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racconti erotici : Notte a sorpresa
Inviato da rupescissa il 27/9/2008 21:26:16 (10418 letture)

Con consumata abilità fa scivolare facilmente il suo membro dentro di se, una scena già vista nel pomeriggio, si assesta bene per farlo entrare completamente poi, a beneficio del pubblico, lascia cadere all’indietro la testa mugolando soddisfatta.


 
paroleros027



-         
Attento a non prendere l’A8 in direzione Aix, noi saremmo interessati ad
arrivare a Le Lavandou. Devi prendere a sinistra…là.



 



Marco come navigatore è negato.



Mi aveva già fatto allungare il viaggio di parecchi chilometri con la sua mania
di seguire sempre l’autostrada.



Dietro, Laura e Barbara, si stavano raccontando gli affari loro del tutto
disinteressate ai drammi che avvenivano nei sedili anteriori. Anzi, le loro
confidenze, le descrizioni accurate della biancheria che si erano portate dietro
e i consigli che si scambiavano su come mettere in mostra le parti migliori del
loro corpo, non facilitavano certo la nostra concentrazione.



Ci stavamo recando nella Costa Azzurra per il matrimonio di un comune amico che
si era innamorato di una stupenda ragazza di lì. Sarebbero venuti ad abitare in
Italia, ma la cerimonia si sarebbe svolta nel paese natale di lei.



Considerato che eravamo verso la fine di giugno la cosa non ci dispiaceva per
niente. A pochi giorni dall’inizio dell’estate astronomica, il clima della
Provenza era fantastico e la forra mediterranea, non ancora bruciata dal sole e
dalla siccità, si esaltava nelle sfumature del verde in contrasto con i campi di
lavanda. Mancavano le ginestre, già sfiorite, ma sappiamo accontentarci!



 



Avevano organizzato bene la cerimonia.



La sposa, originaria di Le Porquerolles, un’isola con forte vocazione turistica
a poche miglia dal Paese di Le Lavandou, aveva scelto la piccola chiesa di
Port-Cros per la funzione.



Questa piccola isola situata davanti alla più grande è da parecchi anni un parco
naturale a protezione totale. Non vi sono né automobili né asfalto. E’
pochissimo attrezzata, due piccoli alberghi e quattro ristorantini accolgono i
turisti che nel periodo estivo, trasportati dalle barche che partono dalla costa
si passano la giornata in questo piccolo paradiso. La sera, quando l’ultima
barca è partita, rimangono solo i pochi abitanti e quei fortunati che hanno
trovato alloggio nelle poche camere disponibili.



Noi eravamo tra quei fortunati.



Per il matrimonio avevano prenotato tutti i posti disponibili con sufficiente
anticipo e l’isola sarebbe stata tutta nostra per tre giorni, almeno la  sera!



Non conoscevamo tutti gli invitati, ma eravamo certi che la situazione avrebbe
facilitato il nascere delle amicizie nonostante i piccoli problemi di
comunicazione tra noi e i francofoni.



Lasciata la macchina al paese sulla costa c’imbarchiamo in compagnia d’altri
invitati e vari turisti. Il breve viaggio via mare fu movimentato dal fatto che
l’equipaggio, conoscendo bene la sposa, aveva deciso di far divertire i suoi
amici prendendo le onde in modo da far ballare per bene la barca.



All’arrivo troviamo Andrea, il futuro sposo, ad attenderci sul molo. Baci e
abbracci, pacche sulle spalle e i convenevoli di rito, dopo di che ci accompagna
ai nostri alloggi.



Siamo fortunati, il nostro albergo si trova isolato in una baia a pochi minuti
dal centro vitale dell’isola. Durante il tragitto veniamo informati che per la
serata hanno organizzato un piccolo spettacolo e che per la cerimonia sono
assolutamente vietati abiti eleganti e tacchi alti, la chiesa si trova quasi nel
centro dell’isola a più di mezz’ora di cammino. Il posto è splendido e molto
intimo. Considerate che occorrono circa due ore a piedi per fare il giro di
tutta l’isola e avrete l’idea della sua dimensione.



Sistemati nelle nostre camere iniziamo a sentire i morsi della fame. E’ presto e
abbiamo tutto il pomeriggio davanti.



Mangiamo qualcosa al villaggio mentre studiamo una piccola carta topografica
della zona, notiamo tutta una serie di sentieri che portano a delle calette
isolate. Per stimolare la digestione e occupare parte del pomeriggio ci avviamo
lungo la traccia che porta alla spiaggia più lontana e tranquilla.



Il percorso si snoda negli arbusti tipici della macchia mediterranea, il profumo
delle erbe, misto a quello del mare, ci regala delle sensazioni molto
rilassanti.



Il tragitto non è faticoso, per la maggior parte è in piano, ma notata una
piccolissima spiaggia, a metà percorso, quasi invisibile dal sentiero non
resistiamo alla tentazione di scendere in riva al mare.



 



Da sotto si ha l’impressione di essere completamente isolati, solo la costa
della Provenza con le sue cittadine, visibile in lontananza ci dà il senso della
realtà.



Fa molto caldo, il sole batte forte invitando a buttarsi in acqua. Lo pensano
anche Laura e Barbara, il fatto di non aver previsto il costume da bagno non è
un problema per loro.



