Osservavo
Claudia stesa sul divano intenta a leggere svogliatamente il suo libro, intuivo
dalla lentezza con cui voltava le pagine che il suo cervello era altrove,
impegnato in chissà quali pensieri. Non era la prima volta che coglievo questo
suo stato d’animo, sino a quel momento l’avevo lasciata in pace, sicuro che
quando fosse stata pronta avrebbe affrontato l’argomento che la struggeva con
me. Quel sabato, però, decisi di sondare il suo animo.
- Avanti, dimmi cosa succede! - le domandai
all’improvviso.
- Cosa?
Cosa mi succede in che senso?
- Non ci sei … con la testa intendo. Si nota
chiaramente e sei in questa condizione da giorni oramai. Prima
la mia era solo una sensazione, poi ti ho osservata meglio ed ho colto
molti segni di questo tuo stato.
- No, davvero… non ho niente, sto benissimo!
- Fisicamente non lo metto in dubbio… è la
tua mente che non sta bene, sei distratta, pensi sempre a qualcosa, sei
infelice.
- Infelice no! Assolutamente no!
Mi sento… non saprei come spiegartelo… forse è meglio dire
che, a volte, vorrei essere un’altra persona!
- Ovvero? - domandai
- Mi sento rinchiusa in un ruolo
piacevole ma limitativo, mi rendo conto che non
sono completa, mi manca qualcosa che non so definire. Forse è solo una mancanza
di stimoli cerebrali o la paura di fossilizzarmi in un ruolo
che mi piace
ma che è sempre quello.
- Capisco. Almeno penso di capire.
E cosa vorresti cambiare della tua vita?
- Nulla! È questo il problema, sto benissimo
in questo ruolo, non mi manca nulla di ciò che
desidero.
Forse vorrei vivere questa vita in un altra
veste avendo
ciò che ho ora ma essendo un’altra Claudia. Una donna diversa, nuova,
sconosciuta a me. Sono sempre stata abituata a cambiare periodicamente qualcosa
d’importante nella mia vita: l’amore, il sesso, il lavoro, l’appartamento, la
città in cui vivevo … cose che determinano la parte
che interpreti in modo preciso.
Ora sto bene, il lavoro
mi piace, mi piace con chi vivo
e dove vivo. Non ho alcun’intenzione di
cambiare nulla ma… sento la mancanza dei
cambiamenti.
Sono pazza vero?
- Pazza forse no, stabile nemmeno; ma questo lo
sai già. - dissi mentre cercavo la sigaretta solitaria rimasta nel pacchetto -
Senti il bisogno di qualche novità che stimoli la tua mente, questo lo capisco e
lo provo spesso pure io. Resta ora da scoprire quale può essere questa novità!
-
Già, sembra facile detto così! - disse lei - Ma cosa posso cercare di
nuovo nella mia vita?
Non
voglio cambiare nulla di essa in questo momento! Te l’ho già detto!
Mi soffermai a meditare per un attimo su quanto
aveva appena affermato Claudia, nel mentre la osservavo distratto. Sapevo già,
in realtà, dove poteva trovare la nuova vita che cercava.
- Riassumendo - dissi - stai bene come stai
e non intendi cambiare nulla della tua vita ….
- Vero! - affermò lei
- Quindi, se escludiamo la maternità… e non
mi pare che tu sia pronta…
- No! Non me la sento ancora… lo sai! -
disse in tono di scusa
- … non ti rimane che recitare la parte di
una Claudia diversa!
- Ossia? - disse mentre una luce di nuovo
interesse si apriva nei suoi occhi
- Devi interpretare una donna diversa da
quella che sei ora. Lo puoi fare a tempo pieno e quindi sarai una Claudia molto
simile all’attuale con solo lievi differenze o saltuariamente… e potrai essere
la donna che vuoi!
- Sì! Una donna diversa senza cambiare nulla
di ciò che ho… senza perdere le cose a cui tengo di più…- disse lei mentre già
s’immaginava i diversi ruoli che poteva interpretare.
- Ok, allora cosa puoi desiderare cambiare
in questi termini?
- Il lavoro… non posso. La casa mi piace e
non possiamo cambiarla … - ragionava lei
- Solo una cosa puoi cambiare senza incidere
sul lavoro e sugli immobili… la tua vita sentimentale o quella sessuale.
Claudia mi guardò dapprima stupita poi
preoccupata.
- Intendo dire che puoi solo interpretare la
parte di una Claudia con una diversa vita sessuale.
Sino ad oggi abbiamo sempre condiviso i giochi e
le perversioni… puoi diventare una donna che non condivide nulla e puoi farlo in
due modi.
Il primo è quello d’impersonare una single,
senza legami sentimentali e libera di agire come meglio crede.
