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racconti erotici di Rupescissa

racconti erotici : La scoperta dell’eros - parte III°
Posted by Rupescissa on 2011/1/20 12:49:30 (10689 reads)

Portò la bottiglia all’altezza degli occhi ringraziandola mentalmente per il piacere che era riuscita a donargli mentre con l’altra mano massaggiava la vulva stremata.

Click to see original Image in a new windowSilvia era ormai conscia del suo essere femminile, le ultime esperienze l’avevano portata ad avere la piena sicurezza di se in campo sessuale, e questo grazie all’intervento di Sara e Laura.

Restava solo da vedere se effettivamente era in grado di camminare da sola.



Seduta sulla poltroncina della sua camera ripensava agli avvenimenti degli ultimi giorni e al cambiamento che avevano generato in lei. Un caldo torpore all’addome accompagnava i suoi languidi ricordi e, se scendeva nei dettagli, sentiva crescere l’eccitazione. Le due amiche le avevano fatto un regalo veramente grande, non solo era diventata più sicura di se ma aveva imparato a dominare le sue sensazioni a scapito di quelle degli uomini che si trovava davanti.

Mise in pratica molti dei suggerimenti che aveva ricevuto da Laura e Sara, scoprì con suo grande stupore che la sicurezza colpiva l’immaginazione degli uomini più della sua minigonna. Degli uomini, appunto, aveva anche imparato quella sottile differenza tra uomo e ragazzo e tra uomo e maschio.

Se tornava indietro con la mente all’inizio di tutta quella storia non poteva che provare un’immensa gratitudine verso Luca che l’aveva spinta a seguire i consigli di sua sorella Sara. Verso di lui, però, provava un vago senso d’astio dovuto al fatto che dopo essersi lamentato tanto della sua resa a letto ora non vedeva le differenze, i mutamenti che erano avvenuti in lei.

Non c’erano scusanti per lui, aveva lanciato la sfida e ora si tirava indietro: nei due rapidi incontri che avevano avuto nella sua camera, lui si era comportato come il solito, del tutto indifferente al suo nuovo modo di porsi di fronte al sesso.

O non vedeva o non voleva vedere!

Nel primo caso era cieco e stupido, del tutto incapace di apprezzare la femmina che aveva tra le mani a sua completa disposizione.

Nel secondo probabilmente si era pentito d’averla spinta a cambiare.

Escluse la prima delle ipotesi, lo conosceva da tempo e sapeva che non era stupido, altrimenti non si sarebbe innamorata di lui; quindi credette alla seconda commettendo l’errore di non considerarne una terza …



Infatti, Luca non smentiva i geni che aveva dentro, gli stessi di Sara! Il suo piano era di stimolare Silvia a prendere delle iniziative sempre più decise, spudorate ed estremamente eccitanti. Il suo era un gioco celebrale molto sottile, la teneva in un costante stato di allerta nei suoi confronti, la appagava a letto ma si dimostrava distratto, era sempre dolce e premuroso verso di lei per non dargli adito a dubbi sulla sua fedeltà ma pareva disinteressato alle sue grazie.

Luca vedeva benissimo i nuovi atteggiamenti di Silvia, n’era contento ma non completamente soddisfatto; voleva molto di più da lei.

Forse stava giocando con il fuoco, ma il fatto di essere riuscito a mantenerla legata a se nonostante quello che aveva provato in compagnia di sua sorella gli dava fiducia nel futuro del loro rapporto.



Silvia era sempre seduta sulla poltrona della sua camera, nell’attesa di Luca che doveva passare a prenderla per uscire. Cercava di inventarsi un modo per stimolare i suoi istinti.

Guardò l’ora, non mancava molto al suo arrivo, lui era sempre puntuale.

La porta era aperta e Luca sapeva che in quel caso poteva entrare direttamente in casa senza tante cerimonie.

Silvia spostò lo sguardo sulla mensola posta sopra la scrivania, le curve della bottiglia di vetro da 25cc di una nota bibita che aveva tenuto per farne un portacandele focalizzarono la sua attenzione.

La sua mente realizzò all’istante un modo migliore per utilizzarla.

Unire l’utile al dilettevole, questo aveva imparato dalle due amiche.

Si alzò, prese la bottiglia e l’appoggiò in terra vicino alla poltrona, prima di sedersi nuovamente sbottonò i jeans e li sfilò lanciandoli sul letto, quindi si tolse anche gli slip.

Sentiva una calda pressione al basso ventre mentre da seduta appoggiava le gambe sui braccioli divaricandole. Si leccò l’indice della mano destra prima di farlo scivolare sulle grandi labbra. La sua mano esperta le procurò subito una scossa di piacere, navigò nella sua femminilità alla ricerca dei punti che più la stimolavano.

Sapeva che Luca una volta entrato in casa l’avrebbe scoperta a masturbarsi ed era quello che voleva, la poltrona angolata in modo da guardare fuori della finestra non le consentiva di vedere chi c’era alla porta. Recitava per lui senza disdegnare di trarre il giusto piacere da questo.

Quando si spinse il dito dentro valutò con mente lucida la lubrificazione e la dilatazione che aveva raggiunto, giudicandola opportuna prese la bottiglia. La avvicinò alla bocca avvolgendogli le labbra intorno al collo, lubrificandola ed eccitandosi al pensiero di quello che sarebbe seguito.

Continuando a giocare con il clitoride strofinò il vetro sulle labbra e sulle guance, poi facendola scorrere sulla maglietta in mezzo al seno raggiunse il suo monte di venere e provò un brivido al contatto del vetro sulla pelle. Sentiva un forte calore salire dal pube, dilatò le labbra con due dita e avvicinò il collo della bottiglia all’ingresso della vagina. Delicatamente la spinse dentro il suo corpo, per pochi centimetri sino al punto in cui le dimensioni diventavano troppo importanti per lei.

Non le pareva vero ma stava godendo, quella masturbazione nata ad uso e consumo del suo ragazzo stava dando dei risultati insperati. Ora non le importava più se lui c’era o no ad assistere allo spettacolo, voleva solo trarre il massimo piacere da quella bottiglia.

Iniziò a muoverla fuori e dentro di sé accompagnando la mano con gli opportuni movimenti del pube. Purtroppo la bottiglia aveva un collo troppo corto per soddisfarla, tentò di spingerla di più ma il punto dove si allargava era troppo per lei.