Con Marco sto osservando la piccola fauna che pullula sulla battigia quando
sentiamo il rumore di due tuffi.



Sono le nostre donne che, abbandonati i vestiti, si sono buttate in acqua. Sono
un bello spettacolo e restiamo a guardarle mentre si spruzzano per gioco come
due bambine.



Non avendo previsto niente per asciugarsi, al ritorno, devono stendersi al sole
sui loro stessi abiti. Quei due corpi distesi in modo provocante e bagnati sono
un invito cui è impossibile resistere.



Marco ed Io ci avviciniamo alle nostre rispettive compagne e ci mettiamo comodi
per riuscire ad accarezzare meglio i loro corpi. Le nostre attenzioni non sono
subito corrisposte. Mugugnano, si lamentano che non è mai possibile stare
tranquille. Al termine si voltano, contemporaneamente sulla pancia e ci danno la
schiena.



Noi sappiamo che in realtà aspettano le nostre proposte. Con una rapida occhiata
di intesa decidiamo di scambiarci di posto, in silenzio, dando alle nostre donne
il piacere di scoprire con calma chi le sta toccando. Sappiamo, poiché le
conosciamo, che tutte e due vorrebbero essere al centro dell’azione. Purtroppo
non sarà possibile accontentarle.



 



Io mi occupo di Barbara e Marco di Laura. Iniziamo ad accarezzarle la schiena
scendendo poco alla volta verso il sedere. Loro due, non danno segno di aver
intuito lo scambio.



Guardo le mani di Marco che accarezzano il corpo della mia donna, seguo rapito
le loro evoluzioni e immagino le reazioni di Laura a quelle carezze. Conosco
benissimo la sensazione della sua pelle sotto i palmi delle mani e riesco a
sentire quello che sente Marco.



Alzo lo sguardo e mi vedo riflesso negli occhi di Marco; stiamo provando le
stesse sensazioni.



Sempre con l’apparente indifferenza delle due donne mi accorgo di fare a gara
con lui a chi tocca in modo sempre più esplicito la compagna dell’altro. E’
assolutamente inconscio ma se vedo le sue mani che si avvicinano al seno di
Laura, io scendo di più su quello di Barbara. Quando io mi avvicino alle natiche
della sua donna, lui scivola attraverso il retro delle cosce verso il pube della
mia.



La cosa si sta facendo più morbosa del previsto. Non abbiamo mai fatto uno
scambio completo alla presenza di tutti e quattro contemporaneamente.



Inizio a spogliarmi, subito seguito da Marco.



Accarezzando Barbara la invito a sollevare poco alla volta il sedere sino a
quando non si trova alla giusta altezza e la vagina è proprio di fronte al mio
membro. Con la mano m’intrufolo fra le sue cosce, salendo verso il pube la ruoto
in modo da farle divaricare un minimo le gambe. Esploro fra le sue labbra ed ho
la conferma che la sua indifferenza è frutto di una recitazione studiata nei
particolari, evidentemente in combutta con Laura.



Lei è eccitatissima e pronta a ricevermi. Non so se ha riconosciuto chi c’è
dietro di lei, poi penso che senz’altro ha capito dal tocco delle mie mani che
non sono suo marito. Lo stesso discorso vale per Laura che in questo momento si
lascia infilare, con estremo piacere, due dita di Marco nella vagina.



Barbara ha la faccia premuta sulla sua camicia appoggiata sulla sabbia e il
sedere alto, in attesa. Appoggio il mio membro alla sua leggera peluria. Dilato
con dolcezza le labbra della vagina mentre mi scappello. Appoggio il pene su
quella pelle morbida e umida, strofinandolo, avvicinandomi senza cercare di
penetrarla al suo buco. Lei è impaziente, si muove anticipando le mie mosse in
modo da farlo entrare in lei. Tento di continuare il gioco ma lei è più abile e
me lo cattura. Come lo sento iniziare ad entrare spingo con decisione, so che a
lei piace, quando è molto eccitata e dilatata, sentirlo entrare di colpo. Geme
forte, attirando l’attenzione degli altri due, e inizia a muoversi alla ricerca
di penetrazioni sempre più profonde.



Laura richiamata dai versi di Barbara, volta la testa nella nostra direzione e
resta a guardarci. Il suo viso dimostra che sta provando un piacere molto forte,
grazie alle mani di Marco che le stanno facendo di tutto. S’illumina, colta da
ispirazione e scivola via da lui, si rigira sulla schiena tanto che penso voglia
farsi prendere in quella posizione. Scivolando sul sedere si porta dinanzi al
viso di Barbara, trascinando con se i suoi vestiti sotto di lei. Apre, o meglio
spalanca le gambe in direzione di Marco, invitante e decisa ad ottenere la sua
parte di piacere. Quando lui s’inginocchia fra le sue cosce, lei prende in mano
il suo pene trascinandolo verso la meta. Si lascia penetrare facilitandolo
quanto più possibile, aprendosi a lui e inclinando il pube in modo favorevole.
Come l’ha dentro fino in fondo stringe le gambe contro i fianchi di Marco,
inclina verso il basso la vagina e inarca la schiena, come piace a lei quando
viene presa, per sentirlo meglio e completamente.



Resta così, lentamente si volta verso di me e aspetta che io ritorni a sbattere
Barbara per concedersi ai colpi di Marco.



