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racconti erotici di Rupescissa

racconti erotici : Ordinaria trasgressione
Posted by Rupescissa on 2011/2/25 15:40:33 (25403 reads)

Così dicendo la prese per la vita e la mise seduta, quindi le mani s'infilarono sotto al top aderente che indossava e lo sfilarono via. Il seno attirò subito le labbra di lui che baciarono e leccarono i capezzoli.
- Ho voglia! - rantolò lei.


Click to see original Image in a new windowEntrò nella stanza con passi così leggeri che pareva sorvolare il tappeto tanto era silenziosa nonostante quelle scarpe slanciate dal tacco molto alto. Depositò sul tavolino il vassoio con i bicchieri e la bottiglia di vino già aperta chinandosi sensualmente con le spalle rivolte all'uomo, quindi mescé una piccola dose per ogni bicchiere. Il silenzio era tale che nella stanza si percepiva solamente il rumore del liquido versato.
Soddisfatta del proprio lavoro si voltò verso di lui, gli sorrise amabilmente e gli offrì uno dei bicchieri. Attese con una calma inconsueta che lui lo portasse alle labbra quindi lentamente sollevò di qualche centimetro la corta gonna aderente per divaricare le gambe.
Era splendida in quella posizione, le gambe lunghe e magre su quei trampoli che indossava erano ancora pi√Ļ slanciate ed i glutei perfetti nello sforzo di tenersi in equilibrio.
- Sei bella! - disse lui dopo un sorso di vino.
Lei sorrise in modo pi√Ļ aperto, amava i complimenti che sapeva di meritare. Sollev√≤ ancora la gonna scoprendo prima le calze per poi mostrare lentamente il pube nudo decorato da una sottile striscia di peluria chiara proprio sopra le labbra.
- Tira piano... ti prego! - disse lei.
Lui stupito la fiss√≤ prima negli occhi poi scese gi√Ļ sino alla vagina e li not√≤ un cordino che fuoriusciva dalle labbra. Tentennando port√≤ la mano tra le sue gambe, percepiva forte il calore emanato dal suo sesso e ne era attratto in un modo difficile da contenere tanto che arross√¨ in viso mentre prendeva delicatamente tra le dita quel cordino.
- ... piano! - disse ancora lei.
Lui tir√≤, sentiva un certo sforzo allora lei divaric√≤ ancora di pi√Ļ le gambe.
- Ohh!! - gemette lei.
Una pallina uscì dal suo pube.
- Ancora! Tira piano! - la voce di lei denotava una forte eccitazione
Lui tirò ancora e, sottolineata da un gridolino, la seconda pallina uscì dalla vulva.
- Tienile tu, io le ho dentro da questa mattina! - disse lei mentre si ricomponeva.
Si voltò a prendere un bicchiere di vino e quindi si accomodò vicino a lui che, inebetito, faceva girare nella mano quelle due sfere umide e profumate di sesso. Lei trattenne un sorriso troppo ilare considerata la situazione e sorseggiò un po' di vino mentre accavallava le lunghe gambe.
- ... ora mi sento vuota qui ! - disse con voce eccessivamente innocente mentre indicava il proprio ventre.
- Tu... sei... troppo... - le parole morirono in gola all'uomo per l'emozione.
- Troppo cosa? - domandò lei sempre con quel tono innocente in netto contrasto con la situazione.
- ... provocante! - ammise lui.
Lei rise reclinando il capo all'indietro per sistemare i capelli che le erano caduti sul viso, poi con uno sguardo di sfida sussurrò:
- Se ti danno fastidio in mano... puoi sempre rimettermele dentro!
Dopo queste parole lei portò la gamba che stava sopra l'altra sul divano e si aprì a lui tendendo il tessuto della gonna che era salita al limite delle calze.
Lui portò la mano libera sull'interno delle gambe e risalì sino a trovare la pelle nuda. Quindi strinse con una certa forza la coscia.
