Mentre lo succhiavo mi sono lentamente sciolta il vestito, l’ho lasciato cadere in vita scoprendo il seno. Poco per volta ho sentito la sua cappella ingrossarsi, divenire sempre più calda.
Sono
disperata! Le ho provate veramente tutte, ormai.
Secondo me…ha un’altra!
E’ chiaro! Non s’interessa più a me, almeno non come una volta.
All’inizio della nostra storia, lui era sempre alla ricerca di un posto
tranquillo dove fare l’amore con me.
Durante i primi anni di matrimonio, non sostengo che mi cercava ogni sera, ma lo
facevamo almeno quattro volte a settimana.
Una media normale.
Adesso o è stanco o è troppo tardi o è via per lavoro o …. C’è n’è un’infinità
di o.
A parlare così era mia sorella Silvia.
Seduta, affranta, con me al tavolino di un bar del centro mi stava raccontando i
suoi problemi sentimentali.
Era da qualche settimana che mi ero accorto del suo mutato stato d’animo. Lei
che solitamente era molto espansiva, solare e schifosamente ottimista, stava
piano, piano diventando triste e musona.
E’ stato solo dopo i miei ripetuti tentativi d’intrusione nel suo privato che ha
accettato di parlare.
Da sempre molto gelosa dei suoi problemi ha il brutto vizio di volerli risolvere
da sola.
Ero passato da lei e l’avevo convinta ad uscire per due passi e un aperitivo.
Dopo molti tentativi infruttuosi, finalmente, si era aperta e mi stava
scaricando tutto addosso.
Dai! Tuo marito, Gianluca, che conosco da almeno Vent’anni…Non è il tipo da
avere un’amante clandestina, non lui.
E’ così trasparente che non riuscirebbe a nasconderlo. – Affermavo convinto.
Difatti, non lo nasconde. Fa di tutto per dimostrarmi che non gli interesso più.
Scusa, Silvia, ma non riesco a crederci. Lui non reggerebbe una relazione
clandestina.
L’avrebbe alla luce del sole, ti confesserebbe il tradimento e ti lascerebbe.
Lo conosco bene, è un tipo di una correttezza spinta al limite
dell’autolesionismo; almeno nei rapporti personali. Sul lavoro si è fatto furbo!
Non è un periodo facile per lui! Un socio se n’è andato, l’altro se ne sta
andando di testa e le ditte che rappresenta vogliono che si occupi anche del Sud
Europa… come fa a reggere non lo so proprio!
Non ha un’amante, credimi.
Già, ma non scopa! – ribadisce mia sorella con l’aria poco convinta dal
discorso.
Il tempo passa per tutti, Gianluca ha solo un anno meno di me.
Tu non scopi più?
No, cioè sì, insomma cosa c’entro io.
Senti, di periodi difficili n’abbiamo passati parecchi. Lavoro, salute e quant’altro,
ma non aveva mai reagito così.
E’ qui che entra in ballo il tuo giuramento sull’altare, ricordi?
Io sì, ero vicino a te e ho sentito dire…” in salute e in malattia…”
Tira fuori i gloriosi e aiutalo.
Fortunatamente i “gloriosi” non gli ho. Ma ho altro, molto più efficace su di un
uomo. Credevo di saperlo usare bene il mio corpo. Ho sempre colpito nel segno
quando ho voluto sedurre qualcuno.
Negli ultimi due mesi ho rispolverato tutto il mio repertorio, tutto il mio
guardaroba e quello che mi mancava l’ho comprato; biancheria intima d’ogni forma
e colore, abiti succinti, fascianti, scollati o scosciati…niente!
Ho provato quella biancheria particolare per giochi ancora più strani di quello
che puoi immaginare. Mi sono fatta legare, bendare, guardare mentre mi spogliavo
per lui.
L’unico modo di convincerlo a scoparmi è quello di saltargli addosso,
strusciarsi e tirarglielo fuori, leccarlo e succhiarlo sino a farlo
esplodere…solo a quel punto si attiva.
Silvia non si rende conto che, nonostante sia mia sorella, deve andarci piano
con certi discorsi. Non conosce nemmeno il potere che la sua voce, calda e
sensuale, ha su di me.
Sorellina…- La interrompo quando non riesco più a controllare la mia
sudorazione. – Tu, forse, non ti rendi conto che sei una ragazza che non passa
inosservata…come dire sei leggermente carina e non dovresti pronunciare questi
discorsi, almeno in questo tono, nemmeno a me, tuo fratello.
Vedi! Eccito te e non riesco ad eccitare mio marito.
A parte il fatto che….lasciamo stare!
