibile, quel che vedo al di sotto della fascia sugli occhi è puro piacere.

Quando sento l’interno della vagina dilatarsi ancora di più mi stupisco, ma intendo che sta godendo. Allora mi sposto in modo da spingere di più verso il basso, per farle chiaramente percepire il mio membro che punta sull’altro che ha dentro. Immagino che in questa situazione più che lo stimolo fisico sarà quello della fantasia a spingerla verso un nuovo orgasmo. Quando la vedo spalancare la bocca capisco di aver ragione e le do tutto quello che mi rimane. Mi muovo sin che non rantola di piacere ed il suo corpo torna ad essere scosso dalle ondate dell’orgasmo, quindi lascio che il mio seme si unisca a quello d’Andrea nel suo bel ventre.

Claudia accoglie con evidente gioia le mie pulsioni, con le labbra sottolinea ogni mio impulso dischiudendole.

Sfinito esco da lei e, afferrandola per le mani la rimetto seduta. Ha sempre il membro d’Andrea nelle viscere e penso che debba dare anche a lui il piacere di inondarla. Afferrandola per le spalle, con dolcezza, la invito a muoversi. Claudia è stanca, lo si capisce da come si muove, ma è intenzionata ad andare sino in fondo.

Mi allontano da loro e rimango a guardare Claudia che si muove impalandosi sul membro d’Andrea. Ha un’espressione dura sul volto, si nota lo sforzo che sta facendo. Oramai è pienamente appagata ma non può fermarsi. Sale e scende su di lui con una costanza quasi meccanica sin che non si sente trattenere giù allora attende, inclinando il busto in avanti, il termine del suo orgasmo.

Claudia si alza malferma sulle gambe, si toglie la fascia dagli occhi e ci guarda. L’espressione è intraducibile, è dura, quasi distaccata da quanto è appena successo. Senza dire una parola si dirige verso il bagno per una doccia.

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