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racconti erotici di Rupescissa

racconti erotici : Metamorfosi - I°
Posted by Rupescissa on 2011/1/20 13:14:41 (5590 reads)

L’orgasmo di Claudia mi stupì; arrivò troppo in fretta e meno esplosivo di quanto mi aspettassi. La vidi contrarre il bacino ed alzare il viso al soffitto mentre un’espressione di grande sforzo le si dipingeva sul viso, quindi ansimò veloce ma non urlò.

Click to see original Image in a new windowOsservavo Claudia stesa sul divano intenta a leggere svogliatamente il suo libro, intuivo dalla lentezza con cui voltava le pagine che il suo cervello era altrove, impegnato in chissà quali pensieri. Non era la prima volta che coglievo questo suo stato d’animo, sino a quel momento l’avevo lasciata in pace, sicuro che quando fosse stata pronta avrebbe affrontato l’argomento che la struggeva con me. Quel sabato, però, decisi di sondare il suo animo.



- Avanti, dimmi cosa succede! - le domandai all’improvviso.

- Cosa?

Cosa mi succede in che senso?

- Non ci sei … con la testa intendo. Si nota chiaramente e sei in questa condizione da giorni oramai. Prima la mia era solo una sensazione, poi ti ho osservata meglio ed ho colto molti segni di questo tuo stato.

- No, davvero… non ho niente, sto benissimo!

- Fisicamente non lo metto in dubbio… è la tua mente che non sta bene, sei distratta, pensi sempre a qualcosa, sei infelice.

- Infelice no! Assolutamente no!

Mi sento… non saprei come spiegartelo… forse è meglio dire che, a volte, vorrei essere un’altra persona!

- Ovvero? - domandai

- Mi sento rinchiusa in un ruolo piacevole ma limitativo, mi rendo conto che non sono completa, mi manca qualcosa che non so definire. Forse è solo una mancanza di stimoli cerebrali o la paura di fossilizzarmi in un ruolo che mi piace ma che è sempre quello.

- Capisco. Almeno penso di capire.

E cosa vorresti cambiare della tua vita?

- Nulla! È questo il problema, sto benissimo in questo ruolo, non mi manca nulla di ciò che desidero.

Forse vorrei vivere questa vita in un altra veste avendo ciò che ho ora ma essendo un’altra Claudia. Una donna diversa, nuova, sconosciuta a me. Sono sempre stata abituata a cambiare periodicamente qualcosa d’importante nella mia vita: l’amore, il sesso, il lavoro, l’appartamento, la città in cui vivevo … cose che determinano la parte che interpreti in modo preciso.

Ora sto bene, il lavoro mi piace, mi piace con chi vivo e dove vivo. Non ho alcun’intenzione di cambiare nulla ma… sento la mancanza dei cambiamenti.

Sono pazza vero?

- Pazza forse no, stabile nemmeno; ma questo lo sai già. - dissi mentre cercavo la sigaretta solitaria rimasta nel pacchetto - Senti il bisogno di qualche novità che stimoli la tua mente, questo lo capisco e lo provo spesso pure io. Resta ora da scoprire quale può essere questa novità!

- Già, sembra facile detto così! - disse lei - Ma cosa posso cercare di nuovo nella mia vita?

Non voglio cambiare nulla di essa in questo momento! Te l’ho già detto!



Mi soffermai a meditare per un attimo su quanto aveva appena affermato Claudia, nel mentre la osservavo distratto. Sapevo già, in realtà, dove poteva trovare la nuova vita che cercava.



- Riassumendo - dissi - stai bene come stai e non intendi cambiare nulla della tua vita ….

- Vero! - affermò lei

- Quindi, se escludiamo la maternità… e non mi pare che tu sia pronta…

- No! Non me la sento ancora… lo sai! - disse in tono di scusa

- … non ti rimane che recitare la parte di una Claudia diversa!

- Ossia? - disse mentre una luce di nuovo interesse si apriva nei suoi occhi

- Devi interpretare una donna diversa da quella che sei ora. Lo puoi fare a tempo pieno e quindi sarai una Claudia molto simile all’attuale con solo lievi differenze o saltuariamente… e potrai essere la donna che vuoi!