Mentre la una mano insisteva sul clitoride il suo desiderio di qualcosa di profondo nel ventre crebbe a dismisura. Sollevò il bacino facendo leva sulle gambe ed ottenuta la giusta angolazione spinse con più forza la bottiglia vincendo le ultime resistenze. Ansimò e quasi urlò per la sorpresa. L’essere riuscita a prendere dentro una cosa di quelle dimensioni la eccitava più tutto il resto. Spinse ancora un poco per adattare meglio la vagina, poi continuò a muoverla dentro e fuori.

Il piacere saliva veloce verso la vetta dell’orgasmo. Lo sentì nascere nel basso ventre, come una sensazione di calore che si allargava a tutto il corpo, quando raggiunse il cervello esplose facendola urlare. Continuò a muovere la bottiglia e a stimolarsi con l’altra mano sino a quando l’ultima ondata di piacere risucchiò anche le sue forze. Estrasse il simulacro fallico e si lasciò cadere sulla poltrona.

Portò la bottiglia all’altezza degli occhi ringraziandola mentalmente per il piacere che era riuscita a donargli mentre con l’altra mano massaggiava la vulva stremata.

Si stava godendo il torpore che sempre seguiva i suoi orgasmi quando percepì il rumore della porta di casa che veniva chiusa con attenzione, seguito da lì a poco dal suono del campanello.

Bene, pensò, Luca aveva certamente assistito alla scena, un’occhiata all’orologio confermò la sua ipotesi.

S’infilò gli slip e andò ad aprire la porta, non fece nulla per nascondere il rossore delle gote e l’odore di sesso che emanava dalla sua vagina ancora fradicia di piacere.

Luca entrò guardandola con una luce particolare negli occhi, ma non disse nulla al riguardo. Come se niente fosse le parlò dei programmi pomeridiani mentre lei terminava di vestirsi.



Silvia studiò attentamente il suo ragazzo, un vago imbarazzo s’intuiva da come si rivolgeva a lei ma, in tutto il pomeriggio, non fece mai un accenno al sesso; cosa molto strana per lui!

Forse non era stata sufficiente l’esibizione di poco prima. Lei sperava che scoprendola intenta a masturbarsi decidesse di sostituirsi alla bottiglia, offrendogli un caldo pezzo di carne al posto del freddo vetro; ma a quanto pare aveva preferito gustarsi lo spettacolo che gli aveva offerto.

Il pomeriggio terminò senza che fosse riuscita a risolvere niente. Salutandosi sulla porta di casa Luca le comunicò i suoi impegni di studio per le prossime due serate, nulla di nuovo per Silvia che non fece commenti. Un casto bacio sulle labbra suggello il saluto.



In realtà lui non aveva impegni, aveva già sostenuto quell’esame particolarmente pesante senza dirlo a lei, ma cercava di lasciarla libera di agire come meglio credeva. Questo era il consiglio che gli aveva dato sua sorella. Lui non era del tutto d’accordo con lei, temeva che, avendone la possibilità e lo stimolo, Silvia avrebbe trovato facilmente un altro uomo per rimpiazzarlo. Però la trasformazione che lei stava subendo era sufficiente a ripagarlo dei rischi, senza considerare il suo morboso desiderio di vederla all’opera mentre si dava da fare con un altro ragazzo. Sentiva nascere una forte eccitazione ogni volta che Silvia attirava l’attenzione di un altro uomo. Quelle rare volte che l’aveva vista ballare con un amico, aderente a lui mentre muoveva sensualmente le gambe, provava il malsano desiderio che lei si spingesse a baciarlo, che lui facesse scivolare una mano sul suo sedere o che lei tentasse di sedurlo. Le regalava volentieri abiti molto sexy per il piacere di andare in giro con lei conciata in quel modo, spiava gli uomini che incrociavano e si beava delle loro occhiate spudorate.

Quando aveva saputo che grazie a sua sorella, lei aveva avuto degli incontri erotici con altri uomini aveva rimpianto di non essere lì presente per godersela mentre si concedeva ad un altro. Desiderava vedere il suo corpo violato da un altro uomo, voleva vederla come faceva l’amore da un altro punto di vista: dall’esterno.

Sapeva che lei non sarebbe rimasta da sola a casa in quei due giorni, conosceva i luoghi che aveva imparato a frequentare grazie a Sara ed era pronto a seguirla per spiarla in azione.

All’inizio pensava a questi suoi desideri come ad una forma di perversione, come ad una malattia mentale destinata a mettere in crisi questo e gli eventuali futuri rapporti. Parlandone con sua sorella aveva scoperto di essere tutto sommato normale, la sua fantasia era comune a parecchi uomini; c’era chi l’accettava e imparava a godere di essa grazie alla complicità di una donna intelligente e predisposta e chi la viveva molto male a causa della gelosia.

E’ vero che il concetto di perversione di Sara era molto vago, sapeva quello che faceva con suo marito e i giochi in cui coinvolgeva i suoi amici e le sue amiche. Non dimenticava il fatto che era stata proprio lei ad iniziarlo ai piaceri del sesso. Forse non era l’interlocutrice ideale a cui affidare le proprie confessioni e i dubbi che lo assalivano.

Ora, in ogni caso, si era spinto troppo avanti per tornare indietro, per questo doveva andare avanti ad ogni costo. Tutto sommato la cosa non era spiacevole.



Luca non dovette mettere in atto comici pedinamenti, sua sorella risolse il caso per lui. Gli telefonò il giorno seguente per avvisarlo che lei e Silvia si sarebbero recate la sera stessa in una piccola discoteca, molto intima e notoriamente frequentata da persone che cercavano compagnia.

Lui entrò nel locale molto in anticipo rispetto a loro, cercò un angolino tranquillo e strategico da dove poteva dominare con la vista la pista da ballo.

Attese a lungo, il tempo non passava mai, tormentato dal dubbio che avessero cambiato all’improvviso programma. Era più dispiaciuto del fatto di non poter studiare il comportamento di Silvia quando era libera e in caccia che del fatto che, magari, lei lo stava facendo in quello stesso momento da un’altra parte.

Si tranquillizzò quando le vide entrare.

Silvia e sua sorella cercarono un tavolo libero, ordinarono da bere e poco dopo raggiunsero la pista da ballo. Non ci volle molto perché qualcuno notasse la sua ragazza. Grazie alla sua altezza non passava certo inosservata.

Fu circondata presto da almeno tre ragazzi che le ballavano intorno tentando di scambiare qualche parola con lei.