Il secondo è recitare la parte di una donna
infedele, che si ricava i suoi spazi senza coinvolgere il suo uomo.
A te la scelta!
- Ma, a me piace giocare con te! - protesto
lei.
- Sarebbe anche questo un nostro gioco… non
credi?
- Un gioco nel gioco! - disse lei - Sei
pazzo… ti amo!
Fu così che Claudia decise d’iniziare con
l’interpretare la parte dell’infedele.
Single lo era stata per molti anni, quindi non
era una novità per lei. Infedele, nonostante tutte le sue perversioni, non lo
era mai stata. Tutti i suoi uomini sapevano sin dall’inizio come lei viveva il
sesso. Se l’accettavano bene, altrimenti la lasciavano subito.
Nei giorni seguenti non affrontammo più il
discorso, lei aveva bisogno di tempo per immedesimarsi nel nuovo ruolo. Non era
abituata a nascondere al proprio uomo le sue fantasie e le sue voglie, notavo
che appariva incerta, sicuramente pensava che la mia assenza avrebbe annullato
quella componente perversa che a lei piaceva tanto. Abituata a dei giochi più
trasgressivi della semplice infedeltà non riusciva a cogliere sino in fondo
l’aspetto eccitante di questa.
Dovetti spingerla ad uscire da sola, con delle
amiche single, qualche sera, indicarle gli abiti da indossare ed i luoghi dove
senz’altro sarebbe stata corteggiata.
Una notte rientrò più tardi del solito. La
sentii aprire la porta di casa prestando attenzione a non far rumore,
raggiungere la stanza degli armadi, spogliarsi e quindi infilarsi sotto la
doccia. Quando venne a letto non disse nulla, si addormento subito o finse di
farlo. Rispettai il suo silenzio sicuro che mi avrebbe raccontato tutto.
Infatti, il giorno dopo affrontò l’argomento.
- Ieri notte ho conosciuto un tale… niente
male - mi disse la sera a cena - ma non è il tipo da giocare in tre, questo l’ho
capito subito… - lasciò la frase in sospeso.
- Allora sei pronta a diventare infedele! -
le domandai
- Diciamo che lo sono già stata… ma non mi
soddisfa pienamente questa situazione.
- Cosa non va?
- Mi manca quel sapore trasgressivo che solo
tu sai darmi! - confessò lei
- Quindi?
Non vuoi più recitare la parte?
Rinunci alla nuova Claudia che hai creato?
- La Claudia nuova e vecchia esistono solo
grazie a te e per te, se non giochi tu io non provo nulla di particolare!
- Che cosa proponi allora? - il discorso si
stava facendo interessante.
- Voglio che mi guardi, voglio sentire i
tuoi occhi addosso e… voglio che tu ti senta di fare altrettanto con chi vorrai.
Se io interpreto l’infedele anche tu dovrai farlo… se vorrai.
- Vuoi che io sia presente quando te lo
farai di nuovo?
- Sì!
- Non è facile!
Come giustifichi la mia presenza se sei una
donna infedele?
- Lui non saprà che ci sei anche tu!
- Lo vuoi bendare? - scherzai
- … forse, ma non è questo il punto.
Gli ho detto che ero da sola in casa per
parecchi giorni e l’ho invitato qui… questa sera!
- Sei sempre una sorpresa tu!
- Già, è per questo che ti attraggo!
- Quindi?
- Quindi tu sarai qui ed io lo saprò, quando
mi darò a lui saprò che tu mi osservi e questo darà un sapore particolare a
tutto il gioco.
- E… come pensi di attuare tutto questo?
- Attraverso la porta della cucina che
abbiamo cambiato proprio per effettuare delle riprese video attraverso il suo
vetro senza che si notasse la telecamera!
- Le pensi sempre tutte tu.
Immagino che dovrò controllare se le batterie
della telecamera sono cariche… perché vuoi essere filmata immagino?
- Mi leggi nel pensiero… ti amo!
Preparai la telecamera e posizionai il
cavalletto in cucina.
Non era la prima volta che preparavo l’ambiente
per uno dei nostri giochi e non provavo particolari emozioni, però non riuscivo
ad immaginare cosa passasse per la mente di Claudia. In fondo quello che stava
per fare non era molto diverso dai tanti incontri in cui ero partecipe, spesso
ci scambiavamo completamente con gli amici e consumavamo l’amplesso in stanze
differenti. Questa volta notai nei suoi occhi una luce diversa, pareva che
stesse tentando di concentrarsi su più cose allo stesso tempo, come se
intendesse realmente entrare nella parte.
- Come sto? - la sua voce arrivò dalle mie
spalle.