- Ti piace sfidare un uomo, vero? - domandò lui
- Mi piace avere il controllo della situazione. - ammise lei
- E tu pensi d'averlo?
- In questo momento sì. Guardati... sei eccitato e mi vuoi, ma non sai cosa fare ora.
Lui spinse la mano ancora pi√Ļ sotto la gonna sino a sfiorare le labbra della vagina, le separ√≤ lentamente mentre misurava mentalmente gli umori che percepiva sul dito.
- Perché tu non lo sei? - domandò lui.
Senza attendere la sua risposta scese lento verso il buchino e le spinse un dito dentro.
- Ohh!! - rantolò lei, poi dopo aver ripreso fiato e controllata la voce aggiunse: - Tu che ne dici?
- Sei bagnata!
- Ho voglia di scopare! - Ammise lei.
- Con chi?
- Non lo so, ho solo voglia di sesso, non mi interessa con chi! - gemette lei martoriata di piacere dal dito che premeva contro le pareti interne.
- Ah! Non ti interessa con chi? Pensavo volessi me! - Domandò lui con una finta nota di rabbia nella voce.
Lei faticava a rispondere, era scivolata in avanti verso di lui e con questa mossa la gonna era salita ancora sino a scoprirle completamente il pube. Ora le dita che aveva dentro erano due e godeva.
- No! Non mi interessa con chi, ho voglia di sesso, voglio sentirmi aprire e poi sentirmi piena!
- ... e magari succhiare anche un cazzo tanto per sentirti anche la bocca piena, vero?
- Sìììì!!! - gemette lei, lui sapeva esattamente come toccarla per farla impazzire.
Lui tolse le dita da dentro quel luogo caldo, le osservò notando quanto muco lei aveva lasciato. Quindi prese le palline che aveva riposto sul divano tra di loro, e le offrì a lei.
- Rimettile!
Lei lo fissò con due occhi dalle pupille dilatate dall'eccitazione, non capiva le sue intenzioni obbedì, le piaceva giocare con i sensi. Prese le palline per il filo e le fece allineare, quindi con l'altra mano separò le labbra della vulva e si spinse dentro la prima sottolineandone l'ingresso con un gemito. Con il dito la spinse bene dentro e presentò la seconda che subito entrò per poi uscire.
- Sei così dilatata che non riesci a tenerle dentro? - domandò lui
Lei non rispose ma annuì con il capo, spinse ancora la seconda pallina e ricompose le gambe chiudendole strette per non farla sfuggire. Quindi si lasciò cadere comoda sul divano.
- Adesso fammi vedere come fai a godere con queste dentro! - la incitò lui.
Lei si sistemò meglio e prese a muovere sensualmente il bacino contraendolo con forza ritmicamente.
- Preferisco farlo a pancia in gi√Ļ, ma anche cos√¨ va bene... - gemette lei.
- Continua, fammi vedere!
Lei stava al gioco, per ora poteva andare anche questo. Godeva dei suoi occhi eccitati che non si staccavano un solo istante dal pube. Quei movimenti e quella presenza che sentiva dentro le provocavano intense fitte di piacere. Fissava lui e si muoveva, lo guardava e si eccitava della sua eccitazione e si muoveva ancora pi√Ļ intensamente. Stava godendo.
- Sei bella, mi piace il tuo corpo! - mormorò lui
Così dicendo la prese per la vita e la mise seduta, quindi le mani s'infilarono sotto al top aderente che indossava e lo sfilarono via. Il seno attirò subito le labbra di lui che baciarono e leccarono i capezzoli.
- Ho voglia! - rantolò lei.
Lui portò le mani sui fianchi e le spinse sotto le natiche e la fece alzare per poi guidarla a mettersi in ginocchio sul divano dinanzi a lui con le mani sullo schienale.
- Fammi vedere come godi così!