- Sì! Una donna diversa senza cambiare nulla di ciò che ho… senza perdere le cose a cui tengo di più…- disse lei mentre già s’immaginava i diversi ruoli che poteva interpretare.

- Ok, allora cosa puoi desiderare cambiare in questi termini?

- Il lavoro… non posso. La casa mi piace e non possiamo cambiarla … - ragionava lei

- Solo una cosa puoi cambiare senza incidere sul lavoro e sugli immobili… la tua vita sentimentale o quella sessuale.



Claudia mi guardò dapprima stupita poi preoccupata.



- Intendo dire che puoi solo interpretare la parte di una Claudia con una diversa vita sessuale.

Sino ad oggi abbiamo sempre condiviso i giochi e le perversioni… puoi diventare una donna che non condivide nulla e puoi farlo in due modi.

Il primo è quello d’impersonare una single, senza legami sentimentali e libera di agire come meglio crede.

Il secondo è recitare la parte di una donna infedele, che si ricava i suoi spazi senza coinvolgere il suo uomo.

A te la scelta!

- Ma, a me piace giocare con te! - protesto lei.

- Sarebbe anche questo un nostro gioco… non credi?

- Un gioco nel gioco! - disse lei - Sei pazzo… ti amo!





Fu così che Claudia decise d’iniziare con l’interpretare la parte dell’infedele.

Single lo era stata per molti anni, quindi non era una novità per lei. Infedele, nonostante tutte le sue perversioni, non lo era mai stata. Tutti i suoi uomini sapevano sin dall’inizio come lei viveva il sesso. Se l’accettavano bene, altrimenti la lasciavano subito.

Nei giorni seguenti non affrontammo più il discorso, lei aveva bisogno di tempo per immedesimarsi nel nuovo ruolo. Non era abituata a nascondere al proprio uomo le sue fantasie e le sue voglie, notavo che appariva incerta, sicuramente pensava che la mia assenza avrebbe annullato quella componente perversa che a lei piaceva tanto. Abituata a dei giochi più trasgressivi della semplice infedeltà non riusciva a cogliere sino in fondo l’aspetto eccitante di questa.

Dovetti spingerla ad uscire da sola, con delle amiche single, qualche sera, indicarle gli abiti da indossare ed i luoghi dove senz’altro sarebbe stata corteggiata.

Una notte rientrò più tardi del solito. La sentii aprire la porta di casa prestando attenzione a non far rumore, raggiungere la stanza degli armadi, spogliarsi e quindi infilarsi sotto la doccia. Quando venne a letto non disse nulla, si addormento subito o finse di farlo. Rispettai il suo silenzio sicuro che mi avrebbe raccontato tutto.

Infatti, il giorno dopo affrontò l’argomento.



- Ieri notte ho conosciuto un tale… niente male - mi disse la sera a cena - ma non è il tipo da giocare in tre, questo l’ho capito subito… - lasciò la frase in sospeso.

- Allora sei pronta a diventare infedele! - le domandai

- Diciamo che lo sono già stata… ma non mi soddisfa pienamente questa situazione.

- Cosa non va?

- Mi manca quel sapore trasgressivo che solo tu sai darmi! - confessò lei

- Quindi?

Non vuoi più recitare la parte?

Rinunci alla nuova Claudia che hai creato?

- La Claudia nuova e vecchia esistono solo grazie a te e per te, se non giochi tu io non provo nulla di particolare!

- Che cosa proponi allora? - il discorso si stava facendo interessante.

- Voglio che mi guardi, voglio sentire i tuoi occhi addosso e… voglio che tu ti senta di fare altrettanto con chi vorrai. Se io interpreto l’infedele anche tu dovrai farlo… se vorrai.

- Vuoi che io sia presente quando te lo farai di nuovo?

- Sì!

- Non è facile!

Come giustifichi la mia presenza se sei una donna infedele?

- Lui non saprà che ci sei anche tu!

- Lo vuoi bendare? - scherzai

- … forse, ma non è questo il punto.

Gli ho detto che ero da sola in casa per parecchi giorni e l’ho invitato qui… questa sera!

- Sei sempre una sorpresa tu!

- Già, è per questo che ti attraggo!

- Quindi?

