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racconti erotici di Rupescissa

racconti erotici : Ricatto erotico
Posted by Rupescissa on 2011/3/4 15:40:00 (44410 reads)

Succhiò con tutta la passione che sentiva dentro quell'asta di carne e diede fondo al suo completo repertorio di aspirazioni, ingoi e leccatine

Click to see original Image in a new windowLaura celò il suo forte disagio interiore e la rabbia che sentiva montare inarrestabile accavallando sensualmente le gambe. Poteva apparire un controsenso ma gestire alla perfezione il proprio corpo l’aiutava a mantenere il controllo della mente.
Fissò velocemente gli occhi dell’uomo che stava al di là della scrivania distogliendo subito lo sguardo per studiare i suoi lineamenti in generale senza per questo sfidarlo o farlo sentire sotto esame.
Appariva sereno e sicuro di sé nonostante le avesse appena chiaramente presentato sul piatto delle trattative la richiesta di una prestazione sessuale. Molto elegantemente, ma con ferma determinazione, le aveva fatto capire che era disposto a concederle tutto ciò che chiedeva se, in cambio, lei donava qualcosa di altrettanto prezioso per lui. Non si trattava di soldi, questa merce di scambio era passata di moda da quando i troppi controlli dall’alto avevano reso pericolosa qualsiasi forma di corruzione in cambio di beni materiali. Restava il sesso ad appianare ogni questione.
Lei sapeva d’avere tutte le carte in regola per ottenere quel lavoro, ma sapeva pure che quell’uomo poteva in qualche modo metterle i bastoni tra le ruote. Era in potere di bloccare o far avanzare senza ulteriori problemi la sua proposta.
Era indecisa, sconvolta ed offesa dalla richiesta.
Poteva alzarsi ed andarsene sbattendo la porta, oppure prendere il cellulare e denunciarlo alle forze dell’ordine. Un ricatto sessuale poteva stroncare la carriera a quell’uomo ma… chi l’avrebbe creduta?
Fece mentalmente l’inventario dei punti a suo favore ma non erano molti. Una giovane donna, carina, sensuale, abbigliata elegantemente ma non troppo seriosa, lunghi capelli lasciati liberi di svolazzare, un trucco leggero ma presente. Lui poteva giustificarsi affermando di non aver ricattato la donna, bensì d’essere rimasto colpito dalla sua bellezza ed aver tentato di sedurla. Tutto sommato si era limitato ad invitarla a cena, fuori dall’orario di lavoro… poi se lei aveva inteso in quelle parole una richiesta di prestazioni sessuali in cambio di favori… allora aveva frainteso. Peggio ancora poteva far risultare che fosse stata lei a proporre il sesso come merce di scambio!
In un mondo di uomini Laura non aveva fiducia nella gestione del potere da parte di questi.
Non poteva rinunciare a quel lavoro ma neppure sottostare al ricatto, se cedeva ora creava un precedente pericoloso per lei. Non restava che una soluzione: distruggerlo!
Laura sorrise a questo pensiero e, istintivamente, passò una mano tra i capelli per portarli dietro l’orecchio.

- Una bella donna come lei, dottoressa, dovrebbe essere abituata alle avance degli uomini… non prenda il mio invito come un insulto! Potrebbe anche uscirne una bella serata… non crede?

Ringalluzzito dall’espressione divertita che vedeva sul volto di Laura, l’uomo si stava lanciando nel suo gioco perverso.

Una gustosa cena in un locale tranquillo spesso aiuta a conoscere meglio le persone, vedrà che dopo sarà tutto più naturale!
- Naturale? – domandò lei mentre studiava il suo piano d’azione.

- Sì. Sono sicuro che mi troverà interessante e dopo…

- Dopo? – domandò lei con voce neutra
- Dopo sarà più facile lasciarsi andare….

Il viso di Laura si trasformò in una espressione di acuta concentrazione che la faceva apparire ancora più bella, più seducente, grazie alla determinazione che traspariva. Si alzò lentamente dalla poltroncina per concedersi il tempo di studiare l’ambiente. Verificò che nessuno poteva entrare se non annunciato e dal corridoio non era possibile vedere cosa accadeva all’interno della stanza. Girò intorno alla scrivania e raggiunse l’uomo per poggiarsi dinanzi a lui sul piano della scrivania.

- Perché non parliamo chiaramente? – lo sfidò

- In che senso? – domandò lui

- Cosa vuoi da me?

- Beh… ecco.. – l’uomo era in difficoltà e questo diede forza a Laura

- Ne ho scopati più di quanti puoi immaginare e riesco a capire quando un uomo vuole portarmi a letto. – Disse fissandolo negli occhi – Allora i patti quali sono?
Io te la do e tu non mi metti i bastoni tra le ruote?

La frase esplicita di Laura confuse l’uomo al punto da togliergli la parola per qualche istante, quindi si riprese ed ammise:

- Sì!
- Bene, ma perché attendere questa sera?

Laura espresse quest’ultima domanda con la voce più sensuale che conosceva mentre si slacciava il primo bottone della camicetta.
Lui la fissò stupito prima di sincerarsi che la porta dell’ufficio fosse chiusa e che il telefono fosse appoggiato bene sulla sua base.
Mentre sbottonava il terzo bottone Laura domandò:

- C’è l’hai un profilattico?