Hai provato ad ingelosirlo?
Che cosa vuoi dire? – La sua attenzione si fece di colpo più viva.
Sino ad ora hai tentato l’attacco diretto, senza successo.
Credo, che lui ti dia per scontata, in altre parole, ti crede sua senza alcun
dubbio.
Tu puoi tentare di tutto per risvegliare il suo interesse, ma sino a quando lui
avrà per la testa i suoi problemi non ti terrà in nessuna considerazione, perché
tu ci sei, ci sai stata e ci sarai sempre.
E’ cattivo nei suoi confronti ma, credo, che dovresti sconfiggere i suoi
problemi con le loro stesse armi… dovrai diventare anche tu un problema per lui.
Anche perché ti conosco bene, se la situazione non si sblocca diventerai
veramente un problema!
Quindi è meglio creare per tempo un problema, immaginario, virtuale, in modo da
sbloccare la sua mente e riportarla su di te.
Silvia rimase per parecchio tempo muta e meditativa. Mi sembra di vedere le
nuvolette dei suoi pensieri alzarsi dalla testa. L’espressione imbronciata poco
per volta si trasformò in un sorriso.
Illuminata dai suoi occhi verdi mi disse:
Diabolico! Sei proprio mio fratello. La mia mente sconvolta dai dubbi non era
riuscita a vedere la soluzione.
Povera Maura!
Cosa c’entra lei in tutto questo?
Be! Lei deve riuscire a vivere con te… non mi sembra facile.
A parte il fatto che lei è molto più sottile e celebrale di me… occhio! Potresti
scoprire che tuo marito non è più molto interessato a te. Questa è un’arma a
doppio taglio.
Sì, hai ragione. Però è meglio scoprirlo adesso, prima che sia troppo tardi.
Sei una iena! – gli sussurrai, sconvolto dalla decisione che traspariva dal suo
viso. Non me n’ero accorto, ma in questi ultimi anni mia sorella è diventata una
donna. Povero Gianluca!
Chissà da chi avrò preso? – terminò lei.
Decidemmo di trasferirci da me, tanto anche io ero da solo quella sera è poi,
Silvia, ama la mia cucina.
Il problema che si pose alle nostre piccole menti malate è il seguente: come si
può ingelosire un uomo che passa, mediamente, quattro notti via per lavoro e che
nei fine settimana, se non lavora, è talmente cotto che s’impiomba sul divano, o
su qualsiasi poltrona comoda.
Sarebbe facile fargli venire dei dubbi, infatti, non è quasi mai in casa, mia
sorella sempre libera può fare quello che vuole!
Però come si può insinuare il dubbio nella sua mente se lui non è predisposto a
riceverlo?
Scartate a priori le telefonate anonime, lui non gli crederebbe.
Eliminata l’idea di fargli vedere Silvia in compagnia di un altro, penserebbe
che è un innocente amicizia. In ogni caso mia sorella non era alla ricerca di
una vera avventura, non ancora per lo meno!
Considerata troppo dispendiosa la possibilità di inviarsi enormi mazzi di rose
accompagnati da biglietti espliciti, puerile scriversi lettere d’amore e inutile
non rispondere alle sue telefonate quando è via, diventava difficile trovare un
modo efficace per insinuare un tarlo nella sua testa.
Non sapevamo che pesci prendere. Seduti in sala, dopo cena, davanti al
televisore ci stavamo spremendo le meningi con scarsi risultati.
Quando mi cadde l’occhio sul computer.
Internet! – gli urlo, appena avuta l’illuminazione.
Cos’è, uno dei due neuroni non ha dato precedenza all’altro e si sono scontrati
nel tuo cervello? – fu la sua reazione al mio colpo di genio.
No! C’è tanto spazio che gli incidenti sono rarissimi!
Sono serio!…Internet…il tuo sarà un tradimento virtuale. Esisterà solo nella
tua, nella nostra fantasia ma per Gianluca sarà reale. O almeno lo crederà tale.
Non sarà un tradimento fisico e nemmeno “platonico”…sarà la via di mezzo fra i
due.
Spiegati, non ho voglia né di scherzare né di sforzarmi troppo per capire le tue
pazzie, ho tropi pensieri per la testa!
Semplice! Gli faremo credere che tu hai uno o più ammiratori, che hai trovato,
sedotto e, forse, appagato grazie alla tecnologia.
Dovrà avere, sino all’ultimo, il dubbio che tu sia andata oltre il virtuale.
In pratica cosa suggerisci di fare? – mi chiese lei sempre più interessata al
discorso.
Questa è solo una bozza del piano.