Mi voltai, lasciando in bilico il cavalletto non
ancora completamente disteso, per osservarla. Claudia indossava il negligé
bordeaux acquistato pochi giorni prima ed aveva stirato per bene i capelli. Il
trucco rimarcava le arcate sopraccigliari con un colore leggero, ma in contrasto
con le sue abitudini. Era evidente il suo sforzo di dare al suo aspetto
esteriore la diversità che desiderava provare dentro.
Mi avvicinai a lei lentamente, prendendomi il
tempo per esaminarla bene.
- Sotto non hai niente!
- Solo il tanga!
- Intendi passare subito alle vie di fatto,
allora?
- Sarebbe questa la mia intenzione! -
Claudia era molto tesa e le sue risposte lo testimoniavano.
Non insistetti oltre. La invitai a stendersi sul
divano per rilassarsi e per recuperare la concentrazione che le avrebbe
consentito di entrare completamente nella parte. Il gioco era complesso, forse
uno dei più contorti, a livello cerebrale, che avessimo mai tentato poiché era
su più livelli. Per prima cosa c’era la nostra intesa, la nostra ricerca del
piacere in ogni sua forma, la decisione di vivere il nostro rapporto senza
precluderci nulla dal punto di vista sessuale; quindi i giochi con altre coppie
in tutte le loro varianti. Ora si aggiungeva a questo l’ulteriore recita di una
parte, quella dell’infedele, in cui lei doveva entrare completamente, per
trovare la novità che cercava, ma essere conscia della mia partecipazione per
godere appieno del valore trasgressivo del
gioco. Non doveva essere facile immaginarsi e credersi infedele quando il suo
uomo era conscio e partecipe del gioco.
Claudia possedeva una mente abbastanza tortuosa
da riuscirci.
Mi ritirai in cucina per terminare il mio lavoro
preoccupandomi di chiudere a chiave la porta. Spensi quindi le luci per
eliminare i riflessi dal vetro e mi sistemai in attesa. Claudia era immobile sul
divano, aveva acceso l’impianto stereo ed una musica soffusa si diffondeva
nell’ambiente, pareva assopita. Quando squillò il campanello ebbe un sobbalzo,
si sedette e lanciò un lungo sguardo nella mia direzione poi andò ad aprire.
Lo attese davanti alla porta socchiusa,
trattenuta in quella posizione dalla sua mano. Pareva titubante, indecisa sul da
farsi; la mia impressione era avvalorata dalla sua espressione, non l’avevo mai
vista in quello stato poco prima di un sicuro amplesso.
Quando sentì i passi dell’uomo avvicinarsi aprì
la porta e trasformò il viso con un largo sorriso. Lui rimase fermo sulla soglia
a guardarla, non si aspettava certo di trovarla seminuda e, almeno
all’apparenza, pronta. Claudia lo prese per mano e lo tirò verso di se per
abbracciarlo e baciarlo sulle labbra, quindi chiuse la porta.
Non potevo sentire cosa si dicevano, parlavano
normalmente, quasi sottovoce, per fortuna avevamo previsto un microfono nella
sala, in seguito, la registrazione sarebbe stata completa. Mi ricordai in quel
momento della telecamera. Rapidamente mi portai dietro l’apparecchio e l’attivai
puntando l’obiettivo su di loro.
I due erano ancora in piedi, vedevo bene il viso
di Claudia che parlava sorridendo, potevo intuire il senso dei loro discorsi dal
modo in cui lei si lisciava il negligé, come per mostrare a lui tutta
l’attrattività delle proprie curve. Man mano che il tempo passava notavo come
lei diventasse più naturale, lasciava alle spalle la tensione di poco prima
permettendo alla sua innata sensualità di manifestarsi.
Ad un certo punto lo invitò verso il divano, si
sedette e lo chiamò a se. Iniziò a baciarlo senza dargli il tempo di sedersi al
suo fianco. Lo prese per la nuca e trattenne il viso contro il suo, aveva i
muscoli delle gambe tesi allo spasmo da quanto le puntava con forza sul divano,
questo era il segno più evidente del suo desiderio. Lasciò l’uomo in piedi
innanzi a lei ed iniziò a spogliarlo. Notai come l’espressione di Claudia mutò
repentinamente durante queste fasi preliminari, mentre sbottonava la camicia
dell’uomo pareva divertita, sorrideva e ridacchiava per delle battute che non
potevo sentire, quando passò a slacciargli i calzoni divenne seria. Fissò gli
occhi su quelli dell’uomo mentre assumeva l’espressione concentrata e decisa
che, ormai sapevo essere testimone del suo desiderio. Sino a quel momento,
contrariamente alle sue abitudini, non aveva ancora lanciato alcun’occhiata
nella mia direzione. Lei ricavava parte dell’eccitazione sessuale dall’esibirsi
davanti a me, la maggioranza dei nostri giochi era proprio basata su questo e mi
stupivo del fatto che non avesse ancora cercato la mia invisibile presenza.