- Quindi tu sarai qui ed io lo saprò, quando mi darò a lui saprò che tu mi osservi e questo darà un sapore particolare a tutto il gioco.

- E… come pensi di attuare tutto questo?

- Attraverso la porta della cucina che abbiamo cambiato proprio per effettuare delle riprese video attraverso il suo vetro senza che si notasse la telecamera!

- Le pensi sempre tutte tu.

Immagino che dovrò controllare se le batterie della telecamera sono cariche… perché vuoi essere filmata immagino?

- Mi leggi nel pensiero… ti amo!





Preparai la telecamera e posizionai il cavalletto in cucina.

Non era la prima volta che preparavo l’ambiente per uno dei nostri giochi e non provavo particolari emozioni, però non riuscivo ad immaginare cosa passasse per la mente di Claudia. In fondo quello che stava per fare non era molto diverso dai tanti incontri in cui ero partecipe, spesso ci scambiavamo completamente con gli amici e consumavamo l’amplesso in stanze differenti. Questa volta notai nei suoi occhi una luce diversa, pareva che stesse tentando di concentrarsi su più cose allo stesso tempo, come se intendesse realmente entrare nella parte.



- Come sto? - la sua voce arrivò dalle mie spalle.



Mi voltai, lasciando in bilico il cavalletto non ancora completamente disteso, per osservarla. Claudia indossava il negligé bordeaux acquistato pochi giorni prima ed aveva stirato per bene i capelli. Il trucco rimarcava le arcate sopraccigliari con un colore leggero, ma in contrasto con le sue abitudini. Era evidente il suo sforzo di dare al suo aspetto esteriore la diversità che desiderava provare dentro.

Mi avvicinai a lei lentamente, prendendomi il tempo per esaminarla bene.



- Sotto non hai niente!

- Solo il tanga!

- Intendi passare subito alle vie di fatto, allora?

- Sarebbe questa la mia intenzione! - Claudia era molto tesa e le sue risposte lo testimoniavano.



Non insistetti oltre. La invitai a stendersi sul divano per rilassarsi e per recuperare la concentrazione che le avrebbe consentito di entrare completamente nella parte. Il gioco era complesso, forse uno dei più contorti, a livello cerebrale, che avessimo mai tentato poiché era su più livelli. Per prima cosa c’era la nostra intesa, la nostra ricerca del piacere in ogni sua forma, la decisione di vivere il nostro rapporto senza precluderci nulla dal punto di vista sessuale; quindi i giochi con altre coppie in tutte le loro varianti. Ora si aggiungeva a questo l’ulteriore recita di una parte, quella dell’infedele, in cui lei doveva entrare completamente, per trovare la novità che cercava, ma essere conscia della mia partecipazione per godere appieno del valore trasgressivo del gioco. Non doveva essere facile immaginarsi e credersi infedele quando il suo uomo era conscio e partecipe del gioco.

Claudia possedeva una mente abbastanza tortuosa da riuscirci.

Mi ritirai in cucina per terminare il mio lavoro preoccupandomi di chiudere a chiave la porta. Spensi quindi le luci per eliminare i riflessi dal vetro e mi sistemai in attesa. Claudia era immobile sul divano, aveva acceso l’impianto stereo ed una musica soffusa si diffondeva nell’ambiente, pareva assopita. Quando squillò il campanello ebbe un sobbalzo, si sedette e lanciò un lungo sguardo nella mia direzione poi andò ad aprire.

Lo attese davanti alla porta socchiusa, trattenuta in quella posizione dalla sua mano. Pareva titubante, indecisa sul da farsi; la mia impressione era avvalorata dalla sua espressione, non l’avevo mai vista in quello stato poco prima di un sicuro amplesso.

Quando sentì i passi dell’uomo avvicinarsi aprì la porta e trasformò il viso con un largo sorriso. Lui rimase fermo sulla soglia a guardarla, non si aspettava certo di trovarla seminuda e, almeno all’apparenza, pronta. Claudia lo prese per mano e lo tirò verso di se per abbracciarlo e baciarlo sulle labbra, quindi chiuse la porta.