Per prima cosa ci procureremo delle tue fotografie erotiche, o almeno molto
spinte.
Poi gli faremo credere che tu le hai inviate a degli sconosciuti, trovati grazie
agli annunci letti su dei siti erotici.
Noi gli faremo trovare le risposte di questi tipi. Saranno degli apprezzamenti
espliciti sulle tue grazie e ti diranno quello che ti vorrebbero fare se tu
fossi lì tra le loro mani.
Cominceremo così, per studiare le sue reazioni. In seguito vedremo come
muoverci.
Non è una brutta idea…posso fargli credere di avere degli ammiratori, una
qualche storia con qualcuno di loro senza espormi direttamente.
Mi piace, ma c’è un piccolo, insignificante problema… non ho delle foto spinte!
Fattele fare. – gli rispondo.
Da chi? Se Gianluca mi scattasse delle foto erotiche o hard, non avrei bisogno
di ingelosirlo per farlo interessare a me!
Hai ragione…te le farò io… non guardarmi con quella faccia, sei mia sorella!
Sento puzza d’incesto!
Ti preoccupa?
No!
Stronza!
Utilizzammo la mia fotocamera digitale. Prima, però, ci trasferimmo a casa sua,
volevamo che lo sfondo delle immagini non tradisse la mia complicità. Dovevamo
lasciare, al marito di mia sorella, anche il dubbio su chi le avesse scattate
quelle foto alla sua donna.
O.K. Dimmi cosa devo fare, adesso. – mi chiese, con aria maliziosa, Silvia.
Cosa porti sotto?
La solita biancheria. Mutande che lasciano nude le chiappe e reggiseno.
No. Cominciamo con qualcosa di più arrapante…calze, reggicalze, biancheria
traforata e semi trasparente.
Vado a cambiarmi, aspetta.
Torna, poco dopo, con addosso un bustino nero, legato sul davanti da
innumerevoli lacci, calze autoreggienti e slip praticamente inesistenti.
Naturalmente senza dimenticare le scarpe, alte, dello stesso colore della
biancheria.
Sei bellissima. Siediti sulla poltrona, con un piede appoggiato sul sedile…
brava così. Butta indietro la testa… non troppo, altrimenti non si vende il
viso. Bene, ora inarca un po’ la schiena e gonfia il seno.
Come?
Inspira a fondo e spingi in fuori le tette…dai…bravissima.
Senti, inginocchiati sul sedile, appoggia i gomiti sullo schienale… O.K. spingi
in su il sedere…che roba! – Dirigo il suo corpo mentre scatto un’immagine dietro
l’altra.
Apri un poco le gambe…perfetto.
Adesso toccati, fai qualcosa … sfiora i tuoi punti desiderabili, sottolineali …
più voluttuosamente però, così!
Dai, ora togliti le mutande, facciamogli vedere un po’ di pelo!
Ma..Ma! E’ questa la maniera di parlare a tua sorella. – Risponde, lei,
impostando una voce indignata.
Forse no. Ma noi non siamo fratelli normali, ricordalo.
Sai cosa penso?
Dovresti ripiegare all’interno il pizzo del reggiseno in modo da far vedere i
capezzoli.
Così?
Perfetto. Siediti in terra, gambe raccolte al busto, tipo posizione
fetale…brava, ora aprile…di più spalancale come se stessi aspettando il membro
del tuo uomo… Si, così, appoggia gli avambracci alle ginocchia e guarda
l’obiettivo, intensamente, come se fossero gli occhi del tuo amante.
Sei bravissima. Ora accarezzati leggermente il seno, prendi un capezzolo fra le
dita … ferma così, O.K! Strizzalo, spremilo. Allarga la mano a coppa e
massaggiati la mammella … bravissima!
Scaldiamo l’atmosfera, fai scendere una mano sul pube… guarda sempre me,
l’obiettivo… apriti le labbra della vagina… e mentre ci sei leccati le labbra,
della bocca… poco, lenta non come una porca… come una vergine vogliosa.
Una cosa?
E usare degli esempi più semplici da capire?
Si… d’accordo. Toccati … sei bagnata?
Si!
Infilati un dito dentro. Gira la mano in modo che posso riprendere bene la
scena… così brava!
Senti, c’è ne stanno due?
Due, tre e anche di più…guarda!
Brava, penetrati un po’, assumi un’espressione goduta.
Questo è facile, sto quasi godendo!
O.K…Che ne dici di cambiare look. Non hai qualcos’altro di carino da indossare?
Ne ho un armadio pieno! Qualche preferenza?
Fai tu.