Barbara allunga una mano verso il seno di Laura e lo prende, stringendolo e
stuzzicandolo a seconda di come entro in lei. Non soddisfatta cerca di
raggiungere i peli del pube di Laura ma è troppo lontana; allora, mentre gli
sono dentro gattona verso di lei. Quando la raggiunge cerca il suo clitoride,
unendo la sua mano al membro del marito. Per Laura è troppo inizia a godere in
maniera incontrollata, geme e ansima. Non può durare a lungo in quella
condizione.



Quasi sull’orlo dell’orgasmo blocca la mano di Barbara e spinge fuori Marco da
se. Si allontana da noi trascinandosi sui gomiti. Dice a Marco di stendersi, lo
fa mettere con il viso sotto quello di sua moglie e gli sale a cavallo
guadandomi negli occhi. Si guida dentro il membro voglioso di lui e scende
accogliendolo tutto. Con la schiena dritta, leggermente all’indietro guarda con
interesse la sua zona pubica studiando con piacere quello che le riempie il
ventre. Sale e scende un po’ di volte osservando rapita la sua penetrazione,
unendo il piacere della vista a quello che le trasmette il suo corpo.
Soddisfatta dello spettacolo si lascia andare in avanti e inizia un movimento di
anche e bacino che ben presto le disegnano sul viso i tratti del piacere.



Barbara, nel frattempo mentre si gusta il mio membro dentro di lei bacia e lacca
la bocca di Marco sotto di lei.



La gara che prima era tra me e Marco ora vede un altro sfidante, è Laura. Noto
che dapprima adegua i suoi movimenti al modo in cuoi penetro Barbara. Quando lo
spingo dentro di lei, Laura scende sul pene di Marco. Se do un colpo lungo e
profondo a Barbara, Laura divarica le gambe e preme il più possibile il pube
contro Marco, lasciandolo entrare a fondo.



E come quando ci dedichiamo al sesso orale a vicenda. Più lei mi stimola più io
la lecco intensamente e quando voglio di più, le do di più.



Scopare davanti alla tua donna che si sta facendo un altro e come un magnifico
sessantanove, gli altri due sono, in questo momento, solo delle appendici, dei
mezzi che usiamo per darci piacere.



Dal canto loro, Barbara e Marco, ci lasciano fare scambiandosi le tenere
effusioni che non si potrebbero dare se fossero uno sopra l’altra o viceversa.
Uniscono i forti stimoli di un rapporto intenso e animale con i baci e le
occhiate tenere. E’ una situazione ben bilanciata, ognuno di noi trova, nella
nostra piccola orgia, quello che desidera in quel momento.



Io rallento il ritmo, lascio scivolare la mano sul sedere di Barbara e cerco di
raggiungere la vagina. La prendo piano con delle spinte lente e profonde,
assecondo le sue contrazioni, mentre la stimolo con la mano. Voglio farla
godere.



Laura, che ha lo sguardo fisso sul mio bacino, si adegua. I suoi movimenti si
fanno più lenti e sensuali. Sale e lo lascia uscire quasi completamente con il
pube spinto in avanti, poi cambia inclinazione e scende lenta. La sua mano, dopo
averla lasciata scendere aderente al suo corpo dal seno al monte di venere, apre
indice e medio, seguendo la curvatura del pube, intorno al membro di Marco;
stringendolo nella corsa dentro di lei. Prova un piacere intenso e lo dimostra
con i suoi versi e i gemiti, gli occhi versati all’indietro quando scende
lasciano intendere che non manca molto all’orgasmo.



Barbara, nel frattempo, è diventata sempre più attiva anticipando le mie spinte
e muovendosi in modo da amplificare le sensazioni regalategli del mio pene in
lei. Grazie all’azione delle mie mani sta godendo come Laura. Preme la sua bocca
contro quella del marito, baciandolo sino ad impedirgli di respirare.



La prima ad arrivare all’orgasmo è Barbara, inarcando la schiena sino ad
impedirmi quasi di penetrarla, ansima di piacere con le labbra a pochi
centimetri da Marco. Il volto della moglie trasfigurato dalle ondate di piacere
lo mandano fori di testa e perde il controllo, sino ad allora perfettamente
mantenuto nonostante il balletto di Laura sopra di lui. Viene spingendo in alto
il bacino, entrando completamente nel ventre della mia donna.



Laura si accorge del suo stato e letteralmente salta sopra di lui. Nella foga il
pene di Marco esce da lei per un brevissimo istante, sufficiente ad imbiancarle
i peli del pube con il suo seme. Laura è brava a riprenderlo dentro. Gli impulsi
che sente dentro di lei la portano immediatamente all’orgasmo, si muove ancora
due, tre volte su e giù, poi resta lì con il membro piantato sino in fondo nel
suo corpo ondeggiando lievemente con il bacino negli ultimi spasmi. La testa
abbandonata all’indietro, verso il cielo, lascia intravedere una espressione
molto concentrata e goduta.



Contemporaneamente a Laura vengo anch’io, anzi il primo sentore del mio orgasmo
è arrivato quando ho visto Marco spruzzare il pube di Laura.



Barbara, benché distrutta dal suo recente orgasmo, è bravissima, quando sente
che sto venendo dentro di lei si muove in modo incredibile, pare che aspiri con
la vagina il mio seme, quasi come riesce a farlo con la bocca. Mi da un piacere
immenso e resto in lei sino alla fine, tentennando ad uscire da quella vulva
così accogliente.