Questo stava a significare che era entrata nella parte, in quel momento Claudia
era semplicemente una donna infedele, non più, quindi, una perversa compagna che
gioca con il suo uomo ma una donna che ricerca il piacere da sola e solo per se.
In quel momento non era molto diversa dalla mia precedente compagna, la donna di
cui Claudia aveva preso il posto. La osservai sotto una luce diversa, e la
trovai simile a Laura, che agiva spinta unicamente dalla ricerca del proprio
piacere. Quello che mi colpì fu il suo modo di muoversi, di atteggiarsi nei
confronti dell’uomo, e alcune sue espressioni; Claudia per certi versi appariva
quasi irriconoscibile. Normalmente, durante i nostri giochi, lei era sempre la
stessa. In qualunque situazione trasgressiva la nostra mente avesse partorito,
potevo sempre riconoscere la mia dal suo modo di fare, di agire, d’esprimersi,
di muoversi su di un uomo; ora pareva un’altra donna
quella che stava a pochi metri da me sul divano.
L’unico accenno nella mia direzione, come per
smentire i miei pensieri, lo ebbe mentre avvicinava la bocca aperta al membro
eretto dell’uomo in piedi innanzi a lei e,
ormai, completamente nudo. Claudia puntò gli occhi verso la porta della cucina,
nel punto in cui immaginava mi trovassi e fissò per un lungo istante, poi
lentamente fece uscire la lingua e leccò dolcemente il glande del membro che
teneva stretto con la mano. Fu l’unico segno, in tutta la serata, che
testimoniasse la sua intenzione di rendermi partecipe al suo gioco.
Claudia riportò la sua attenzione sull’uomo,
spostando gli occhi sui suoi, quasi per sfidarlo, aprì la bocca ed ingoiò il
membro. La vidi sforzarsi di farlo entrare tutto nella gola, lei sapeva quanto
questa pratica eccitasse i suoi uomini e non dimenticava mai di mostrare loro
quanto sapesse aprirsi. Il messaggio insito in quel gesto iniziale era chiaro:
lei voleva sentire sino in fondo il membro nel suo corpo, ovunque!
L’uomo s’irrigidì e spinse in avanti il bacino,
era il segno che Claudia sperava di cogliere, allora lei fece scivolare le
labbra sul membro mentre ritraeva il viso. Lo fece uscire tutto dalla bocca
sempre seguendone la forma con le labbra poi lo riprese dentro, questa volta
solo per un tratto, quel tanto che le consentiva di spazzolare il glande con la
lingua mentre aspirava forte. Lei era abilissima nel rapporto orale, sapevo
quanto fosse difficile resistere alla tentazione di spingerla ad andare sino in
fondo per gustarsi un orgasmo tra le sue labbra. Pareva, infatti, che l’uomo
fosse combattuto in questi pensieri.
Claudia sapeva leggere nei gemiti e nel respiro
di un uomo il momento d’interrompere il rapporto orale se non voleva spremerlo
subito. Si allontanò da lui quel tanto che bastava per inginocchiarsi
sul divano e piegarsi a carponi verso di lui.
L’uomo stette immobile ad osservare le sue mosse, lei indossava
ancora la biancheria e non pareva intenzionata
a levarsela. Claudia spinse il viso nuovamente verso il membro ma non lo riprese
tra le labbra, si limitò a leccarlo in tutta la sua lunghezza, studiandolo come
pregustasse ciò che le avrebbe fatto provare una volta entrato in lei.
L’uomo era eccitato all’estremo, non resisteva
più ai lunghi preliminari della mia donna, dolcemente la prese per le spalle e
la mise seduta sui talloni, quindi le sfilò le spalline del negligé liberandole
il busto sino alla vita. Claudia si spinse contro il viso dell’uomo portandogli
il seno all’altezza delle labbra poi restò immobile a godersi i baci ed i
delicati morsi sui capezzoli. Il sottile piacere che provava spinse Claudia a
chiudere gli occhi ed a reclinare leggermente il busto, sollevando in questo
modo anche il pube. Le mani dell’uomo n’approfittarono per scivolare sotto la
stoffa leggera del negligé per palparle le cosce e spingersi, provocanti, verso
l’inguine. Osservando il comportamento di Claudia notavo che era passiva, si
lasciava scoprire dall’uomo senza guidarlo nelle sue mosse per indicargli i
punti dove amava essere stimolata, si stava dando a lui senza chiedere nulla in
cambio. Questo era molto strano, il bilancio del piacere di Claudia era sempre
positivo al termine d’ogni suo amplesso, di norma ne riceveva più di quanto ne
dava. La sua spasmodica ricerca dell’appagamento sessuale le aveva insegnato,
negli anni, a guidare qualsiasi uomo nel darle il massimo. Questa sua apparente
passività la mostrava più innocente, inesperta e sottomessa, di quanto fosse mai
stata; forse anche questo era parte del personaggio che stava interpretando. Mi
chiedevo se, alla fine del gioco, ne sarebbe rimasta soddisfatta.