Dovevo allontanarla con una scusa qualunque. Il corpo di mia sorella iniziava a
fare effetto su di me e, devo ammettere, me ne vergognavo.
Quello che pensavo in quel momento di suo marito, mio vecchio amico, è
irripetibile. Non riuscivo a comprendere come potesse disinteressarsi a lei. Non
solo per l’aspetto fisico di mia sorella ma, soprattutto per quello che lei,
aveva fatto e stava facendo per lui. Solo una donna molto innamorata si
trasforma da ragazza semplice, acqua e sapone, in una donna fatale, molto porca
per riattivare il desiderio del proprio uomo. Una donna, da sempre contraria a
ogni forma di esibizionismo, ad ogni sotterfugio, che si spinge a snaturare in
quel modo la sua essenza dimostra che è intenzionata a dare tutto al suo uomo,
senza preoccuparsi del rendiconto.
Forse sono un po’ di parte quando parlo di mia sorella, però mi sentivo in colpa
poiché ero stato io a presentare Gianluca a lei.
Ritorna Silvia, strappandomi ai miei pensieri.
Una giacca a due bottoni di colore grigio chiaro, gonna corta, ma non troppo, in
tinta, calze nere e le scarpe di prima.
La guardo dubbioso. Sarebbe quello l’abbigliamento altamente erotico?
La risposta la sapevo già. Non è il vestito che fa la ….. ma è come lo porta.
Scatta le tue foto e non m’interrompere! – Mi disse con un tono che non
ammetteva repliche.
Mi accomodai su una sedia, in posizione favorevole per la luce, pronto a
riprenderla.
Lei iniziò a muoversi come mai l’avevo vista fare e, soprattutto, non mi
aspettavo da mia sorella.
Ballava su di una musica immaginaria che solo lei sentiva. Molto lentamente si
metteva in mostra. Sollevava piano la gonna, lasciava intravedere il seno sotto
la giacca, metteva in evidenza il sedere chinandosi a novanta gradi davanti a
me. Poco per volta si stava spogliando.
Si tolse la giacca. Sotto non indossava il reggiseno.
Seduta sul divano arcuava la schiena appoggiando le spalle, forte, contro lo
schienale, spingendo in aventi il sedere, lasciando salire la gonna.
S’inginocchiò sul tappeto, sollevando con entrambe le mani la gonna e
divaricando contemporaneamente le gambe. Poco per volta i peli del pube
apparivano sotto l’orlo del vestito.
L’espressione del viso era la più intensa e seducente che non avessi mai visto
in nessun’altra donna.
In piedi, slacciò la gonna frenandola nella discesa con le gambe leggermente
aperte. Riuscii a fotografarla in tre momenti della sua discesa, tanto fu lenta
l’operazione.
Tenne addosso le calze quando si sdraiò sul divano.
La bloccai nella memoria della fotocamera in tutte le posizioni possibili.
Sdraiata di schiena con le gambe chiuse, con le gambe aperte, spalancate,
appoggiate sullo schienale, raccolte. Sdraiata di pancia con il sedere spinto in
su, in ginocchio a novanta gradi. Tutto quello che la sua fantasia gli dettava,
lei lo eseguiva.
Sino a quando gli dissi:
Adesso basta! Direi che va bene così, abbiamo abbastanza materiale da creare un
sito su di te.
Proprio adesso che iniziavo a divertirmi!
Io però non mi diverto molto…. Mi stai facendo uno strano effetto… è
imbarazzante, ma sono terribilmente eccitato.
Ma dimmi… ti sei spogliata così anche per lui?
Così e di più!
Quello è completamente andato di testa!
Lo penso anch’io.
E’ meglio che vado a casa. Scarico le immagini e butto giù qualche falsa e-mail
con questo materiale.
Poi faremo in questo modo. Ti do un disco con i messaggi che tu invierai, con
queste immagini allegate, a uno o due indirizzi di posta elettronica che, io,
aprirò. Lascerai i messaggi, non gli cancellerai una volta inviati, in modo che
tuo marito possa trovarli.
Per sicurezza, a mia volta, t’invierò le risposte con dei commenti piccanti su
di te.
Ogni mattina, o quando sarai sola in casa, tu controllerai se sono stati
scaricati. Nel caso che tu non li trovi, nel server, vuol dire che li ha
scaricati lui e quindi li ha letti. Se li trovi tu, mi telefoni e io te li invio
nuovamente subito.
Andiamo avanti in questo modo sino a quando lui non li ha letti…poi vedremo.
Ciao è ora di andare…notte!
Ciao e buona notte anche a te, fratellone.