Silvia si muoveva in un modo molto sensuale, il vestito corto e molto aderente che lui stesso le aveva regalato fasciava il suo corpo come una seconda pelle. Si notava da quella distanza che non indossava il reggiseno, i capezzoli disegnavano due punti evidenti sul tessuto mentre il seno dimostrava di reggere senza apparente fatica le sollecitazioni derivate dai suoi movimenti. Luca dubitò persino della presenza degli slip, per quanto sforzasse la vista non riusciva a coglierne il segno sotto il vestito.

Si stava eccitando, sentiva il pene premere contro i pantaloni, quando all’improvviso una mano si appoggiò sui suoi genitali palpandone la consistenza.



Hei! Fratellino … vedo che non riposa mai la tua belva! – lo schernì Sara.
Che cosa ci fai qui?
Potrebbe notarci!

Stai tranquillo è troppo impegnata con quelli. – disse indicando i tre ragazzi che circondavano Silvia.
Sarà ma è meglio che non ti fai vedere vicino a me.
Guarda che dai più nell’occhio se te ne stai solo, soletto. – termino la sorella in modo categorico.


Sara s’appoggiò alla spalla del fratello e dedicò la sua attenzione a Silvia. La quale continuava a ballare apparentemente disinteressata alle attenzioni dei tre ragazzi, tant’è che Luca iniziava a pensare che lei fosse lì solo per ballare.

Ad un certo punto sembrò che lei avesse deciso di approfondire la conoscenza di uno dei tre. Gli appoggiò le mani sulle spalle, intrecciandole dietro al collo. Fissandolo negli occhi si mise a ballare per lui attirando il suo sguardo sulle parti del proprio corpo che desiderava mettere in mostra. Era molto sensuale e si muoveva lenta con le gambe quasi aperte intorno a quelle del ragazzo.

Luca credeva che fosse quello che lei aveva deciso di portarsi a letto, perché era chiaro oramai che, Silvia, quella sera voleva soddisfare i suoi istinti, lo si capiva chiaramente da come ballava.

Lei, però, cambiò idea, lasciò il ragazzo e tornò a ballare in mezzo ai tre di prima, ascoltava sorridendo maliziosa le frasi che le venivano sussurrate all’orecchio, ballando si strofinava contro l’uno o l’altro. Continuò in quel modo sino a quando delle parole particolarmente convincenti attirarono la sua attenzione su un altro di coloro che la circondarono.

Come prima avvinghiò il collo del tipo e ballò per lui. Luca la vide rompere il ritmo e fremere quando lui le appoggiò le mani in vita. Da quel momento Silvia iniziò a muoversi molto più sensuale di prima in un modo in cui lui non l’aveva mai vista fare. Ondeggiava il bacino come se si stesse muovendo sopra un uomo steso e con il suo membro ben affondato nel ventre.

Dalla sua postazione Luca riusciva a percepire la sensazione che il corpo della sua ragazza trasmetteva alle mani che le cingevano la vita. Immaginava la crescente eccitazione del ragazzo che la vedeva muoversi in quel modo così provocante.

Convinto della sua disponibilità il ragazzo avvicinò Silvia a sé e tentò di baciarla. Lei non solo lo lasciò fare ma rispose al suo bacio con passione, incollando il suo corpo a quello del ragazzo e avvinghiandolo anche con una gamba. Quella mossa lasciò salire la gonna già corta del vestito, scoprendogli una natica.

I due ormai esclusi dal gioco guardarono con rimpianto il sedere di Silvia e con invidia il prescelto poi andarono a cercare un’altra preda sulla pista.



Silvia seguì il ragazzo al suo tavolo dove parlarono ancora un poco bevendo alcuni bicchieri. Quando si ritenne riscaldata a sufficienza dall’alcool si alzò in piedi e invitò lui a fare altrettanto, quindi si avviarono verso l’uscita del locale.

Luca li seguì con Sara alle costole. Li vide avvicinarsi alla macchina di Silvia ed entrare.

Sara aveva posteggiato la sua proprio di fronte a loro, sfruttando un attimo di distrazione dei due la aprì facendo salire precipitosamente il fratello con lei. Comodamente seduti all’interno e mimetizzati dall’ombra del lampione riuscivano a gustarsi in prima fila quello che avveniva tra Silvia e il suo occasionale amico.

Dopo un breve scambio di carezze Silvia passò dal posto di guida al sedile del passeggero, salendo a cavallo del giovane.

Luca la vide tirare su il vestito in modo da scoprirsi sino in vita, l’aveva fatto parecchie volte con lui e sapeva bene quali erano i suoi movimenti. Poi la vide armeggiare con le mani in basso sino a quando sollevandosi un poco si portò leggermente più avanti.

Si poteva immaginare quello che stava facendo, una volta liberato il membro del ragazzo lo stava guidando verso l’obbiettivo. Come lo ebbe dentro, la vide scendere lenta, sistemarsi i lunghi capelli e quindi muoversi sopra di lui.

Silvia stava scopando a pochi metri da lui con uno sconosciuto trovato in discoteca! Luca non riusciva a crederci, sentiva il suo pene esplodere dall’eccitazione mentre spiava la sua ragazza che ondeggiava in modo inequivocabile nella sua macchina.

Lei si muoveva sempre più veloce e lunga sino a quando reclinò completamente la testa rallentando poco alla volta per poi fermarsi.

Era venuta, capì Luca. Quindi la vide tornare al posto di guida e sistemarsi il vestito, accendersi una sigaretta e scambiare qualche parola con lui.

Si domandò se, come e dove era venuto lui. Non aveva visto lei chinarsi per finirlo con la bocca e nemmeno prenderlo con una mano. Possibile che lo abbia fatto venire dentro?

Luca non riusciva a crederlo. Il pensiero di tutto quello sperma dentro il corpo di Silvia lo scaldò al punto che credeva di venire sul colpo.

Non dovette preoccuparsi a lungo della sua dolorosa erezione in quanto Sara, imitando Silvia gli era salita a cavallo. Luca guardò preoccupato la sorella, erano anni che non avevano più rapporti tra loro e non si aspettava che lei lo desiderasse ancora.

Senza farsi domande sbottonò i suoi pantaloni calandoli come poteva, lasciò a lei il piacere di cercare il suo pene. Sara sollevò la gonna come poco prima aveva fatto Silvia, scostò il suo tanga di lato e guidò il fratello dentro la sua vagina.

Luca era stato iniziato da lei e il ritrovare quella vagina conosciuta con il suo modo unico di muoversi gli diede un piacere unico.

Sara dal canto suo aveva sempre trovato molto eccitante il pene di suo fratello, con tutte le implicazioni che il rapporto incestuoso implicava lei si eccitava a dismisura.

Trasgredire la eccitava ma con suo fratello era il massimo!

