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racconti erotici di Rupescissa

racconti erotici : La perversione di Claudia - 1° parte
Posted by Rupescissa on 2011/1/20 12:42:31 (14469 reads)

Mentre lui mi prendeva … ti sembrerà strano, impossibile, ma mi sentivo tua. Profondamente tua. Tu mi avevi legata lì, tu avevi scelto l’uomo è come se tu mi avessi ordinato di farmi scopare da quello … ed io … ho eseguito!

Click to see original Image in a new windowClaudia arrivò dopo Laura.

Meglio sarebbe dire che la sostituì la sera stessa in cui misi Laura nella condizione di provare sulla sua pelle ciò che mi aveva fatto subire nei lunghi anni del nostro rapporto.

Claudia era completamente diversa da Laura benché simile sotto molti aspetti. Come lei non riusciva a sentirsi pienamente soddisfatta da un rapporto esclusivo, meglio sarebbe dire che non riusciva a darsi esclusivamente ad un solo uomo. Si ricaricava con la trasgressione e nutriva la sua naturale passione con l’eccitazione ricavata dai giochi proibiti. La consapevolezza di vivere una situazione che possiamo definire "fuori della norma" le dava la sensazione d’essere una donna in grado d’esprimere la propria sessualità liberamente, la faceva sentire femmina, spregiudicata, disinibita, realizzata e libera. La libertà era il valore al quale teneva di più, non ammetteva alcun’intrusione e nessun limite. Al contempo rispettava la libertà degli altri, bisogna ammettere la sua coerenza, non chiedeva mai quello che sapeva di non poter o voler dare.

Laura non chiedeva la libertà, se la prendeva; pretendeva anche ciò che non dava, il concetto d’equilibrio di coppia era rappresentato da una bilancia con il baricentro del braccio spostato dalla sua parte. Non era solo questione d’egoismo o egocentrismo, ma semplice ignoranza. Termine forte, è vero, ma come si può definire una persona d’indole naturalmente buona, generosa in molti aspetti della vita, che però ritiene tutto dovuto dal partner e quasi nulla dovuto a lui?

Io credo che il suo comportamento fosse determinato da una mancata conoscenza delle più elementari regole di buona convivenza; ignoranza, in una sola parola!

Tornando a Claudia, notai sin dall’inizio quella che era la maggiore differenza tra lei e la mia ex compagna: lei voleva condividere con il suo uomo le esperienze che viveva, sentiva il bisogno di rafforzare la trasgressione con la presenza, attiva o passiva, del suo compagno. Mai si sarebbe concessa un’avventura senza la presenza del suo uomo, quando la conobbi da sola era libera in quel momento.

Con il tempo imparai a conoscerla meglio e allora capii cosa la spingeva a coinvolgermi: a lei non era sufficiente il sesso, non le bastava la pura trasgressione fisica, voleva il coinvolgimento di tutti i sensi nei suoi giochi. L’amore non poteva rimanere fuori, doveva per forza entrare, agire, ed assumere il suo ruolo di sublime condimento. Poiché lei amava un solo uomo alla volta, ne va da se che il suo uomo doveva essere presente durante l’esplosione della passione folle e trasgressiva. Una spiegazione forse contorta, ma tremendamente sincera. Mi sono chiesto più volte come si potesse parlare di sincerità applicando il termine ad una donna come Claudia, in effetti, lei non aveva mai nascosto la sua passione per il tradimento, il suo bisogno di infrangere le regole del comune senso del pudore e della fedeltà. Era sincera con se stessa e con gli altri, pochi conoscevano il suo lato passionale, il concetto di vita di coppia che seguiva, il modo d’intendere il sesso, ma il suo uomo non n’era certo all’oscuro. Ecco un'altra differenza sostanziale con Laura.

Un ultima cosa la distingueva da lei. Se Laura cacciava, inseguiva i suoi amanti, aveva funzione attiva nel gioco di seduzione, prendeva sempre l’iniziativa, Claudia era piuttosto passiva sotto quest’aspetto. Lei si donava come solo una vera femmina sa darsi, non prendeva quasi mai l’iniziativa. Piuttosto stimolava al punto giusto la fantasia degli uomini, spingendoli a farsi avanti senza che lei non avesse mosso nulla verso di loro. Coinvolgeva il suo compagno anche nella pianificazione dell’incontro che l’avrebbe vista sottoposta alle attenzioni di un altro uomo.

Se verso di Laura avevo provato, inizialmente, una forma di gelosia; con Claudia non poteva capitare. Riusciva a rendermi complice al punto di desiderare io per primo la realizzazione del suo gioco.

Claudia mise in chiaro il suo carattere sin dall’inizio; non mi nascose nulla, nemmeno quello che s’aspettava da me. Mi sconvolgeva positivamente, lo ammetto, ed iniziai a giocare con lei quando notai che la novità del nostro rapporto non era più di grande stimolo alla sua passione, capii in quel momento che se volevo tenermela dovevo farla sognare. Il problema era quello d’inventarsi qualcosa in grado di stupirla, impresa non facile con lei che aveva già provato diverse esperienze.

La prima occasione si presentò, inaspettata, una sera come tante. Dopo una buona cenetta a due al ristorante c’eravamo recati in uno dei tanti locali della città per terminare la serata in compagnia di una bevanda alcolica e la musica di un pianoforte. Claudia pareva normale, ma avevo imparato a conoscerla già in pochi mesi. Notavo il suo sguardo vagare per il locale e focalizzarsi sulle coppie in atteggiamento intimo, le guardava intensamente studiandone i particolari. Dialogava in modo naturale con me ma la sua voce diveniva sempre più calda ed evitava ogni allusione al sesso, evidentemente si stava eccitando seguendo la sua fantasia; forse s’immaginava al posto di questa o quella donna mentre veniva accarezzata e stuzzicata in pubblico. Tentai, allora, di soddisfarla e di lenire la sua voglia, ma non voleva me; in quel momento si era liberato del tutto il suo vero animo.

Ero indeciso sul da farsi, desideravo soddisfare i suoi desideri, ma non volevo proporle niente di scontato. Sarebbe stato facile trovare qualcuno disposto a giocare con noi, l’abbigliamento e il modo di porsi di Claudia avevano attirato l’attenzione di parecchi uomini non accompagnati. Lei continuava a lanciare messaggi di disponibilità, ammiccava con gli occhi e il resto del corpo ora ad uno, ora ad un altro. Vedevo i loro sguardi fissi su di lei, alcuni spudorati altri timidi tutti, però sfrontati. Claudia veniva sistematicamente valutata, partivano dai dettagli del corpo per analizzarne le forme per giungere al viso in modo da valutarne il desiderio e la disponibilità.

Lei respirava sempre più veloce, gonfiava il seno mentre il colorito del viso prendeva quella tonalità rosata che denunciava la crescita del desiderio. Decisi di agire, non riuscivo più a sostenere l’attesa, persi per mano la mia donna e uscimmo dal locale. Raggiunta l’auto, posteggiata nell’ampio piazzale, le aprii la porta per farla accomodare sul sedile. Claudia seguì il mio invito mentre mi lanciava un’occhiata mista di delusione e rabbia. Credeva che io non volessi inseguire la sua perversione ma si sbagliava; invece che salire al posto di guida mi accomodai nel sedile posteriore, proprio dietro di lei, accarezzandole i capelli le domandai:



Cosa hai? Mi hai lanciato uno sguardo … tenebroso!
Niente! Solo che speravo in una serata particolare … era nata bene: il ristorante, il locale … la gente!
Cosa intendi per "particolare"?
Lo sai!
No. Non lo so! Dimmelo tu!
Sai benissimo cosa mi piace, sai che lo voglio da te e per te!
Conosci la mia sessualità, conosci il mio desiderio ….conosci me!

Ti mi hai sempre detto di essere mia e solo mia, di seguire sempre e solo la mia volontà!
O sbaglio? – era un gioco di parole o poco di più, sapevo che lei aveva pronunciato quelle frasi nella consapevolezza che io ero più che disposto a consentirle le sue trasgressioni.

Non ti sbagli, ti ho detto questo.
Allora cosa vuoi da me … adesso?