Ah!… dimenticavo… mi sono eccitata moltissimo mentre mi spogliavo dinanzi a te.
Era sicuramente meglio andare via, abbandonare quei discorsi pericolosi e
infilarsi sotto una doccia gelata. L’attrazione che provavo verso mia sorella,
la donna che in fondo conosco meglio, era più che normale dopo lo spettacolo cui
avevo assistito. Mi metteva, però, a disagio e la sua frase di commiato mi aveva
sconvolto nel profondo.
Avevo bisogno di tempo per decantare quel caos di sensazioni che provavo. In
questo senso fui fortunato, passarono diversi giorni prima di sentire mia
sorella al telefono.
Gianluca tornò da il suo giro dei clienti della Borgogna e del Lionese, solo
dopo quattro giorni.
Attuammo il piano. Silvia controllò ogni giorno la posta e sino a quando non
trovò più i miei messaggi. A tal proposito, avevo aperto altri due indirizzi di
posta elettronica con nomi improponibili e che mi vergogno un po’ a trascrivere.
Dopo essermi inviato, dal computer di Silvia, delle lettere con in allegato
alcune delle foto che avevo scattato e averle lasciate registrate nella posta
inviata, mi ero risposto o meglio, rispondevo ai messaggi con lettere piene
d’apprezzamenti espliciti sul corpo di mia sorella e d’inviti ad ulteriori
invii. Per fortuna, lei, non mi aiutò in quest’operazione, era già abbastanza
imbarazzante così!
Aspettai qualche giorno, senza ricevere notizie, poi la chiamai al telefono. Non
volle dirmi niente se non di persona. C’incontrammo sotto casa sua un Sabato
pomeriggio e ci avviammo, a piedi, verso il parco poco distante.
Allora, dimmi com’è andata. Ha funzionato? – Gli chiesi subito, ansioso di
sapere.
Sì e no! Ha scaricato la mail un pomeriggio in cui è arrivato a casa prima di
me. Ha letto i tuoi messaggi e ha controllato quelli inviati, teoricamente, da
me. Me ne sono accorta perché li avevo segnati come da leggere. Non ha dato
nessun segno quando sono rientrata a casa. Si è comportato normalmente, come se
niente fosse. Solo durante la cena mi ha rivolto delle domande, strane e senza
senso; per nulla coerenti con la situazione.
Quindi…Tanto lavoro per nulla?
Be! No. Non direi proprio. Quella sera mi ha scopato con una foga e una voglia
che da qualche tempo avevo dimenticato.
Dopo cena si è accoccolato vicino a me, sul divano. Mi ha fatto da cuscino
mentre mi massaggiava la schiena, poi le sue carezze si sono fatte sempre più
particolari. In breve mi sono ritrovata sopra di lui, mezza nuda con il suo
fallo in mano. Stavo per guidarmelo dentro, dopo aver scostato appena le
mutandine, quando lui mi ha interrotto. Mi ha chiesto di sdraiarmi e di aprire
le gambe per lui. Mi ha presa con passione, penetrandomi a fondo con colpi quasi
violenti. Mi sono sentita completamente sua, forse era proprio questo il suo
intento; voleva ristabilire il concetto di proprietà…voleva segnare il
territorio.
E’ stato fantastico!
Sembrava ritornato quello di una volta, quando la sua componente animale non era
ancora stata sopita dal controllo mentale che deve imporsi sul lavoro.
Perfetto, tutto è andato come previsto, anzi, meglio. – affermai felice per la
ritrovata serenità di Silvia.
Non tutto, ripeto. Dopo quella splendida prestazione si è riassopito, preso dai
suoi pensieri.
Umm! Bisogna rincarare la dose.
E come. Mi devo scopare qualcuno sul serio?
No! Non ancora!
Gli faremo trovare delle altre mail d’apprezzamento su di te.
Che ne dici se, per rendere più reale il gioco, inviassimo sul serio a qualche
sconosciuto le mie foto? – m’interruppe Silvia.
Ci stai prendendo gusto?
Che male ci sarebbe. Tanto nessuno verrebbe mai a sapere chi sono realmente.
Ti dirò, che pur avendolo fatto per finta, l’idea di mostrare ad altri le mie
foto intime mi eccita e mi piacerebbe farlo per davvero.
Le foto sono tue e ci puoi fare quello che vuoi. In ogni caso non disapprovo per
nulla la tua idea.
Ti stavo dicendo, prima, di fargli trovare altre lettere spinte dirette a te.
