Quando i primi getti di sperma le invadono la gola, Laura, intensifica la sua cavalcata. Afferro una tetta di Barbara e spingo in alto il bacino mentre sento l’orgasmo arrivare.
Venerdì
riceviamo una telefonata d’invito a cena da Barbara e Marco, i nostri complici
erotici.
Spesso, scherzando, definiamo la nostra amicizia come un’associazione per
delinquere a scopo erotico. In effetti, è grazie a Barbara che Laura, la mia
compagna, ha abbandonato ogni titubanza concedendosi ai piaceri delle attenzioni
di più uomini.
Oltre a noi era invitata anche un’altra coppia d’amici ma si era presentato solo
Paolo poiché la sua fidanzata, Roberta, rientrando dall’estero, aveva perso la
coincidenza con l’aereo a Roma, quindi l’ora del suo arrivo qui a Torino era
ormai diventata una questione di pura statistica.
La cena si è svolta senza note di rilievo tranne il cibo poiché Barbara è
un’ottima cuoca anche se ha il vizio di rivoluzionare le ricette che ogni tanto
le passo.
Seduti sul loro divano ci stiamo gustando un buon bicchiere di Calvados quando
Barbara chiede a Laura se non deve andare in bagno. Alla sua risposta
affermativa le due donne ci lasciano alle nostre discussioni.
Restano via molto, immagino che abbiano le loro cose da dirsi, quindi rivolgo
nuovamente la mia attenzione ai due amici e mi dimentico di loro.
Quando ritornano, Laura sì attrespola su di uno sgabello tipo bar che è posto
quasi al centro della stanza mentre Barbara prende il suo precedente posto al
mio fianco. Nel farlo si strofina contro di me invadendo le mie narici con il
suo profumo che personalmente trovo molto caldo e sensuale.
La sua vicinanza solletica la mia fantasia, non riesco a non pensare alle sue
labbra sul mio membro e alle sensazioni che mi avevano regalato. A fatica cerco
do mascherare le mie sensazioni e quando riprendo un minimo di controllo, tale
da poter ascoltare quello che si dice, sento la voce di Barbara affermare:
- Mi spiace per Roberta, questa sera era stata combinata per sei… pari… ma
possiamo sempre inventarci qualcosa!
Ad esempio un’ideina si sta prendendo forma nel mio cervellino malato. Sai la
rabbia di Roberta, quando le racconteremo di questa sera, al pensiero di cosa si
è persa!-
L’espressione di Laura mi lascia intuire che lei sa qualcosa più di me, lo vedo
dalla luce che ha negli occhi, uno sguardo che non lascia dubbi: sa che sta per
scopare!
Barbara si alza dal divano, esce dalla stanza e subito ritorna con una sciarpa
di seta blu. La arrotola fa le sue mani, gioca con essa, poi si avvicina a Laura
e dopo un’occhiata d’intesa le benda gli occhi.
Le sciarpe sono due, l’altra se la passa attorno al collo.
Nessuno di noi conosce le sue intenzioni, ci scambiamo fugaci occhiate
interrogative che restano senza risposta.
Intanto le mani di Barbara iniziano a sbottonare il vestito di lino leggero che
indossa Laura. Lentamente il suo reggiseno compare tra l’apertura del vestito.
Laura lascia fare, con mio gran rammarico, non posso vedere i suoi occhi ma la
bocca ha un’espressione d’estrema concentrazione.
L’abito le è calato sino in vita senza nessuna reazione da parte sua. A questo
punto Barbara prende per mano Paolo e lo accompagna alle spalle di Laura. Lui
prima le accarezza le spalle, scende lungo le braccia sino in vita e la cinge,
poi le sue mani passano sul bacino e lentamente salgono verso il seno. La bacia
sul collo mentre stringe le coppe con forza, solo ora Laura da segni di vita
socchiudendo la bocca ed emettendo un sospiro. Gli slaccia il reggiseno e lo
sfila via con dolcezza, afferra nuovamente le tette traendola a se, questo è
quello che aspettava Barbara che con parole d’invito le fa alzare il sedere in
modo da spogliarla completamente.