Lei mugolò una affermazione e tornò a cercare di sentire le palline che aveva dentro contraendo il bacino mentre lui ora le carezzava i glutei ed il ventre premendo con la mano a tempo delle sue contrazioni, non poteva raggiungere altro poiché lei teneva le gambe unite nel tentativo di tenere completamente dentro le palline.
Godeva e non fece caso alle delicate carezze nella zona anale, solo quando lui le spinse un dito dentro lei urlò di piacere.
- ... mi fai venire così! - ansimò
- Non vuoi godere?
- Si! Lo voglio! - Sospirò lei, poi aggiunse - Ma non così!
- E... come?
Domandò lui mentre appoggiava il membro al suo sfintere.
Lei percepì chiaramente la spinta e si portò avanti sfuggendogli.
- Non... non ci può entrare se ho dentro queste! - protestò dolcemente lei.
Lui la prese delicatamente per i fianchi e la riportò in posizione presentando nuovamente il sesso al suo ano.
- Rilassati... se ti fa male mi fermo!
Lei inspirò poi rilasciò completamente il fiato.
Si sentì aprire con la solita fitta di dolore che preannunciava poi l'intenso piacere di una penetrazione anale.
- Male! - urlò lei
- Sono già dentro! - la consolò lui
Lei portò una mano dietro, scorse lungo le proprie natiche e trovò lui completamente aderente, tastò ancora e comprese che era vero.
- ... tutto dentro! - gemette
Lentamente lei riprese a contrarsi mentre lui rimaneva fermo per consentirle di adattarsi a quella presenza, poi con molta delicatezza inizi√≤ a muoversi anche lui. Poco alla volta, uscendo dalle sue viscere sempre di pi√Ļ per poi spingersi dentro. Prese il tempo dalle contrazioni di lei ed entrava quando sentiva che le rilasciava. Sentiva qualcosa di diverso nel suo corpo, con l'asta del pene percepiva qualcosa di duro ed estraneo dentro di lei, un qualcosa che stimolava anche lui.
- Ti sento! - sussurrò lui.
Lei urlicchiava e non riusciva davvero a dire una sola parola.
L'orgasmo per lei fu dirompente, pi√Ļ che le sensazioni fisiche furono micidiali la fantasia e la consapevolezza d'avere le palline nel ventre e lui nelle viscere. Riusc√¨ ad urlare solo la preghiera di rimanere fermo mentre godeva, si lasci√≤ invadere dal piacere crollando esausta sullo schienale del divano. Mentre ancora provava un lento diffondersi di benessere divaric√≤ appena le gambe e con la mano si tir√≤ fuori le palline.
- Montami! - pregò lui
Lui ora sentiva il suo corpo pi√Ļ accogliente e sapeva di non farle male, prese a muoversi in modo sempre pi√Ļ ampio e deciso dentro di lei che lo eccitava con i suoi gridolini di piacere.
- Riempimi... sborrami nel culo! - lo incitò lei sollevando leggermente il sedere per farlo sentire meglio.
La voce orgasmica di lei e la nuova angolazione gli fecero perdere completamente il controllo, affondò in lei tutta l'asta ed eiaculò trattenendola con forza per i fianchi. Quelle pulsazioni, la sensazione di percepire lo sperma caldo nel retto quasi spinsero lei ad un nuovo orgasmo che mancò di poco.
Esausti si lasciarono cadere sul divano senza parlare, non era necessario un gran dialogo in quel momento di languore dei sensi. L'unico rumore nella stanza era il loro respiro che lentamente tornava a regolarizzarsi. Poco dopo lei si alzò a fatica dal divano, non si curò di sistemare la gonna arrotolata in vita o di ricomporsi. A seno nudo si portò al centro della stanza:
- Come sono stata?
- Stupenda, eccitante e trasgressiva come sempre... sei bellissima così svestita. - disse la voce dell'uomo seduto comodamente sull'altro divano.