Non potevo sentire cosa si dicevano, parlavano normalmente, quasi sottovoce, per fortuna avevamo previsto un microfono nella sala, in seguito, la registrazione sarebbe stata completa. Mi ricordai in quel momento della telecamera. Rapidamente mi portai dietro l’apparecchio e l’attivai puntando l’obiettivo su di loro.

I due erano ancora in piedi, vedevo bene il viso di Claudia che parlava sorridendo, potevo intuire il senso dei loro discorsi dal modo in cui lei si lisciava il negligé, come per mostrare a lui tutta l’attrattività delle proprie curve. Man mano che il tempo passava notavo come lei diventasse più naturale, lasciava alle spalle la tensione di poco prima permettendo alla sua innata sensualità di manifestarsi.

Ad un certo punto lo invitò verso il divano, si sedette e lo chiamò a se. Iniziò a baciarlo senza dargli il tempo di sedersi al suo fianco. Lo prese per la nuca e trattenne il viso contro il suo, aveva i muscoli delle gambe tesi allo spasmo da quanto le puntava con forza sul divano, questo era il segno più evidente del suo desiderio. Lasciò l’uomo in piedi innanzi a lei ed iniziò a spogliarlo. Notai come l’espressione di Claudia mutò repentinamente durante queste fasi preliminari, mentre sbottonava la camicia dell’uomo pareva divertita, sorrideva e ridacchiava per delle battute che non potevo sentire, quando passò a slacciargli i calzoni divenne seria. Fissò gli occhi su quelli dell’uomo mentre assumeva l’espressione concentrata e decisa che, ormai sapevo essere testimone del suo desiderio. Sino a quel momento, contrariamente alle sue abitudini, non aveva ancora lanciato alcun’occhiata nella mia direzione. Lei ricavava parte dell’eccitazione sessuale dall’esibirsi davanti a me, la maggioranza dei nostri giochi era proprio basata su questo e mi stupivo del fatto che non avesse ancora cercato la mia invisibile presenza. Questo stava a significare che era entrata nella parte, in quel momento Claudia era semplicemente una donna infedele, non più, quindi, una perversa compagna che gioca con il suo uomo ma una donna che ricerca il piacere da sola e solo per se. In quel momento non era molto diversa dalla mia precedente compagna, la donna di cui Claudia aveva preso il posto. La osservai sotto una luce diversa, e la trovai simile a Laura, che agiva spinta unicamente dalla ricerca del proprio piacere. Quello che mi colpì fu il suo modo di muoversi, di atteggiarsi nei confronti dell’uomo, e alcune sue espressioni; Claudia per certi versi appariva quasi irriconoscibile. Normalmente, durante i nostri giochi, lei era sempre la stessa. In qualunque situazione trasgressiva la nostra mente avesse partorito, potevo sempre riconoscere la mia dal suo modo di fare, di agire, d’esprimersi, di muoversi su di un uomo; ora pareva un’altra donna quella che stava a pochi metri da me sul divano.

L’unico accenno nella mia direzione, come per smentire i miei pensieri, lo ebbe mentre avvicinava la bocca aperta al membro eretto dell’uomo in piedi innanzi a lei e, ormai, completamente nudo. Claudia puntò gli occhi verso la porta della cucina, nel punto in cui immaginava mi trovassi e fissò per un lungo istante, poi lentamente fece uscire la lingua e leccò dolcemente il glande del membro che teneva stretto con la mano. Fu l’unico segno, in tutta la serata, che testimoniasse la sua intenzione di rendermi partecipe al suo gioco.



Claudia riportò la sua attenzione sull’uomo, spostando gli occhi sui suoi, quasi per sfidarlo, aprì la bocca ed ingoiò il membro. La vidi sforzarsi di farlo entrare tutto nella gola, lei sapeva quanto questa pratica eccitasse i suoi uomini e non dimenticava mai di mostrare loro quanto sapesse aprirsi. Il messaggio insito in quel gesto iniziale era chiaro: lei voleva sentire sino in fondo il membro nel suo corpo, ovunque!