Quando reagirà come questa volta, tu gli chiederai di farti delle foto durante
il vostro rapporto. Sarai tu la regista, deciderai le posizioni e le
inquadrature, la profondità della penetrazione, facendo in modo che sia
stimolante per te ma, al contempo, fotogenica.
Non gli spiegherai il vero motivo, sarai vaga con lui. Al limite gli dirai che
quello è un gioco che ti eccita.
Poi gli faremo trovare i commenti a quelle foto, immagino? – disse con aria
sorniona.
Naturalmente!
Silvia mise in pratica il suo proposito. Oltre ai miei indirizzi aperti per
l’occasione, inviò le sue immagini come risposta a degli annunci veri trovati in
rete. I messaggi di commento che ricevette fecero il loro effetto sul marito,
come l’altra volta si sentì in dovere di ristabilire il concetto di proprietà su
di lei. Questa volta, però, mia sorella introdusse una variante: gli chiese di
fotografarla durante il loro rapporto.
La sua richiesta, dopo qualche titubanza, fu soddisfatta. Ma lascio che siano le
sue parole a raccontare quello che accadde.
Ho sposato un maiale, un porco! – mi spiegava mentre, la domenica mattina, ci
stavamo dirigendo nelle Langhe a trovare i nostri genitori. – Non che la cosa mi
dispiaccia, ma quando gli ho chiesto di farmi delle foto mentre mi scopava ho
visto i suoi occhi illuminarsi.
E’ quello che volevi, no?
Volevo che tornasse quello di prima, ma è andato oltre.
Racconta, e non tralasciare i particolari. – la invitai.
Dopo che ha visto la posta che tu e altri mi avevate inviato ha reagito come la
volta prima.
Sin qui, tutto come previsto.
Questa volta, però, il gioco l’ho diretto io. Gli sono montata addosso, sul
divano, e ho cominciato a spogliarlo mentre lo baciavo. Cercavo di far aderire
il mio corpo al suo per quanto possibile, volevo sentirlo ed eccitarlo con i
miei strofinamenti. Non è stato facile denudarlo, ma quando ci sono riuscita mi
sono trovata davanti il suo membro perfettamente pronto.
Per farlo uscire di testa e renderlo incapace di negarmi qualsiasi cosa, mi sono
inginocchiata davanti a lui e l’ho preso in bocca, ingoiandolo…come piace a lui.
Mentre lo succhiavo mi sono lentamente sciolta il vestito, l’ho lasciato cadere
in vita scoprendo il seno. Poco per volta ho sentito la sua cappella
ingrossarsi, divenire sempre più calda. Quando i leggeri fiotti di lubrificate
si sono fatti più intensi, ho capito che stava per venire. Allora me lo sono
appoggiato nel mezzo del seno regalandogli solo qualche sporadica leccatina.
Lui mi guardava con gli occhi dilatati dal piacere. So che voleva chiedermi di
farlo venire, lo capivo dal suo respiro.
L’ho battuto sul tempo, ad un certo punto, all’improvviso, gli ho chiesto: “ mi
scatti qualche foto”,
C’è mancato poco che venisse sul colpo!
Visto che non mi rispondeva e chi tace acconsente, ho preso la tua fotocamera
digitale che avevo messo sul tavolino, a portata di mano.
La prima immagine me la sono scattata io, puntando la macchina sul seno che
tratteneva il suo membro, poi l’ho data a lui.
Sulle prime era titubante ma l’ho svegliato prendendoglielo nuovamente in bocca
e sussurrandogli: “ Scatta!” mentre l’avevo fra le labbra. Poi l’ho ingoiato
senza più guardarlo.
Subito ho sentito la sua voce che mi chiedeva di alzare la testa, di spostare i
capelli, di allungare le lingua sulla cappella…mi stava dicendo come fare per
apparire più provocante nelle foto.
Mi sono subito eccitata a quell’idea. Ho eseguito le sue richieste senza
fiatare, anche perché non potevo farlo avendo la bocca occupata.
Siamo andati avanti così sino a quando, lui, mi ha bloccata, fermandomi con una
mano tra i capelli e spingendo la mia testa all’indietro. Mi ha trattenuta in
quella posizione per farmi due foto, poi mi ha detto: “Spogliati”.
E tu hai obbedito. – Approfittai della sua pausa per accendersi una sigaretta
per inserire anche qualche mia parola nel suo monologo.
Si! In parte. Il vestito mi era già sceso in vita e l’ho lasciato scivolare a
terra. Sotto, in previsione della serata, avevo indossato delle calze
autoreggenti sottili e velate, bianche. Degli slip, molto sgambati con un bel
pizzo traforato sul davanti e solo un filo dietro, anche loro bianchi.