- No… Non qui…! – ammise lui in chiara difficoltà

- Non importa, ne ho uno io.

Laura si rimise in piedi e tornò verso la poltrona dove stava la sua borsetta, la prese per poggiarla sulla scrivania e, mentre lanciava occhiate d’intesa all’uomo visibilmente eccitato, armeggiava al suo interno. La cosa andava per le lunghe, allora lei cominciò a tirare fuori dalla borsetta alcuni oggetti: una penna, un’agendina, un mazzo di chiavi, un cellulare che ripose con attenzione e quindi una scatola di profilattici ancora sigillata.

- Eccoli! – costatò lei raggiante.

Sfilò la camicetta e la ripose con cura sullo schienale della poltrona, quindi tornò verso l’uomo ponendo dinanzi a lui i profilattici.
Spinse indietro la sedia e l’uomo sopra di essa, quindi si pose di fronte a lui con le gambe leggermente divaricate.

- Non vuoi sfilarmi la gonna? – domandò maliziosa

Lui si sporse in avanti e poggiò le mani sui fianchi di Laura.

- Sei splendida! – la voce tremava

- Spogliami! – ordinò lei decisa

L’uomo fece scivolare le mani sul tessuto per portarle dietro la schiena di Laura, qui tentò più volte di liberare la chiusura della gonna, ma le mani tremavano per l’eccitazione.
Laura sorrise al pensiero che l’uomo reagiva esattamente come aveva immaginato. Non fece nulla per aiutarlo nella complessa operazione, anzi si mise a dimenare sinuosamente il bacino provocandolo. Finalmente la gonna scivolò ai suoi piedi e lui protese il viso per poggiare le labbra sulla pelle appena sotto l’ombelico ma lei si ritrasse di colpo.

- Sfilami anche le mutandine… - lo pregò sensualmente

Quindi, mentre si slacciava il reggiseno, spinse in avanti il bacino.
Le mani dell’uomo s’insinuarono sotto il pizzo degli slip sfiorando le labbra del pube, quindi afferrò l’elastico e tirò lentamente verso il basso l’ultimo sottile baluardo a difesa dell’intimità di Laura.
Finalmente nuda lui tentò d’afferrarle i glutei per trarla a sé, ma Laura scivolò verso il basso protendendo le mani verso il sesso dell’uomo. Le poggiò aperte sui calzoni come per tastare la consistenza di ciò che doveva stare sotto, quindi iniziò a slacciare con movimenti sicuri prima la cintura poi la patta dei calzoni. Mentre agiva sollevò lo sguardo per incontrare quello incredulo dell’uomo, sorrise ed ammiccò con gli occhi prima di chinare il viso verso il basso. Recuperò dai calzoni un membro non ancora perfettamente eretto, un vermicello di carne semi rigido che fluttuava tra le sue mani. Senza alzare il viso domandò:

- Credevo di piacerti?

Lui non disse nulla ma ebbe un singulto, Laura trattenne il sorriso che le stava nascendo spontaneo; il primo colpo lo aveva già inferto all’uomo.

- Ora te lo tiro su io… sono sicura che non puoi resistermi!

Con naturalezza Laura fece scivolare il membro tra le labbra ed iniziò a succhiarlo lentamente prima di affondare per ingoiarlo del tutto. Fece scorrere più volte la lingua sul glande poi tornò ad ingoiarlo. Dopo qualche minuto il sesso aveva preso consistenza, l’uomo era completamente eccitato e stentata a trattenere i gemiti di piacere che nascevano spontanei nel timore d’essere sentito dal corridoio.
Laura continuava impietosamente a stimolare oralmente il membro dell’uomo, saliva e scendeva con la testa mentre la mano si muoveva a tempo sull’asta. Solo quando percepì d’averlo portato al limite allontanò le labbra.

- Ora mi piaci… - Sussurrò osservando il membro – Prendi un profilattico! – aggiunse rivolta a lui.

Poiché lui armeggiava con la scatola nel tentativo d’aprirla ed estrarre un preservativo, lei continuò a dargli sporadiche leccate mentre la mano continuava a menarlo lentamente. Finalmente lui riuscì ad estrarne uno e passò la confezione a Laura. Lei lo prese e lo aprì serrando tra i denti un lato della bustina, quindi s’apprestò ad infilarlo sul pene.
Appoggiò il lattice sul glande e prese a srotolarlo lungo l’asta, fece più volte forza con il pollice proprio sotto il glande, sul frenulo, scorrendo verso il basso per distendere bene il materiale plastico, non soddisfatta appoggiò le labbra sul glande per trattenere l’asta mentre faceva scorrere il lattice. Sapeva dove concentrare la pressione, il punto più sensibile.
Improvvisamente percepì una contrazione del pene, quindi l’uomo rantolò ed eiaculò dentro il profilattico.

- Ma sei già venuto… - costatò lei con una nota di forte delusione nella voce.

Sollevò lo sguardo verso il viso dell’uomo paonazzo e sconvolto.

- Se me lo dicevi che volevi venire così ti … - iniziò mentre si sollevava – Avrei fatto venire nella mia gola. – terminò con il viso dinanzi a quello di lui.
- Non… non so cosa mi sia successo… nessuna mi ha mai fatto godere così. – tentò di giustificarsi lui.