Iniziò a muoversi con l’abilità che solo una donna esperta conosce. Cercò subito il piacere, sapeva che lui non avrebbe retto a lungo e le fu grata quando lui raggiunse il clitoride con una mano.

Sara sentiva il membro dentro di lei crescere in dimensioni, contraendo i muscoli interni iniziò a godere. La possibilità che Silvia a pochi metri la cogliesse mentre si faceva suo fratello e il suo ragazzo la fecero venire. Un orgasmo breve ma violento, seguito dal desiderio di muoversi come una pazza sopra di lui. Ad un certo punto lo sentì contrarre i muscoli delle gambe e spingere più in alto il bacino. Immediatamente percepì il primo getto caldo dentro di lei, allora scese completamente prendendo suo fratello sino a sentirlo premere sul collo dell’utero. Ascoltò le sue pulsazioni e il conseguente getto caldo mentre guardava con tenerezza il suo viso contratto in una smorfia di piacere.

Quando lo sentì rilassarsi si sollevò da lui lasciandolo uscire. Luca guardò con stupore misto a gratitudine sua sorella, non era mai venuto dentro al ventre di una donna. Mille domande si fecero strada nella sua mente ma le scacciò sicuro che la scelta di Sara di accogliere il suo seme non poteva avere conseguenze.

Non era finita però, Silvia uscì dalla macchina per accompagnare nel locale il suo occasionale amante, lungo il percorso incontrò il primo giovane a cui aveva rivolto la sua attenzione. Era chiaro che l’aveva seguita; come attratta da una calamita abbandono l’altro e si avvicinò a lui.

Luca e Sara non l’avevano notato, ma sicuramente anche lui aveva assistito alla performance di Silvia in auto e ora voleva la sua parte. La disponibilità della ragazza era fuori discussione. Il modo in cui gli parlava e le posture provocanti che assumeva lasciavano pochi dubbi su questo.

Il ragazzo che aveva già ottenuto i suoi favori entrò nel locale senza preoccuparsi del fatto che lei non lo seguisse più, l’altro invece abbracciò Silvia per baciarla appassionatamente stringendola a se.

Dopo il lungo bacio accompagnato da carezze e palpeggiamenti sempre più espliciti, lei, prendendolo per mano, lo condusse verso un angolo riparato del posteggio. Luca li seguì nel piccolo giardino che si trovava a lato, vide la sua ragazza raggiungere una panchina, valutarne la tranquillità poi girarsi verso il giovane. Dopo averlo ricoperto di baci si sedette di fronte a lui e iniziò a sbottonargli i pantaloni.

Dalla sua posizione, dietro un rigoglioso cespuglio, Luca poteva vederla muovere la faccia avanti e indietro verso il bacino del ragazzo. Quando lui reclinò la testa all’indietro rantolando di piacere ebbe la conferma di quello che Silvia gli stava facendo. Conosceva bene il modo in cui lei aspirava forte il membro quando lo teneva in bocca e sapeva quanto erano piacevoli le sue morbide labbra sulla cappella. Tornò a provare quella strana sensazione d’eccitazione mista ad una leggera gelosia acuita dalla consapevolezza di averla spinta lui in quella situazione.

Silvia, soddisfatta dalla consistenza del pene che teneva tra le labbra, lo abbandonò a se stesso, si alzò e sfilò la giacca al giovane. Adagiò l’indumento sulla panchina poi vi s’inginocchiò sopra volgendo le terga al ragazzo. Sollevò nuovamente la gonna provocando un aumento della pressione arteriosa nel giovane e una forte pressione allo stomaco del suo ragazzo..

Non indossava biancheria intima, come Luca già supponeva. Il bianco del suo sedere segnato dal pudico costume con cui prendeva il sole era come un faro nella notte, un richiamo irresistibile per il giovane che la stava osservando da vicino. Non aspettò il suo invito, con una mano si fece spazio tra le sue gambe mentre lei le apriva; Luca vedeva la mano sinistra che divaricava le labbra della vagina di Silvia, mentre la destra impugnava il membro durissimo guidandolo con ferma decisione. Quando fu sicuro di essere nella giusta direzione spinse.

La percezione del tempo di Luca si dilatò, gli sembrava che i due si muovessero al rallentatore. Vide il ragazzo spingere in avanti il bacino con forza, vide il suo membro che entrava nel corpo di Silvia senza esitazioni, vide la sua ragazza sobbalzare in avanti mentre reclinava la testa indietro spalancando la bocca in una profondo ansimo di piacere. Il vestito aderente al corpo gli consentiva di vedere il dettaglio del ventre che si gonfiava per accogliere meglio il pene.

Lui la sbatteva con forza, quasi con violenza tanto da spingerla sempre di più verso lo schienale della panchina.

Il tempo sembrava non passare mai per Luca mentre gli spiava.

Quando il giovane rallentò il suo ritmo ci pensò lei a mantenerlo, muovendosi avanti e indietro contro di lui. All’improvviso il giovane fece per ritrarsi da lei, in modo da estrarre il pene, ma Silvia indietreggio ancora di più trattenendolo dentro. Capito cosa voleva e stupito da quel desiderio il ragazzo le afferrò i fianchi tirandola a sé mentre iniziava a venire.

Silvia eccitata dal luogo in cui si era lasciata prendere e stimolata dal caldo succo che sentiva allargarsi al suo interno venne per la seconda volta in quella serata. Un orgasmo breve e non molto intenso ma pienamente appagante proprio perché insperato.

Mentre lui terminava di pompargli nel ventre gli ultimi fiotti di sperma lei guardò in alto contraendo tutti i muscoli del corpo. Il ragazzo intuito il suo stato le regalò ancora qualche leggero colpo per incrementare le sue sensazioni.

Luca sbarrò gli occhi, guardava con stupore la sua ragazza che per la seconda volta in quella serata si lasciava riempire volontariamente dal suo amante occasionale. Lei non si era mai concessa così totalmente a lui, nonostante prendesse le opportune precauzioni. Aveva sempre affermato di non sentirsi completamente sicura dei metodi anticoncezionali che adottava. Ora, invece, era proprio lei a cercare la sensazione unica che solo l’essere riempita sapeva dare.

La femminilità portata all’estremo, incurante dei pericoli e delle conseguenze. Così la vedeva Luca!

Con passo malfermo raggiunse sua sorella che lo attendeva in macchina, non curandosi più di quello che faceva Silvia; salì e guardò Sara con gli occhi lucidi.




