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racconti erotici : Incontro al buio
Inviato da rupescissa il 28/9/2008 21:15:33 (17587 letture)





paroleros083
-         
Muovi quella lingua!


Più veloce …
che mi stai facendo impazzire!


 


Claudia tenta di dire tra un
gemito e l’altro, poi soffoca ogni altra incitazione baciandomi.


È seduta, quasi distesa, sul
divano con le gambe aperte dinanzi al viso d’Andrea mentre io sto ancora
tentando di levarle la maglietta. Ha gli occhi bendati e non può sapere chi e
che cosa le sta facendo. Sento la sua lingua muoversi senza regole nella bocca
in cerca della mia, dalle sue labbra percepisco l’eccitazione di cui è preda, mi
piace sentirla così!


Riesco a sfilarle la maglietta,
le calze con il reggicalze preferiamo entrambi che le tenga indosso.


L’incontro con Andrea non è
stato casuale. Dopo averlo ritrovato in ferie, Claudia aveva mantenuto i
contatti con lui e quella sera lo aveva invitato a cena da noi, manifestando in
questo modo le sue intenzioni.


La lascio alle sue attenzioni
per riuscire a spogliarmi, mentre mi levo i vestiti li guardo. I tentativi di
Claudia di spingere il pube verso il viso dell’uomo che ha tra le gambe sono
eccitanti, i suoi muscoli spingono il corpo verso il piacere seguendo l’istinto
poiché non può vedere. Contrae il ventre e solleva il pube appena sente la
lingua appoggiarsi tra le labbra della vulva, tenta di seguirla in controtempo
per amplificarne lo stimolo. Stranamente non sta chiedendo di più, mi aspettavo
che giunta a questo punto desiderasse prendere uno di noi dentro di se ma,
evidentemente ha voglia di giocare. Mentre sfilo i miei pantaloni mi accorgo di
quanto riesca ad apparire seducente ed eccitante nonostante non possa
osservarsi, avevo sempre pensato che molte delle sue posture fossero nate da
un’attenta osservazione del proprio corpo. Ero sicuro che Claudia si era
studiata a lungo davanti ad uno specchio, anche mentre faceva l’amore con
qualcuno, per scoprire il modo migliore di esporre il corpo. Ora, bendata, non
poteva osservarsi, quindi i suoi movimenti erano dettati dalla lunga esperienza
o dall’istinto. Preferivo pensare che fosse l’istinto a guidarla, l’avrebbe
fatta apparire meno fredda e calcolatrice, ma non n’ero sicuro, ormai la
conoscevo bene soprattutto mi aveva insegnato a riconoscere le donne come lei.


Andrea si allontana da lei
nonostante i gemiti di protesta, insieme prendiamo le sue mani e la solleviamo
in piedi. Lei rimane immobile, in attesa, con i sensi allerta per capire cosa
sta accadendo ed intuire come stiamo per prenderla. Sa che faremo ogni cosa per
darle piacere e questo la eccita.


Faccio cenno ad Andrea di
stendersi sul divano, poi guido Claudia sopra di lui sollevandole le gambe in
modo da posizionarla a cavallo del suo pene. Lei segue l’istinto, come
percepisce un membro nei pressi del pube lo cerca con le mani e se lo guida
dentro. Claudia scende lenta, assapora la penetrazione nei minimi dettagli
mentre si lascia sfuggire un sospiro di piacere. Rimane con la schiena eretta,
seduta su di lui, per muovere solo il bacino. Mentre mi porto al suo fianco
osservo come si sta adattando all’uomo che ha sotto, muovendo solo il pube si è
aperta sino a premere le natiche sui testicoli ed ha assorbito completamente il
membro nel ventre. Ora se lo gode contraendo e rilassando i muscoli delle
natiche per imprimere un leggero movimento in avanti al pube, quando prova una
fitta di piacere schiude le labbra e sospira. Attendo un sospiro più intenso e
le appoggio il membro alle labbra. Claudia non attendeva altro, spinge il viso
verso di me ed ingoia. Era il segnale che attendeva, con il mio pene tra le
labbra inizia a muoversi più intensamente su quello d’Andrea. Sale e scende,
ruota il bacino in avanti poi lo porta indietro per prenderlo tutto dentro e nel
frattempo mi lecca e succhia in modo anche troppo efficace. Lascio che mi porti
quasi al limite dell’orgasmo, mi piace come muove la lingua sul glande quando un
altro la sta facendo impazzire, mi eccita l’espressione di piacere che ha
dipinta sul viso mentre apre la bocca per cercare il mio membro con la lingua.