- Laura, magnificamente nuda, poggiò una coscia sulla scrivania e sorrise.

- Allora… godere hai goduto. La mia parte l’ho fatta, ora fai la tua.

Laura recuperò gli indumenti intimi e la gonna prima di tornare verso la poltrona dove stava la camicetta. Mentre si rivestiva l’uomo rimase in silenzio ad osservarla.
Lei si rivestì, sistemò i capelli quindi prese a rimettere in borsa tutto ciò che aveva estratto prima, allungò la mano verso il pacchetto di profilattici ma lui la fermò bloccandole la mano che già serrava il pacchetto.
Lei sollevò lentamente lo sguardo portandolo i suoi occhi severi su quelli dell'uomo.

- Non era questo che intendevo! - disse lui

- E cosa altro vorresti da me? - domandò lei chinandosi sino a portare il viso dinanzi a quello dell'uomo.

- Lo sai... lo sai benissimo cosa voglio. - disse lui, poi dopo una lunga pausa continuò: - Specie ora che ti ho vista e provata all'opera.

- Vuoi scopare con me? Pensi di farcela?


Proferì queste ultime parole in un eccesso di sicurezza e si pentì subito, non era lei a parlare così ma la rabbia che provava nei confronti di quell'uomo per il suo ricatto. Una sicurezza che le arrivava anche da come era riuscita a gestire la situazione pochi istanti prima, ma l'espressione dell'uomo pareva non aver accusato il colpo.
Laura allora abbassò lo sguardo verso il pene ancora rinchiuso nel profilattico e ancora eretto nonostante il liquido biancastro raccolto nel serbatoio.

" C'è l'hai ancora duro...." - pensò lei mentre un brivido le smuoveva il basso ventre.

In quel momento iniziò a vedere quell'uomo sotto un altro aspetto, sempre adirata per il suo ricatto si ritrovò a fissarlo negli occhi mentre sussurrava:

- ... e sai anche essere dolce oltre che un porco che ci prova con tutte?
Lui non rispose ma avvicino il viso e la bacio lievemente sulle labbra, quindi le mise una mano tra i capelli e dolcemente le carezzò la guancia.
Lei rimase immobile, senza reagire, percepiva il calore di quella mano e lo trovava piacevole.

- So diventare tutto ciò che tu desideri o puoi sognare. Non ti chiedo piacere in cambio di un favore ma ti offro piacere in cambio di piacere. - disse lui.

- Oltre che ricattatore sai anche mentire bene! - le fece notare lui.

Lui sorrise mentre si appoggiava comodamente sullo schienale, fissò Laura negli occhi poi disse:

- Sei una donna con un carattere forte e deciso, ma ti piace sentirti usata e forzata in certi momenti... mi piaci da sempre e ho deciso di averti.

Lei rimase in silenzio fissando l'uomo, che aveva intuito una parte così ben celata del suo animo. Qualcosa dentro di lei si stava smuovendo e non era più rabbia ma voglia, desiderio di impalarsi su quel membro che vedeva ancora duro.
Si dette una scossa mentale, non poteva cedere così a quell'uomo. Troppo facile per lui, troppo comodo giustificare un ricatto con queste affermazioni che sicuramente aveva sparato a caso sperando di colpire nel segno. No, non poteva conoscerla così bene. Però lui sosteneva i suoi occhi e manteneva l'erezione o una parvenza di erezione ora, quindi non poteva mentire così spudoratamente e se mentiva.. allora aveva dinanzi un uomo che davvero sapeva controllare alla perfezione il proprio corpo. Poteva essere piacevole unirsi a lui anche se quella parte di orgoglio della sua personalità le impediva di vedere in lui un possibile partner sessuale.
Poi lui fece una cosa del tutto inaspettata che diede la svolta decisiva alla situazione di stallo che si era creata; appose timbro e firma sui fogli che aveva dinanzi.

- Il lavoro è tuo... - disse mentre si sfilava il profilattico e lo annodava - Mi fai il favore di farlo sparire tu, qui non sarebbe facile. - aggiunse sporgendogli il lattice pieno di seme.

Lei lo prese e lo avvolse in un fazzoletto di carta, recuperò anche la scatola sul tavolo e la rimise al suo posto nella borsetta mentre lui riponeva quei fogli nella cartellina.
Lei attese che lui la sporgesse, stava per prenderla quando l'uomo aggiunse:

- Ora non è più un ricatto, non è una richiesta di prestazioni sessuali in cambio di lavoro... ora ti chiedo di passare una notte con me perché ho voglia di te.

Laura fu presa alla sprovvista, non si aspettava questa richiesta dopo la firma. Fece un rapido riepilogo della situazione e si chiese se e quanto lui potesse ancora interferire in quel lavoro. Sapeva che era in grado di annullare tutto se solo lo avesse voluto. Anche se cercava di farla passare come una proposta del tutto svincolata dal lavoro era chiaro che la stesse ancora ricattando. Qualcosa nel suo sguardo non lasciava dubbi in proposito.
La tentazione era di rifiutare, ma si era spinta troppo avanti nella speranza di umiliarlo moralmente e farlo cedere. Doveva ammettere una certa forma di ammirazione dinanzi alla sua veloce ripresa.
Non poteva rifiutare... e forse non voleva rifiutare.