Allora ti sembra abbastanza femmina, adesso? – gli chiese lei.
Lo ha preso dentro … anzi li ha presi dentro tutti e due! – disse lui ancora sconvolto dal fatto che lei avesse lasciato venirgli dentro i due.
Ti stupisci?
Sei tu che l’hai voluta così!

Si, è vero … ma non mi aspettavo questo.
Ma hai visto come se li è fatti?

Ne ho visto uno. L’altro posso immaginarlo!
Non l’hai vista in azione con due uomini, quello si che ti avrebbe sconvolto!

Con due? – riuscì solo a balbettare Luca.
E’ stata fantastica e … si è divertita molto. – incalzò Sara.
Con due! – Disse ancora con voce piatta lui.
Non ti sconvolgere più di tanto. Se ci pensi bene è quello che volevi da lei quando l’hai mandata da me!
Volevi una ragazza più disinibita, più femmina, più desiderabile … e questo stai ottenendo!

Sarà, ma non pensavo sarebbe cambiata così in fretta!
Non è cambiata ha solo tirato fuori quello che aveva dentro:
E ora cosa posso fare con lei? – domandò a sua sorella.
Dalle la possibilità di giocare, aiutala a tirare fuori tutto quello che ha dentro e impara a godertela per come hai visto che è.
Silvia è una ragazza da non perdere, la devi appagare ma non sfruttare, la devi lasciare libera ma non troppo. Trova il modo di legarla a te dimostrandogli che solo da te potrà ottenere tutto quello che desidera … anche le trasgressioni, e Silviai ripagato ampiamente da lei.

Bella morale ma … è andata più in la di quello che mi aspettavo! – si giustificò lui.
E parli proprio tu che ti sei appena scopato tua sorella?
Veramente sei stata tu a fare tutto! -Terminò Luca con un sorriso ricambiato da Sara.


Il loro discorso fu interrotto dall’arrivo di Silvia, la quale salì sulla sua macchina senza notarli. Avviò il motore uscì dal posteggio dirigendosi verso casa. I due fratelli la seguirono ancora per un tratto di strada più per scortarla, vista l’ora tarda, che per spiare le sue azioni.



Mentre guidava, Silvia, riviveva con la mente le stupende sensazioni della serata. Arrivò sotto casa aiutata dall’istinto tanto la sua razionalità era stata compromessa dal piacere provato. Una volta salita s’infilò sotto la doccia. Il vantaggio di essere da sola, i suoi erano via per un lungo fine settimana, era quello di poter sfruttare a fondo tutta l’acqua calda senza che nessuno si lamentasse.

Lasciò che il calore lavasse via il senso di spossatezza dovuto ai due orgasmi ravvicinati. Lavò con cura le sue parti intime, sentiva ancora un succo lattiginoso colarle tra le cosce quando dirigeva il getto verso l’alto dopo aver divaricato le grandi labbra.

Si asciugò e s’infilò nel letto nuda. Sotto le coperte, la sua mano involontariamente si ritrovò a massaggiare il ventre per lenire il dolore dovuto ai muscoli doloranti. Realizzò il motivo di quel dolore: si era mossa sopra il primo con un ardore mai avuto perché mai stimolato. Ripensava alla violenza con cui il secondo l’aveva presa, sentiva ancora l’impatto dei suoi testicoli sulle natiche; peccato che avesse la vagina ancora tanto dilatata dal precedente rapporto, sarebbe stato fantastico sentire meglio quel pene che le veniva spinto dentro con quella forza. Ripensò al povero ragazzo, convinto d’averle procurato un orgasmo grazie alle sue dimensioni e al feroce ritmo con il quale l’aveva sbattuta; in realtà lei sentiva poco o niente, era ancora troppo eccitata da prima. Era venuta più per l’eccitazione che per altro.

Era stata una bella serata, ma perché li aveva voluti dentro sino alla fine?

Non riusciva a spiegarselo, aveva fatto quella scelta istintivamente, confortata dalle precauzioni che prendeva, ma seguendo essenzialmente il suo istinto … cosa voleva dimostrare?

Silvia era convinta che alla base dell’istinto, del suo istinto, ci fosse in ogni caso una base razionale; quindi si chiedeva qual era il reale motivo.

Forse era il desiderio di sentirsi completamente donna o quello di sfruttare sino in fondo il piacere che quei due potevano dargli. Da una parte c’era il piacere di sconvolgere i due ragazzi con il completo dono di se stessa con tutto il suo corpo a loro, dall’altra c’era il piacere tratto dal rapporto veramente completo.

Non sapeva! Inseguendo quei pensieri s’addormentò, un sonno profondo e ristoratore, prolungato nella pigra mattinata del Sabato.



Luca si presentò da lei nel primo pomeriggio, notò che lei non portava segni evidenti sul viso dovuti alla notte di fuoco che aveva appena trascorso, la sua pelle appariva fresca e riposata come il solito. Anche lui dissimulava bene i pensieri che invadevano la sua mente.

Si comportarono come al solito come se niente fosse, parlarono dei argomenti vari e dei progetti per la Domenica.

Versò metà pomeriggio pensarono d’uscire. Silvia sentiva l’esigenza di una doccia, lasciò Luca ad attenderla nella sua stanza e si spogliò mentre raggiungeva il bagno, spiata dagli occhi del suo ragazzo.

Tornò nella sua camera dopo pochi minuti per scegliere la biancheria da indossare. Per nulla imbarazzata dalla sua nudità volse le spalle a Luca, mentre affinavano i programmi della serata, chinandosi sul cassetto dell’armadio.

Luca si trovò spianato davanti al muso il tonico sedere di Silvia, con l’eccitazione che gli cresceva dentro s’alzò e la raggiunse. Appoggiò le sue mani sulla schiena, scorrendola in tutta la lunghezza e massaggiandole la spina dorsale con il pollice. Lei non protestò, non disse che era tardi se volevano uscire per trovare ancora qualche negozio aperto in centro, non si lamentò del fatto che aveva ancora parte dei capelli bagnati; ma alzò un po’ il sedere, come una gattona che si gode le meritate coccole.

Luca non aveva fretta e continuò a massaggiarla in quel modo sino a quando se la ritrovò con il sedere appoggiato alla sua zona genitale. L’erezione che gli premeva nel mezzo delle gambe era molto evidente e Silvia non mancò di sottolinearla con un grugnito d’approvazione, quando sentì il suo membro premere su una natica.

Per meglio evidenziare quanto fosse felice dell’evidente apprezzamento di Luca, lei iniziò a strofinare i glutei su di lui con ampi movimenti rotatori.