Dammi le mani!
Le mani?
Sì, passale dietro al sedile … così brava!
Ed ora?
Ferma così! – Presi un cordino di passamaneria da tende che mi ero procurato alcuni giorni prima, nella convinzioni che fosse più facilmente giustificabile di un paio di manette, durante un eventuale controllo, e legai le mani di Claudia dietro il sedile.
Lei mugolò soddisfatta poi chiese – Che cosa hai in mente?

Lo capirai! – dissi enigmatico.


Terminata l’opera discesi dall’auto per tornare davanti, aprii la sua portiera e mi chinai verso di lei. La guardai a lungo negli occhi, poi lentamente iniziai ad accarezzarle le gambe spingendo sempre più su l’orlo della gonna. Lei mi aiutò sculettando in modo da non bloccare con il suo peso il vestito. Portai il tessuto sin oltre il limite delle calze, quindi spostai la mano sul pube. Claudia era caldissima, un profumo intenso si levava dalla sua intimità mentre una chiazza umida si andava allargando sugli slip neri. Mentre accarezzavo i delicati e sottili peli del pube gli sfilai via la biancheria, quindi mi misi in tasca gli slip, la baciai sulla bocca e richiusi la porta allontanandomi. Voltandomi verso la macchina notai, divertito, la sua espressione interrogativa. Stranamente non dimostrava alcuna preoccupazione, in fondo era legata al sedile di una macchina aperta, con la gonna sollevata a scoprire il bordo delle autoreggenti e senza biancheria intima! Era evidente che si fidava di me, oppure la voglia di trasgredire era più forte d’ogni timore.

Entrai nel locale, subito scorto dai ragazzi che prima ci osservavano in coppia, e mi diressi verso l’uomo che mi pareva il più ammirato da Claudia. Attaccai discorso con lui al bancone del bar, subito gli altri si voltarono verso nuovi obbiettivi, avevano capito d’essere esclusi dal nostro gioco. Lui era evidentemente avvezzo a queste situazioni inusuali per me, infatti dialogò tranquillamente con me riuscendo a infondermi un senso di fiducia tale da spingermi a posare nelle sue mani gli slip di Claudia ed indicargli la vettura dove si trovava. Lui restò ancora un po’ con me, terminò di bere poi, salutandomi come un vecchio amico, uscì.

Ero indeciso, non sapevo se uscire pure io o se era meglio restare lì. Mi voltai verso i tavoli, ma nessuno mi degnava della sua attenzione, allora guadagnai l’uscita. Non volevo raggiungere la mia vettura, ma desideravo capire cosa stesse accadendo al suo interno. Oltre al resto, lei, aveva sempre affermato di desiderare la mia presenza, attiva se lo desideravo, durante i suoi amplessi con gli altri uomini. Mentre camminavo verso il luogo dove era ferma la macchia meditavo sul fatto che, la situazione, non era cambiata molto dalla mia precedente relazione, solo che ora mi piaceva e mi eccitava la consapevolezza dell’infedeltà della mia donna. Riuscivo a formare, nella mia mente, l’immagine di Claudia presa in quel modo, la vedevo spingere il pube verso l’uomo impedita dai legacci sulle mani, mi pareva di sentire i suoi gemiti. Mano a mano che mi avvicinavo vedevo una figura indistinta attraverso il finestrino che si muoveva con moto alternato. Stranamente l’auto non ondeggiava e tutto era avvolto dai soli rumori della notte cittadina. Allungai la mia rotta, in modo da raggiungerli da un lato non visibile da loro, camminavo lento e silenzioso. Giunto a pochi metri deviai verso un angolo oscuro, non illuminato dai lampioni, ero ad una distanza sufficiente da consentirmi di notare l’ombra di lui che iniziava a muoversi sempre più veloce e sentire i gemiti soffocati dal finestrino chiuso di Claudia. All’improvviso un urlo di piacere segnalò il raggiunto orgasmo della mia donna, lui rallentò visibilmente il ritmo sino a fermarsi dopo pochi minuti. Alla fine uscì dall’automobile e si diresse, dopo un cenno di saluto verso il locale. Pensai che ora era giunto il momento di raggiungere Claudia. Entrai in macchina dal lato guida e volsi lo sguardo verso di lei. Era ancora legata al sedile, sul viso un’espressione di beatitudine testimoniava ciò che aveva appena fatto. Non disse nulla, si limitò ad abbassare lo sguardo sulla sua vulva indicandomi dove appoggiare il mio. Vidi,allora, una chiazza biancastra che si allagava dalla fascia delle autoreggenti sino ai peli pubici e il ventre di Claudia che ancora si muoveva in preda agli ultimi spasmi. La sciolsi liberandole le mani, in silenzio avviai il motore e mi avviai.

Claudia rimase seminuda con lo sperma che diveniva sempre più liquido senza preoccuparsi di poter essere vista da altri. Con calma prese un fazzoletto di carta per ripulirsi alla meglio, al termine depose nella borsetta anche gli slip, non capivo quella sua mossa ed il suo significato intrinseco, tentava forse di dirmi che non n’aveva ancora abbastanza? Aspettai una sua parola che non arrivò sin sotto casa dove mi sussurrò un grazie con una voce così calda che ancora ricordo.

Una volta entrati si precipitò in bagno, subito potei sentire l’acqua che scorreva nella doccia, io mi accomodai in sala in attesa della sua uscita e dell’inevitabile seguito. Infatti lei mi raggiunse poco dopo, nuda ed ancora gocciolante.



Mi aspettavo che tu entrassi in macchina con lui!
Non sapevo che fare, questa volta ho preferito lasciarti sola!
Però eri lì, ci hai visti .. vero?
Sì … e ti ho sentita!
Grazie!
Nessuno mi aveva mai fatto un regalo così!

È stato magnifico sentirsi legata in quel modo e sapere che tu sceglievi l’uomo che mi avrebbe fatto godere!

Mentre lui mi prendeva … ti sembrerà strano, impossibile, ma mi sentivo tua. Profondamente tua. Tu mi avevi legata lì, tu avevi scelto l’uomo è come se tu mi avessi ordinato di farmi scopare da quello … ed io … ho eseguito!

Ti è piaciuto vedo!
Sì!
Ed ora?
Voglio te!


Così dicendo Claudia mi salì a cavallo delle ginocchia, senza attendere altro iniziò spogliarmi dei pantaloni estraendo subito il membro eretto dall’inizio del nostro gioco. Lei non si stupì affatto di trovarmi già pronto e si sistemò in modo da farlo entrare. La trovai molto eccitata e, subito, arrivai in fondo al suo ventre. Claudia aveva già goduto e aveva deciso di dedicarsi totalmente al mio piacere, si mise a muovere le anche in un modo magnifico, quasi impossibile da resistere a lungo. Presi forte i glutei e strinsi le natiche sino a farle male, a lei piaceva! Era difficile seguire le sue evoluzioni quindi mi ritrovai a sfiorare il suo ano, fu in quel momento che desiderai prenderla totalmente. La sollevai di peso sino ad uscire da lei, quindi tentai di posizionare l’ano sul membro ma non era impresa facile, fortunatamente lei capì.




Le dissi che volevo vederla impalarsi su di me, che se lei si era sentita mia quando l’avevo legata ora doveva sentirsi in mia totale balia dandomi le sue viscere. Claudia apprezzava a fondo tutte le implicazioni psicologiche del rapporto anale, anche quelle fisiche. Senza che dovessi dire altro lei si alzò, mi volse la schiena e dilatandosi le natiche scese verso di me. Non l’avevo mai presa in quel modo senza una preventiva lubrificazione, ma il recente orgasmo l’aveva tanto eccitata da dilatare anche l’ano. La penetrai con fatica, ma incredibilmente senza alcuna preparazione. Lei scese più cauta questa volta, si muoveva in modo da farmi conquistare centimetro dopo centimetro le sue viscere, saliva e scendeva ogni volta di più. Quando riuscì ad appoggiare le natiche su di me ero completamente in lei, allora si calmò e attese che l’ano si adattasse. Passai, in quel momento, le mani sulla vulva alla ricerca del clitoride. Il mio stimolo la spinse a muoversi. Sentivo che godeva nuovamente ma io percepivo troppo lo stimolo che mi dava, non avrei retto a lungo. Ci tenevo a regalarle un altro orgasmo allora le sussurrai nell’orecchio:



La prossima volta vediamo di metterne anche uno qui dentro! – dicendo questo le infilai un dito nella vagina.