- Quando? - domandò lei.

- Quando sei libera, quando vuoi tu! - rispose lui.

- Questa sera va bene. Dimmi dove. - confermò lei
Lui scrisse su di un foglio neutro un indirizzo ed un numero di telefono e lo porse a Laura che senza guardarlo lo infilò nella borsetta. Quindi recuperò il suo fascicolo e si voltò per uscire dalla stanza senza salutarlo ma si fermò sulla porta aperta voltandosi.

- A questa sera allora!

Lei richiuse la porta senza aggiungere altro.
Fuori dall'edificio s'incamminò verso la propria auto ripensando a cosa aveva accettato, era combattuta tra la rabbia ed un forte senso di eccitazione che non riusciva a comprendere, le tornavo in mente le immagini di quel membro che aveva appena preso in bocca e tenuto tra le mani, la sua consistenza ed il diametro per nulla trascurabile contrapposte all'astio per le occhiate che aveva ricevuto da lui. Non controllò l'indirizzo sino a casa. Qui per la prima volta lesse cosa le aveva dato appuntamento, era in centro città, di certo non era la sua abitazione.

" ti sei fatto l'appartamentino per scopare .... ma bravo!" pensò mentre riponeva il foglietto nella borsa.

Aveva l'intero pomeriggio a disposizione e decise di rilassarsi e non pensare più a questa storia, avrebbe seguito il proprio istinto quella notte e se le andava avrebbe ancora colpito l'amor proprio di quell'uomo così sicuro di sé.
Più tardi si preparò, una lunga doccia, capelli, depilazione accurata del pube e scelse cosa indossare. Nulla di appariscente, nulla di provocante anche se aveva vagliato questa ipotesi, così pure nella scelta della biancheria limitata ad uno slip semplice. Niente reggiseno aveva deciso come unica nota di provocazione. Poi praticamente scelse dei jeans neppure troppo stretti, un top aderente che a stento arrivava a coprire il ventre ed una camicetta da tenere molto appena abbottonata sopra. Nulla di così erotico, nulla di così serio... normale, voleva apparire per niente interessata a sedurlo.

Stava per uscire quando si bloccò sulla porta.
Tornò indietro di qualche passo e fissò la sua immagine allo specchio.

- No, così non va bene ... no!

Tornò in camera mentre si spogliava, si denudò completamente lanciando i capi sul letto poi apri da un cassetto prese due calze autoreggenti leggere e dall'armadio il quell'abito nero e aderente che sottolineava ogni sua curva lungo poco sopra al ginocchio e molto scollato e se lo infilò senza aggiungere altro che un leggero golfino abbinato ed un paio di scarpe dal tacco molto alto.
Tornò a guardarsi allo specchio.

- Così va meglio, questa volta non riuscirai neppure a reggermi un istante.

Sorridendo uscì di casa e si recò all'appuntamento.


Tralasciò ogni convenevole e non diede ascolto alle parole di complimento che ricevette dall'uomo, entrò in quell'appartamento quasi come se stesse osservando il suo corpo dall'esterno, completamente estraniata.

- Lui? - domandò indicando un secondo uomo seduto sul divano che si gustava un bicchiere di vino

- Un amico... - rispose lui con un tono di voce del tutto normale - Dai accomodati... cosa gradisci da bere?
Lei scelse mentre pensava che non sarebbe stato l'alcool a farle perdere il controllo in quanto lo reggeva benissimo. Per una prima mezzora l'atmosfera fu quella di tre amici che si ritrovano per bere qualcosa insieme, nessuna allusione al sesso se non una serie di complimenti alla figura di lei e quanto le stava bene quell'abito indosso.
Lei si stava domandando quali fossero le reali intenzioni di quei due, troppo affabili, troppo simpatici, troppo tranquilli. Qualcosa non le tornava. Era in procinto di porre una domanda diretta quando l'uomo, forse colto il momento giusto, le domandò:

- Sai perché sei qui... - non era una domanda.

- Io lo so, ma siete in due. Questo non era previsto.

- No, non era previsto... - ammise lui mentre l'amico rimaneva in silenzio e concentrato sul suo bicchiere - Ma considerando cosa mi hai dimostrato oggi delle tue qualità ho pensato che forse solo io non bastavo.

A Laura si bloccò il respiro per un lungo istante, la testa si svuotò e tutto pareva ruotare intorno. Stentava a cogliere il senso di quella affermazione poi lentamente una lunga serie di emozioni contrastanti invaserò il suo animo. Si sentiva offesa, arrabbiata, sfidata, eccitata, vogliosa... troia. Il tutto nel giro di così poco tempo che era profondamente confusa.

- Non ti chiedo di fare nulla che tu non ti senta di fare o che tu non voglia fare. Sei qui perché lo vuoi, se ti guardi dentro sai che è così.
Scommetto che hai cambiato più volte idea su cosa indossare e alla fine hai scelto questo per essere ancora più provocante della tua naturale bellezza.
Dimmi... e non temere di essere sincera... sotto non hai niente, vero?