Riprendiamo fiato sdraiati fianco a fianco sulla sabbia. Le nostre due donne si
stendono vicine, tutte e due con le gambe aperte, quasi fosse doloroso per loro
ricomporle dopo il rapporto con noi. Vedo, da tutte e due le vagine, una bionda
e l’altra nera, colare un leggero rivolo biancastro, testimone di quello che è
appena accaduto. Una scena che rimango a guardare sino a quando non ci
rivestiamo per tornare al nostro albergo.



 



Laura risente ancora di quello che è successo in spiaggia, ed è ancora molto
eccitata. In camera si spoglia mettendosi in mostra per me, sdraiato sul letto,
lascia cadere in terra i vestiti, non indossa biancheria, e si dirige in bagno
per una doccia. Sento l’acqua che scorre poi la sua voce:



 



-         
Che fai lì?



Non ti lavi?



-         
Aspetto che tu abbia finito. – le rispondo.



-         
Vieni adesso, con me…dai!!



 



La raggiungo dopo aver lasciato i miei vestiti sul letto e m’infilo sotto la
doccia con lei. Non è la prima volta che ci laviamo insieme, però quando vedo
che dirige il getto d’acqua direttamente dentro la vagina aperta dalla sua mano,
sento un impulso di voglia nascere dentro di me. E dire che il rapporto con
Barbara mi aveva lasciato completamente appagato.



 



-         
Allora, cosa mi dici di quello che abbiamo appena fatto con gli altri due
sulla spiaggia? – esordisce Laura appena tiro la tenda che dovrebbe evitare
spruzzi in tutto il bagno.



-         
Appagante. Si, devo dire molto appagante. Barbara è davvero molto brava…
ma tu sei stata migliore, eri uno spettacolo incedibile, fantastico. Hai un
corpo che stimola ogni fantasia e ogni perversione.



Ti muovevi come una vera porca, una … scusa il
termine, troia esperta. Sei proprio brava, non ti avevo mai vista da così vicino
all’opera con un altro.



-         
Ti è piaciuto come l’ho fatto venire?



-         
Si!



-         
Mi facevano impazzire i colpi che davi a Barbara, vedevo il suo ventre
che si gonfiava quando entravi e mi sembrava che lo spingessi in me, il suo seno
che ballava sotto le tue spinte mi ha eccitato oltre ogni limite.



Sai, è incredibile, ma ero quasi gelosa di lei.
Non ho mai provato un sentimento di questo genere da quando abbiamo iniziato a
giocare con loro.



Oggi, però, quando ti ho visto prendere da
dietro Barbara e ho visto il piacere che provavi e che le davi mi sono un po’
ingelosita. Per questo mi sono scopata Marco in quel modo.



 



Mentre
mi parla in questo modo, Laura, si gira e mi volge la schiena. Alza il sedere e
lo strofina contro di me.



Le insapono la schiena, il seno, il ventre e i fianchi. Quel sedere mi sta
torturando il pene, che nel frattempo riscopre di essere ancora vivo e voglioso.



Fra un’insaponata e l’altra, uno strofinio e l’altro mi spingo dentro la sua
vagina che scopro già pronta e accogliente.



Lei si appoggia con le mani al bordo della vasca e mi offre la sua femminilità
nella posizione migliore che riesce ad assumere.



Poche spinte e capiamo che la vasca ci limita troppo per farlo in piedi. Sfugge
da me e s’inginocchia, la imito e la penetro nuovamente. Lasciamo che l’acqua
scenda su di noi, ha una temperatura stupenda e il sentirla scorrere sui nostri
corpi c’eccita.



La prendo così come poco prima ho preso Barbara, le stesse spinte e gli stessi
stimoli con le mani.



Laura vuole parlare durante questo rapporto, a volte le piace molto farlo, la
eccita ulteriormente:



 



-         
Si. – non capisco se continua il discorso di prima o se è un incitamento
– Ero gelosa di cosa facevi a lei e di come lei ti faceva godere. Allora ho
iniziato a scopare in quel modo per farti vedere come sapevo godere anch’io e di
come ero brava a far godere Marco. Mi sono accorta che seguivo il tuo ritmo come
se fossi tu sotto di me, allora ho provato a cambiarlo e tu mi hai seguito.



Quando entravi in lei, io, scendevo su di lui e
sentivo un pene come il tuo che mi sfondava, solo che tu eri dentro un’altra …
che situazione confusa, non capivo più niente ma mi piaceva.



-         
Hai scopato veramente bene, mi sei piaciuta moltissimo. Sei bravissima a
prenderlo in quella posizione. Quando ti guardavo come scendevi su di Marco e
come muovevi il bacino e il pube su di lui sapevo chiaramente quello che gli
facevi provare.



Mi piace guardarti mentre fai sesso, sei
bellissima quando godi.



-         
Come adesso… spingi più lento, a fondo…così!



Hai visto come mi sono fatta riempire da lui?



L’ho fatto per te e per Barbara, ma soprattutto
per te. Sono venuta immaginando quello che provavi vedendo Marco pulsare dentro
di me!



-         
Difatti sono venuto anch’io!



-         
Dentro Barbara, lo sooo….dai….Ah!