Lei parve appagata dai lunghi baci sul seno ed
eccitata dalle carezze nella zona genitale, piegò il busto verso l’uomo e cercò
i suoi baci sulla bocca. Vidi le loro lingue intrecciarsi a mezz’aria, scivolare
verso le labbra per poi unirsi ancora. Claudia baciava con passione ma non univa
la bocca a quella del suo improvvisato amante, lasciava che fosse lui a
cercarla, a guidarla trattenendola per la nuca, nel bacio. Poi, senza apparente
motivo, Claudia si voltò per appoggiarsi sulle ginocchia in modo da volgere le
terga all’uomo. Gli mostrò il sedere dimenandolo in modo invitante mentre lui
tentava di sfilarle il negligé e gli slip. Quando fu completamente nuda, l’uomo
avvicinò il viso al sedere per leccarla dalla vulva al buchino posteriore,
passava dalle labbra della vagina semiaperte all’interno delle natiche, come se
fosse indeciso nella scelta di dove penetrarla. Claudia amava quel tipo di
stimolo, la eccitava oltre ogni limite rendendola subito pronta a tutto
e il suo viso era già trasformato dal piacere.
Riuscivo a leggere i segnali del corpo della mia donna: il ventre che s’incavava
mentre il seno era spinto in avanti da un respiro sempre più veloce era chiaro
sintomo della sua impazienza, quando arrivava quel momento non riusciva più a
resistere al desiderio di sentire qualcosa di solido dentro di sé. Potevo
immaginare le parole che stava per pronunciare tanto che non mi stupii quando
l’uomo ritirò il viso e si posizionò dietro di lei brandendo il pene.
Claudia si aprì, allargò le gambe in modo da
offrirgli la piena disponibilità del suo corpo, quindi attese che lui
avvicinasse il membro. Dapprima, l’uomo, punto il pene nel mezzo dei glutei,
come per indicarle il suo desiderio d’entrarle nelle viscere, ed attese la
risposta di Claudia. Lei parve indecisa, spinse lo sguardo verso di lui e lo
fissò negli occhi, poi sollevò il sedere portando la vulva all’altezza del pene
arretrando nello stesso istante. Aveva indicato all’uomo cosa voleva e lui
l’accontentò immediatamente. Dopo aver guidato il membro nel primo tratto,
l’uomo, spinse con le reni ed affondò completamente nel ventre di Claudia, la
quale gemette e sottolineò il suo gradimento arcuando leggermente la schiena.
Lui restò dentro ed immobile per un lungo istante, come per sincerarsi della
realtà di quella situazione, vedevo le sue mani scorrere sulla schiena di
Claudia, accarezzandola sino a trarla verso di sé, quindi iniziò a muoversi con
un ritmo costante dentro di lei.
Claudia assaporava immobile la carne che la
penetrava, contrariamente alle sue abitudini non si muoveva in controtempo
all’uomo per amplificare la velocità e la profondità della penetrazione. Questa
passività andava ad avvalorare l’ipotesi di prima: Claudia si stava dando senza
nulla chiedere. La vedevo, comunque godere ed apprezzare appieno
l’accoppiamento, poco alla volta, colpo dopo colpo, stava scivolando verso il
basso con il busto sino ad appoggiare il seno sul cuscino del divano.
Partecipava, lei non sarebbe mai riuscita a rimanere completamente passiva, con
i movimenti del pube, si apriva a lui quando entrava e spingeva verso il basso,
come per trattenerlo quando usciva. Allargava sempre di più le gambe per aprirsi
senza ritegno all’uomo, potevo vedere chiaramente il membro entrare in lei sino
in fondo, rimanere per un istante e quindi uscire quasi del tutto.
L’orgasmo di Claudia mi stupì; arrivò troppo in
fretta e meno esplosivo di quanto mi aspettassi. La vidi contrarre il bacino ed
alzare il viso al soffitto mentre un’espressione di grande sforzo le si
dipingeva sul viso, quindi ansimò veloce ma non urlò.