Lei si portò dinanzi al suo uomo che l'aveva osservata in silenzio per tutto questo tempo e si chinò a baciarlo sulle labbra.
- Grazie! - sussurrò con quella voce dolce che solo in certi momenti sapeva tirare fuori.
- Hai goduto? - domandò lui senza alcuna inflessione particolare nella voce.
- Sì! - ammise lei con un tono sognante
Senza aggiungere altro si inginocchiò dinanzi a lui, s'insinuò tra le sue gambe leggermente divaricate e con le mani armeggiò con la patta dei calzoni. In poche abili mosse liberò il membro del suo compagno e lo afferrò con entrambe le mani.
- Durò! - sussurrò estatica.
Con una lentezza esasperante avvicinò il viso al glande che aveva liberato dal prepuzio, soffiò delicatamente prima di poggiarvi sopra le labbra e baciarlo, quindi aprì la bocca e lo ingoiò.
Succhiava con forza per poi farlo uscire, con la lingua stuzzicava la pelle sensibile e poi lo ingoiava nuovamente. Alternava questi ingoi a lunghe e particolareggiate leccate lungo tutta l'asta con particolare attenzione alla zona del frenulo. Sentiva il pene fremere nelle sue mani ed era felice.
- Voglio farti godere! - sussurrò lei allontanando per un istante la bocca dal pene.
- Lo hai già fatto prima! - confessò lui.
Lei aveva tutto il membro in gola e a queste parole mugolò di piacere riversando su di lui profonde vibrazioni.
Osservò l'asta di carne, lucida di saliva, ed emise un gemito di soddisfazione.
- Ti voglio dentro! - disse mentre si alzava in piedi.
- Non ti è bastato?
- No, voglio te ora e ti voglio qui! - bisbigliò mentre portava la mano sul basso ventre.
Lui sfilò il calzoni e si mise comodo mentre lei saliva a cavallo delle sue gambe.
Le mani del suo uomo raggiunsero i fianchi accarezzandola e traendola in avanti, quindi la baciò a lungo sulla bocca. Lei sentiva il pene premere contro al pube, si sollevò e se lo guidò dentro con una mano. Calò decisa, senza esitazioni, accogliendolo completamente nel ventre.
Prima aveva fatto sesso, ora faceva l'amore. Non erano necessarie parole, non servivano attrezzi o coadiuvanti di varia natura. Fissava negli occhi il suo uomo mentre lo teneva tutto dentro e godeva. Un piacere unico che nasceva da una passione che poneva le sue basi in una profonda e sincera complicità, una conoscenza dell'animo e del corpo dell'altro irripetibile.
Saliva e scendeva scorrendo quell'asta di carne che meglio di ogni altra sapeva farla godere, si sentiva nelle mani del suo uomo ed era completamente persa in lui. Accoglierlo dentro di sé le donava una emozione ogni volta unica nel suo genere poiché il suo corpo reagiva a lui, alle sue mani, ai suoi baci, al suo sesso in modo esclusivo.
Calò completamente divaricando ancora le gambe, sentiva il pene premere sull'utero e godeva di quella pressione. Iniziò a muovere il bacino strusciandosi su di lui, contraeva forte per sentirlo dentro e si stupì di percepirlo così bene nonostante il recente orgasmo ed avesse tenuto dentro per tanto tempo quelle palline.
- Mi vuoi... - la voce di lei era in grado di generare un orgasmo - ... riempire?
- Lasciati godere ancora un po' - disse lui mordicchiandole un seno
Inarcò la schiena sino a portare le mani sulle ginocchia di lui e riprese a salire e scendere sull'asta con espressione estatica.