Claudia ansimò più forte ed urlò subito dopo. Il suo orgasmo mi colse di sorpresa, rilasciai ogni controllo e mi faci guidare verso il piacere dai suoi movimenti convulsi. Venni in lei, iniettandole il seme nelle viscere. Lei continuava ad ansimare in preda ad un orgasmo lunghissimo, con un ultimo colpo di reni si sollevò in piedi, facendomi finalmente uscire da lei, poi crollò sul divano al mio fianco. Non resistette seduta quindi si voltò in modo da non appoggiare il peso sul sedere e terminò di languire in quella posizione.

Dopo quella sera il nostro rapporto, per certi aspetti, migliorò. Lei si sentiva legata a me, oltre che dal sentimento e dall’attrazione, da una complicità che prima non c’era. Non eravamo più dei semplici amanti vincolati nel nostro menage da quelle regole stabilite da altri ma ci stavamo trasformando in una coppia di perversi adoratori del piacere. Sapevo che lei si aspettava molto da me e questo metteva a dura prova la mia fantasia. Lasciai passare almeno un mese e mezzo prima di riproporle un nuovo gioco, anche perché lei appariva tranquilla sotto questo punto di vista; il lavoro con i suoi problemi aveva risucchiato tutte le sue energie privandola della voglia di giocare. Era un periodo passeggero, lo sapevo, ma iniziavo a sentire la mancanza di quelle sensazioni piccanti, piacevoli e dolorose al contempo, che solo una donna come Claudia sapeva dare.
Organizzai quindi un fine settimana "distensivo" lontano da casa e dai pensieri di lavoro. Il posto in cui avevo prenotato era splendido: immerso nei boschi delle nostre montagne era dotato di tutto ciò si poteva desiderare, dalla piscina alla sauna. In più, il che non guasta, la cucina era ottima.

Avevamo solo tre giorni per distenderci ed ero intenzionato a sfruttarli sino in fondo, Claudia non sospettava minimamente che non ambivo al solo riposo, infatti mancava nei suoi occhi quella luce particolare che sempre li illuminava quando era eccitata.

Alla sera del primo giorno facemmo l’amore nella nostra camera tranquillamente e finalmente ritrovai la donna di sempre; dimenticate le tensioni quotidiane aveva ripreso a darsi completamente. Non che nelle settimane precedenti si negasse, ma sentivo in lei qualcosa di diverso, il cervello era preda di continui pensieri che la distraevano dal sesso, solo il suo istinto le permetteva di godere dei momenti d’intimità. Qui, abbandonati in città detti problemi, Claudia si stava riprendendo magnificamente. Il primo passo era fatto.

Il mattino seguente ci svegliammo tardi, lei languiva nuda nel letto coperta solo da un lembo del lenzuolo e insisteva per rimanere lì. Le proposi di bere solo un caffè, dopo la doccia, e di recarci nella sauna per distenderci del tutto. Accettò di buon grado e verso le undici entravamo nella camera piena di vapore. Eravamo soli, d'altronde non c’erano molti ospiti in quel periodo, quindi mi levai l’asciugamano che pudicamente ricopriva le mie nudità subito imitato dalla mia donna. Quello che Claudia non sapeva era che avevo scelto quel posto dopo un fitto scambio di corrispondenza elettronica con il proprietario e alcune telefonate. La particolarità che mi aveva attirato lì era la possibilità di avere in esclusiva l’uso di certe zone: come la piscina, la sauna, la sala bigliardo e così via, per intraprendere dei giochini particolari.

Feci accomodare Claudia su di una panca in posizione quasi centrale nella sala, quindi mi portai alle sue spalle per poterla accarezzare, mi piaceva scorrere la sua pelle umida di sudore e resa ancor più morbida dal vapore. Lei apprezzava le mie attenzioni, sentivo infatti i muscoli rilasciarsi, era duro evitare le zone erogene dello splendido corpo che avevo davanti ma volevo portarla verso un eccitazione profonda e non immediata quanto superficiale. La sciolsi nel vero senso della parola, quando lei si abbandonò contro di me iniziai a sfiorarle il pube mentre osservavo con occhio clinico i capezzoli per giudicarne la turgidità. Lei emise un leggero mugolio di soddisfazione, segno che iniziava a considerare l’ipotesi di terminare la sauna con un amplesso, allora decisi che era pronta a soddisfare la mia fantasia.

Presi dalle pieghe del mio asciugamano, dove era rimasta nascosta sino ad ora, una fascia di tessuto leggero e delicatamente la passai sulla sua fronte. Claudia non protesto quando la bendai privandola della vista, la sua eccitazione aveva raggiunto quel livello tale da spogliarla d’ogni volontà di resistere. Ora desiderava unicamente godere ed era disposta a tutto pur di appagare i sensi.

Restava in silenzio, non chiedeva nulla, accettava dimostrando di gradire tutto quello che avevo intenzioni di farle. Quando mi allontanai dalle sue spalle rimase seduta con le gambe leggermente aperte e la mani appoggiate sulla panca, le girai intorno focalizzando il mio sguardo sul ventre scosso da un respiro sempre più veloce, quindi la presi per le ginocchia e la spostai su di un lato esterno della panca, quello rivolto verso la porta d’ingresso, in modo che si potesse sdraiare su di essa in seguito. Appoggiai, quindi, le mani sulle gambe per accarezzarle e aprirle con dolcezza, lei seguiva senza opporre resistenza le mie silenziose richieste, si aprì e spinse in avanti il pube come per attirare la mia attenzione lì. L’invito era esplicito e troppo allettante per essere ignorato, mi tuffai con la lingua sulla leggera peluria alla ricerca del clitoride. Claudia sobbalzò ed emise un lungo ansimo nel preciso istante che sfiorai con la lingua la morbida carne della vagina, mi concentrai meglio attuando tutte le pratiche che sapevo lei adorava. Passavo dal buchino al clitoride disegnando delle figure impossibili con la lingua, la penetravo fin che riuscivo poi succhiavo forte. Con le mani appoggiate sul suo ventre sentivo le ritmiche contrazioni dei muscoli interni e questo mi diceva che Claudia stava cercando l’orgasmo. Normalmente si sarebbe rifiutata di venire in quel modo, lei amava sentirsi "piena" durante l’esplosione del piacere, dal suo comportamento intuivo che ora era decisa a provare più orgasmi, quindi poteva "sprecarne" uno raggiunto grazie alla semplice stimolazione orale.

Purtroppo per lei le mie intenzioni erano altre, il piano che avevo preparato con cura prevedeva una situazione più trasgressiva di un normale amplesso in un luogo pubblico com’era la sauna. Come mi avvidi che era orami prossima ad esplodere, ma non troppo avanti da procurarle un dolore, mi fermai allontanandomi da lei. Claudia non protestò più di tanto, si limitò a trasformare un gemito di piacere in uno di delusione, quindi rimase ferma nella sua posizione in attesa. Era uno spettacolo tremendamente eccitante il suo corpo, bendato, che ancora godeva. Il bacino si muoveva al ritmo delle contrazioni precedenti mentre il respiro non accennava a calmarsi. La tensione erotica e il vapore della sauna l’avevano ricoperta di uno strato di sudore che luccicava su di lei, cangiando a seconda di come si muoveva. Sarei restato lì ad osservarla per ore, ma quello che potevo scorgere del suo viso mi spinse ad agire, volevo trasformare quell’espressione di sottile piacere in una di assoluto godimento, il suo corpo doveva essere scosso dalle convulsioni dell’orgasmo tanto da lasciarla distrutta e dolorante ma, al contempo, felicemente appagata.