 



Laura raggiunge l’orgasmo, un piacere breve ma molto intenso. Il mio pene dentro
di lei, la mie mani, ma soprattutto il ricordo della giornata e la sua fantasia
l’hanno fatta arrivare molto velocemente al piacere.



Al termine, lei, si volta e si siede sul bordo della vasca, mi fa alzare in
piedi e me lo prende in bocca. Non resisto a lungo e in breve vengo anch’io.
Laura lascia che la spruzzi a qualche centimetro dal viso, dispensandomi solo
qualche saltuario colpo con la lingua. Il mio seme si unisce all’acqua che cola
sul suo corpo creando una scia che disegna il contorno del seno per poi
allargasi sul ventre, riducendosi ad un sottile rigagnolo sui morbidi peli del
pube.



Sfinito ma soddisfatto dopo una brevissima insaponata e il conseguente
risciacquo mi lascio cadere sul letto senza nemmeno asciugarmi completamente.



Laura si unisce a me poco dopo e rimaniamo distesi ad assaporare il piacevole
torpore del dopo orgasmo sino all’ora di cena.



 



Al nostro tavolo, oltre a Barbara e Marco, vi è un’altra coppia di conoscenti. I
nostri discorsi rimangono quindi sul generico e restano ben lontani
dall’argomento del sesso. Solo qualche breve e complice occhiata scambiata fra
noi quattro potrebbe tradire l’intesa erotica che c’è fra le nostre coppie.



Fra le altre cose veniamo a sapere, oltre al programma della cerimonia
dell’indomani, della piccola festa prevista per la serata: musica, balli,
ulteriori mangiate e bevute, nonché una serie di spettacoli organizzati dai
futuri sposi.



Bene, penso che un programma del genere, per quanto pieno sia più riposante per
noi che il lasciarci soli. Noto, infatti, dallo sguardo perso di Marco che anche
Barbara ha voluto qualcosa da lui quando erano in camera.



 



La serata prosegue come da programma, la musica di accompagnamento e le
abbondanti dosi di liquore (siamo su di un’isola dove non esistono automobili… e
nemmeno biciclette, il massimo incidente è ritrovarsi abbracciati ad un fico
d’india!), favoriscono i rapporti umani, facciamo conoscenza con tante persone,
alcune molto interessanti e la serata passa in fretta.



Nulla degno di nota, quantomeno ai fini di questo racconto.



Si fa tardi e la gente, poco alla volta comincia a ritirarsi in camera.



L’attenzione dei pochi irriducibili è attirata dall’annuncio, in francese, di un
imminente spettacolo ad alto tenore erotico. Non ho capito molto, l’ora tarda e
il tasso alcolico annebbiano le mie facoltà linguistiche. Cerco Laura nella
speranza di delucidazioni ma non la vedo. Trovo, però, Barbara anche lei alla
ricerca di Marco, ci parliamo e decidiamo di seguire gli altri che stanno
uscendo dalla sala.



 



-         
Ma dove saranno quei due? – mi domanda lei con un’aria per nulla
preoccupata.



-         
Non ne ho la minima idea, Laura è sparita da almeno mezz’ora!



-         
Anche mio marito, non vorrei che….



-         
Se… faremo altrettanto anche noi…



-         
Prima gustiamoci lo spettacolo. – aggiunge lei sorniona.



-         
Non è che ci hanno filmato questo pomeriggio? – le chiedo preoccupato.



-         
Beh! Tutto sommato qui non vedo nessuno che ci conosce, sono per la
maggior parte francesi!



-         
Esibizionista che non sei altro!



-         
Ti piace pero!



 



Su questo tono la nostra discussione dura sino a che arriviamo in una sala, in
parte rialzata, da dove si domina su quello che succede nella parte bassa a
circa un metro e mezzo sotto. Sono riunite una dozzina di persone ma dei nostri
due compagni nessuna traccia, l’occhiata che mi lancia Barbara è piena di
significati. Siamo convinti che Laura e Marco abbiano deciso di finire la serata
tra di loro, senza coinvolgerci. Poco male gli renderemo il piacere.



Ci sistemiamo su delle sedie disposte ad arco nella parte alta a ridosso della
balaustra che la separa dalla parte bassa dove è stato posizionato un letto.



Barbara commenta la scena con stupore e maraviglia:



 



-         
Ehi! Fanno sul serio qui!



Dai dimentica quei due e godiamoci lo
spettacolo, magari ci viene qualche idea per dopo.



 



Mi siedo vicino a lei e resto in attesa.



Una musica a basso volume segnala che qualcosa sta per accadere. Si abbassano le
luci della sala e solo uno spot illumina il letto. L’effetto di quel colpo di
luce sulle lenzuola blu scuro è notevole e un senso di attesa permea la sala.



Ne risente anche Barbara che approfitta del buio per prendere la mia mano e
posizionarsela sulle gambe, trovo l’idea molto buone e l’accarezzo.



 



Inizia lo spettacolo.



Entra una donna dagli splendidi capelli neri, lunghi fino al seno. Indossa un
tailleur grigio, molto aderente con la gonna poco al di sopra del ginocchio.
Calze nere e scarpe alte dello stesso colore.



Molto bella con un fisico messo in evidenza dall’abito di una misura troppo
stretta per lei.



Una maschera sugli occhi la rende irriconoscibile e misteriosa, molto sexy.