L’uomo s’irrigidì e spinse in avanti il bacino, era il segno che Claudia sperava di cogliere, allora lei fece scivolare le labbra sul membro mentre ritraeva il viso. Lo fece uscire tutto dalla bocca sempre seguendone la forma con le labbra poi lo riprese dentro, questa volta solo per un tratto, quel tanto che le consentiva di spazzolare il glande con la lingua mentre aspirava forte. Lei era abilissima nel rapporto orale, sapevo quanto fosse difficile resistere alla tentazione di spingerla ad andare sino in fondo per gustarsi un orgasmo tra le sue labbra. Pareva, infatti, che l’uomo fosse combattuto in questi pensieri.

Claudia sapeva leggere nei gemiti e nel respiro di un uomo il momento d’interrompere il rapporto orale se non voleva spremerlo subito. Si allontanò da lui quel tanto che bastava per inginocchiarsi sul divano e piegarsi a carponi verso di lui. L’uomo stette immobile ad osservare le sue mosse, lei indossava ancora la biancheria e non pareva intenzionata a levarsela. Claudia spinse il viso nuovamente verso il membro ma non lo riprese tra le labbra, si limitò a leccarlo in tutta la sua lunghezza, studiandolo come pregustasse ciò che le avrebbe fatto provare una volta entrato in lei.

L’uomo era eccitato all’estremo, non resisteva più ai lunghi preliminari della mia donna, dolcemente la prese per le spalle e la mise seduta sui talloni, quindi le sfilò le spalline del negligé liberandole il busto sino alla vita. Claudia si spinse contro il viso dell’uomo portandogli il seno all’altezza delle labbra poi restò immobile a godersi i baci ed i delicati morsi sui capezzoli. Il sottile piacere che provava spinse Claudia a chiudere gli occhi ed a reclinare leggermente il busto, sollevando in questo modo anche il pube. Le mani dell’uomo n’approfittarono per scivolare sotto la stoffa leggera del negligé per palparle le cosce e spingersi, provocanti, verso l’inguine. Osservando il comportamento di Claudia notavo che era passiva, si lasciava scoprire dall’uomo senza guidarlo nelle sue mosse per indicargli i punti dove amava essere stimolata, si stava dando a lui senza chiedere nulla in cambio. Questo era molto strano, il bilancio del piacere di Claudia era sempre positivo al termine d’ogni suo amplesso, di norma ne riceveva più di quanto ne dava. La sua spasmodica ricerca dell’appagamento sessuale le aveva insegnato, negli anni, a guidare qualsiasi uomo nel darle il massimo. Questa sua apparente passività la mostrava più innocente, inesperta e sottomessa, di quanto fosse mai stata; forse anche questo era parte del personaggio che stava interpretando. Mi chiedevo se, alla fine del gioco, ne sarebbe rimasta soddisfatta.

Lei parve appagata dai lunghi baci sul seno ed eccitata dalle carezze nella zona genitale, piegò il busto verso l’uomo e cercò i suoi baci sulla bocca. Vidi le loro lingue intrecciarsi a mezz’aria, scivolare verso le labbra per poi unirsi ancora. Claudia baciava con passione ma non univa la bocca a quella del suo improvvisato amante, lasciava che fosse lui a cercarla, a guidarla trattenendola per la nuca, nel bacio. Poi, senza apparente motivo, Claudia si voltò per appoggiarsi sulle ginocchia in modo da volgere le terga all’uomo. Gli mostrò il sedere dimenandolo in modo invitante mentre lui tentava di sfilarle il negligé e gli slip. Quando fu completamente nuda, l’uomo avvicinò il viso al sedere per leccarla dalla vulva al buchino posteriore, passava dalle labbra della vagina semiaperte all’interno delle natiche, come se fosse indeciso nella scelta di dove penetrarla. Claudia amava quel tipo di stimolo, la eccitava oltre ogni limite rendendola subito pronta a tutto e il suo viso era già trasformato dal piacere. Riuscivo a leggere i segnali del corpo della mia donna: il ventre che s’incavava mentre il seno era spinto in avanti da un respiro sempre più veloce era chiaro sintomo della sua impazienza, quando arrivava quel momento non riusciva più a resistere al desiderio di sentire qualcosa di solido dentro di sé. Potevo immaginare le parole che stava per pronunciare tanto che non mi stupii quando l’uomo ritirò il viso e si posizionò dietro di lei brandendo il pene.