Forse lei sospettava o forse lo desiderava tanto da non stupirsi quando quattro mani si posarono sul suo corpo. Mentre la osservavo avevo lanciato un segnale ai due ragazzi che sino a quel momento si erano tenuti in dispare in un angolo oscuro della sauna, aiutati dalle nuvole di vapore. Come d’intesa uno di sedette sulla panca alle spalle di Claudia mentre l’altro si poneva tra le sue gambe per continuare quello che io avevo interrotto. Lei non poteva vedere nulla e non aveva la minima idea di chi potessero essere quei due, nonostante tutto si lasciava prendere da loro e seguiva i silenziosi ordini delle mani strette sul seno. Focalizzai la mia attenzione sul viso per cogliere almeno nella curva delle labbra un dubbio, un esitazione, ma vidi solo piacere ed eccitazione. Claudia socchiudeva le labbra per ansimare mentre si appoggiava sempre di più al ragazzo dietro di lei. Li raggiunsi e mi portai sopra il viso della mia donna, le sue labbra erano troppo invitanti e vi appoggia contro il membro. Non penso che in quelle condizioni fosse in grado di riconoscermi, ma lei allargò le labbra e ingoiò lentamente il mio pene. Contrariamente al suo solito non adoprò la lingua per stimolare il glande, era troppo concentrata nel sentire cosa saliva dalla sue parte bassa per controllare anche la lingua, si limito a succhiare forte ogni volta che mi spingevo in lei. Guardavo il seno stretto dalle mani del ragazzo e il pube ricoperto dal viso dell’altro, intanto mi muovevo nella sua bocca. La situazione era troppo eccitante e nonostante il delicato stimolo che mi dava rischiavo di venire, stavo per ritirarmi quando lei spalancò la bocca e gridò segnalando il suo primo orgasmo. Claudia voltò il viso dalla parte opposta alla mia e continuò a godere, vedevo il braccio del ragazzo inginocchiato davanti al pube che si muoveva veloce, intuii dalla sua angolazione la posizione della mano: stava spingendo almeno un dito dentro Claudia mentre continuava a leccarla senza perdere il ritmo. La lasciammo venire completamente poi ci allontanammo tutti da lei, abbandonandola sulla panca. Claudia si distese sul legno e lasciò cadere le braccia ai due lati, in quella posizione terminò d’assaporare ciò che le avevano appena regalato e dava uno spettacolo stupendo di se. Il ventre incavato raccoglieva i rigoli di sudore e vapore condensato sulla sua pelle; condensa che partiva dal seno per colare lentamente verso il basso ed allargarsi sul ventre. Subito mi immaginai l’effetto di una eiaculazione sul seno ed il cammino del seme guidato dalle forme del suo corpo, stavo per indicare ai due cosa avevo in mente ma poi decisi di lasciare liberi gli eventi. Aspettammo, non per molto, che il suo respiro si regolarizzasse. Quando notammo che iniziava nuovamente a muovere lenta il pube, agitandolo verso l’alto ed il basso a mo’ di richiamo, tornammo da lei.

Ora che Claudia aveva provato un orgasmo intenso ma superficiale senza dubbio ambiva a sentire qualcosa di solido dentro di se, si capiva da come si muoveva e da quanto aveva spalancato le gambe al primo rumore. Con molto piacere notai che non aveva fatto alcuna mossa verso la benda sugli occhi, aveva accettato il mio gioco ed era decisa a seguirlo sino in fondo, dove le modalità ed il termine gli avrei dettati io. Anche se era al centro dell’attenzione, anche se era lei come unica femmina la fonte e la dominatrice dei nostri piaceri, si dava completamente a me e solo a me in un gioco che vedeva sì altre comparse, attori del piacere, ma dedicato solo a noi. Lei metteva tutto il suo corpo e tutta la sua femminilità a disposizione delle mie perversioni e questo gioco sarebbe durato sin quando le mie perversioni coincidevano con le sue. Lo sapevamo entrambi. Lei non riusciva a tradire senza la mia complicità ma doveva tradire per sentirsi completa.

Lascia i due giovani andare avanti, in modo che si disponessero secondo le loro abitudini, li avevo già visti in azione con un'altra coppia durante un mio sopralluogo in quella tenuta, in quell’occasione mi chiesero di partecipare con loro al gioco in quanto il marito della donna non voleva prendere parte attiva. Accettai, conscio della silente approvazione di Claudia, e potei conoscere meglio il loro modo di agire e creare una sorta d’intesa tra di noi. Il marito si dichiarò felice del fuori programma, spingere la sua donna tra tre uomini lo eccitava oltre ogni misura ed io lo capivo molto bene, la donna gradì molto più fisicamente di lui e si appagò di tre membri. Fu in quell’occasione che provai la mia prima penetrazione vaginale mentre un altro si spingeva nelle viscere della donna. Oggi avevo intenzione di riprovarla con Claudia, se il gioco ci avrebbe portato a quello.

I due si disposero ai lati della panca, all’altezza del grembo della mia compagna, poi mi guardarono. Volevano da me le istruzioni su come prenderla ora. Feci cenno ad uno di loro prepararsi a penetrarla ed all’altro di portare il suo membro sulle labbra di Claudia. Quindi mi avvicinai a lei e appoggiai entrambe le mani sul suo ventre, massaggiandola scesi ai lati della vagina e la divaricai offrendola al ragazzo. Lui non attendeva altro, guidò il pene in posizione quindi la penetrò. Sentii un mugolio strozzato provenire dalla sua bocca, mi voltai e vidi che era già piena del membro dell’altro. A questo punto lascia fare ai due limitandomi a scorrere il corpo di lei lungo l’asse che andava dal ventre al seno. Il ragazzo si muoveva lento e spingeva sino in fondo, entrava completamente in lei dandole ancora una spinta supplementare quando era contro. Claudia muoveva il bacino seguendo il pene, si apriva quando lo sentiva arrivare e spingeva verso il basso il pube quando lui usciva. Era fantastico sentire i suoi muscoli del ventre guizzare sotto le mie mani, mi pareva addirittura di percepire la presenza del pene quando lei si stringeva forte su di lui.

Un rantolo improvviso richiamò la mia attenzione sull’altro ragazzo, vidi il suo viso distorto dal piacere, allora abbassai lo sguardo e notai che stava copiosamente eiaculando sulle labbra e nella bocca di Claudia. Lei tentava di prenderlo tra le labbra per succhiarlo ancora, ma lui si teneva a debita distanza i modo da far cadere lo sperma dentro la bocca aperta e sul viso. Claudia raccoglieva con la lingua quello che riusciva a raggiungere e deglutiva. Quella scena eccitò ulteriormente il ragazzo tra le sue gambe, tanto da rischiare di fargli perdere il controllo. Lo vidi uscire precipitosamente da lei e, trattenendo il pene con una mano, quasi correre verso il suo viso. Claudia continuava a muovere il pube come se lui fosse ancora dentro, sapevo che quando faceva così era troppo prossima all’orgasmo per fermarsi, quindi presi il posto del ragazzo e penetrai la mia donna.

La conoscevo bene oramai, sapevo come muovermi e dove stimolarla per farla impazzire di piacere. La trovai enormemente dilatata e lubrificata, scivolai in lei sino in fondo senza quasi sentire nulla tranne un intenso calore. Claudia mugolò soddisfatta e m’incitò a muovervi rendendo disponibile il pube, lo sollevò sin che mi sentì perfettamente allineato, quindi si aprì. Iniziai a masturbarla con i pollici che si muovevano all’unisono sul clitoride e ad entrare ed uscire da lei con un ritmo consono al suo stato. Il ragazzo di prima appoggiò il pene alle sue labbra ancora macchiate dal seme dell’altro, ma lei era prossima ad esplodere quindi non riusciva a coordinare le labbra. Le fugaci leccate e i malriusciti tentativi d’ingoio furono però sufficienti a spingere verso l’orgasmo il ragazzo. Proprio nell’attimo in cui lui iniziò ad eiacularle sul viso, Claudia inarcò la schiena e spalancò la bocca in un lunghissimo ansimo. Sentivo il suo ventre scosso dalle ritmiche contrazioni che seguivano fedelmente la cadenza delle ondate di piacere. Era così presa da tutto questo da non rendersi conto di cosa accadeva attorno a lei, non sentiva il seme del ragazzo colarle nella bocca spalancata o non se ne curava. Continuava a boccheggiare lasciando che lo sperma le riempisse le labbra sino a colare sui lati della bocca. Quella visione mi fece perdere del tutto il controllo e venni in lei, non per scelta ma perché non feci in tempo ad uscire. Quando percepii l’orgasmo arrivare mi spinsi profondamente nel suo ventre e l’afferrai per i fianchi, trattenendola. Claudia non poteva sapere che ero io a riempirla, sapevo che prendeva precauzioni ma mi sconvolse il fatto che si mise a muovere il pube in modo da "aspirare" il mio seme. Le piaceva sentire un membro pulsare dentro e non si faceva scrupoli al riguardo.