Non l’avevo notato a casa ma vedo che Laura indossa uno
splendido reggicalze in tinta con il reggiseno e i ridottissimi slip. Anzi sono
sicuro che non è uscita così da casa. Si sia cambiata quando è andata in bagno.
Barbara, ora, prende Marco e lo accompagna davanti a Laura poi si pone di lato
in modo da non impedirmi la visuale. Lui accarezza, con ambe due le mani, le
gambe di Laura sopra le calze, sale sino agli elastici del reggicalze e li tira
leggermente per poi lasciarli facendoli schioccare sulla pelle.
Lei inizia ad eccitarsi e apre leggermente le gambe. Lui cerca di slacciare gli
elastici per sfilarle gli slip ma Barbara lo ferma dicendogli: - guarda bene!-
Sono incuriosito e osservo meglio, noto che le mutandine di Laura hanno due
fermagli ai lati, come quelli delle spogliarelliste. Mi domando: - ma dove avrà
preso quella biancheria -. Sospetto che sotto ci sia lo zampino di Barbara.
Marco, capita la situazione, libera prima un lato degli slip intrufolando la sua
mano nell’apertura. Le sue dita giocano con la bionda peluria della mia donna
mentre le mani di Paolo stuzzicano il seno alternano lievi strizzatine ai
capezzoli a baci sul collo o sulla schiena. A lei piace questa situazione e
lentamente si sta abbandonando al tra le braccia dell’uomo che sta dietro di
lei.
Con un ultimo gesto le mutandine le sono sfilate via attraverso gli elastici del
reggicalze, ora è pronta, le parti del suo corpo che lei vuole concedere e da
cui vuole trarre piacere sono denudate e oscenamente offerte ai due uomini.
Sempre bendata non può vedere Barbara che si porta alle sue spalle e dopo aver
allontanato Paolo si sostituisce a lui. Osservare le mani di una donna che
accarezzano Laura mi provoca delle sensazioni sino ad ora sconosciute. Con
decisione, Barbara, afferra le sue mani e le porta dietro la schiena e con la
seconda sciarpa le lega mentre le sussurra delle frasi tranquillizzanti. Quindi
la abbandona all’attenzione dei due uomini e viene davanti a me. Il suo vestito
è chiuso sulla schiena, mentre se lo slaccia il suo seno sembra volerlo
strappare. Pochi bottoni, una zip e il vestito cade ai suoi piedi. Sotto porta
la stessa biancheria di Laura, escluso il reggiseno, con una voce che mi fa
vibrare il basso ventre mi dice: - toglimi le mutandine! - non è una
richiesta…è un ordine.
Si fa spazio in mezzo alle mie gambe e spinge in avanti il ventre. Raddrizzo la
schiena e appoggio le labbra alla sua pancia, proprio sotto il reggicalze mentre
le slaccio le chiusure laterali degli slip. Li sfilo facendoli scorrere in
avanti, avendo cura di farlo molto lentamente. Durante quest’operazione i suoi
occhi sono chiusi e sospira quando gli s’infilano fra le labbra della vagina.
Lei lascia una striscia umida sugli slip che scorrono e il profumo della sua
femminilità invade i miei sensi facendomi dimenticare tutto quello che accade
intorno a me. Purtroppo l’estasi dura solo un’attimo, Barbara mi riporta alla
realtà montandomi addosso, a cavallo delle mie gambe e armeggiando con
impazienza sulla chiusura dei miei pantaloni.
Un gridolino di stupore richiama il mio sguardo su Laura. I due amici, che nel
frattempo si erano spogliati, stanno appoggiando, uno per lato, i loro membri
alla sua bocca. Con gli occhi bendati e le mani legate dietro la schiena, può
solo sentirne la pressione sulle labbra e apprezzarne l’odore.
Aprendo la bocca gli invita, loro si fanno più vicini e lei inizia a dispensare
leccate e baci ai due lati mentre le loro mani fanno a gara per esplorare il suo
corpo.
Barbara è riuscita nel suo intento e ora brandisce il mio membro. Avvicina il
pube premendolo contro di me, appoggia il viso al mio e finalmente sento le sue
labbra che aspirano la mia lingua. I peli della sua vagina scorrono tutta la
lunghezza del mio pene, sento la labbra che si aprono e una traccia umida
lasciata sul pene crea in me delle piacevoli sensazioni.