Gira intorno al letto, camminando lenta poi si siede su di una sedia davanti ad
esso. Il pubblico dopo l’iniziale applauso di benvenuto osserva un religioso
silenzio.



La donna si passa la mano sui capelli ravvivandoli mentre volge lo sguardo verso
l’uomo che sta entrando.



Anche lui è vestito elegante e indossa una maschera sul viso.



Barbara mi sussurra che evidentemente non sono due attori professionisti il che
rende l’esibizione ancora più interessante.



Lui si avvicina alla donna seduta e le gira intorno, guardandola. Lei lo segue
con lo sguardo, ruotando leggermente il busto e dischiudendo le gambe
nell’operazione.



L’uomo si ferma dietro di lei, l’afferra per la testa tirandola indietro per
baciarla, quasi con violenza. Lei gradisce e mentre li offre le labbra inarca il
busto spingendo i fuori il seno, lo cerca con le mani ma lui le sfugge. Prende
le sue braccia portandole dietro la sedia, le trattiene e estrae, platealmente,
da una tasca delle manette. La imprigiona così, legata alla sedia.



Le labbra di lei socchiuse nell’attesa degli eventi sono tremendamente erotiche.



Ora, l’uomo, si porta davanti alle sue gambe, s’inginocchia ad accarezzarle e a
baciarle, violando a tratti il confine tracciato dal bordo della gonna, si
spinge all’interno delle cosce di lei costringendola ad aprirsi quanto la
sottana lo consente.



Lei è estasiata dalle sue mani che la frugano intimamente, lo guarda respirando
lentamente e a fondo, con lo sguardo lo invita a spingersi oltre.



Lui le cinge la vita, studiando con chiara libidine i fianchi. Cerca, nel retro
della gonna la zip che la chiude. La apre e inizia a sfilargliela facendola
scivolare lentamente sulle gambe, aiutato da lei che alza il sedere.



 



Nonostante me lo aspettasi la vista delle calze autoreggienti e del piccolo
triangolo degli slip, mi eccita. Inconsciamente stringo la coscia di Barbara,
strappandole un leggero gemito di approvazione, non parca prende la mia mano e
se la porta sotto il vestito, nel mezzo delle cosce, stringendo successivamente
le gambe per farmi intendere di non andarmene.



 



L’uomo si mette a cavallo delle gambe della donna, in piedi, e inizia a
sbottonarle la giacca. Lei tenta, impedita dalle manette di raggiungere con le
labbra la zona genitale di lui, bacia e mordicchia la patta dei pantaloni nel
tentativo di aprirli. Lui le fila la giacca dalle spalle rivoltandola indietro
sullo schienale della sedia. Si allontana da lei, osservandola. Prende da una
tasca un coltello a serramanico, lo apre e con la lama le fa saltare i bottoni
della camicetta, uno alla volta con una lentezza esasperante.



Rivolta la camicia come la giacca, questo blocca ancora di più i movimenti di
lei.



La lama segue il contorno del reggipetto, probabilmente non è appoggiata al suo
corpo ma dalla nostra posizione non si capisce bene, scende sul ventre sino alle
mutandine, s’infila sotto di loro tirandone il tessuto, poi ruota e le taglia.
Non ripete l’operazione anche sull’altro lato, ma sale nuovamente verso il seno.
L’uomo gioca stuzzicandole i capezzoli, che s’intravedono attraverso il tessuto,
turgidi dall’eccitazione con la lama del coltello. Quindi, all’improvviso taglia
nel mezzo il reggiseno che letteralmente esplode aprendosi in due, liberando due
tette magnifiche che lei spinge in fuori, verso di lui per farsele baciare e
leccare.



L’uomo però preferisce lasciare alla lama d’acciaio il compito di accarezzare la
donna. Il lucido metallo esplora intimamente quel corpo, disegna immaginari
fiori sulla pelle del seno, poi come per cancellarli, di piatto, la lama preme
la mammella schiacciandola. Il gioco prosegue sino a quando con un ultimo scatto
veloce e violento taglia l’ultimo lembo degli slip, denudando il pube.



Lei apre le gambe verso di lui, non come invito ma come sfida, lo s’intuisce dal
suo sguardo, quel poco che si vede sotto la maschera.



Lui si scioglie la cravatta e si sbottona la camicia, apre la patta dei
pantaloni e tira fuori il suo membro perfettamente eretto. Si avvicina a lei,
sfila la cravatta dal colletto e la passa intorno al collo di lei, sul retro
della testa, quindi fa passare la cravatta in mezzo alle sue gambe e con una
mano da dietro il sedere, tira la testa della donna verso il suo membro. Lei gli
si avvicina già con la bocca aperta, appena lo trova con le labbra, anticipa
l’uomo e si tuffa ad ingoiarlo. La sua mossa è tanto fulminea che l’uomo
d’istinto ritrae il bacino, poi gli si concede.



La donna è abilissima a succhiarlo senza l’ausilio delle mani. Quando lo ha
dentro per metà si può notare sulle guance incavate la lingua che saetta veloce
sulla cappella. Ritrae il viso, lasciando scorrere le labbra su tutta la
lunghezza del pene, stringendole. Si posiziona in modo da poterlo leccare con
dovizia e in ogni anfratto, poi lo riprende, poco per volta e ogni volta più in
gola.



L’uomo sta perdendo il controllo, ha la testa reclinata all’indietro e ansima.