- Non ho niente sotto... - ammise lei con un soffio di voce

- Perché sei venuta qui pronta a tutto, così eccitante, così decisa?

- Sul decisa avrei qualche dubbio... - ammise lei.

- Dai Laura, sai cosa intendo dire, sei venuta qui per godere.

- Cosa ti rende così sicuro di te? Cosa ti induce ad escludere la possibilità che io sia venuta qui per umiliarti come oggi? - domandò lei in un impeto di ritrovato orgoglio.

Lui rimase un attimo sbalordito, sorrise e ridendo disse:

- Perché tu pensi che cedere in pochi istanti alle tue grazie, alla tua abilità, sia una umiliazione?

Poi più serio aggiunse:

- Nessuna me lo aveva mai succhiato così e credimi che tante me lo hanno preso in bocca... e poi mi ha letteralmente sconvolto come tu hai stimolato i punti giusti. Tu conosci gli uomini e sai come farli impazzire.
No Laura, sarebbe stata una umiliazione reggere e sostenere i tuoi stimoli.
Ci sai fare e sai cosa vuoi ottenere... credo che dovresti provare a stare con un uomo simile a te....

Laura si stava eccitando. Le sue parole, il carattere, quella ostentata noncurante sicurezza...
Doveva ammettere con sé stessa che quell'uomo le piaceva.

- Oggi... ho capito quale era il tuo obbiettivo e non ho cercato di resisterti anche perché, lo devo ammettere, mi hai spiazzato.
E... sì, ammetto anche questo: ho cercato di portarti a letto con un ricatto. Non è la prima volta che lo faccio e non sarà neppure l'ultima. Ma poi ho capito che tu non sei quel tipo di donna, la tua forza mi ha sopraffatto e ora cerco di averti solo per il piacere di averti.
Tu... sei l'unica sino ad oggi che non ha usato il sesso per ottenere qualcosa ma lo ha usato per darmi una lezione.
Ti Voglio Laura.

Lei non si aspettava questa confessione e quelle parole avevano toccato i punti giusti.

- Tu usi il sesso così come usi la tua mente, mi piaci davvero.

Fu il colpo di grazia, Laura cedette completamente.
Si sporse verso di lui e lo bacio sulle labbra. Un bacio lungo di due labbra che si toccano in modo quasi casto ma carico di passione.

- ... il fatto è che non siamo soli! - gli fece notare lei.

Lui sorrise e poi si alzo per andare a versare altro vino nel suo bicchiere.

- Vuoi? - domandò a lei, dopo il suo cenno affermativo continuò: - ... credo che abbiamo un problema in comune.

"Un problema comune? " pensò Laura

- Vedi... io ed il mio amico condividiamo la passione per... una scopata in comune della stessa donna... e sono certo che tu hai questa voglia profondamente radicata in te ma non sai come esprimerla nel tuo gruppo di amici o conoscenze. Ecco che questa è l'occasione giusta per realizzare questa tua fantasia!

Parlava come se fosse dinanzi ad una riunione di lavoro ma, al tempo stesso, pareva leggere dentro di lei. Aveva pienamente ragione. Spesso si era trovata a fantasticare su di un amplesso con due uomini a sua disposizione ma mai aveva trovato l'occasione o il coraggio di provarlo.
Era stupita da come quell'uomo dimostrasse di conoscerla a fondo.
Valutò la situazione in modo razionale. Dinanzi a sé aveva due uomini sconosciuti con i quali non aveva nulla in comune, l'amico portava una fede al dito quindi aveva tutto l'interesse a che la cosa rimanesse nella completa discrezione. Non solo... ma lui, le piaceva. Era rimasta colpita dalle sue parole e dalla conoscenza che dimostrava d'avere di lei e del sesso, di certo l'amico non poteva essere da meno. Aveva ora la possibilità di realizzare ciò che aveva solamente sognato sino a quel momento e poteva farlo in tutta riservatezza.
Laura era eccitata, il corpo voleva farlo e la mente sosteneva le ragioni razionali per farlo in quel momento.
Un unico e ultimo dubbio le rimaneva. Aveva dinanzi un uomo che le aveva parlato schiettamente e altrettanto poteva essere lei.

- ... è vero. Tutto corretto ciò che hai detto... ma io non l'ho mai fatto!

- Sarai tu a decidere come, in che modo, quanto e dove... Noi staremo ai tuoi limiti. - disse improvvisamente l'amico.

Laura prese delicatamente in mano il bicchiere che le veniva offerto, era solamente il secondo e non ne risentiva minimamente.

- Rilassati Laura, lasciati andare... c'è sempre una prima volta per tutte le cose. Non pensare, segui il tuo istinto... tu sei una Femmina, ti ho vista oggi. Sei una vera Femmina, lasciati andare....

Mentre sussurrava queste parole l'uomo le pose una mano sulle gambe e lentamente risalì verso l'interno della coscia sino al limite delle calze.
Laura chiuse gli occhi e sospirò.

- Mi piace questo!