Stacca la sua bocca dalla mia, mi guarda con occhi lucidi dicendomi: - ti voglio
dentro! -, questa volta non è un ordine ma ha il tono di una implorazione. Lei
si solleva leggermente. Con una mano apro la sua vagina mentre lei si guida il
mio pene dentro. Lo lascia entrare lentamente, sento che si apre senza
difficoltà anche se lei sta inclinando il pube in modo da avere la massima
percezione di quello che si sta facendo spazio nel suo ventre. Nell’ultimo
tratto assume una inclinazione favorevole allargando ulteriormente le gambe e
scende di colpo lasciando andare un grido di piacere, o meglio di soddisfazione,
che attira l’attenzione degli altri tre. Distrae addirittura Laura che
interrompe il suo doppio pompino per chiedere:
-
Cosa state facendo voi due?-
-
Ho preso il tuo uomo tutto dentro di me! – risponde la voce rotta di
Barbara.
-
Oh!… Vorrei proprio vedervi – replica Laura.
-
Immagina, fai lavorare la tua fantasia!… se ne hai il tempo. –
Detto questo amplifica il movimento delle anche, scorrendo tutta la lunghezza
del mio membro. Inclinata verso di me con la schiena curva all’indietro quando
sale sbatte il seno sulla mia faccia. Ha un paio di tette fantastiche, più
grandi di quelle di Laura ma altrettanto sode. Mi perdo nello studio accurato
dei suoi capezzoli, e quando si avvicinano cerco di baciarli, succhiarli o
mordicchiarli. Stiamo giocando. Giocando con il sesso, in realtà non siamo
ancora alla ricerca del piacere estremo, sappiamo tutti e due che la serata è
appena iniziata. Lei s’inventa, costantemente, dei nuovi giri con il bacino e le
anche. Lo prende tutto dentro e strige ritmicamente i muscoli, poi sale tenendo
in se per un soffio solo la punta e resta ferma, anticipa i miei tentativi di
spingerlo dentro mentre mi sorride. Scende e si apre completamente, sento
l’interno della sua vagina, che anche se ferma, mi stuzzica grazie alle sue
contrazioni. Lei avvicina il viso, naso contro naso, le nostre lingue
s’incontrano nell’aria, i suoi occhi mi fissano intensi. M’ipnotizzano. Con le
mani appoggiate ai suoi fianchi ho la chiara percezione del suo corpo. Il suo
respiro aumenta di velocità e d’intensità. Anche il suo pube si muove salendo e
scendendo al ritmo delle contrazioni e del respiro. I suoi occhi continuano a
fissarmi mentre mi ritrovo a pensare:
-NO…i sentimenti non valgono in questo gioco…Maledetta stai giocando sporco. –
Accetto le sfida e reggo il suo sguardo sino a quando le sue labbra si aprono in
un rantolo di piacere, gli occhi si chiudono e l’orgasmo trasfigura il suo
volto.
Le contrazioni involontarie del pube di Barbara sono quasi terminate, quando, a
beneficio degli altri, lascia uscire qualche gridolino di piacere.
Il gioco degli sguardi di prima mi è servito a controllare egregiamente le mie
reazioni, mi trovo ancora lontano dall’orgasmo. Lei, tenendomi dentro, mi
chiede:
-
Vuoi venire adesso?!-
-
Dopo – le rispondo – ma dentro di te! –
-
Mi avrai … di nuovo … Grazie! – risponde lei intercalando con un bacio
poco passionale e un po’ troppo sentimentale.
-
Il nostro rapporto, per quanto intenso, non è durato molto. Quando Barbara si è
sollevata da me vedo che Laura è intenta a succhiare il pene di Paolo mentre
Marco, in ginocchio davanti alle sue gambe spalancate le sta leccando avidamente
la vagina. So che a lei piace essere bendata, in determinate occasioni, ma
rimpiango il fatto di non poter osservare completamente l’espressione del suo
volto.