 



-         
Quella fa i pompini come Laura e ha il suo corpo! – osservo con Barbara.



-         
E a me sembra di riconoscere quel pene….Hai capito quei due!



Questa volta ci hanno fregati per bene, lo
stanno facendo davanti a noi e a tutti gli altri.



Hai visto che roba?



-         
Bravi però, bisogna concederglielo.



 



La donna è proprio Laura, con una parrucca nera, ma è proprio lei. Ora che il
dubbio non è più tale, osservo con attenzione i peli del pube e quando vengono
colpiti dalla luce noto il colore biondo di Laura.



Lo spettacolo, di colpo, diviene molto più interessante per me e Barbara e vi
dedichiamo più attenzione; anche se la mia mano posizionata tra le cosce della
mia vicina inizia a cercare il suo pelo, per sfogare un po’ dell’eccitazione che
sta montando in noi. Lei non protesta ma apre dischiude leggermente le gambe per
favorirmi nella mia ricerca.



 



Laura, nel frattempo, ha quasi fatto venire Marco, anche sull’identità dell’uomo
non abbiamo più dubbi. Lui si ritrae all’improvviso da lei rimanendo a fissarla
sconvolto.



S’inginocchia tra le sue gambe e afferratone il sedere lo tira verso di se,
portando la vagina fuori dall’orlo della sedia. S’infila tra le gambe della
sedia, mettendosi seduto con il viso giusto all’altezza del pube di Laura e
inizia a leccarla. Prima in modo vago e quasi disinteressato, poi dopo aver
divaricato le labbra della vagina con le mani, in modo più proficuo per lei.



Il forte effetto che la lingua di Marco ha su di lei si nota da come muove il
bacino e dall’espressione che si può evincere dalla bocca. Si muove cime se lo
avesse dentro, seguendo i colpi di una immaginaria penetrazione poco alla volta
scivola in avanti. Lui, per farla godere ancora di più, ogni tanto infila un
dito dentro la vagina esplorandone le pareti, poi lo sostituisce con la lingua.
S’interrompe quando sente i suoi primi gridolini di piacere.



La lascia ansimante con il corpo lucido per un leggero strato di sudore e la
vagina fradicia a causa della sua saliva e degli umori che la grand’eccitazione
ha fatto rilasciare.



Marco si tira fuori da sotto la sedia e si mette, nuovamente, in ginocchio
davanti a lei, nel mezzo delle gambe.



Laura che, per merito del suo dimenarsi di prima, ha mezzo sedere fuori dalla
sedia, con le gambe divaricare gli offre oscenamente e spudoratamente la sua
femminilità.



Lui può ringraziare il fatto che lei ha i polsi legati dietro la sedia,
altrimenti non potrebbe rimanere fermo così a lungo, senza fiato, a guardarla
senza alcun pudore. Dopo un suo verso di incitamento, lui allunga una mano sulla
coscia destra e inizia a risalirla. Raggiunge la vagina e ci gioca, poi prende
in mano il suo membro e lo appoggia alle labbra dilatate proprio di fronte
all’ingresso.



Lo imbocca mentre lei si mordicchia il labbro inferiore della bocca, non spinge,
lo strofina su di lei facendola impazzire nell’attesa. La tortura, lascia che
lei cerchi di infilarselo dentro con delle abili mosse del pube, ma poi lo
ritrae.



 



Lei ansima nello sforzo di cercarlo e questo la rende molto erotica. Nella sala
c’è un silenzio irreale, come se tutti i presenti prestino la massima attenzione
ai suoni dei due, solo qualche gemito viene percepito qua e là tra il pubblico,
sia di origine femminile che maschile, si ha le sensazione che qualcuno stia
regalando al proprio compagno un piacere supplementare altre a quello datogli
dallo spettacolo.



Oramai ho raggiunto il pube di Barbara e mi sono fatto strada tra i suoi peli,
la sto tenendo in uno stato di piacere soffuso, non così forte da farla venire
ma nemmeno tanto blando da non sentirlo. In qualche occasione è stata lei a
fermare la mia mano quando stavo esagerando, segno che nemmeno lei vuole venire
adesso e in qual modo.



 



Marco, convinto dallo sguardo di Laura, la libera dopo essersi spogliato del
tutto davanti a lei e si sdraia sul letto, appoggiato ai gomiti.



Lei si libera della camicia e della giacca, del rimasuglio di reggiseno e si
alza stiracchiandosi in punta di piedi, con le spalle rivolte al pubblico il suo
sedere da bella mostra di se, aiutato dalle calze autoreggienti e le scarpe alte
che ancora indossa. Cammina con passo felino, ancheggiando quanto i suoi muscoli
tesi dalla passione lo consentono. Gira intorno alla sedia e sale sul letto
gattonando verso di lui, in questo modo mette, ulteriormente, in mostra il
sedere e la sua vagina leggermente aperta dalla voglia.



Mentre gli si avvicina lo bacia tra le cosce, raggiunge il pene e lo lecca più
volte per tutta la lunghezza poi la lingua prosegue verso il torace. Gli
appoggia il seno sul membro, lo fa scivolare nel mezzo e si strofina contro di
lui. Raddrizza la schiena e invita Marco a ruotare sul letto in modo da darci la
possibilità di vederli di fronte per tre quarti.