Sull'altro divano, l'uomo di prima, si era rivestito ed ora osservava lei muoversi ispirata sul suo uomo. Studiava come si apriva a lui, come lo accoglieva nel ventre, le sue espressioni e come si muoveva. Ogni volta che saliva lasciava l'asta così lucida di umori che pareva lui avesse già eiaculato. Quando calava tratteneva il respiro ed i gemiti che sentiva erano di puro piacere. La danza di glutei, del bacino, i sobbalzi del seno, avevano una carica erotica tanto intensa che lui sentì il suo sesso tornare ad erigersi.
In silenzio l'uomo si alzò, terminò il suo bicchiere di vino con gli occhi fissi sul corpo di quella donna che aveva appena avuto e comprese che lei non avrebbe mai mosso il suo corpo in quel modo su di lui. Si voltò e usci dalla stanza rispettoso dell'intimità di una coppia d'amanti.

Lei tornò perpendicolare con il busto quindi si lasciò cadere su di lui e lo abbracciò per il collo mentre lo baciava. Premuta completamente contro di lui era tornata a cercare il piacere e questa volta era determinata a trovarlo.
- Voglio sentirti godere! - sussurrò nel suo orecchio.
- Solo se godi anche tu! - insistette lui
- Sono appena venuta... ti prego riempimi.
- Muoviti così... continua.. non ti fermare - insistette lui
Prese a carezzarla come sapeva piacere a lei, mordicchiò il seno, le strinse con forza i glutei. Sentiva che si stava aprendo dentro, la sua dilatazione era indice di una profonda eccitazione. Era il segno che aspettava, iniziò ad assecondare le ondulazioni del suo bacino con delle spinte decise verso l'alto.
Fu così che lei esplose nel secondo orgasmo di quel pomeriggio.
Urlò, non forte quanto prima, ma con maggiore intensità. Il corpo si contrasse in lunghi e ripetuti spasmi di piacere mentre il volto era distorto da una espressione che dimostrava esattamente cosa stava provando. Lei rimase completamente impalata su di lui sino alla fine del piacere.
Ora voleva il suo seme, lo voleva dentro di s√© a tutti i costi. Sal√¨ e poi cal√≤ decisa, ancora ed ancora con un movimento regolare. Era talmente bagnata e dilatata che quasi non lo sentiva dentro ora e sapeva che non gli dava lo stimolo che avrebbe desiderato. Tent√≤ allora di contrarre di pi√Ļ il ventre ma lui resisteva.
- Ti prego riempimi... godi! - lo pregò lei
- Cambiamo... distenditi. - propose lui
Lei si sollevò a malincuore, salì lentamente sin che non sentì il pene sfilarsi dal corpo e gemette di disappunto, quindi si stese al suo fianco divaricando le gambe in attesa.
- Togliti tutto! - disse lui
Lei lo fissò per un istante senza capire ma sollevò il sedere per sfilarsi la gonna, quindi levò le scarpe e le calze.
- Ora mi riempi? - domandò lei
- Ora sì
Lui inginocchiò tra le sue gambe aperte e guidò il pene dentro di lei. Un lungo gemito sottolineò la lenta penetrazione. In quella posizione lei poteva seguire le spinte del suo uomo sollevando o abbassando il pube. Lo conosceva bene e sapeva come donargli piacere e fu presto appagata dal suo orgasmo.
Sazia e colma si mise comoda e studiò il suo uomo che si rivestiva.
- Perché hai voluto che togliessi tutto?
- Mi piaci nuda, completamente nuda - rispose lui
- A volte mi chiedi di mettere le calze... o un bustino.
- Vero, quando ho voglia di giocare con te, ma ora volevo fare l'amore con te.
lei assaporò quelle parole, poi mentre si alzava raccattando i suoi vestiti sparsi sorrise al suo uomo e disse:
- Con te faccio sempre l'amore, il sesso lo faccio con altri. Con te godo... con gli altri... non sempre.
- Ciò non toglie che a te piaccia farti scopare spesso! - le fece notare lui
- Ciò non toglie che a te piaccia guardarmi scopare! - rispose lei.

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