L’uomo pensò di stimolarla durante il godimento
per aumentarle il piacere e prese a muoversi molto velocemente, lei parve
incitarlo tanto che lui non si fermo sin quando, estratto rapidamente il membro,
le spruzzò il seme sulla schiena. Claudia rimase immobile lasciandosi ricoprire
di sperma le natiche, poi si alzò agilmente e si diresse verso il bagno, dopo
aver indicato a lui l’altro servizio.
Passò un certo lasso di tempo, durante il quale
l’uomo si rivestì. Quando Claudia uscì dal bagno indossava l’accappatoio ed
aveva i capelli bagnati, raggiunse l’amico e lo baciò, con meno passione questa
volta. Parlarono ancora per una decina di minuti durante i quali lei non lo fece
accomodare ma, piuttosto, lo spingeva lentamente verso la porta. Quando lo
salutò sull’uscio potei notare l’espressione delusa di lui, mi domandai cosa si
fossero detti nel frattempo ma non ebbi il tempo d’immaginare nulla poiché lei
venne da me.
- Hai filmato tutto? - mi domandò
- Certo!
Lo vuoi vedere ora?
- No… non mi ha
soddisfatto per niente!
- L’ho capito!
Ma cosa gli hai detto di così tragico da fargli
prendere quell’espressione da cane bastonato?
- Che non ci sarebbe stato un seguito.. che
grazie a lui avevo capito di non poter tradire mio marito… che era stato
stupendo ma non ero riuscita a godermelo sino in fondo a causa dei sensi di
colpa!
Non è questo che direbbe una brava mogliettina
dopo un tradimento?
- Sei pazza!
Sì, sei proprio pazza! Ora che piega prende il
gioco? - le domandai.
- Non lo so ancora!
So solamente quello che voglio adesso!
Claudia aprì l’accappatoio, il colore scuro del
tessuto evidenziava l’arrossamento della pelle dovuto all’eccessiva temperatura
dell’acqua con cui ama farsi la doccia, restò immobile per un tempo che ritenne
sufficiente ai miei occhi per ammirarla, quindi lasciò cadere in terra
l’accappatoio. In perfetto silenzio mi appoggiò una mano sul petto per guidarmi
verso il divano, poi mi spinse a sedere. Con le ginocchia s’intrufolò tra le mie
costringendomi ad aprire le gambe ed, imitando una mossa che spesso compievo su
di lei, scese sulle ginocchia.
Soddisfatta puntò i suoi occhi sui miei mentre
le mani abilmente slacciavano i calzoni. Claudia aveva un’espressione strana sul
volto, non capivo cosa avesse in mente, pareva eccitata ma non disponibile.
Tutta la sua attenzione era rivolta al mio membro che ora stringeva tra le mani.
Ero in procinto d’invitarla a salire subito su di me, poiché pensavo mi volesse
dentro, ma lei aprì le labbra ed inghiottì il mio membro provocandomi una fitta
di piacere incontrollabile. Questa stupenda sensazione bloccò all’istante ogni
mia volontà e mi lasciai trasportare dalla sua abilissima bocca.
Claudia aspirava forte mentre scorreva tutta la
lunghezza del pene. Limitava l’uso della lingua forse per non spingermi troppo
velocemente verso l’orgasmo, immagina che quello era il suo modo di ringraziarmi
per il gioco che condividevo con lei. Mi rilassai per concentrarmi completamente
sul piacere che sapeva regalarmi, sicuro della sua sensibilità e conoscenza del
mio corpo; Claudia avrebbe riconosciuto il momento oltre al quale non poteva
proseguire se intendeva godere anche lei.
Una violenta contrazione scosse il mio corpo e
Claudia fermò immediatamente lo stimolo orale, allontanò di pochi centimetri il
viso dal membro ed osservò rapita il sottile filo dei miei umori miscelati alla
sua saliva che ci univa.
- Adesso vieni qua sopra di me! - le
sussurrai.
- No, adesso godi tu! - rispose lei con un
tono dolcissimo ma che non ammetteva repliche.
Non mi lasciò il tempo d’insistere. Aprì la
bocca e scese nuovamente su di me.
Rallentò ogni movimento, il suo stimolo si fece
intenso e graduale. Dopo un altro mio spasmo in cui spinsi in alto il bacino e
la penetrai sino in gola, fermò del tutto la lingua. Si limitò a succhiare
sempre più forte scorrendo con calma le labbra sul pene. Mi portò all’orgasmo
tanto lentamente che, quando arrivò, lo vissi come una liberazione. Negli
istanti immediatamente precedenti l’esplosione tentai di muovermi in controtempo
al suo viso poiché non resistevo più lì sulla soglia. Claudia, però, anticipava
le mie mosse, con i palmi delle mani riusciva a cogliere, dai miei muscoli, le
mosse che tentavo. Aprii gli occhi per guardarla, sapendo che il suo viso chino
su di me, con il membro tra le labbra, sarebbe stato uno spettacolo tanto
eccitante da generare l’orgasmo, invece il colpo di grazia me lo diede il suo
sedere. Dal modo in cui si muoveva e dalle gambe semiaperte capii che stava
sognando d’avere qualcuno pronto a prenderla in quella posizione. La mia
fantasia colmò il vuoto, grazie anche alla lunga esperienza vissuta con lei, e
generò un filmato in cui lei era penetrata da dietro, analmente o vaginalmente,
mentre succhiava me.