Lei si adatta alle nostre
silenziose richieste, esegue tutto quello che le nostre mani la spingono a fare.
Mi allontano dalla sua bocca per portarmi alle sue spalle sul divano. La spingo
giù, verso Andrea il quale mi aiuta prendendola per la vita, sino a quel momento
non l’aveva toccata per non lasciarle intendere chi era. Claudia si adagia sul
corpo d’Andrea ed allunga il viso per baciarlo mentre le sue mani la spingono in
basso, verso il pene.


Mi preparo a penetrarla
analmente ma i suoi gemiti mi trattengono per un istante, la sento sussurrare
all’uomo che la sta penetrando:


 



-          Non so
chi tu sia… però mi piace averti dentro!


 


Ha la voce roca, orgasmica.


 



-          Avanti
spingi… entra!


 


Andrea punta i piedi e solleva
il bacino penetrando a fondo Claudia che reagisce inarcando la schiena e
sollevando il viso verso l’alto. Quindi torna lentamente nella posizione di
prima.


 



-          Ancora…
dai! – lo incita.


 


Andrea mi lancia un occhiata per
capire cosa deve fare.


Lo invito a soddisfare Claudia.


Lui spinge di nuovo, poi ancora
ed ancora sino a che lei urla inarcando nuovamente la schiena. Claudia ha un
orgasmo esplosivo ma breve, ansima per poco poi crolla sull’uomo che ha sotto.


 



-          Grazie!


Poi mi dirai
chi sei, voglio sapere chi mi ha fatto godere!


Ora, però,
fammi fare un altro giro!


Muoviti!


 


Claudia è completamente persa
nella sua eccitazione e nella brama di piacere, quando è in questo stato è
disposta a tutto. Andrea riprende a spingere e lei lo segue con il bacino.


Ora è pronta ad accogliere anche
me.


Dolcemente le accarezzo le
natiche per farle intuire le mie intenzioni, Claudia reagisce subito sollevando
il sedere invitante. Come ha percepito il mio tocco leggero ha trascurato
immediatamente il membro che già ha dentro eccitata dalla possibilità
d’accoglierne un altro. Dilato le natiche e noto il suo ano che tenta d’aprirsi,
so che in quel momento sta spingendo con forza e conosco l’effetto di quelle
spinte sull’interno della vagina. Andrea sta provando qualcosa di molto
piacevole, spero solo che regga ancora un po’. Punto i membro e spingo piano,
Claudia si apre lentamente nonostante non l’abbia preparata con creme o
lubrificanti di sorta. Inizio ad entrare in lei poco alla volta e con
attenzione, una fitta di dolore rovinerebbe tutto in questo momento.


Claudia rimane immobile, si
limita a spingere in modo da dilatare lo sfintere, la sento trattenere il
respiro sin quando non le sono dentro quasi completamente, allora si concede un
lungo sospiro e si rilassa. Le lasciamo il tempo di adattarsi alla nuova
presenza, poi Andrea appoggia in qualche modo le mani sulle cosce e la guida nei
suo movimenti. Io resto fermo, lascio che sia lei a muoversi come meglio riesce
e preferisce. Claudia avanza con tutto il corpo poi torna indietro lenta, ripete
più volte questo movimento sin quando non si sente pronta ad aumentare il ritmo.


 



-          Spingete…
avanti, tutti e due. Ora! – Ci ordina quando non prova più dolore


 


Andrea è bloccato dal peso di
Claudia completamente adagiata su di lui e fa quello che può, io tento di tenere
dietro ai movimenti improvvisi della mia donna. Pare che abbia perso la ragione,
scivola sul corpo d’Andrea in avanti e poi indietro per sentire il suo membro
muoversi nel ventre mentre io, regolandomi sui suoi tempi, la penetro analmente
ogni volta che indietreggia.


Claudia è nuovamente prossima
all’orgasmo così come noi, il desiderio di godere ancora le fa dimenticare ogni
cosa; così, quando esplode il piacere, lei continua a muoversi incurante
dell’effetto che ha su di noi.


Andrea non resiste più, sento il
suo respiro diventare sempre più affannato sin quando non si lascia andare.
Claudia, forse intende o forse si lascia guidare dall’istinto, sta di fatto che
si spinge giù in modo da prendere dentro tutto il seme d’Andrea. Io li seguo
immediatamente, afferro le anche della mia donna e mi spingo nelle sue viscere
per eiaculare.