Era l'invito che aspettavano, il suo consenso al gioco.
Un altra mano raggiunse le gambe di Laura e risalì come la prima sin sotto l'orlo della gonna, lei s'abbandonò a quelle carezze dischiudendo le gambe con un lungo sospiro. I due uomini le sussurravano complimenti, esaltavano la sua bellezza le prospettavano ogni forma di piacere, ma lei non ascoltava. Tutti i suoi sensi erano concentrati su quelle quattro mani che sentiva sul corpo. Mani che se da un lato tentennavano a risalire lungo le gambe sino al pube, dall'altro accarezzavano e spremevano il seno senza alcun pudore.
La sua fantasia più segreta, il desiderio che mai aveva confessato a nessuno stava diventando una realtà e ne aveva conferma appena voltava il viso da un lato per ricevere un bacio e poi dall'altro per un nuovo e diverso bacio. Le mani, anche le mani erano diverse, riusciva a percepirne il diverso modo di accarezzare, di toccare, d'esplorare il corpo. Era sicura di saper riconoscere nelle carezze a chi appartenevano quelle mani, quelle più audaci, spudorate... efficaci; erano senza alcun dubbio dell'uomo di quella mattina. Solo lui poteva accarezzarla in quel modo, solo lui conosceva la sua nudità.
Ora il vestito iniziava ad essere di troppo, Laura desiderò di sentire quelle mani direttamente sulla pelle. Apri gli occhi e guardò gli uomini che sedevano al suo fianco. Non disse una parola, il suo sguardo era più che esplicito, praticamente all'unisono i due scostarono le spalline del vestito, lei si alzò in piedi e si voltò verso il divano mentre lasciava cadere in terra l'abito dimostrando che davvero non indossava altro.

- Sei splendida! - dissero insieme.

Lei sorrise.

- Tieni le scarpe! - disse l'uomo

- ... e le calze! - sussurrò il secondo.

"ovvio!" pensò Laura mentre si inginocchiava sul divano.
Si lasciò accarezzare anche intimamente prima di accucciarsi sui talloni e portare le mani sulla zona genitale dei due. Iniziò a massaggiarli eccitata dalla durezza dei due membri che sentiva sotto ai calzoni.

- Tiratelo fuori, vi prego! - mormorò lei.

Immediatamente si ritrovò a stringere nelle mani la carne calda e dura dei due sessi. Era estasiata da ciò che sentiva, quei due uomini erano eccitati per lei, erano pronti per lei. Tutti e due desideravano e aspettavano ansiosi il piacere che solo lei poteva donargli, neppure per un istante temette di non esserne all'altezza. Li teneva in mano non solo materialmente ma anche emotivamente, questo potere la eccitava.
Chi avrebbe ottenuto le sue attenzioni mentre l'altro guardava?
Chi avrebbe ricevuto le sue labbra e goduto della sua bocca mentre l'altro moriva di voglia?
Chi avrebbe per primo violato il suo ventre mentre l'altro poteva solo guardare come si apriva a lui?
Una sensazione di potere che stava dando alla testa a Laura.

"Sono la vostra dea" - pensò mentre si sistemava per portare la bocca sul sesso dell'uomo di quella mattina.
Lasciò la presa sul membro dell'altro e, sempre inginocchiata, si volto verso il primo mostrando in questo modo il sedere all'altro. Sorrise e bacio l'uomo, quindi senza una parola si tuffò sul suo pene ingoiandolo.
Lui gemette, conosceva la lingua e la bocca di Laura. Spinse il bacino verso lei offrendoglielo tutto.
Laura sentiva le mani dell'altro carezzarle le natiche, giocare con le labbra della vagina, separarle e cercare il clitoride. Una sensazione mai provata prima, le piaceva.
Succhiò con tutta la passione che sentiva dentro quell'asta di carne e diede fondo al suo completo repertorio di aspirazioni, ingoi e leccatine.
Non pensava, non misurava ciò che faceva, non aveva niente altro in mente che succhiare quel sesso e ascoltare le mani dell'altro dietro di lei quando si sentì sollevare il viso e spingere dolcemente verso l'altro uomo. Laura seguì docilmente quelle mani che la fecero distendere sul divano con il viso poggiato sulla pancia del secondo. Lei divaricò le gambe mentre con la bocca cercava il nuovo membro. Iniziò ad ingoiarlo e non s'accorse che il primo stava portando il viso verso il pube.
Percepì prima un tocco lieve sulle labbra, poi una sensazione umida e calda e quindi una fitta di piacere quando lui sfiorò il clitoride con la lingua. Laura sospese il piacere che donava al secondo, mugolò soddisfatta e spostò lo sguardo verso il pube. Osservava rapita quella testa che si muoveva tra le sue gambe e stringeva il pene del secondo nella mano.

"Infilami qualcosa dentro, ti prego!" pensò.

Stava per dare voce a questo desiderio quando il volto dell'uomo si sollevò per lascia spazio alla mano che avanzava. Laura si sentì penetrare prima da un dito e poi da un secondo, mormorò un sensuale "Sì!" ed inarcò leggermente la schiena per spingere in avanti il bacino, verso la mano, alla ricerca di una penetrazione più profonda. Distratta da ciò che provava trascurava il secondo ma questo con una dolcezza inaspettata le carezzò il volto guidandolo lentamente verso il sesso... anche lui voleva la sua parte e lei non la negò.
Succhiare il sesso di un uomo mentre un altro la stava martoriando la sotto era una situazione davvero molto eccitante. Si ritrovò a cercare di immaginare cosa avrebbe provato quando al posto di quelle due dita avesse sentito profondamente nel ventre quell'asta di carne che aveva appena tenuto in bocca o quella che teneva in quel preciso momento.
Era profondamente eccitata, nessuna forma di pudore o sensazione di eccessiva trasgressione la turbava. Si sentiva a proprio agio in quella situazione anche se del tutto atipica per lei; forse l'aveva sognata ed immaginata così tante volte che in qualche modo l'aveva già vissuta questa esperienza.