Barbara si unisce ai due e dopo aver studiato bene la situazione inizia a
disegnare con le dita dei ghirigori attorno al seno di Laura. La presenza di un
nuovo tocco la fa fremere mentre emette dei suoni strozzati a causa del pene che
le riempie completamente la gola.
Barbara invita, silenziosamente, Marco ad alzarsi, prende il suo membro e lo
avvicina alla vagina dilatata di Laura, lo appoggia alle labbra e lo strofina
contro di esse delicatamente. Laura abbandona il pene di Paolo, che omai sta
quasi per riempirle la faccia, e si abbandona all’indietro fra le sue braccia.
Quello sgabello su cui è seduta non deve essere molto comodo, soprattutto con le
mani legate, ma lei riesce ad offrire la sua femminilità all’uomo che ha
davanti.
Barbara dilata con due dita la vagina di Laura e, mentre guarda nella mia
direzione, vi spinge dentro il pene di suo marito. Un vero urlo di piacere
sottolinea l’avvenimento.
Lei non può muoversi e accetta passivamente il piacere di quella situazione con
Marco che la penetra, Paolo che la regge per le spalle chinato in avanti a
succhiarle i capezzoli e le mani di Barbara che stimolano la sua vagina al ritmo
dei colpi del marito.
Marco prende le sue gambe sotto le ginocchia e le solleva, divaricandole ancora
di più. Esce completamente da lei e rientra spingendolo fino in fondo, sino a
schiacciare le dita di Barbara. Il tutto molto lentamente. L’azione combinata
dei tre, tutte quelle mani su di lei, portano Laura prossima all’orgasmo. Non è
una posizione comoda per venire, lo sa lei, lo sa Barbara e lo sanno i due
uomini, me è proprio questo che li eccita. La loro attenzione è completamente
rivolta al corpo di Laura, le loro azioni sono calibrate per darle il massimo
piacere. In breve lei viene, urlando come raramente si concede di fare. Spinge
il pube verso Marco e la schiena inarcata verso Paolo, si solleva quasi dallo
sgabello aiutata dalle mani di Barbara che le cingono la vita. Salta, si muove,
cerca di prenderlo ancora più in fondo nonostante Marco sia completamente dentro
di lei. Il suo ventre trema e il suo seno ondeggia rimarcando i suoi movimenti e
il suo respiro affannato.
Lentamente si tranquillizza, torna ad appoggiare il sedere, quello che si vede
del suo viso al di sotto della benda è reso irriconoscibile dal piacere. Marco
resta dentro di lei mentre le mani di tutti e tre massaggiano il suo corpo.
Quando il respiro è tornato normale, Barbara le sussurra che non ha ancora
finito di godere per quella sera. La fa alzare, noto che è instabile sulle
gambe, la guida con dolcezza verso di me sul divano. Mi fa un cenno e capisco
che vuole che mi metta sul tappeto. Scivolo giù appoggiando la schiena al sedile
del divano.
Barbara guida Laura, sempre bendata e con la mani legate dietro, su di me e la
fa scendere a cavallo delle mie gambe. Il sentire le gambe di un uomo fra le sue
la fa nuovamente ansimare, striscia in avanti fino a sentire un pene che le
preme contro la vagina. Lei non sa chi ha sotto ma non se ne preoccupa, strofina
il pube sollevandolo nel tentativo di prenderlo nuovamente dentro. I suoi
tentativi sono molto piacevoli e resto lì a godermeli. Barbara si mette dietro
di lei, in ginocchio, la afferra per le anche sollevandola un poco, la sua mano
scivola sotto la vagina di Laura e prende il mio membro guidandolo dentro Laura.
Lei come lo sente allineato e imboccato con un abile mossa del pube lo lascia
affondare nel suo ventre sino ad incontrare l’indice e il pollice di Barbara che
ancora mi cingono il pene. La sento bagnatissima e dilatata, si sistema e
attacca un movimento simile a quello che Barbara aveva usato con me prima, ma
con delle varianti personali tute sue. Cerco di non toccarla, non voglio che
riconosca le mie mani, così come cerco di assecondare la sua cavalcata con delle
spinte diverse dal solito, voglio lasciarli il dubbio sull’uomo che ha sotto di
lei. Le mani di Barbara mi stringono dolcemente i testicoli e quando, Laura,
sale lei le solletica la vagina.