Luca abbandonò la sua schiena per scivolare con le mani sul ventre e sul seno. La palpò, l’accarezzo e quando le strizzò piano un capezzolo lei, con voce rotta dall’eccitazione, gli chiese:



Cosa vuoi?
Giocare con te! – rispose lui con un tono di voce troppo deciso per l’occasione.
E … a quale gioco vuoi giocare?
Vedrai!
Sono tua! – la voce di lei tradiva la forte emozione di cui era preda.


Luca le passò una mano in mezzo alle mammelle allargandola sopra di loro, con l’altra mano premeva forte sul ventre mentre la costringeva a raddrizzare la schiena. La tirò verso di sé, aderente a sé, scorrendo il suo corpo con le mani, avvicinandosi sempre di più al pube senza mai sfiorarlo però.

Silvia teneva gli occhi chiusi per assaporare meglio la stupenda sensazione che solo le mani del suo ragazzo le sapevano trasmettere. In quegli ultimi giorni di mani addosso ne aveva avute parecchie ma nessuna come quelle di Luca. Il calore che emanavano si diffondeva in tutto il corpo, più premevano su di lei più le sentiva dolci, sapeva che niente di male non le sarebbe mai arrivato da quelle mani. Si abbandonò a loro!

Luca percepì la totale remissione di Silvia, il suo corpo parlava per lei. La sua pelle si adattava alla perfezione sulla forma della mano, nonostante la tonicità giovanile il suo corpo sembrava avvolgergli le mani. Sapeva quanto le piacesse venire accarezzata da lui e continuò sino a quando non sentì il tipico suono di un antifurto d’auto inserito in strada.

La fece adagiare distesa sul letto, si sedette al suo fianco e continuò a giocare con la pelle della sua ragazza.



Dove tieni le sciarpe, quelle di seta in particolare. – le domandò dolcemente.
Perché me lo chiedi?
Ti vorrei bendare! – confessò lui.
Nel cassetto in fondo all’armadio … sbrigati! – impaziente, Silvia iniziava a pregustarsi il seguito.


Lui trovò quello che cercava, scelse una sciarpa di seta nera, giudicando appropriato l’accostamento di quel colore con il suoi capelli e la pelle abbronzata.

Nuovamente seduto sul letto le alzò dolcemente la testa per legarle bene la benda. Quando fu certo che lei non poteva più vedere quello che le accadeva intorno si alzò.



Ora mi spoglio! – le disse – Tu aspettami così … non ti preoccupare se non ti tocco subito, voglio guardarti mentre mi aspetti vogliosa.


Il tono e il significato delle sue ultime parole procurarono in Silvia un repentino aumento della sua eccitazione. Buona ed obbediente restò in attesa.



Luca aveva in mente un piano preciso. Desiderava un gioco più spinto di quello che le aveva lasciato immaginare.

Giù in strada c’era, in attesa, un amico di sua sorella. Un ragazzo che lei gli aveva consigliato per realizzare quello che aveva in mente.

Silenzioso e veloce raggiunse la porta d’ingresso, l’aprì con cautela e con altrettanta attenzione la richiuse quando l’altro fu entrato. Dopo uno sguardo d’intesa lo guidò verso la camera di Silvia, indicò la ragazza e studiò sua espressione mentre lo faceva. Notò con piacere che i suoi occhi si dilatarono alla vista di quel corpo stupendo che fremeva in attesa sul letto.

Senza tanti con convenevoli Luca iniziò a spogliarsi imitato dall’altro, guardò la sua ragazza e vide che il rumore provocato dai suoi indumenti che cadevano in terra l’aveva attivata.

Silvia raccolse un poco le gambe divaricandole al contempo, socchiudeva le labbra estremamente invitante mentre con una mano si massaggiava il ventre.

Luca sostituì quella mano con le sue, l’accarezzo nuovamente con grande passione. Sfiorava il pube ma al primo contatto con i suoi peli si ritraeva, esasperandola. Lei lo invogliava sollevando ritmicamente il bacino e respirando in modo da spingere il seno più in alto che poteva.

Il contatto sui suoi capezzoli delle morbide setole di quella penna, trovata durante una passeggiata nel bosco tempo prima, la fece rabbrividire di piacere. Quella reazione positiva convinse Luca a insistere con quello stimolo. Disegnando strane ed improbabili figure scese attraverso il suo corpo sino alla delicata peluria del pube. Le gambe spalancate consentivano alle labbra della vagina di esporsi. Il delicato solletico della penna passata su di esse blocco il respiro a Silvia, concentrata per non perdere nessuna sfumatura delle stupende sensazioni che stava provando.

Lui giocò a lungo con il suo corpo, stimolandolo in vari modi, passando su di esso tutta una serie di oggetti a cui aveva preventivamente pensato. Lanciò un’occhiata all’altro uomo e notò che presentava una stupenda erezione, fortemente eccitato da quello che lui stava facendo a Silvia.

Luca ebbe un attimo di smarrimento al pensiero che quel pene, tra poco, si sarebbe impossessato della sua ragazza. Quello smarrimento gli provocò un forte calo di pressione nel suo membro, lo sentì afflosciarsi senza riuscisse a fare niente per recuperarlo. Voltò nuovamente lo sguardo verso l’altro che intuito il suo problema lo rassicurò con un’occhiata densa di significati.

In quei occhi complici vi lesse messaggi del tipo: " non ti preoccupare, è normale le prime volte" oppure " vedrai che tra un attimo sarà più duro di prima" ed anche " se vuoi vado avanti io, quando vedrai cosa sto facendo alla tua donna lo sentirai nuovamente esplodere tanto ti verrà duro".

Sara aveva ragione, come al solito, quando gli aveva consigliato di rivolgersi a lui. In quello sconosciuto aveva subito trovato un complice, non un rivale. Uno che teneva al piacere di Silvia almeno quanto ci teneva lui. Uno che non lo metteva in difficoltà ma che lo aiutava a superare quelle inevitabili fasi di smarrimento che si provano la prima volta che si dive la propria donna con un altro.

Luca optò per la terza possibilità. Lentamente si allontanò da Silvia, lasciandola in attesa; con un cenno indicò all’altro di farsi sotto.

Lui si avvicinò in silenzio. Molto abilmente infilò la sua testa in mezzo alle gambe di lei senza toccarla con le mani. Evidentemente temeva che potesse riconoscere il diverso tocco; sapeva che non era ancora giunto il momento di lasciarle capire in quanti erano a fare l’amore con lei.

Iniziò a leccarla, facendosi spazio grazie alla lingua e alle labbra.