A questo punto, Laura, gli sale a cavallo. Sino ad ora era stato lui il regista
della scena, ora lei vuole la sua parte.



Con consumata abilità fa scivolare facilmente il suo membro dentro di se, una
scena già vista nel pomeriggio, si assesta bene per farlo entrare completamente
poi, a beneficio del pubblico, lascia cadere all’indietro la testa mugolando
soddisfatta.



Lo cavalca subito con foga, tralasciando i piccoli movimenti preliminari delle
anche. Sale e scende su di lui come un’invasata, unisce al movimento verticale
un complesso e giro del bacino alternato a variazioni dell’inclinazione del
pube.



L’esibirsi di fronte ad un pubblico la deve coinvolgere nel profondo, la sua
grand’eccitazione è dimostrata dal liquido, lucido e denso che lascia sul pene
di Marco, perfettamente visibile quando lo lascia uscire. Mi accorgo che, in
parte, sta recitando; assume delle posizioni e delle inclinazioni del busto che
non sono solite in lei ma estremamente coreografiche, riesce a mettere in
risalto il seno, i fianchi e la vita sottile. Ma l’attenzione degli spettatori
deve essere attirata, come la mia, dal suo ventre che danza nelle ritmiche
contrazioni muscolari. E’ chiaro che sta poco alla volta abbandonando la
recitazione per dedicarsi alla ricerca del piacere.



Il suo ritmo rallenta quando quasi crolla su Marco, lascia che lui le afferri le
natiche per guidare la cavalcata. Sospira nell’attimo che una mano di lui, da
dietro, raggiunge il clitoride e gli aderisce completamente, muovendo solo più
il bacino alla ricerca di lunghi e intensi assaggi del suo membro. Il suo viso,
o meglio quello che si vede al di là della maschera, si trasforma, dischiude le
labbra in un profondo respiro e quando svuota i polmoni lo fa urlando. Inarca la
schiena tornano a muoversi veloce, pochi colpi in quel modo e appoggia le mani
sul torace di Marco sollevandosi. Continua a cavalcarlo sempre più veloce in
preda all’orgasmo mentre ansima forte. E’ incredibile che lui resista a quel
balletto, evidentemente lei è talmente dilatata dall’eccitazione da non
fornirgli più stimoli di tanto.



Laura ha un orgasmo molto intenso, uno di quelli che ti lasciano senza forze, ma
non si dimentica di lui. Si solleva lasciandolo uscire e si prepara a farlo
godere con la bocca.



Marco, però, non è dello stesso parere. Si ritira da lei, la blocca nella
posizione in cui si trova in quel momento, in ginocchio e appoggiata sui gomiti.
Si porta dietro di lei, gli accarezza il sedere, dilatando le natiche e gioca
con l’ano, stuzzicandolo. Lei rantola, alza il sedere e aspetta.



Lui sembra indeciso tra l’ano e la vagina, appoggia il pene a lei strofinandolo
sui due buchi. Barbara sta ansimando come Laura, anche lei è nell’attesa
dell’epilogo. Marco sceglie la vagina, lo punta e affonda in Laura. Lei prova
ancora piacere e gode di quella nuova situazione.



Lui la penetra con forza, spingendolo dentro di lei sempre più veloce. Viene in
poco tempo, nostro beneficio esce da Laura e appoggia il pene tra le natiche
schizzandole, insieme alla schiena del suo seme.



Al termine Laura si lascia cadere supina sul letto, a gambe larghe e fisicamente
distrutta.



Le luci si spengono nella zona del letto e si riaccendono sul pubblico. Vedo
facce tinte di rosso dall’eccitazione provata e noto che alcune signorine
portano dei segni inequivocabili sui vestiti.



Lentamente, senza tante parole, tutti si ritirano, lo spettacolo ha fatto
effetto!



 



Guardo Barbara e anche noi ci alziamo, il suo sguardo vale più di mille parole,
“imitiamoli” sembra dire.



Saliamo verso le camere, i nostri due compagni non sono ancora arrivati.
Entriamo nella mia, senza dirci niente, in silenzio, lei si spoglia imitata da
me.



Ci buttiamo sul letto abbracciati, lottiamo qualche istante nella ricerca della
posizione con cui sfogare la nostra eccitazione, senza mai staccare le nostre
labbra dal bacio intenso che ci stiamo scambiando.



Alla fine vinco io e lei si lascia prendere nella posizione più canonica. Siamo
talmente eccitati che non duriamo a lungo. Mentre inizia a venire, Barbara, geme
e urla come Laura prima. La stimolo durante l’orgasmo con delle spinte regolate
dalle sue ondate di piacere. Appena si calma esco da lei e mi metto a cavallo
del suo petto. Le offro il mio membro che lei, prontamente ingoia. Vengo subito
anche io, ho resistito sino ad ora solo per poterle riempire la faccia. Così
faccio.



Senza rendercene conto, Laura e Marco erano arrivati da noi attirati dai nostri
gemiti, affacciati dalla porta della camera hanno assistito a tutta la scena.
Sul viso portano i segni della loro recita, per modo di dire poiché facevano sul
serio, ma sorridono.



Credo che ricorderemo a lungo questo fine settimana e la sorpresa che quei due
ci hanno fatto questa notte.



Al mattino mi risvegliai al fianco di Barbara, eravamo giunti allo scambio
completo.






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