- Sei pronta?

La voce dell'uomo la scosse, quelle parole pronunciate in prossimità della vagina parevano vibrarle nel ventre.

- Scopami! - lo implorò lei mentre sollevava il bacino.

Lui si alzò e terminò di spogliarsi, quindi prese un profilattico da una scatola sul tavolino.

- No! - disse lei.

- No? - domandò lui

- No... ti voglio sentire, aprimi con la tua carne - lo pregò lei.

Lui non disse altro, si posizionò dinanzi a lei, sollevò il bacino di Laura l'aiutò a posare in terra i piedi, lei si sistemò seduta sul divano con il pube appena oltre al bordo. Divaricò le gambe esponendo la vulva fradicia di saliva e umori mentre teneva in mano il sesso dell'altro.
Tutto parve fermarsi. Non udiva alcun suono, non vedeva altro che il sesso del primo che s'avvicinava, lo senti strusciare sulle labbra e quindi si sentì aprire da lui. Lo accolse dentro trattenendo il respiro, in silenzio con gli occhi fissi sul proprio pupe. Osservò come scivolava dentro di lei, come tutta quella carne scompariva nel proprio ventre e lo sentiva, lo sentiva benissimo.
Solo quando lo ebbe tutto dentro sottolineò con un sensuale " Tutto!!... Tutto dentro!" il sui piacere.
Il secondo le concesse tutto il tempo di gustarsi quella penetrazione, si limitava ad accarezzarle il seno ed il ventre mentre il primo si muoveva lento dentro di lei. Laura godeva, seguiva gli affondi dell'uomo con il pube cercando di percepire al massimo la presenza dentro di sé e gemeva di piacere.
Per un tempo indefinito si lasciò prendere in quel modo, nessuno aveva fretta, tutti cercavano solamente il piacere.

- Dammelo... dammelo qui! - disse lei rivolta al secondo.

Lui si mise in piedi sul divano e portò il sesso dinanzi alle labbra di Laura che le dischiuse in attesa del glande. Lo prese in bocca mentre dentro di lei si muoveva un altro uomo, questo era il sogno che finalmente aveva realizzato.
Lei godeva di loro e loro due di lei. Da sola donava piacere a due uomini, era sempre più eccitata.
Tanto eccitata che non riusciva a superare quello scalino che la separava dall'orgasmo. Non voleva godere ora, ma si era sentita già più volte prossima a godere e aveva perso l'orgasmo per la troppa eccitazione.
Doveva cambiare posizione!

- Me lo fai sentire tu adesso? - disse al secondo

I due uomini si mossero insieme, mentre il primo usciva da lei il secondo si sedeva sul divano, rimase stupita del loro sincronismo.
Aveva immaginato così tante volte quella scena che non ebbe esitazioni, si portò a cavallo dell'amico volgendogli le spalle e calò su di lui facendosi penetrare, quindi con un cenno chiamò il primo che le offri prontamente il sesso dall'asta lucida dei suoi stessi umori da succhiare.
Laura iniziò a muoversi con il solo obbiettivo di godere. Anche se sapeva che in quel modo lo stimolo che donava all'uomo poteva essere troppo forte non se ne preoccupava poiché ne aveva un secondo pronto a soddisfarla se quello non avesse retto.
Saliva e scendeva scorrendo il pene, poi dimenava il bacino contraendolo per cogliere al meglio quella presenza, cercava di farlo puntare dove lei sapeva essere più efficace. Il piacere non tardò ad arrivare, ora stava davvero godendo e gemeva tanto che il primo si ritrasse da lei per non distrarla, per concederle la possibilità di concentrarsi sulle sensazioni che provava e di godere.

- Non ci riesco... - sussurrò lei fermandosi con tutto il membro dentro.

- Non riesci a venire? - domandò il primo

- No, sono troppo eccitata... troppe... troppe cose che ho sempre solo immaginato e sognato.

- Rilassati! - disse lui carezzandole il viso - Hai due uomini a tua disposizione e ti assicuro che nessuna è uscita di qui senza aver goduto.

- Lascia fare a noi. - disse quello che aveva dentro.

Il primo si sedette al loro fianco, con il membro completamente eretto.

- Vieni qui su di me adesso, ti voglio ancora!

Laura provò una fitta di piacere a quelle parole, teneva nel ventre il sesso di un maschio e già un altro la chiamava sul proprio.
Sì sentì spingere dolcemente in avanti e si alzò lasciandolo uscire, quindi s'avvicinò al primo pensando di calare su di lui allo stesso modo.

- No, voltati... guardami, voglio vedere il tuo splendido viso!

Laura non era insensibile ai complimenti, si mise a cavallo di lui e calò sul suo sesso lenta ma inesorabile.
Era talmente dilatata che quasi non lo sentiva.