Silvia gemette forte al primo incontro tra la sua vagina con la lingua dell’uomo. Mentre lui insisteva con quella tecnica lei rantolava sempre più ispirata.

Luca la vide portare le mani al seno e stringerlo forte, incavando il ventre per spingere più in alto il pube. Il suo respiro divenne irregolare, interrotto ad ogni scossa d’intenso piacere che l’abile lingua dell’uomo sapeva provocargli.

Ancora un po’ e sarebbe venuta in quel modo.

Luca sentì il vigore tornare in lui. Si eccitava enormemente se osservava il dettaglio della vagina di Silvia sottoposta a quella piacevole tortura, gli piaceva vedere la sua donna godere e gli piaceva ancora di più se a farla godere era un altro.

L’ultimo pensiero lo fulminò. Si costrinse ad allontanarlo, ma non vi riuscì:



Cosa vuol dire che mi piace vederla godere quando a farla godere è un altro? – pensò –Vuol dire che mi piace uscire insieme ad una troia! – Luca sentiva il suo membro diventare sempre più duro – Guarda come gode, come le piace farsela leccare; ma io so che tra poco vorrà qualcosa di duro dentro il ventre e so anche che vorrà farsi riempire dal suo succo quando lo avrà spremuto ben bene.


I suoi pensieri stavano prendendo un indirizzo che normalmente avrebbe rifiutato all’istante. Ora, invece, forse a causa della situazione insolita per lui, li stava coltivando traendo un grande piacere da loro. Guardo ancora il corpo della sua ragazza scosso nel profondo dal piacere, ascoltò i suoi gemiti e ammirò i capezzoli eretti che svettavano sul suo seno.

Lasciò sempre più libero il suo cervello d’inseguire i pensieri che voleva, senza porre limiti di decenza o di rispetto verso la donna che sicuramente amava.



Ti piace, vero, quello che ti sta facendo là sotto?
Scommetto che hai già capito che siamo in due qui per te, che hai due cazzi da svuotare dentro di te … o sopra di te.

Già, per concludere degnamente una scopata come questa vorrai farti ricoprire di sperma in modo da poterti mostrare a me, orgogliosa di quello che sei stata capace di ottenere!

E allora prenditi anche questo!



Senza più alcun controllo, Luca si avvicinò al viso di Silvia. Appoggiò il pene sulla sua bocca e attese.

Silvia stava godendo, nei rari momenti di lucidità pensava di fermare la lingua di Luca, temeva di non farcela più a trattenere l’orgasmo.

Quando sentì appoggiarsi sulle sue labbra un qualcosa di caldo, duro ma morbido dall’odore inequivocabile si sentì persa. Non capiva più niente, come era possibile che lui la leccasse da quella angolazione e che al contempo riuscisse ad appoggiarle il pene sulla sua bocca.

Si sentì gelare quando la verità incominciò ad affacciarsi alla sua mente.

Quel porco del suo ragazzo l’aveva bendata per farsela con un altro. Ecco perché era trascorso tanto tempo da quando l’aveva bendata a quando aveva sentito le sue mani addosso.

Quell’adorabile porco aveva deciso di farla godere come una matta.

Un grande sorriso si disegnò sul suo viso mentre realizzava questo. Evidentemente Luca aveva parlato con sua sorella ed era stato messo al corrente della sua evoluzione sessuale.

Lei sentiva di amarlo.

Come poteva non amare un ragazzo che capiva così a fondo la sua sessualità?

Un ragazzo che l’amava a tal punto da lasciarla libera di sfogare i suoi istinti sessuali e che, per donargli il massimo piacere, accettava di dividerla con un altro.

Restava solo da capire dov’era lui; se era quello sotto che le stava leccando e mordicchiando la vagina o se era quello che le offriva il membro da succhiare. In fondo non aveva importanza. Lei avrebbe preferito che fosse lui a penetrarla, perché ora voleva essere penetrata, ma per quella volta era meglio lasciare ai due uomini la decisione.

Aprì la bocca per prendere il pene che sentiva così vicino a lei.



Il sorriso di Silvia fu completamente travisato da Luca. In esso non vide l’amore verso di lui ma, piuttosto, la malizia della sua donna che aveva capito quello che stava per accadere.

Arrapato da quell’idea spinse dentro le sue labbra come lei le aprì a chiunque si trovasse lì.

Silvia aspirò quel pene caldissimo e sugoso tanto era lubrificato, lo succhiò forte per poi stimolarlo con la lingua.

L’altro era talmente concentrato nella sua opera che non vide Luca avvicinarsi a lei, capì che c’era qualcosa di diverso solo quando percepì dal corpo della ragazza la novità. Alzò gli occhi e la vide impegnata a succhiare il membro del suo ragazzo. Gli alzò ancora di più e capì dall’espressione di lui che non avrebbe retto a lungo succhiato in quel modo.

Strano, solitamente era il compagno della donna a volerla penetrare in quel gioco.

In ogni caso se aveva deciso in quel modo lui si sarebbe adattato volentieri. Staccò le labbra da quella vagina umidissima e calda, che rispondeva così bene ai suo stimoli e iniziò a pregustarsi il suo interno.

Abituato a quelle situazioni trovò subito la posizione migliore per penetrarla senza interferire con quello che stava facendo la sua bocca. Ben posizionato guido il pene verso la vagina di Silvia, l’appoggio e quindi spinse. Affondò dentro di lei lentamente in modo da lasciarle il tempo di capire cosa le stava capitando, si fermò solo quando i suoi testicoli incontrarono il pube di lei.

Luca aveva gli occhi chiusi e si gustava a fondo la bocca della sua ragazza quando sentì sulla cappella le vibrazioni di un profondo rantolo di piacere. Aprì gli occhi giusto in tempo per vederla completamente penetrata dall’altro. Sentì la sua bocca abbandonargli il pene quando lei inarcò la schiena per spingere il pube ancora più contro il bacino dell’uomo, pareva che non le bastasse quello che aveva già dentro e che ne volesse di più.

Silvia si lasciò sbattere per un po’ prima di cercare nuovamente il pene di Luca, ora aveva capito che non aveva lui dentro. Chiunque fosse non spingeva come il suo ragazzo, però ci sapeva fare!



Luca rimase come paralizzato dallo spettacolo che avveniva sotto i suoi occhi. Con il pene in mano osservava Silvia che si abbandonava con tutto il corpo alla fantasia di chi aveva in mezzo alle gambe.

Già le gambe! Lei le aveva prima aperte poi spalancate a lui, senza riserve e senza porre immaginari limiti. Prendeva quel pene accompagnandolo con dei leggeri movimenti del pube, variando la sua inclinazione rispetto a lui a seconda se stesse entrando o uscendo da lei.