Paolo e Marco si presentano nuovamente ai lati del suo viso con il pene eretto e
speranzoso delle sue labbra. Lei, che mi sta cavalcando con la schiena eretta, è
all’altezza giusta. La pressione dei due sulle sue guance la distrae dal suo
precedente impegno, rompe il ritmo e i suoi movimenti diventano irregolari.
Iniziavano a piacermi la sue mosse ma la vista della sua bocca alle prese con i
falli dei due e molto più eccitante. Prima si dedica a Marco, credo che abbia
riconosciuto colui che la presa prima dall’odore della sua vagina rimasto sul
suo pene, lo ingoia di colpo, succhiandolo a guance incavate. Lo scorre in tutta
la sua lunghezza seguendone la cappella con la lingua. Tre, quattro volte, poi
volta il viso verso l’altro e prima lo lecca poi apre la bocca e lo ingoia, si
sforza di ingoiarlo tutto, gli occhi di Paolo ruotano verso l’alto mentre con
una mano le tiene la testa ferma in quella posizione e muove il bacino per
scoparle la bocca. Quando la lascia; Marco appoggia il suo membro alle labbra
vicino a quello di Paolo, allora la lingua di Laura può stimolare tutti e due
con dei rapidi scatti nelle due direzioni.
Nel frattempo non interrompe la sua cavalcata ma, anzi, il mio pene che entra in
lei la stimola a dispensare leccate e succhiate sempre più appassionate in quel
doppio pompino.
Paolo, però, non è soddisfatto. I suoi occhi cadono su Barbara intenta a
massaggiarmi i testicoli e a stringermi con due dita il pene dentro Laura, si
porta dietro di lei e con un lieve tocco sulla schiena richiama la sua
attenzione.
Laura, quando si accorge che uno dei due si è allontanato, s’imbroncia per un
attimo poi dedica tutta la sua bocca all’altro.
Sento che Barbara scivola di lato, mantenendo sempre la presa sul mio membro, si
mette alla pecorina dal lato di Laura opposto a quello di Marco. Posso vedere il
suo viso contornato dagli splendidi capelli neri e i suoi occhi tremendamente
espressivi, ma quello che attira il mio sguardo è il seno, che quella posizione
esalta. Paolo si china dietro di lei e le infila una mano in mezzo alle cosce.
Lei non si fa pregare, apre le gambe e solleva il sedere come una gatta. Apre la
bocca e geme quando lui le entra dentro, china la testa per osservare la sua
penetrazione e i capelli ricadono in avanti. Quando rivolge il suo sguardo a me
il viso e coperto dai capelli ma riesco a cogliere la sua espressione di
piacere. I suoi occhi sono puntati su di me. Paolo la monta con foga e il suo
seno balla al ritmo dei colpi, ansima, geme ma non molla la mano dal mio pene.
Volgo il mio sguardo alternativamente a Laura sopra di me che succhia Marco e a
Barbara di fronte a me montata da Paolo. E’ uno spettacolo troppo eccitante e
sento che sto per perdere il controllo.
Laura si accorge che l’uomo che sta succhiando e pronto a venire, fra una
succhiata e l’altra riesce a dire:
-
Riempimi… anche da sotto…ti prego!-
Quando i primi getti di sperma le invadono la gola, Laura, intensifica la sua
cavalcata. Afferro una tetta di Barbara e spingo in alto il bacino mentre sento
l’orgasmo arrivare.
Le mosse di Laura gli fanno sfuggire a tratti il pene di Marco dalla bocca e
molte gocce di sperma le stanno imperlando il seno. A questa vista esplodo.
Sentendomi pulsare dentro di se, Laura, si apre ad accoglierlo sino in fondo
limitandosi a contrarre fortemente i muscoli pubici. Il mio orgasmo genera il
suo e lei nuovamente si abbandona la piacere crollando su di me.
Anche Barbara sta per venire quando Paolo esce bruscamente da lei e la fa girare
sulla schiena, si mette quindi a cavallo su di lei appoggiando il pene al seno.