Fu questo, più delle sue labbra, a generare il
mio orgasmo.
Claudia continuò a succhiare forte, quasi
intendesse svuotarmi completamente, sino alla fine. Quindi, soddisfatta da
quanto aveva ingoiato, seguitò a leccarmi con molta dolcezza a lungo. Solo
quando il membro iniziò a rilassarsi mi lasciò per alzarsi e rivestirsi.
Indossato l’accappatoio si voltò per tornare in
bagno lasciandomi steso e seminudo sul divano, nemmeno in quel frangente disse
una parola, non fece alcun commento o un qualsiasi apprezzamento. Mentre si
voltava notai un lampo di luce nei suoi occhi, un bagliore ormai noto e che
sapevo manifestarsi alla nascita d’ogni nuova idea o fantasia erotica. Quel
riflesso mi diceva che il gioco non era ancora terminato.
La Claudia creata dalla fantasia della mia
donna, la Claudia diversa che lei desiderava interpretare
avrebbe colpito ancora.
Il mattino seguente alla sua, poco gratificante,
interpretazione di una donna infedele, Claudia era stranamente attenta alle mie
esigenze. Di norma, appena fuori del letto si dimostrava aggressiva sin quando
un caffè riusciva a smorzare la sua combattività. A nulla serviva un eventuale
amplesso mattutino, la dolcezza nata dal languore post orgasmico durava pochi
minuti, scaduti i quali lei tornava a ringhiare ed osservare con sguardo
fiammeggiante ogni cosa viva invadesse la sua sfera di sopravvivenza. Quella
mattina, però, si manifestava una dolcezza preoccupante; tanto che mi trovai ad
osservarla con interesse mascherato da timore.
-
Che succede? – domandai
-
Dove? – rispose di rimando lei
-
A te!
-
Perché?
Noti qualcosa di diverso?
-
Sì! Sei stranamente dolce per essere mattino!
-
Stronzo!
-
Lo sai che è la verità!
Avanti parla!
-
Come vuoi! – disse lei abbassando il capo – Questa è la nuova Claudia!
-
Stai ancora recitando la parte di ieri sera?
Cosa hai in mente di fare ora… di confessare il
tuo tradimento?
-
No, quella Claudia non mi piace… non è abbastanza trasgressiva e poi…
assomiglia troppo alla donna che potevo diventare se non avessi trovato te.
Questa nuova Claudia, quella che sto
interpretando, è… la tua “schiava”!
-
Schiava?
Tu?
Non ci credo!
-
Ecco, vedi che questa Claudia è veramente una donna diversa dalla
solita?! – affermò lei con un sorriso
-
Cosa intendi dire con: ” Questa Claudia è la tua schiava”?
-
Questo sta a te scoprirlo!
Non devi far altro che ordinare… ed io eseguirò
annullando la mia volontà!
Pensa!
Pensa a cosa ti eccita più di me!
Pensa alle situazioni in cui vorresti vedermi!
Pensa…!
-
Ci sto pensando! – le risposi
-
Allora cosa vuoi da me?
Qual è il pensiero che più ti eccita in questo
momento?
Dimmelo, ti prego!
-
Vedere il tuo corpo che si prepara alla penetrazione – le dissi
fissandola negli occhi – Osservare come il ventre accoglie dentro di se la carne
di un uomo… o qualsiasi oggetto con cui ti va di giocare… mi fa eccitare.
-
Si! – sussurrò lei
-
Mi piace l’espressione che assume il tuo viso durante le varie fasi
dell’accoppiamento, passi dalla totale concentrazione al puro piacere con una
moltitudine di sfumature intermedie…
-
E… poi? – domandò lei con la voce testimone di una crescente eccitazione.
-
E poi nulla!
Spogliati!
Claudia non manifestò alcuna apparente emozione,
prese le spalline del vestito leggero e le scostò dalle spalle per lasciarlo
scivolare in terra. Mentre l’abito si raccoglieva ai suoi piedi posò lo sguardo
su di me senza puntare i miei occhi come il solito ma tenendolo basso,
focalizzato su di un punto indeterminato delle mie labbra come per leggere le
emozioni che provavo. Non mi stupii del fatto che non indossasse altro, oltre
alle scarpe, sotto il vestito: faceva parte del personaggio che intendeva
interpretare il farsi trovare sempre pronta e disponibile.