Eravamo tutti e quattro appagati e affaticati da quell’incontro, ma con ancora qualche fantasia da realizzare. Cercammo di recuperare le forze ed il desiderio dedicandoci al corpo di Claudia. La accarezzammo a lungo, prima dolcemente poi sempre più sensualmente. Il tempo, però, era passato troppo velocemente, non saremmo riusciti a riconquistare le forze e il conseguente turgore prima che i morsi della fame s’impadronissero di noi. Ci guardammo e silenziosamente rimandammo a più tardi ogni eventuale sviluppo, questo avrebbe permesso di creare una situazione diversa da questa appena vissuta e quindi più eccitante per tutti, ma soprattutto per Claudia. Lei, ignara delle nostre decisioni, pareva facesse le fusa stimolata dalle nostre carezze. Lentamente i due ragazzi ritirarono le loro mani e si allontanarono uscendo dalla sauna. Claudia non disse nulla, non emise neppure un sospiro di disappunto, era appagata sino in fondo e stava bene così. La coccolai sin quando il suo respiro tornò regolare, tanto cadenzato e leggero da farmi supporre che si fosse appisolata. La sbandai delicatamente e mi ritrovai davanti i suoi occhi spalancati che mi fissavano grati. Lentamente si alzò dalla panca e, senza dire una parola si diresse verso la doccia. Mi aspettavo un commento, una frase di circostanza, pensavo che la sua curiosità la spingesse a domandarmi dell’identità degli altri due, ma non riuscì a dire una parola. Dai suoi occhi emergeva un desiderio non ancora del tutto appagato; nonostante i tratti del viso dimostrassero l’intenso piacere appena provato, lei aveva ancora voglia. Sicuramente ero riuscito a centrare in pieno una sua fantasia mai confessata; una fantasia in grado di eccitarla tanto da rendere insufficienti i due orgasmi.

Claudia rimase fuori dal mondo per buona parte del primo pomeriggio. Le proposi, quindi, di distenderci in piscina in modo da recuperare le forze in vista della serata. Come comprese il significato della mia affermazione s’illuminò di speranza e con movimenti automatici si preparò per il bagno di Sole che amava tanto. Rimasi ad osservarla mentre si spogliava del vestito leggero per indossare il bikini, notai il due pezzi sul letto e mi domandai cosa potessero coprire quei ridottissimi pezzi di stoffa. Mi piaceva guardarla anche mentre si vestiva, indossando il costume riusciva a muoversi sensualmente come quando se lo toglieva davanti a me.

Trascorremmo un pomeriggio di tutto riposo, lei pareva sonnecchiare al sole tanto che dovevo richiamarla periodicamente per evitarle dolorose ustioni. Claudia permaneva nel suo stato di etereo languore, non aveva voglia di fare altro che socchiudere gli occhi ed abbandonarsi al calore del Sole, del tutto inutili furono i miei tentativi di instaurare qualsiasi genere di discorso. Ammetto che il suo comportamento mi stupiva lei era sempre pronta al dialogo, parlava anche troppo secondo i mie gusti, ora la vedevo persa nei suoi pensieri e non sapevo che conclusioni trarne. Era la prima volta che creavo per lei una situazione altamente trasgressiva, l’occasione precedente non era paragonabile a questa, quindi immaginavo che Claudia sentisse la necessità di assimilare sino in fondo quello che aveva vissuto nella mattinata. La lasciai ai suoi pensieri, rispettando le sue silenziose richieste e mi dedicai alla lettura.

Quando tornammo in camera per prepararci alla cena Claudia aveva ripreso il suo consueto modo di fare, si era evidentemente rinfrancata nel corpo e nello spirito tanto da renderla nuovamente pronta a vivere il sogno erotico che avrei voluto farle interpretare. Cenammo senza mai accennare a quello che sarebbe seguito, non mi domandò se avevo dei piani o dei desideri nascosti. Pareva che si mettesse a mia totale disposizione, se io le parlavo di un ipotesi d’amplesso trasgressivo le mi guardava con i suoi occhioni e mi diceva che quel corpo, che avevo davanti, era mio e potevo disporne come meglio credevo. Questa sua ipotetica totale sottomissione iniziava a darmi fastidio, sapevo benissimo di doverle crearle delle situazioni sempre più eccitanti, sempre più al di fuori della norma se volevo continuare la nostra relazione. Lei, in realtà, non si donava al suo uomo ma richiedeva a lui di organizzarle il tradimento, in modo da non soffrire di alcun senso di colpa. Lei riusciva a vivere sino in fondo ogni situazione trasgressiva godendone solo degli aspetti positivi, eliminando con il consenso del suo compagno ogni aspetto negativo. Claudia stava un passo avanti a Laura, la quale si limitava a tradire senza nascondere. Laura viveva le sue storie al di fuori della coppia oppressa da un latente senso di colpa, il suo piacere era offuscato dalla consapevolezza che al suo uomo quei tradimenti facevano male. Claudia aveva superato questo spingendo il suo compagno a metterla tra le braccia di un altro, sicura che lui godesse di questo, lei non provava rimorsi o altre sensazioni negative. Occorreva essere più perversi di lei per viverci insieme.

Iniziavo a conoscere Claudia e quello che scoprivo di lei mi piaceva sempre di meno, soprattutto il suo egocentrismo mascherato da generosità. Insieme a questo mi chiedevo spesso sin dove potesse spingersi nella sua ricerca del piacere. Mi affascinava ed al contempo mi spaventava la sua teoria del "piacere assoluto"; era convinta che esistesse un tipo di piacere sessuale tanto intenso da rendere del tutto insignificanti le modalità con cui era stato raggiunto, una versione del più famoso: " Il fine giustifica i mezzi" distorto da una mente ninfomane. Poiché questo era Claudia.

Inutile negarlo o mascherarlo sotto false identità, Claudia non poteva fare a meno di godere sempre più intensamente. Lei non cercava la quantità degli orgasmi, poteva rimanere anche per intere settimane senza avere un rapporto, ma ogni volta che si univa ad un uomo doveva eccitarsi e godere più della volta precedente. La mente aveva un ruolo di primo piano in questa ricerca, lei cercava le situazioni intriganti piuttosto che il piacere fine a se stesso. Non era importante quanti orgasmi raggiungesse ma come li conquistava.

Quella sera non avevo in mente un piano particolare, anzi il piano era di lasciarla libera di agire. Volevo scoprire quali erano i suoi veri sogni segreti, quelli che non osava confessarmi nonostante la trasgressione insita nel nostro rapporto. Il problema era di trasformare i suoi desideri nei mie, almeno ai suoi occhi. Dovevo farle intendere che lasciandola libera di agire e decidere realizzavo un mio sogno, lei doveva sentire la mia complice approvazione anche in questo caso. Claudia era contorta, non seguiva mai una linea retta nei suoi pensieri , ma io non ero da meno.

Per spingerla ad agire di sua volontà le dissi che era senz’altro piacevole sentirla a mia completa disposizione, disposta ad interpretare qualsiasi ruolo pur di soddisfare la mia innata perversione, ma ancora non conoscevo tutti i suoi aspetti. Soprattutto mi mancava quella donna che avevo visto in azione all’inizio della nostra storia, quella che aveva guidato la mia precedente compagna verso un rapporto a tre. Quella donna che agiva dimostrando una determinazione estremamente eccitante in quanto testimone della volontà di trasgredire e di godere di quella trasgressione. Le dissi che volevo vederla in azione mentre ricercava scientemente il piacere, mentre seduceva con uno scopo preciso, durante i preparativi per realizzare la fantasia creata dalla sua mente.