Li ho tenuti addosso e anche le scarpe.
Come ti ho detto lo avevo praticamente spogliato prima. A guardarlo con i
pantaloni calati in fondo ai piedi, l’espressione ebete a causa degli occhi
sbarrati incollati su di me, mi veniva da ridere. Mi sono trattenuta, non volevo
rompere l’incanto, quindi ho finito di spogliarlo.
Mi sono messa a cavallo su di lui, era molto eccitato e si notava ad occhio
nudo!
Ho incominciato a strusciarmi contro tutto il suo corpo. Spingevo in avanti il
pube, percorrendo la lunghezza del suo membro, mentre mi chinavo in avanti
spalmandogli il seno in faccia.
A forza di strofinii le mutandine si sono scostate quel tanto che bastava. Ho
sentito la sua carne in mezzo alle labbra della vagina e non ho capito più
niente.
L'ho preso in mano e me lo sono puntata contro l’ingresso. Lui mi guardava
fisso, in attesa. Ho dovuto ricordargli a quale gioco stavamo giocando; gli ho
detto: “ fotografami mentre lo faccio entrare dentro di me… nel dettaglio, ti
prego”.
Come lui ha preso la fotocamera con un leggero movimento delle anche l'ho
imboccato in me, ho iniziato a scendere verso di lui, piano, a tratti. Ogni
tratto era una foto, ne ha fatte almeno sei. Quando l’ho preso tutto ho spinto
in avanti il bacino e appoggiandomi con le mani alle sue ginocchia, mi sono
reclinata all’indietro, con la schiena perfettamente arcuata.
“ Scatta!” gli ho detto.
Mi sentivo stupenda, bellissima, arrapante, fotogenica e decisamente porca!
Non credevo di eccitarmi in quel modo solo grazie a due fotografie.
Ho in cominciato a muovermi mentre, lui, mi riprendeva tenendo la macchina
distante da noi. Non volevo che finisse cosi. Quando ho sentito che stavamo
godendo troppo mi sono sollevata, lasciandolo lì con un’espressione
interrogativa sul viso. Mentre mi sedevo al suo fianco sul divano l’ho invitato
a prendermi in quel modo. Lui, che ormai, era entrato perfettamente nella parte
si è alzato e mi è scattato qualche immagine mentre mi mettevo in posa per lui.
Si è inginocchiato davanti a me e lentamente mi ha sfilato gli slip, sempre
fotografando ogni istante. Quando ha finto gli ho spalancato le gambe in faccia,
speravo che lui mi leccasse, che rispondesse all’invito in qualsiasi modo.
Invece si è messo a farmi dei primi piani ginecologici!
Poi, finalmente, mi ha preso. Me lo ha appoggiato sul ventre, riprendendolo da
diverse angolazioni. Quindi mi ha penetrato, con una facilità estrema tanto ero
dilatata dall’eccitazione. Me lo spingeva dentro e mi fotografava. Riprendeva
anche il viso e la cosa all’inizio mi disturbava. Poi ho pensato: ” vuoi che
vedano anche la faccia della tua moglie troia… ti piace…vero?”, “ vuoi che oltre
al viso mettiamo anche l’indirizzo sotto le foto?”.
Sull’onda di quei pensieri la mia eccitazione ha superato le ultime barriere e
sono venuta. Un orgasmo generato dalla mente più che dal suo pene dentro di me.
E’ stato molto intenso. Mi muovevo con la schiena inarcata contro di lui,
assecondando le sue spinte, lo volevo sentire fino in gola.
Stringevo le cosce contro di lui per sentirlo meglio dentro, i sui fianchi che
scivolavano sulle calze mi eccitava ancora di più.
Lui m’incitava a parole e, contemporaneamente, fotografava.
Ancora tutta intorpidita l’ho fatto alzare in piedi. Il suo membro eretto e
lucido dei miei umori era all’altezza del mio viso.
Riuscivo a percepire chiaramente la sua voglia. Era in attesa che lo prendessi
fra le labbra e lo succhiassi sino a farlo impazzire.
L’ho guardato negli occhi e gli ho detto:” adesso ti faccio venire…voglio che me
lo spari tutto sulla faccia e che mi fotografi!”. Non l’avessi mai fatto, stava
per venire subito solo al suono di quelle parole.
Comunque sono riuscita a prenderlo in bocca per un po’. Mi mettevo nella
posizione migliore per farmi riprendere.
Temo che quelle immagini siano venute mosse e sfuocate!