Claudia si aprì, allargò le gambe in modo da offrirgli la piena disponibilità del suo corpo, quindi attese che lui avvicinasse il membro. Dapprima, l’uomo, punto il pene nel mezzo dei glutei, come per indicarle il suo desiderio d’entrarle nelle viscere, ed attese la risposta di Claudia. Lei parve indecisa, spinse lo sguardo verso di lui e lo fissò negli occhi, poi sollevò il sedere portando la vulva all’altezza del pene arretrando nello stesso istante. Aveva indicato all’uomo cosa voleva e lui l’accontentò immediatamente. Dopo aver guidato il membro nel primo tratto, l’uomo, spinse con le reni ed affondò completamente nel ventre di Claudia, la quale gemette e sottolineò il suo gradimento arcuando leggermente la schiena. Lui restò dentro ed immobile per un lungo istante, come per sincerarsi della realtà di quella situazione, vedevo le sue mani scorrere sulla schiena di Claudia, accarezzandola sino a trarla verso di sé, quindi iniziò a muoversi con un ritmo costante dentro di lei.

Claudia assaporava immobile la carne che la penetrava, contrariamente alle sue abitudini non si muoveva in controtempo all’uomo per amplificare la velocità e la profondità della penetrazione. Questa passività andava ad avvalorare l’ipotesi di prima: Claudia si stava dando senza nulla chiedere. La vedevo, comunque godere ed apprezzare appieno l’accoppiamento, poco alla volta, colpo dopo colpo, stava scivolando verso il basso con il busto sino ad appoggiare il seno sul cuscino del divano. Partecipava, lei non sarebbe mai riuscita a rimanere completamente passiva, con i movimenti del pube, si apriva a lui quando entrava e spingeva verso il basso, come per trattenerlo quando usciva. Allargava sempre di più le gambe per aprirsi senza ritegno all’uomo, potevo vedere chiaramente il membro entrare in lei sino in fondo, rimanere per un istante e quindi uscire quasi del tutto.

L’orgasmo di Claudia mi stupì; arrivò troppo in fretta e meno esplosivo di quanto mi aspettassi. La vidi contrarre il bacino ed alzare il viso al soffitto mentre un’espressione di grande sforzo le si dipingeva sul viso, quindi ansimò veloce ma non urlò.

L’uomo pensò di stimolarla durante il godimento per aumentarle il piacere e prese a muoversi molto velocemente, lei parve incitarlo tanto che lui non si fermo sin quando, estratto rapidamente il membro, le spruzzò il seme sulla schiena. Claudia rimase immobile lasciandosi ricoprire di sperma le natiche, poi si alzò agilmente e si diresse verso il bagno, dopo aver indicato a lui l’altro servizio.

Passò un certo lasso di tempo, durante il quale l’uomo si rivestì. Quando Claudia uscì dal bagno indossava l’accappatoio ed aveva i capelli bagnati, raggiunse l’amico e lo baciò, con meno passione questa volta. Parlarono ancora per una decina di minuti durante i quali lei non lo fece accomodare ma, piuttosto, lo spingeva lentamente verso la porta. Quando lo salutò sull’uscio potei notare l’espressione delusa di lui, mi domandai cosa si fossero detti nel frattempo ma non ebbi il tempo d’immaginare nulla poiché lei venne da me.



- Hai filmato tutto? - mi domandò

- Certo!

Lo vuoi vedere ora?

- No… non mi ha soddisfatto per niente!

- L’ho capito!

Ma cosa gli hai detto di così tragico da fargli prendere quell’espressione da cane bastonato?

- Che non ci sarebbe stato un seguito.. che grazie a lui avevo capito di non poter tradire mio marito… che era stato stupendo ma non ero riuscita a godermelo sino in fondo a causa dei sensi di colpa!

Non è questo che direbbe una brava mogliettina dopo un tradimento?

- Sei pazza!

Sì, sei proprio pazza! Ora che piega prende il gioco? - le domandai.

- Non lo so ancora!

So solamente quello che voglio adesso!



Claudia aprì l’accappatoio, il colore scuro del tessuto evidenziava l’arrossamento della pelle dovuto all’eccessiva temperatura dell’acqua con cui ama farsi la doccia, restò immobile per un tempo che ritenne sufficiente ai miei occhi per ammirarla, quindi lasciò cadere in terra l’accappatoio. In perfetto silenzio mi appoggiò una mano sul petto per guidarmi verso il divano, poi mi spinse a sedere. Con le ginocchia s’intrufolò tra le mie costringendomi ad aprire le gambe ed, imitando una mossa che spesso compievo su di lei, scese sulle ginocchia.