Claudia seguiva con interesse il mio discorso, pareva accettare quelle che volevo lei credesse fossero le mie reali intenzioni. Certo non potevo adottare la tattica più semplice: quella della sincerità. Lei avrebbe trovato la verità poco eccitante e pericolosa. Non amava dimostrarsi per quello che era realmente, temeva di aprire un varco attraverso il quale era possibile colpirla nell’intimo. Non intendeva rendere noti i suoi punti deboli e lei considerava tali anche i sogni nascosti in fondo all’anima.

Sta di fatto che io non cercavo i suoi punti deboli, intendevo solo conoscere a fondo la mia donna.



Lei accettò di agire da sola per quella sera solo dopo averle assicurato che io sarei stato comunque presente nell’attimo culminante, durante l’amplesso!

Si alzò dal tavolo e si diresse al bar dopo avermi lanciato una lunga occhiata d’intesa. La vidi camminare sicura di se, con delle movenze sensuali. Ancheggiava con classe, senza alcuna volgarità, ma riusciva a far danzare il tessuto della leggera gonna dell’abito in modo da far scoprire ampie porzioni delle sue lunghissime gambe. Con la schiena eretta e le braccia allineate con il corpo puntava verso uno dei due ragazzi miei complici della mattinata. Riuscivo ad immaginare lo spettacolo del suo seno spinto in avanti da quella postura e sapevo quanto riuscisse ad essere attraente. Non mi spiegavo, però, perché avesse scelto proprio quel ragazzo come prima vittima dei suoi tentativi di seduzione. Non poteva averlo riconosciuto, durante il multiplo amplesso del mattino era sempre stata bendata, evidentemente quel tipo la attraeva segno che una forma di extrasensorialità univa Claudia con quel ragazzo che l’aveva fatta godere al mattino.

La osservai mentre si accomodava vicino a lui per incantarlo con le sue grazie. Quindi, certo della naturale evoluzione di quelle manovre mi alzai per cercare l’altro complice. A lui raccontai quello che cercavo e cosa intendevo scoprire su Claudia; lui capì al volo ed insieme stabilimmo lo svolgersi della serata. Mi procurò le chiavi di un bungalow libero e posizionato in una zona tranquilla della tenuta insieme alle istruzioni per raggiungerlo velocemente, quindi si recò al bar con l’intenzione di raggiungere i due.

Lo seguii a debita distanza, Claudia doveva avere l’impressione di agire liberamente. Lui raggiunse la mia donna e il ragazzo che lei pensava di aver ormai sedotto, inconsapevole del fatto che lui l’aveva già conosciuta carnalmente il mattino stesso, e rimase in disparte. Intendeva anche lui lasciarla libera di decidere i dettagli della serata.

Claudia era già molto eccitata, si intuiva da come si muoveva e da quanto parlava vicina al viso del ragazzo. Pareva che tutti i suoi sogni trasgressivi si limitassero ad un semplice incontro con un bel giovane, infatti non faceva altro che rivolgere a lui tutte le sue attenzioni, quando il ragazzo, con un gesto, chiamò l’amico vicino a loro. La mia attenzione si risvegliò, ora Claudia si divideva equamente fra i due ragazzi: mostrava il suo corpo esponendo ora all’uno, ora all’altro il seno o le gambe sempre più scoperte. Ordinarono ancora da bere mentre lei diventava sempre più disinibita.

Dopo circa un’ora di convenevoli si alzarono e il secondo ragazzo lanciò un segnale nella mia direzione, allora raggiunsi il luogo previsto per la via indicatami.

Entrai nel Bungalow conscio di avere poco tempo a disposizione per trovare una sistemazione, non volevo essere visto da Claudia, non subito almeno. Lei doveva pensare di essere sola con quei due e agire di conseguenza. Mi sistemai nella piccola cucina, sicuro che lì non sarebbero entrati e da dove potevo dominare con lo sguardo l’intera costruzione.

Di li a poco sentii le loro voci, sopra tutte dominava quella di Claudia che rideva e scherniva i ragazzi. Armeggiarono con la serratura poiché avevo avuto l’accortezza di chiudere la porta come l’avevo trovata, quindi entrarono. Il primo fu quello con cui avevo preso accordi, infatti mi cercò con lo sguardo, stavo per farmi vedere da lui indicandogli dove mi trovavo ma gli altri erano troppo vicini. Claudia entrò barcollando stretta tra le braccia dell’altro ragazzo e lo stava baciando con passione, il suo vestito era già calato sino in vita e lasciava il busto scoperto. Come al solito lei non indossava il reggiseno e le mani del ragazzo potevano scorrere sulla sua schiena libere senza incontrare ostacoli. Claudia premeva forte contro di lui in modo da far aderire il suo corpo perfettamente a quello del ragazzo, lo si capiva dal seno schiacciato sulla camicia. Lui tentava di guidarla a fatica verso il letto nell’altra stanza ma lei, dopo aver dato una rapida occhiata in giro, disse che lo voleva fare lì, in quel salotto, sul pavimento; quindi si staccò di poco da lui e lenta s’inginocchiò ai suoi piedi. Armeggiando con la lampo dei Jeans lo denudò di quel tanto sufficiente ad estrarre il membro già pronto del ragazzo, quindi vi si tuffò contro con la bocca aperta. Non lo ingoiò subito come pareva intenzionata a fare dalla partenza, ma prima lo leccò a lungo seguendone il contorno, scorrendo l’asta per tutta la lunghezza. Mentre faceva queste mosse si guardava in giro, notavo che forzava la vista verso gli angoli bui del locale, forse cercava me o semplicemente tentava di rendersi conto di dove si trovava, magari cercava un luogo dove l’accoppiamento con in due avrebbe eccitato di più la sia fantasia. L’altro ragazzo si avvicinò a Claudia e la osservò mentre stimolava l’amico, lei appena si rese conto della sua presenza lo fissò negli occhi mentre ingoiava il membro che teneva tra le mani. Spalancò la bocca e s’infilò quel pene sino in gola, poi richiuse le labbra e succhiando forte da incavare le guance iniziò a muoversi su di lui. Soddisfatta dai gemiti di piacere del ragazzo lo face uscire ed a beneficio di tutti e sue fece notare la sua lingua che scorreva sul glande come impazzita.


L’altro ragazzo, escluso per il momento dal gioco, si spogliò senza staccare gli occhi dal viso di Claudia, quindi si portò alle sue spalle. L’intesa tra i due maschi era notevole, appena il primo notò che l’amico era nudo si lasciò cadere sulle ginocchia seguito dal viso di Claudia che pareva intenzionata a non mollare la presa sul membro. Abilmente il ragazzo si mise in modo da costringere la mia donna ad assumere una posizione favorevole all’amico.

Lei era a novanta gradi appoggiata sui gomiti e teneva il sedere ben sollevato, troppo invitante per non prenderla così! L’amico si inginocchiò dietro a Claudia e le sollevò la gonna del vestito scoprendole le natiche, come me rimase piacevolmente stupito dal fatto che non indossava biancheria. In quel momento realizzai che per tutta le cena Claudia era stata senza slip eppure non lo aveva dato a vedere. Normalmente avrebbe pubblicizzato a me il suo stato di nudità per eccitarmi e per iniziare a giocare con le nostre sensazioni, quella sera però aveva taciuto su questo particolare.

