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eros esoterico : Picatrix (l’origine)
Inviato da rupescissa il 28/9/2008 20:15:21 (4295 letture)





Image2
“Mio
caro Rupescissa, immagino di potermi riferire a lei utilizzando il suo
pseudonimo, le scrivo questa lettera per presentarmi e per presentare alla sua
attenzione il progetto cui sto lavorando da tempo.


Forse le sembrerà strano, se non derisibile, quanto
apprenderà da questa mia, se avrà la paziente cortesia di leggere sino in fondo
i documenti allegati, ma le assicuro che quanto scrivo è tutto vero. So che non
è facile credere a certe cose, so pure che tanto si è speculato su quest’argomento,
ma leggendo alcune delle storie scritte da lei e pubblicate in rete ho ritenuto
di trovare nella sua persona un “orecchio” sensibile.



A questo punto è necessaria una breve premessa:



Il mio nome non è importante, può pensare a me e
rivolgersi nelle sue risposte che anelo utilizzando lo pseudonimo indicato
nell’indirizzo. Un nome vale l’altro e nessuno è importante quanto l’essere
umano che lo porta. Questo ho appreso nei lunghi anni della mia carriera di
lavoro.



Ho raggiunto l’età in cui è bene lasciare ai
giovani le incombenze di un lavoro che richiede una prontezza di mente tipica
della loro età, dove la matura esperienza è sì utile ma solo per smussare
l’impeto giovanile. Ho lasciato ai miei figli l'agenzia d’investigazioni private
nel campo industriale e mi sono limitato al ruolo di consigliere. Nel mio
settore, quello della protezione dei segreti industriali, dei brevetti o delle
informazioni sui dipendenti, la tecnologia corre più della mia mente e non
potevo obbiettivamente continuare a lasciare ai miei figli un ruolo secondario.



La passione per l’investigazione, l’innata
curiosità, mi hanno spinto da tempo ad interessarmi dei fenomeni definiti
paranormali. Lo so, è un vezzo che mal si addice ad un professionista, tanto è
che non ho mai pubblicizzato la cosa ai tempi della mia attività. Ora, con più
tempo a disposizione ho potuto dedicarmi alla mia passione. Non le dico il tempo
speso nella ricerca di testi orami ritenuti persi o rarissimi, le ore passate
nella traduzione e nello studio di pagine ingiallite dal tempo e le risorse
economiche impegnate nell’impresa. Oggi, con una nota d’orgoglio, posso dire di
possedere una delle più vaste collezioni di testi ermetici, alchemici e magici
d’Italia se non d’Europa.



Ho fatto questa lunga premessa per presentarmi
non come un esaltato ma come un umile studioso. In realtà ho sempre affrontato
l’argomento con scetticismo, con l’occhio critico dell’investigatore e con la
curiosità (mi ripeto) tipica di questo mestiere. Se vogliamo possiamo dire che
ho affrontato questa materia con mentalità scientifica, ho sempre cercato prove
certe e replicabili. Tutto il mio scetticismo e la mia, mi perdoni l’immodestia,
intelligenza si sono scontrati tempo fa in un caso davvero particolare.



Per non correre il rischio di riportarle i fatti
già analizzati dalla mia mente e quindi poco obiettivi le invio, in allegato,
quelli che furono i miei appunti ed i miei rapporti all’epoca dei fatti.



Li legga con attenzione e con il dovuto
“scetticismo” poi mi dirà cosa ne pensa.



Se lo riterrà opportuno potrà usare questo
materiale per imbastire un racconto, meglio sarebbe una serie di racconti. Ci
tengo a sottolineare questo punto, sono anni che cerco il modo di divulgare ciò
che ho appreso durante le mie ricerche attraverso un mezzo che venga preso sul
serio solo da chi sa leggere tra le righe……”



 



 



Quando scrivi storie erotiche e gestisci un sito di racconti ti abitui a
ricevere la posta più strana. Delle tante mail ricevute nello scorso 2001 questa
attirò subito la mia attenzione. Subito pensai di essere di fronte al delirio di
un fantasioso logorroico, anche a causa della mole d’allegati al messaggio: 1.8
Mb di file formato Word!



Aprii gli allegati dopo averli controllati con cura tramite il mio antivirus,
questa mail poteva essere un modo elegante ed inusuale di inviare virus. Mi
trovai sullo schermo pagine e pagine scritte in Times New Roman corpo 8!



Chi è quel pazzo che scrive così piccolo? Mi domandai!



Con calma inizia a leggere quei documenti, poco alla volta restai affascinato da
ciò che apprendevo. In quelle pagine si andava delineando una storia che trovava
conferma in alcuni dei testi alchemici ed ermetici in mio possesso. Se questo
tipo aveva letto i miei stessi libri, il che era probabile visto che affermava
di possedere una delle migliori biblioteche sul tema, stava raccontando la
verità; troppe erano le coincidenze.



Non sapevo se credergli e prendere per buone le sue schede, i suoi rapporti, il
suo racconto o se ritenere il tutto frutto della sua fantasia. In ogni caso mi
forniva materiale per una serie di racconti e decisi di abbracciare la sua
proposta di scriverci su.



Ben presto si rifece vivo inviandomi altro materia costituito da diagrammi,
disegni ed immagini in appoggio a quanto aveva inviato nella sua prima mail. Nel
corso dell’anno i nostri contatti s’intensificarono sino al punto in cui
decidemmo di incontrarci. Lui sapeva che io stavo a Torino ed io sapevo che lui
inviava le sue mail da Milano (ognuno ha i suoi mezzi!), in quell’incontro mi
trovai davanti una persona in grado d’ispirare subito fiducia, non pareva
affatto troppo creativa semmai il contrario sembrava ben saldo alla realtà.
Affermò subito che non credeva neppure al 30% di quanto mi aveva inviato ma
quello era quanto aveva scoperto e appreso. Dopo una piacevole serata passata in
un tranquillo e discreto ristorante in cui parlammo a lungo dell’argomento mi
salutò invitandomi a raccontare questa storia. Mentre ci scambiavamo gli ultimi
saluti fuori del locale, distrattamente mise la mano nella tasca del suo
cappotto ed estrasse una pietra lavorata della dimensioni di un ciondolo e me la
consegnò pregandomi di tenerla con cura e attenzione.



Abbassai lo sguardo su quell’oggetto, era chiaramente quarzo ialino lavorato in
modo da ottenere una forma a disco e dei disegni sulle due facce. Rimasi
affascinato dalla luce che emetteva e dal calore di cui pareva pregna, persi del
tempo e quando alzai lo sguardo lui si era già allontanato. Da allora non mi
riuscì più di contattarlo né tramite posta elettronica, né tramite il suo
cellulare e neppure all’indirizzo di Milano che mi aveva dato.



Non so che fine abbia fatto, ma sento che appena pubblicate queste storie si
rifarà vivo.






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