- Sei davvero eccitata, sei una caverna qui dentro! - osservò lui ponendole una mano sul ventre - Non puoi sentire qualcosa in queste condizioni.

- Mi state facendo impazzire voi due! - ammise lei

- Ora ti faremo godere. - promise lui - Adesso muoviti... lenta, ascolta cosa senti qui... muoviti, sei bellissima mentre godi!

- Ti sento! - gemette lei

- Ti muovi bene. - ammise lui

- E sei bellissima, hai un corpo meraviglioso! - disse una voce alle sue spalle.

- Un corpo che deve conoscere il piacere più intenso poiché lo merita...

Dopo queste parole l'uomo spinse in su il bacino e Laura sentì chiaramente la pressione del glande sul collo dell'utero.
Urlò di piacere.

- Ti piace questo.. vero? - disse lui mentre spingeva ancora una volta con una forza tale da sollevarla mentre lei calava.

Laura urlò ancora una volta.

Lui le afferrò con forza i glutei divaricandoli prima di una nuova spinta.
Lei iniziava a godere realmente, tanto da riuscire solo più a pensare al piacere.

- Hai un sedere meraviglioso! - disse la voce alle sue spalle mentre un dito sfiorava l'ano

- Mettimelo dentro! - lo pregò lei

Lui spinse il dito dentro l'ano proprio mentre il primo spingeva a fondo.
Laura sentì in quel momento esplodere l'orgasmo.
Arrivò in modo del tutto inaspettato.
Inarcò la schiena e lanciò un gridolino di piacere mentre tutto il corpo fremeva di piacere. Calò completamente e dimenò il bacino cercando di amplificare ciò che sentiva esplodere nel ventre.

- Sei bella quando godi! - disse una voce sotto di lei.

Laura era in piena estasi di piacere, l'orgasmo tanto intenso quando prolungato la stava piacevolmente massacrando. Crollò abbracciata all'uomo sotto di lei mentre ancora godeva, quella dura presenza nel ventre non le concedeva tregua.
Il respiro non era ancora regolarizzato che senti qualcosa di unto e fresco spalmato sullo sfintere.

- Se non vuoi... mi fermo. - disse la voce dietro di lei.

Laura era sconvolta dall'orgasmo al punto che non comprese quelle parole, solo quando percepì la forte pressione sullo sfintere comprese. Stava per fermarlo ma con suo stupore sentì il proprio corpo cedere facilmente e accogliere quella doppia penetrazione. Non provò il solito dolore, nulla più che un leggero fastidio e si ritrovò con due uomini dentro.
Loro si muovevano lentamente, concedendole il tempo di adattarsi. Lei più che lo stimolo fisico era completamente presa dalla consapevolezza di averne due dentro.
Una eccitazione, una voglia, che non riteneva possibile provare dopo un così recente orgasmo si impadronirono di lei. Tornò a provare piacere e scoprì lentamente come muoversi per assecondare le spinte dei due.
Ogni affondo generava in lei una fitta di piacere e poiché quasi mai erano sincroni era sottoposta ad un continuo ed intenso piacere. Urlava e mormorava frasi sconnesse alle quali riceveva risposte altrettanto assurde.
Si sentiva completamente aperta e godeva di un piacere che neppure nei suoi sogni più trasgressivi aveva osato immaginare.
Nell'attimo che sentì il secondo orgasmo arrivare più dirompente del primo riuscì solamente ad urlare:

- Riempitemi!

Poi nulla ebbe più un senso reale.
Laura godeva e così intensamente da non riuscire più a capire cosa stesse facendo, le fitte di piacere erano tanto forti da strapparle urla di dolore.
Solo quando i due si fermarono, prima quello sotto di lei e poco dopo l'altro che la prendeva da dietro sentì i loro membri pulsare dentro al proprio corpo.
Rimase immobile, con loro dentro, per lasciarli godere.

"Sono piena di due uomini" pensò mentre ancora sentiva leggere scosse di piacere.

- Mi avete... riempita! - mormorò lei
- Completamente... - ammise quello sotto di lei.

- Sei la migliore! - confesso l'altro dietro.

Laura si divincolò in qualche modo da quella posizione e crollò esausta sul divano affiancata dai due uomini altrettanto sfatti.

- Io... non ho mai goduto così!

Ammise lei mentre fissava ipnotizzata il seme che colava dalla vagina per unirsi a quello che fuoriusciva dallo sfintere.

- Non abbiamo mai trovato una come te! - ammise l'uomo.

Poco dopo, mentre s'infilava l'abito sulla pelle ancora sudata l'uomo, oramai rimasto solo, s'avvicinò a lei di spalle, aspirò l'intenso aroma di sesso che Laura emanava e le sussurrò all'orecchio:

- Fermati qui! Solo questa notte se vuoi!

Lei parve valutare la proposta poi rispose senza voltarsi:

- No. Davvero è meglio di no.
Non mi sveglierò più nel letto di un uomo che non sia quello che ho scelto per me.

- Ti rivedrò?

- Forse! - disse lei mentre usciva dalla porta - Lasciami assimilare cosa ho provato questa sera... forse ci rivedremo, so dove trovarti.

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