Il ragazzo ne approfittò subito, senza dare il tempo alla mia compagna di realizzare cosa stava accadendo alle sue spalle, prese il membro con la mano destra e lo guidò abilmente verso la vagina, quindi spinse con un colpo secco di reni. Entro in lei senza apparente difficoltà, sino in fondo facendola sobbalzare per la spinta. Claudia stacco le labbra dall’altro ragazzo e voltò lo sguardo al soffitto reclinando la testa completamente all’indietro ed urlò. La vidi sistemare meglio le gambe, aprendole per favorire i movimenti del giovane, quindi spostare il corpo in vanti e subito all’indietro più volte e velocemente, invitando il ragazzo a prendere quel ritmo mentre lei tornava a far godere l’altro con la bocca. Le spinte che riceveva erano tanto forti da renderle difficoltoso mantenere l’allineamento con il pene che aveva davanti, ma la sua abilità dovuta all’esperienza riuscì a portare presto all’orgasmo il ragazzo. L’altro continuava a muoversi in lei tentando di variare l’angolazione d’ingresso alla ricerca dei punti interni che più davano piacere a lei; Claudia mugolava ingoiando tutto ciò che usciva dal membro del ragazzo contratto dal piacere. Continuarono in quel modo sin quando lei non ritenne di aver dato il massimo al giovane, di averlo fatto venire in un modo che avrebbe conservato per sempre nella memoria, quindi con una rapida mossa si sottrasse alla penetrazione dell’altro. Ruotando sulle ginocchia si rivolse al giovane in ginocchio come lei, abbasso lo sguardo sul pene che aveva avuto dentro il ventre sino a quel momento come per valutarne il piacere che poteva trarne, poi avvicinò il viso a quello del ragazzo e lo bacio con la bocca ancora piena dello sperma dell’altro. La vidi allungare la lingua ricoperta di un fluido biancastro verso di lui, poi spingerla nella sua bocca. Provai un improvviso senso di nausea, non mi era mai piaciuta l’idea di assaggiare il seme di un altro uomo, sapevo che Claudia amava baciare un uomo nell’istante immediatamente successivo al suo orgasmo nella propria bocca. Con me lo aveva fatto più volte ma si trattava del mio seme, inoltre avendo capito che la cosa non mi faceva impazzire provvedeva ad ingoiare tutto quello che poteva prima di baciarmi. Questa volta aveva tenuto quasi tutto in bocca ed ora lo stava riversando in quella del ragazzo. Questo la eccitava oltre ogni misura, lo sapevo. Quindi mi aspettavo di vederla presto perdere ogni controllo di se.

Sazia del bacio spinse il ragazzo con una mano sulla fronte sino a farlo cadere sulla schiena, quindi sollevò il busto e si sfilò del tutto il vestito rimanendo finalmente nuda ed iniziò a posizionarsi su di lui. All’inizio parve che intendesse cavalcarlo nella posizione classica, poi ebbe un ripensamento e si sistemò su di lui volgendogli la schiena. Evidentemente sentire il suo membro con la stessa angolazione di prima, era molto più stimolante per lei. Claudia si sistemò con cura, allargò le gambe sino a sentire il pene puntare sulla vagina, quindi lo afferrò con una mano le lo guidò dentro si sé, a questo punto iniziò a scendere lentamente su di lui. Il pene affondava nel suo ventre poco alla volta ma senza incontrare alcuna resistenza, era lei a farlo entrare così lento per riuscire a coglierne al meglio la sua forma e la consistenza. Il viso della mia donna si stava trasformando passando da un espressione di grande eccitazione ad una di piacere. Aveva la bocca dischiusa in un lungo e silenzioso ansimo durante la discesa poi lasciò uscire tutta l’aria dai polmoni quando percepì d’essere arrivata in fondo. Abbassò, allora, lo sguardo sul proprio pube per gustare anche con gli occhi ciò che sentiva dentro, non parca si accarezzo il ventre con un mano insistendo nel punto in cui immaginavo dovesse trovarsi la punta di quel pene dentro di lei. Era un immagine estremamente erotica, se non fosse che conoscevo bene quella donna potevo quasi immaginarla alla sua prima esperienza carnale, mentre stupita constatava quanto potesse entrare un pene in lei.

Claudia iniziò a muoversi, prima angolata in avanti, verso i piedi di lui, salendo e scendendo in modo da far scorrere per tutta la lunghezza il membro in lei, poi si raddrizzò e, spinta completamente contro di lui, si limitò ad un ampio movimento di anche. Era decisamente eccitata, lo si capiva dal suo respiro e dal lucido segno che lasciava sul membro, ma stranamente non la vedevo godere come il solito. Chiaramente le piaceva quello che stava facendo, notavo che il ventre si contraeva quando scendeva su di lui per sentire meglio il membro e, da come muoveva le anche, capivo che il piacere nasceva in lei partendo dal basso ma evidentemente non raggiungeva l’alto. Claudia godeva coinvolgendo la mente, lasciando che il piacere nato nel ventre le esplodesse nel cervello, quando ciò avveniva si trasformava perdendo ogni inibizione e qualsiasi controllo, il suo viso dimostrava tutto il godimento e presto raggiungeva l’orgasmo. Ora era bloccata nella fase iniziale e non riusciva a spingersi oltre, sapevo che avrebbe raggiunto comunque un orgasmo ma non sarebbe stato intenso quanto quello totale. Non afferravo quale fosse il problema, il blocco che non riusciva a superare. Claudia non era donna da avere problemi di questo tipo, l’avevo sempre vista cogliere sino in fondo tutto il piacere che poteva nascere da ogni singolo gioco trasgressivo e non che avevamo messo in atto.

Sicuramente il ragazzo non poteva intendere lo stato d’animo della mia donna, lei si muoveva sopra di lui in un modo tale da parere pienamente partecipe all’amplesso: si manteneva aderente a lui con il membro completamente inserito in lei, quindi muoveva il bacino seguendo un tracciato chiaro solo alla sua mente ma, indubbiamente, efficace. Quello che appariva fuori luogo in quella situazione era l’espressione del suo viso: gli occhi, invece di essere chiusi per cogliere meglio le sensazioni che provava esploravano in continuazione la stanza e, nonostante la distanza, riuscivo a cogliervi uno strano senso d’insicurezza. Iniziavo a pensare che sentisse il bisogno della mia presenza, forse non riusciva liberare del tutto i suoi freni se non avvertiva quel senso di protezione che solo il suo compagno poteva darle; oppure, molto più semplicemente, le mancava quella componente d’esibizionismo che riusciva sempre portare all’estremo la sua eccitazione.

Uscii dall’ombra, oltrepassando la porta della cucina per avvicinarmi a loro. Appena Claudia mi vide capì che avevo assistito a tutto quello che le era accaduto sino ad allora, seppe che io ero stato sempre lì pronto ad intervenire in suo favore. Subito la sua espressione dimostrò un certo stupore poi passò, quasi immediatamente, ad esprimere una maliziosa intesa tra noi due. Con un cenno della testa la incitai a muoversi e lei mi obbedì felice, riprese a salire e scendere sul membro del giovane con rinnovato vigore. Finalmente il piacere riuscì ad espandersi e raggiungere la mente. Claudia godeva con tutta la sua essenza e lo si capiva dalla sensualità dei suoi movimenti, i quali erano solo in apparenza simili a prima, ma tutta una serie di piccoli dettagli che andavano dai gemiti al guizzare di certi muscoli o all’intensità intrinseca in ogni mossa dimostravano la sua partecipazione.

Ero io la chiave di volta del suo stato d’animo, prima era preoccupata per la mia assenza. Restava solo da capire, ora, se era preoccupazione reale o l’assenza del destinatario del suo esibizionismo a bloccarla. Da quello che potevo osservare ero tentato di escludere la componente esibizionistica, in quanto lei si muoveva in maniera seducente ma non mi lanciava occhiate o segnali di altra forma, tesi ad attirare la mia attenzione su questo o quel particolare del suo corpo. Semplicemente cercava il piacere ed iniziava a godere intensamente. Per lasciarsi andare doveva sentire la presenza di una persona fidata, necessitava di sapere che qualcuno vegliava su di lei durante la fase in cui non aveva il controllo delle sue azioni. Questa era una forma d’insicurezza che mai mi sarei aspettato in una donna come Claudia.

La lasciai seguire il suo istinto per un lungo tratto di tempo senza interferire, ogni tanto lei alzava lo sguardo nella mia direzione per sincerarsi della mia presenza, poi tornava a socchiudere gli occhi concentrandosi sul piacere che nasceva in lei. Godeva sempre di più, capivo dai suoi movimenti che era molto prossima all’orgasmo. Si sollevava completamente da lui lasciando che il pene rischiasse di uscire del tutto dal suo corpo, poi ridiscendeva a volte lenta, a volte decisa. Durante le fasi di completa elevazione potevo notare quanto fosse eccitata dallo strato di muco che lasciava sul pene. Era una situazione troppo eccitante per lasciare che si esaurisse così semplicemente con quel tipo di accoppiamento. Decisi di intervenire assecondando una mia idea che da tempo mi girava per la testa.