Immobile, incapace di ogni reazione, studiava il ventre della sua ragazza che si gonfiava, contraeva, sobbalzava e incavava al ritmo delle spinte del ragazzo. Guardo bene il dettaglio della vagina che accompagnava con le labbra il membro che si muoveva dentro di lei.

Spostò lo sguardo verso il seno per lasciarsi colpire dalla sua mobilità. Ondeggiava sul busto di Silvia, avanti e indietro pur mantenendo la sua tipica tonicità. Quel particolare gli diede l’esatta misura di quanto intensamente il ragazzo la stesse sbattendo.

Portò i suoi occhi sul viso di lei; sentì una forte fitta allo stomaco quando valuto dalle sue smorfie la quantità e la qualità del piacere le scorreva nel corpo. Le labbra gonfiate dall’eccitazione lo richiamarono alla realtà.

Riportò il suo pene verso la bocca di lei e la lasciò fare.

Lei era distratta, la sua mente era concentrata sulla zona pubica, ma Luca iniziò a godere lo stesso. Più dello stimolo era potente l’eccitazione. Il film porno della sua ragazza vissuto in diretta era una cosa così stimolante da non riuscire più a controllarsi.



Mentre teneva il pene di Luca scappellato sulle labbra leccandolo piano, Silvia sentì all’improvviso un getto caldo sulla guancia seguito dal sapore dello sperma del suo ragazzo. Senza controllo continuò a leccarlo sino a quando non lo perse, sentì allora un caldo liquido colargli su tutto il viso; Luca le stava riempendo la faccia.

Ulteriormente eccitata da questa novità, Silvia si lasciò invadere dal forte calore che sentiva nascere dalla sua zona genitale.

Il piacere esplose nell’orgasmo.

Urlò con quanto fiato le rimaneva nei polmoni, la sua bocca spalancata ricevette ancora un fiotto di sperma, ma lei non se ne accorse.

Inarcò il corpo facendo leva sulla testa e sulle natiche, assumendo un’angolazione tale d’aumentarle la percezione del pene che la sfondava. Restò così sino a quando sentì mancare le forze; a quel punto crollò sul materasso rilassandosi mentre ancora l’altro si muoveva dentro di lei.

Il ragazzo visto l’epilogo di quella storia si lasciò andare anche lui. Come percepì arrivare il suo orgasmo estrasse prontamente il pene dal ventre di Silvia e si posizionò in modo da spruzzarla fino sul seno.

Per la seconda volta in quel pomeriggio Silvia sentì un liquido caldo che le veniva sparso addosso, pienamente consapevole, adesso, riuscì a godersi in pieno quella sensazione.

I rantoli di piacere emessi dai sue uomini erano terminati, intorno a lei c’era il silenzio. Avvicinò una mano alla benda per toglierla ma fu prontamente bloccata dal suo ragazzo.

Lei intuì che qualcuno, probabilmente Luca stesso, non aveva piacere che lei vedesse in faccia l’altro protagonista di quell’incontro.

Si sistemò comoda abbandonandosi al piacevole torpore che stava invadendo il suo corpo. Sentiva lo sperma di cui era ricoperta scivolare sulla sua pelle, era una sensazione spiacevole ma eccitante allo stesso tempo. Attese in quel modo che i due terminassero le loro cose, che Luca accompagnasse fuori l’altro ragazzo e che, quindi, tornasse da lei.

Si era quasi assopita nell’attesa quando sentì una mano appoggiarsi delicata sulla sua coscia. Si ridestò e finalmente si tolse la benda. Ebbe finalmente la possibilità di vedere la faccia sfigurata dall’eccitazione ancora forte del suo ragazzo.

Luca non parlava, si limitava a fissarla con una luce strana negli occhi. Lei gli indirizzò una tenera occhiata di ringraziamento senza ottenere risposta. Stupita e preoccupata lei non riusciva ad immaginare cosa stesse passando per la sua testa.

Ne ebbe chiaro sentore quando lui l’afferrò per i piedi trascinandola di traverso nel letto. La mise praticamente seduta sul bordo con le gambe giù dal letto. S’inginocchiò davanti a lei e, senza proferire parola, la costrinse ad aprire le gambe.

Luca era ancora nudo come lei; appoggiata sui gomiti Silvia riuscì a vedere la forte erezione di Luca. A quel punto capì le sue intenzioni. Benché spossata e fisicamente distrutta si lasciò cadere sulla schiena aprendo ancora di più le gambe a lui.

Lo sentì entrare con violenza, nonostante fosse ancora molto eccitata e dilatata dallo stupendo pene che aveva appena preso, lo percepì chiaramente dentro di sé. Non sarebbe riuscita a venire nuovamente, non ora dopo il forte piacere che aveva appena provato, quindi lo lasciò fare senza partecipare più di tanto dal punto di vista fisico. Mentalmente apprezzava e molto quell’interessamento che lui le stava dimostrando.

Luca si muoveva veloce, chiaramente cercava unicamente il suo piacere. Silvia decise comunque di gratificarlo emettendo dei mugolii di piacere e fingendo con le espressioni del viso di gradire quello che le stava facendo.

Lei si stava chiedendo per quale motivo il suo ragazzo aveva nuovamente desiderato il suo corpo, dopo tutto quello che era appena successo, quando lo sentì spingere più a fondo e contrarre i muscoli. Mentre lui veniva dentro il ventre Silvia capì cosa era stato a spingerlo nuovamente dentro di lei.

Il desiderio di ristabilire il suo territorio dopo l’intrusione di uno straniero, la volontà di riprendere pienamente possesso del corpo della sua ragazza.

Venendo dentro di lei, Luca, intendeva porre il suo marchio sopra quello lasciato dal ragazzo di prima e da quelli dell’altra sera.



Oramai Silvia si era manifestata in tutte le sue nuove perversioni a Luca e lei aveva conosciuto le sue. Quando lui le confessò di averla spinta scientemente a cercare qualcuno, da cui trarre il piacere che lui le negava, e di averla spiata in quell’occasione lei sentì d’amarlo e di appartenergli anche quando lo tradiva, poiché era lui a spingerla a farlo in quanto sapeva che a lei piaceva farlo. Una situazione complessa, apparentemente terribilmente annodata, ma chiara in realtà.

Luca l’aveva spinta a tirare fuori quello che da sempre aveva dentro, lasciandola libera di realizzare i suoi sogni ed i suoi desideri perché l’amava senza riserve.

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