Soddisfatta puntò i suoi occhi sui miei mentre le mani abilmente slacciavano i calzoni. Claudia aveva un’espressione strana sul volto, non capivo cosa avesse in mente, pareva eccitata ma non disponibile. Tutta la sua attenzione era rivolta al mio membro che ora stringeva tra le mani. Ero in procinto d’invitarla a salire subito su di me, poiché pensavo mi volesse dentro, ma lei aprì le labbra ed inghiottì il mio membro provocandomi una fitta di piacere incontrollabile. Questa stupenda sensazione bloccò all’istante ogni mia volontà e mi lasciai trasportare dalla sua abilissima bocca.

Claudia aspirava forte mentre scorreva tutta la lunghezza del pene. Limitava l’uso della lingua forse per non spingermi troppo velocemente verso l’orgasmo, immagina che quello era il suo modo di ringraziarmi per il gioco che condividevo con lei. Mi rilassai per concentrarmi completamente sul piacere che sapeva regalarmi, sicuro della sua sensibilità e conoscenza del mio corpo; Claudia avrebbe riconosciuto il momento oltre al quale non poteva proseguire se intendeva godere anche lei.

Una violenta contrazione scosse il mio corpo e Claudia fermò immediatamente lo stimolo orale, allontanò di pochi centimetri il viso dal membro ed osservò rapita il sottile filo dei miei umori miscelati alla sua saliva che ci univa.



- Adesso vieni qua sopra di me! - le sussurrai.

- No, adesso godi tu! - rispose lei con un tono dolcissimo ma che non ammetteva repliche.



Non mi lasciò il tempo d’insistere. Aprì la bocca e scese nuovamente su di me.

Rallentò ogni movimento, il suo stimolo si fece intenso e graduale. Dopo un altro mio spasmo in cui spinsi in alto il bacino e la penetrai sino in gola, fermò del tutto la lingua. Si limitò a succhiare sempre più forte scorrendo con calma le labbra sul pene. Mi portò all’orgasmo tanto lentamente che, quando arrivò, lo vissi come una liberazione. Negli istanti immediatamente precedenti l’esplosione tentai di muovermi in controtempo al suo viso poiché non resistevo più lì sulla soglia. Claudia, però, anticipava le mie mosse, con i palmi delle mani riusciva a cogliere, dai miei muscoli, le mosse che tentavo. Aprii gli occhi per guardarla, sapendo che il suo viso chino su di me, con il membro tra le labbra, sarebbe stato uno spettacolo tanto eccitante da generare l’orgasmo, invece il colpo di grazia me lo diede il suo sedere. Dal modo in cui si muoveva e dalle gambe semiaperte capii che stava sognando d’avere qualcuno pronto a prenderla in quella posizione. La mia fantasia colmò il vuoto, grazie anche alla lunga esperienza vissuta con lei, e generò un filmato in cui lei era penetrata da dietro, analmente o vaginalmente, mentre succhiava me.

Fu questo, più delle sue labbra, a generare il mio orgasmo.

Claudia continuò a succhiare forte, quasi intendesse svuotarmi completamente, sino alla fine. Quindi, soddisfatta da quanto aveva ingoiato, seguitò a leccarmi con molta dolcezza a lungo. Solo quando il membro iniziò a rilassarsi mi lasciò per alzarsi e rivestirsi.

Indossato l’accappatoio si voltò per tornare in bagno lasciandomi steso e seminudo sul divano, nemmeno in quel frangente disse una parola, non fece alcun commento o un qualsiasi apprezzamento. Mentre si voltava notai un lampo di luce nei suoi occhi, un bagliore ormai noto e che sapevo manifestarsi alla nascita d’ogni nuova idea o fantasia erotica. Quel riflesso mi diceva che il gioco non era ancora terminato.

La Claudia creata dalla fantasia della mia donna, la Claudia diversa che lei desiderava interpretare avrebbe colpito ancora.

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