Lei è troppo avanti e viene mentre lo sta succhiando, dimenando il pube in cerca
di soddisfazione. Ci pensa Marco che affonda prontamente due dita nella vagina
di sua moglie.
Paolo riempie il viso e parte del seno di Barbara urlando, poi appoggia il suo
pene nel mezzo del seno e lascia che le ultime gocce colino sulla gola di lei.
Sussurro a Barbara: - Mi avevi promesso di farmi venire dentro di te!-
-
E’ vero – confessa lei – manterrò la promessa… ma adesso… un attimo di
respiro!-
Ci sistemiamo chi sul divano chi sulle poltrone, sleghiamo e sbendiamo Laura, in
modo che vedendoci adesso sparpagliati per il salotto non possa capire chi si è
dedicato a lei nelle varie fasi della serata. I suoi occhi finalmente liberi
mostrano una soddisfazione profonda e una eccitazione ancora non sopita. Si
avvicina a me e dopo un bacio leggero sulle labbra mi racconta quanto le è
piaciuto e ringrazia Barbara per quell’idea che ha avuto.
Lentamente ci rivestiamo. Rimaniamo ancora un poco a parlare di quello che
abbiamo vissuto, Paolo mi dice che non vede l’ora di far conoscere a me e a
Laura la sua fidanzata e la cosa, chissà perché, mi eccita.
Quando viene l’ora di salutarci Barbara mi chiede di accompagnarla in cucina con
scusa.
Rimasti soli noto una luce ormai nota nei suoi occhi, senza dire una parola
s’inginocchia davanti a me e mi slaccia i pantaloni. Lo prende in bocca ancora
floscio e lo fa crescere fra le sue labbra, sottolineando con grugniti di
approvazione la rinnovata erezione. Quando è soddisfatta della consistenza si
alza dicendomi:
-
Avevo promesso di farmi riempire da te… e adesso sono intenzionata a
mantenere la promessa-
Solleva il vestito in vita, sotto indossa solo le calze e il reggicalze, si
siede sul tavolo a gambe aperte e dischiude le braccia a mo’ d’invito. Mi guarda
maliziosa mentre mi avvicino, i suoi occhi sono per me una calamita di una forza
irresistibile.
Lo infilo dentro di lei immediatamente. Si avvinghia a me con le gambe e le
braccia, con voce rotta dall’emozione mi dice:
-
Baciami -.
Le lingue lottano fra loro nelle nostre bocche unite per le labbra, inizio a
muovermi prima lento e lungo. La stimolo con due dita, le do dei colpi sempre
più violenti che lei apprezza. Sappiamo di non avere molto tempo, gli altri
aspettano. Stacca la bocca dalla mia per respirare meglio ma trattiene la mia
testa. Mi fissa, respira con la bocca socchiusa, a tratti chiude gli occhi e il
suo volto si trasforma. Sto godendo e anche lei. Spalanca gli occhi, li tiene
fissi sui miei e m’implora:
-Riempimi!…Riempimi adessooo.-
Lei viene e io subito dietro di lei, dentro di lei. Per tutto il tempo di quel
breve orgasmo i suoi occhi non si sono staccati dai miei.
Ci ricomponiamo.
-
Ho mantenuto la premessa!- afferma Barbara.
-
Si. Ora sono io in debito con te…sai mi piace come vieni!- ribatto.
-
Dovrò darti qualche altra occasione di osservarmi, allora- dice lei.
Torniamo dagli altri, che se hanno sospettato qualcosa non lo danno a vedere.
Pochi convenevoli e ci salutiamo dopo che Paolo ha promesso di raccontare tutto
e nei particolari a Roberta, in modo da farla pentire della sua, involontaria,
assenza.
Sulla strada del ritorno Laura, non è molto loquace, capisco che sta rivivendo
la serata e non voglio interrompere i suoi pensieri. So che l’indomani non farà
altro che raccontarmi le sue sensazioni e tutto quello che ha provato.
Stranamente non mi chiede chi l’ha penetrata, chi lei ha succhiato o chi l’ha
toccata. O non le interessa saperlo, ma non credo, o sta imparando a giocare
come Barbara.
Vedremo!