Alla fine è venuto. Quando ho sentito il primo impulso sul suo pene me lo sono
puntato sulle labbra, tenendolo a poca distanza dalla bocca. L’ho menato
lentamente, scappellandolo quando sentivo arrivare il suo seme.
Mi sono ritrovata con una maschera di sperma sulla faccia.
Lui, mi ha fatto mettere in posa e ha scattato parecchie foto.
Che scopata! Non credo che la dimenticherò.
- Sei…sei sicura di non aver omesso nessun particolare? – gli chiesi con la voce
roca per l’eccitazione che il suo racconto aveva generato dentro di me.
Mi guardò con un’espressione di sfida che non riusciva a mascherare gli occhi
lucidi per la voglia che il ricordo di quella serata aveva risvegliato in lei.
Abbassò lo sguardo verso la zona dei miei genitali e disse:
Vedi di smontare quel coso che hai in mezzo alle gambe, altrimenti cosa
raccontiamo a mamma e papà quando arriviamo?
Se aggiungevi ancora qualche parola…venivo anch’io.
Comunque, come si sono messe le cose adesso?
Questa mattina, prima di uscire, mi ha voluta. Una cosa canonica, senza voli
pindarici, ma moto appagante. Io adoro farlo al mattino appena sveglia!
Sulla porta, mentre scendevo da te, mi ha promesso una serata di fuoco!
Che sia rinsavito?
Chi lo può sapere?
Che cosa pensi di fare ora? Inviamo quelle immagini in giro o ritieni che sia
stato sufficiente il sospetto che tu lo volessi fare, per lui?
Aspettiamo qualche giorno e vedremo se la sua rinnovata passione si spegnerà o
meno.
O.K. – credevo chiuso in quel modo il discorso sull’argomento quando lei, dopo
una breve pausa quando eravamo ormai alle porte del nostro paese natale, mi
chiese:
Le vuoi vedere quelle foto?
Non sapevo cosa dire. La sua proposta mi sconvolgeva e la contempo mi procurava
una forte sensazione nel basso ventre.
Mia sorella che vuole esibirsi con me.
Quale oscuro meccanismo era scattato nel suo cervello?
E, soprattutto, dove voleva arrivare?
Non potevo rispondere negativamente. Probabilmente l’avrei offesa. Sicuramente
gli avrei dimostrato che quelle immagini mi turbavano e lei, certamente, ci
avrebbe ricamato sopra.
D’altronde una risposta affermativa avrebbe generato in lei la convinzione che
il suo corpo e le sue prestazioni sessuali, m’interessavano in un modo non
consono al mio ruolo d fratello.
Visto che era stata lei a proporre la cosa, gli diedi una risposta affermativa.
Ricevetti le immagini tramite due dischetti che, Silvia, mi aveva preparato, le
visionai e non sto a raccontare le fantasie che m’ispirarono
Non ebbi occasione di sentirla per circa una settimana, ero all’estero per
lavoro. Al mio ritorno la chiamai e combinammo di vederci durante la sua pausa
per il pranzo.
C’incontrammo in un locale nei pressi del suo studio.
Allora, sono curioso e anche un po’ in ansia, dimmi come va. – non la salutai
nemmeno nella foga di sapere se aveva risolto il momento di stasi del suo
matrimonio.
Va che è una meraviglia!
Davvero. Gianluca è ritornato l’amante delle origini con un qualcosa in più.
Ogni volta che ritorna a casa non riesco sottrarmi alle sue attenzioni. E’
fantasioso nel rapporto, ogni volta inserisce qualcosa di nuovo e accetta senza
esitazioni tutte le mie fantasie.
Io stessa ho vinto quelle inibizioni che il nostro rapporto ormai codificato mi
aveva creato. Sento che posso chiedergli di tutto senza sconvolgerlo, anzi, lui
desidera che io dia sfogo alla mia fantasia. Se nota che qualche idea mi gira
per la testa si offende se non la esterno a lui. Fa veramente di tutto per
accontentarmi.
E le foto che ti ha fatto quella sera?
Non le ho inviate. Non è stato necessario.
Non ti ha chiesto niente al riguardo?
No. E nemmeno su quelle che mi hai fatto tu e che ha trovato nella nostra posta.
Silenzio totale su questo.
Sai. A volte ho il dubbio che lui sia convinto che lo abbia tradito veramente,
non solo con le parole o con le immagini, ma che io mi sia trovato qualcuno,
grazie ad Internet, per soddisfare le mie voglie represse.
Ora non so proprio come fare a dirgli la verità. Non voglio che pensi a me come
ad una donna infedele. Che cosa posso, possiamo fare?
Semplice! Con uno stratagemma gli faremo leggere questo racconto!