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racconti erotici di Rupescissa

eros esoterico : Picatrix - l'origine
Posted by Rupescissa on 2011/1/20 13:50:27 (3361 reads)

Mio caro Rupescissa, immagino di potermi riferire a lei utilizzando il suo pseudonimo, le scrivo questa lettera per presentarmi e per presentare alla sua attenzione il progetto cui sto lavorando da tempo.

"Mio caro Rupescissa, immagino di potermi riferire a lei utilizzando il suo pseudonimo, le scrivo questa lettera per presentarmi e per presentare alla sua attenzione il progetto cui sto lavorando da tempo.

Forse le sembrerà strano, se non derisibile, quanto apprenderà da questa mia, se avrà la paziente cortesia di leggere sino in fondo i documenti allegati, ma le assicuro che quanto scrivo è tutto vero. So che non è facile credere a certe cose, so pure che tanto si è speculato su quest’argomento, ma leggendo alcune delle storie scritte da lei e pubblicate in rete ho ritenuto di trovare nella sua persona un "orecchio" sensibile.

A questo punto è necessaria una breve premessa:

Il mio nome non è importante, può pensare a me e rivolgersi nelle sue risposte che anelo utilizzando lo pseudonimo indicato nell’indirizzo. Un nome vale l’altro e nessuno è importante quanto l’essere umano che lo porta. Questo ho appreso nei lunghi anni della mia carriera di lavoro.

Ho raggiunto l’età in cui è bene lasciare ai giovani le incombenze di un lavoro che richiede una prontezza di mente tipica della loro età, dove la matura esperienza è sì utile ma solo per smussare l’impeto giovanile. Ho lasciato ai miei figli l'agenzia d’investigazioni private nel campo industriale e mi sono limitato al ruolo di consigliere. Nel mio settore, quello della protezione dei segreti industriali, dei brevetti o delle informazioni sui dipendenti, la tecnologia corre più della mia mente e non potevo obbiettivamente continuare a lasciare ai miei figli un ruolo secondario.

La passione per l’investigazione, l’innata curiosità, mi hanno spinto da tempo ad interessarmi dei fenomeni definiti paranormali. Lo so, è un vezzo che mal si addice ad un professionista, tanto è che non ho mai pubblicizzato la cosa ai tempi della mia attività. Ora, con più tempo a disposizione ho potuto dedicarmi alla mia passione. Non le dico il tempo speso nella ricerca di testi orami ritenuti persi o rarissimi, le ore passate nella traduzione e nello studio di pagine ingiallite dal tempo e le risorse economiche impegnate nell’impresa. Oggi, con una nota d’orgoglio, posso dire di possedere una delle più vaste collezioni di testi ermetici, alchemici e magici d’Italia se non d’Europa.

Ho fatto questa lunga premessa per presentarmi non come un esaltato ma come un umile studioso. In realtà ho sempre affrontato l’argomento con scetticismo, con l’occhio critico dell’investigatore e con la curiosità (mi ripeto) tipica di questo mestiere. Se vogliamo possiamo dire che ho affrontato questa materia con mentalità scientifica, ho sempre cercato prove certe e replicabili. Tutto il mio scetticismo e la mia, mi perdoni l’immodestia, intelligenza si sono scontrati tempo fa in un caso davvero particolare.

Per non correre il rischio di riportarle i fatti già analizzati dalla mia mente e quindi poco obiettivi le invio, in allegato, quelli che furono i miei appunti ed i miei rapporti all’epoca dei fatti.

Li legga con attenzione e con il dovuto "scetticismo" poi mi dirà cosa ne pensa.

Se lo riterrà opportuno potrà usare questo materiale per imbastire un racconto, meglio sarebbe una serie di racconti. Ci tengo a sottolineare questo punto, sono anni che cerco il modo di divulgare ciò che ho appreso durante le mie ricerche attraverso un mezzo che venga preso sul serio solo da chi sa leggere tra le righe……"




Quando scrivi storie erotiche e gestisci un sito di racconti ti abitui a ricevere la posta più strana. Delle tante mail ricevute nello scorso 2001 questa attirò subito la mia attenzione. Subito pensai di essere di fronte al delirio di un fantasioso logorroico, anche a causa della mole d’allegati al messaggio: 1.8 Mb di file formato Word!

Aprii gli allegati dopo averli controllati con cura tramite il mio antivirus, questa mail poteva essere un modo elegante ed inusuale di inviare virus. Mi trovai sullo schermo pagine e pagine scritte in Times New Roman corpo 8!

Chi è quel pazzo che scrive così piccolo? Mi domandai!

Con calma inizia a leggere quei documenti, poco alla volta restai affascinato da ciò che apprendevo. In quelle pagine si andava delineando una storia che trovava conferma in alcuni dei testi alchemici ed ermetici in mio possesso. Se questo tipo aveva letto i miei stessi libri, il che era probabile visto che affermava di possedere una delle migliori biblioteche sul tema, stava raccontando la verità; troppe erano le coincidenze.

Non sapevo se credergli e prendere per buone le sue schede, i suoi rapporti, il suo racconto o se ritenere il tutto frutto della sua fantasia. In ogni caso mi forniva materiale per una serie di racconti e decisi di abbracciare la sua proposta di scriverci su.

Ben presto si rifece vivo inviandomi altro materia costituito da diagrammi, disegni ed immagini in appoggio a quanto aveva inviato nella sua prima mail. Nel corso dell’anno i nostri contatti s’intensificarono sino al punto in cui decidemmo di incontrarci. Lui sapeva che io stavo a Torino ed io sapevo che lui inviava le sue mail da Milano (ognuno ha i suoi mezzi!), in quell’incontro mi trovai davanti una persona in grado d’ispirare subito fiducia, non pareva affatto troppo creativa semmai il contrario sembrava ben saldo alla realtà. Affermò subito che non credeva neppure al 30% di quanto mi aveva inviato ma quello era quanto aveva scoperto e appreso. Dopo una piacevole serata passata in un tranquillo e discreto ristorante in cui parlammo a lungo dell’argomento mi salutò invitandomi a raccontare questa storia. Mentre ci scambiavamo gli ultimi saluti fuori del locale, distrattamente mise la mano nella tasca del suo cappotto ed estrasse una pietra lavorata della dimensioni di un ciondolo e me la consegnò pregandomi di tenerla con cura e attenzione.

Abbassai lo sguardo su quell’oggetto, era chiaramente quarzo ialino lavorato in modo da ottenere una forma a disco e dei disegni sulle due facce. Rimasi affascinato dalla luce che emetteva e dal calore di cui pareva pregna, persi del tempo e quando alzai lo sguardo lui si era già allontanato. Da allora non mi riuscì più di contattarlo né tramite posta elettronica, né tramite il suo cellulare e neppure all’indirizzo di Milano che mi aveva dato.

Non so che fine abbia fatto, ma sento che appena pubblicate queste storie si rifarà vivo.

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