Conoscevo la sua avversione ai cosiddetti
“giochi solitari”, non amava masturbarsi in pubblico se questo non era che il
preludio ad un amplesso completamente appagante. Lei provava un piacere
particolare nell’eccitare l’uomo che aveva innanzi toccandosi o penetrandosi con
un oggetto idoneo ma poi pretendeva che, ben presto, l’uomo occupasse il posto
dell’oggetto inanimato. Fu per sondare la sua reale dedizione al nuovo
personaggio che la guidai verso un orgasmo solitario.
Presi dal solito cassetto un “dildo” in vetro,
molto bello e generoso come dimensioni, quindi lo porsi a lei dicendo:
-
Mettilo dentro!
Claudia prese l’oggetto, se lo rigirò tra le
mani per impugnarlo saldamente, poi aprì le gambe divaricandole.
Non credevo che riuscisse a spingerselo nel
ventre restando in piedi ed ero in procinto di farla sdraiare sul divano quando
fui rapito dall’immagine del cilindro di vetro che scorreva lentamente sul suo
seno. Il gioco della luce e la riflessione della pelle sulla sua superficie mi
fecero dimenticare ogni proposito, restai ad osservare come la mia donna si
stuzzicava con quell’oggetto per eccitarsi al punto di poterselo spingere
facilmente nel ventre. Solo quando se lo appoggiò al bacino, con l’impugnatura
all’altezza del pube, mi resi conto che le arrivava sino all’ombelico. Claudia
abbassò lo sguardo come per valutare sin dove lo avrebbe sentito dentro di se,
l’avevo già vista compiere quel rito prima di accoppiarsi con un uomo, durante i
nostri giochi; le piaceva controllare con gli occhi ed iniziare a godere di ciò
che avrebbe in seguito sentito dentro.
Alzò gli occhi verso di me e si portò l’oggetto
contro il pube, lo mosse in modo da divaricarsi le labbra e, quando fu certa di
averlo correttamente indirizzato, iniziò a spingerselo dentro lentamente. La
vedevo spostare il peso da una gamba all’altra e muovere il pube con il bacino
in modo da adattarsi a quella rigida presenza, intanto, sul suo volto, iniziava
a prendere forma un’espressione di piacere che appariva già molto intenso. Non
sapevo se stava fingendo di godere per me, per eccitarmi ancora di più, se mai
fosse stato possibile, sta di fatto che l’oggetto stava entrando senza apparenti
difficoltà nel suo ventre. La conoscevo bene e meglio ancora conoscevo il suo
corpo tanto da sapere che solo quando era profondamente eccitata era tanto
dilatata da riuscire a prendere un fallo di quelle dimensioni senza difficoltà.
Questa considerazione mi eccitò quasi più dello spettacolo che mi offriva.
Si infilò dentro i tre quarti dell’oggetto poi
allontanò le mani dal pube e lo lasciò dove stava. Quindi, con lo sguardo lucido
e gli occhi socchiusi mi domandò:
-
Ora?
Cosa devo fare?
-
Vieni!
-
Così?
Realizzai che in quella posizione non era facile
per lei raggiungere un orgasmo. La sua ultima domanda era quasi una supplica.
-
Toglilo e stenditi sul divano, poi mettitelo nuovamente dentro e muovilo
sino all’orgasmo.
Claudia obbedì.
Prese l’oggetto e se lo sfilò dalla vagina
lasciandosi sfuggire un delicato gemito di piacere, poi, massaggiandosi il
ventre raggiunse il divano e si sedette in modo da spalancare le gambe in
direzione della poltrona dove avevo preso posto.
Claudia appoggiò i piedi sul cuscino per aprirsi
al massimo poi si divaricò le labbra con la mano sinistra mentre la destra
riportava l’oggetto dinanzi al pube; prima d’infilarselo nuovamente nel ventre
mi guardò con due occhi dubbiosi, pareva si domandasse se veramente volevo solo
vederla godere senza prendere parte al gioco.
-
Avanti, spingilo dentro! – la incitai
Lei spinse delicatamente l’oggetto e inarcò il
corpo in modo da sollevare il pube per riuscire ad accoglierlo sino in fondo.
Non smise di spingere sin quando non ne rimase fuori la sola impugnatura. La
vidi gemere e mormorare qualcosa del tipo “mi piace” o “ti piace?”, non riuscivo
a cogliere il significato delle sue esclamazioni tanto la voce era rotta dal
piacere che provava. Ora ero sicuro che stesse veramente g