Spossati ci disuniamo
lentamente, con molta attenzione. Claudia crolla sul divano ansimante e con le
gambe aperte. Rimane in quella posizione sin che non tentiamo di sbendarla ma
lei ci ferma. Vuole tenere la fascia sugli occhi, indicandoci chiaramente che
non ritiene terminata la serata.


Ammiro la sua determinazione e
la sua libido che pare non avere mai fine.


Vado a lavarmi in bagno, quando
torno Andrea la sta accarezzando dolcemente. Le sue mani scorrono sul corpo di
Claudia segnandone le forme e lei si gode quelle carezze. Continua a tenere le
gambe oscenamente aperte, incurante dei pensieri che genera in noi, dalle labbra
della vulva cola un piccolo rivolo di sperma, quello che Andrea le ha lasciato
dentro. È molto eccitante vederla in quello stato e ben presto sento rinascere
il desiderio di prenderla ancora.


Non mi chiedo come sta lei,
capisco dal suo respiro quanto sia eccitata. Muove il bacino come per segnalare
il desiderio di un nuovo amplesso.


Andrea è nuovamente pronto, la
mano di Claudia brandisce il suo membro e lo stimola in continuazione. Accenno a
lui di spingersi in avanti con il corpo, quindi prendo le mani di Claudia e la
sollevo per portarla ancora su di lui. Questa volta le faccio volgere la schiena
all’amico poi la spingo giù. È lei a scegliere la posizione. Sale con i piedi
sul divano e scende sul membro d’Andrea dilatandosi le natiche, vuole sentirlo
dietro.


Il viso di Claudia testimonia la
sua concentrazione e lo sforzo per mantenersi in equilibrio, ma riesce nel suo
intento: il membro d’Andrea le scivola nelle viscere senza difficoltà. Lei si
sistema, si muove in modo da farlo entrare poi si stende su di lui offrendomi la
piena visione della vagina libera ed invitante.


Mi pare incredibile che sia
riuscita ad accoglierlo in quella posizione, ma il membro dell’altro sparisce
nelle sue viscere. Accolgo quindi l’invito di Claudia e la prendo, cerco una
posizione che mi consenta di entrare in lei e la penetro. Questa volta lei e
passiva, non si muove più di tanto, si limita a spalancare le gambe per
lasciarmi entrare sino in fondo. Non so se sia per la stanchezza di prima o se
vuole solamente sentirsi presa. Mi lascia fare, stabilire il ritmo e la
profondità della penetrazione. Temo che non riesca a raggiungere presto un nuovo
orgasmo e mi concentro per controllare il mio piacere. La situazione è troppo
eccitante per resistere a lungo, il viso di Claudia è irriconoscibile, quel che
vedo al di sotto della fascia sugli occhi è puro piacere.


Quando sento l’interno della
vagina dilatarsi ancora di più mi stupisco, ma intendo che sta godendo. Allora
mi sposto in modo da spingere di più verso il basso, per farle chiaramente
percepire il mio membro che punta sull’altro che ha dentro. Immagino che in
questa situazione più che lo stimolo fisico sarà quello della fantasia a
spingerla verso un nuovo orgasmo. Quando la vedo spalancare la bocca capisco di
aver ragione e le do tutto quello che mi rimane. Mi muovo sin che non rantola di
piacere ed il suo corpo torna ad essere scosso dalle ondate dell’orgasmo, quindi
lascio che il mio seme si unisca a quello d’Andrea nel suo bel ventre.


Claudia accoglie con evidente
gioia le mie pulsioni, con le labbra sottolinea ogni mio impulso dischiudendole.


Sfinito esco da lei e,
afferrandola per le mani la rimetto seduta. Ha sempre il membro d’Andrea nelle
viscere e penso che debba dare anche a lui il piacere di inondarla. Afferrandola
per le spalle, con dolcezza, la invito a muoversi. Claudia è stanca, lo si
capisce da come si muove, ma è intenzionata ad andare sino in fondo.


Mi allontano da loro e rimango a
guardare Claudia che si muove impalandosi sul membro d’Andrea. Ha un’espressione
dura sul volto, si nota lo sforzo che sta facendo. Oramai è pienamente appagata
ma non può fermarsi. Sale e scende su di lui con una costanza quasi meccanica
sin che non si sente trattenere giù allora attende, inclinando il busto in
avanti, il termine del suo orgasmo.


Claudia si alza malferma sulle
gambe, si toglie la fascia dagli occhi e ci guarda. L’espressione è
intraducibile, è dura, quasi distaccata da quanto è appena successo. Senza dire
una parola si dirige verso il bagno per una doccia.






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