Mi avvicinai a Claudia e, dolcemente, le accarezzai la nuca attraverso i capelli. Lei mi rivolse uno sguardo carico di piacere ed emozione, voleva parlare, comunicarmi qualcosa ma non riusciva a formulare alcuna parola. Passai le mie mani sotto le ascelle e per un po’ la guidai nei suoi sali scendi poi, all’improvviso, la sollevai di più in modo da far uscire il pene da lei. Claudia mi guardò con un espressione tra il deluso e l’interrogativo, ma non protesto si lasciò guidare nella realizzazione della mia fantasia di quel momento. Le sussurrai solamente la parola: "dietro!" e lei capì cosa volevo, quindi fece forza sulle gambe e posizionò il sedere sopra il membro del ragazzo mentre si apriva le natiche con le mani. Non era stata preparata a questo, il suo ano era ancora stretto e asciutto, ma la sua forte eccitazione l’aiutò, determinante fu il lubrificante vaginale che aveva lasciato abbondante sul pene del ragazzo sotto di lei. Claudia si sistemò e appena sentì il membro nella giusta posizione iniziò a scendere lenta, con prudenza. Questa volta mi guardò negli occhi mentre si impalava da se sul ragazzo, vidi le sue pupille dilatarsi dal dolore ma lei non sembrava decisa a fermarsi. Spinse sin quando sentì le mani del ragazzo contro le natiche quindi attese che il fuoco che sentiva dentro le viscere si calmasse prima d’iniziare nuovamente a muoversi.

Sapevo che lei amava quel tipo di rapporto, avevo notato da tempo che i suoi orgasmi più intensi derivavano dal rapporto anale. Claudia amava i rapporti canonici, culminanti in una penetrazione vaginale, per il significato intrinseco dell’atto, ma godeva immensamente dei rapporti anali.

Finalmente inizio a muoversi. Saliva e scendeva come prima, solo molto più lenta anche per non stimolare troppo il ragazzo, mentre con una mano si stuzzicava il clitoride, forse per aumentare il piacere e quindi la dilatazione anale. In breve tornò a godere, il suo viso era ancora più trasformato di prima, era quasi irriconoscibile tanto i lineamenti erano distorti dal piacere. In breve tempo la vidi ansimare sempre più forte sino al punto di bloccarsi completamente seduta su di lui e contrarre solo i muscoli del bacino mentre lasciava uscire l’urlo finale. Inseguì l’orgasmo senza muoversi come al solito ma restando immobile per cogliere sino in fondo tutte le sfumature di piacere. Il ragazzo la assecondò con delle lievi spinte del bacino.

Eravamo tutti e tre lì fermi ad osservarla, scrutando i dettagli del suo corpo che godeva, era bellissima con i capelli arruffati sul viso. Quando sentì scemare il piacere decise di far venire anche lui e tornò a muoversi decisa. Stabilii che era giunto il momento di realizzare sino in fondo la mia fantasia: appoggiai le mani sulle spalle di Claudia e lentamente la spinsi indietro sino a farla sdraiare di schiena sul ragazzo, con tutte le attenzioni del caso per non far uscire il pene dal suo ano, lei mi lasciò fare senza mai aprire gli occhi. Il ragazzo capì le mie intenzioni e aprì le sue gambe per farmi spazio. Mi sbottonai i jeans e quindi m’inginocchiai davanti a loro, liberato il mio pene lo posizionai contro la vagina della mia donna e la penetrai con un colpo secco e deciso. Lei era talmente eccitata da accettare subito il mio membro nel ventre, spalancò solo gli occhi per la sorpresa nata dal mio intervento.

Il corpo di Claudia era "strano", conoscevo molto bene il suo ventre ma in quella posizione e con un altro pene nelle viscere la sentivo diversa. Mi piaceva lo stimolo che ne ricavavo ed iniziai a muovermi con mille difficoltà. La mia posizione non era delle migliori, inoltre il ragazzo sotto di lei non poteva fare nulla. Lei provava un certo piacere, era chiaro, ma il nostro impaccio non ci consentiva di darle il meglio di noi. Inutile, una doppia penetrazione funzionale deve avvenire in una altro modo: lei deve cavalcare nel modo canonico uno dei due ed offrire il sedere all’altro.

Oramai avevo realizzato il mio sogno di prenderla in quel modo, quindi uscii da lei e le sussurrai di assumere una posizione più consona. Claudia si sollevò animata da una forza inusuale per lei dopo un orgasmo e si sistemò a cavallo del ragazzo, presto guidò il suo pene nel ventre, si sistemò per bene poi mi offrì le natiche. Il suo ano era dilatato al massimo quindi la penetrai immediatamente scambiandomi di ruolo con in ragazzo. Restammo fermi tutti e due lasciando a lei il compito di muoversi come meglio credeva, noi ci limitammo ad assumere di volta in volta l’angolazione migliore per lei. Claudia si allontanava dai nostri membri poi tornava contro di noi facendosi penetrare nelle due vie. Quando spingeva la sentivo contrarre forte i muscoli del bacino e sentivo pure una presenza dura dentro di lei. Non riuscivo ad immaginare cosa provasse ad essere presa in quel modo, ma la sentivo ansimare sempre più forte sin quando il suo ritmo aumentò notevolmente. Si muoveva contro di noi con una furia tale da farci temere di procurarle delle fitte di dolore se solo ci fossimo posizionati male rispetto a lei. Tentai di assecondarla spingendo a mia volta con un moto contrario al suo, questa mia mossa fu determinante per il suo piacere, infatti dopo pochi colpi la sentii venire nuovamente. Il ragazzo non poteva più resistere, era ormai da tempo che si trovava dentro di lei e venne insieme a lei, probabilmente furono i rantoli di piacere o le contrazioni involontarie del ventre a farlo esplodere. Sta di fatto che colsi attraverso il mio pene quello del ragazzo che pulsava nel ventre della mia donna. Mi lasciai andare, allungando la corsa del mio membro per pochi colpi, raggiunsi pure io l’orgasmo. Nell’attimo che lo sentii arrivare mi spinsi completamente in lei e venni.

Lentamente e con grande cautela ci districammo da quella posizione. Appena libera, Claudia raggiunse il divano e si lasciò crollare scomposta sui cuscini. I due ragazzi la raggiunsero e si dedicarono ricoprendola di carezze. Io mi sistemai alla meglio ed uscii cercando di non farmi vedere da lei, volevo che nel momento in cui avrebbe riaperto gli occhi fosse colta dal dubbio della mia reale presenza durate il suo multiplo amplesso.

Mentre mi dirigevo verso la nostra camera feci il punto della situazione, di quello che avevo scoperto su di lei, guardai l’orologio: incredibilmente erano solo le ventitré meno dieci minuti. Il tutto era durato poco meno di un ora!

Claudia arrivò poco dopo di me, perfettamente vestita nulla lasciava intendere ciò che aveva appena fatto. Mi rivolse un saluto poi si diresse subito sotto la doccia.

Al mattino, mentre ero ancora in stato comatoso la sentii salire su di me e, approfittando di una mia erezione involontaria, guidarsi il mio pene nel ventre. Poi si sdraiò contro il mio corpo e lasciò alle anche ed al bacino il compito di portarci verso il piacere. Fu un amplesso molto lungo e molto piacevole, carico di tenerezza oltre che della solita passione.

C’è ne andammo da quel luogo con l’intenzione di tornarci al più presto, questo almeno leggevo negli occhi della mia donna mentre uscivamo dalla stradina privata che conduceva alla statale.

Claudia non cercò altre situazioni trasgressive per lungo tempo, evidentemente ero riuscito a soddisfarla in pieno. In quel periodo si dedicò al sesso sperimentando su di me le sue fantasie: non potevo che compiacermene!

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