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racconti erotici di Rupescissa

eros fantasy : Tradimento virtuale del III° tipo
Posted by Rupescissa on 2011/1/19 16:27:57 (4389 reads)

Però guadandola meglio notò che il suo corpo si muoveva in un modo preciso, il pube e il ventre si ponevano come se stesse realmente avendo un rapporto sessuale. La sua bocca, a tratti, si spalancava assumendo la forma di una grossa "O" e lui poteva vedere la lingua che stimolava un’immaginaria cappella.

Click to see original Image in a new windowMarco rigirò tra le mani e studiò ancora il campione di roccia prelevato tramite carotaggio dal sottosuolo.



Sì. Non c’è dubbio questi sono cristalli di Wolframite. Sono enormi e la roccia n’è piena.
Ragazzi, stiamo camminando sul più grosso giacimento di Tungsteno della storia.

Sul mio rapporto specificherò il vostro merito, statene certi, vi spetta una bella gratifica.



Osservò i grandi sorrisi che apparirono sui volti ispidi, segnati dalle lunghe ore di lavoro in condizioni, a dir poco, disagevoli e si sentì felice per loro.

Non si era ancora abituato a dialogare, come se niente fosse, con degli uomini in tuta di sopravvivenza; spessa, con quegli enormi congegni dispensatori d’ossigeno e calore e gli ampi caschi con il sottofondo del paesaggio aspro di Titano, mentre lui appariva come se si trovasse su di una spiaggia tropicale, calzoni corti e maglietta di cotone leggera.

Non riusciva a convincere il suo istinto che quel luogo così avverso alla vita umana nulla poteva contro di lui. Infatti, Marco, si trovava nella calda intimità di casa sua, sulla Terra. Ben lontano da quel posto dimenticato da Dio.

Lavorava da pochi anni all’ESA, quando furono sviluppati i primi trasduttori di sensazioni. Piccoli, insignificanti cip, che impiantati sotto il cervelletto erano in grado di trasmettere le sensazioni di tutti e cinque i sensi in modo molto reale.

Fu uno dei primi a sperimentare questa nuova tecnologia; responsabile del settore minerario doveva decidere quali giacimenti nel Sistema Solare era economicamente remunerativo sfruttare e quali no. Il modo migliore e più economico per consentirgli di svolgere i suoi rilievi era di spedirlo in loco virtualmente, con tutti i suoi sensi attivi e pronti a carpire i segreti del sottosuolo ma con i piedi saldamente piantati sulla terra.

Dopo alcuni anni quella tecnologia raggiunse un costo tale da permetterne una più vasta diffusione.

Come nel caso di Yvonne, ufficiale addetto al carico sulle navi dell’ESA che trasportavano i minerali grezzi o i prodotti finiti verso il nostro pianeta. Lei riusciva a gestire circa sei cargo al giorno, controllando il carico di ognuna personalmente, seduta comodamente nel suo ufficio di Parigi.



Yvonne aveva conosciuto Marco ad un corso di perfezionamento sull’uso dei trasduttori e, fra di loro, n’era nata una storia sentimentale molto coinvolgente, sfociata nel matrimonio.

Bisogna ammettere che gli "impiantati" tendevano a costituire un gruppo a se stante all’interno della società.

Il notevole sviluppo delle loro capacità ricettive a livello sensoriale gli mettevano a disagio quando si confrontavano con gli altri, solo chi viveva la loro stessa esperienza riusciva a non urtare la sensibilità e l’emotività di chi vedeva giornalmente il proprio corpo sparato da una parte all’altra del sistema o viveva in più corpi contemporaneamente.

Già, la medicina trovò nei trasduttori di sensazioni un potente mezzo diagnostico, soprattutto la psichiatria e la neurologia.



Un altro aspetto, più ludico, fu analizzato nel dettaglio dalle coppie d’impiantati.

Lo scambio di ruolo.

Se si collegavano tra di loro riuscivano a vivere le sensazioni del partner, nel momento stesso che riceveva le loro attenzioni.

Inoltre, giacché i trasduttori inviavano e ricevevano una complessa mole di dati, questi potevano essere memorizzati o elaborati per essere utilizzati in seguito…o subito!



La prima volta che Yvonne rivisse l’esperienza dell’atto sessuale dal punto di vista maschile rimase sconvolta. Sentiva il proprio seno sotto le mani, i fianchi, le gambe, il pelo del pube, accarezzati in modo diverso con un’area di contatto più grande. L’eccitazione che cresceva in maniera esponenziale invece che lenta e regolare.

Vedeva anche se stessa con gli occhi di lui, capì in quell’istante quali parti del suo corpo eccitavano suo marito e perché, si ripromise di studiare nel dettaglio quelle posizioni che mettevano meglio in risalto il suo corpo.

Si stupì di quanto fosse piacevole il tocco delle sue labbra sul pene, di come l’eccitazione, di lui, cresceva improvvisa, con un picco, alla vista del viso che si avvicinava al suo membro.

Vide il suo corpo disteso e invitante, con le gambe aperte e si spaventò dell’intenso desiderio di affondare il proprio membro dentro quel ventre, non riusciva a capire la violenza che traspariva da quel desiderio. Il violare il corpo di quella donna distesa sul letto gli faceva battere sempre più forte il cuore. Percepì la sensazione di ingrossamento, quasi doloroso, della cappella e riuscì ad immaginare il sangue che abbandonava il cervello per convergere sul pene.

Capì, in quel momento, molto di più sugli uomini che in tutti gli anni che aveva vissuto.

Sentì la sua vagina aprirsi al proprio membro, vide il proprio ventre accogliersi, osservo il suo viso che dimostrava il piacere che stava provando.

Si scollego dal PC che aveva memorizzato le sensazioni di suo marito e rimase, per lungo tempo ad analizzare quello che aveva appena scoperto della sessualità di lui, confrontandola con la sua.

Continuava ad essere sconvolta dal diverso punto di vista sulla penetrazione, i diversi valori che gli attribuiva lui e quello che gli attribuiva lei. Imparò una cosa che una donna non dovrebbe mai sapere: nell’attimo immediatamente precedente la penetrazione, la donna, ha ancora il pieno controllo di se, mentre lui no. E’ quello il momento in cui lei ha il totale controllo della situazione.

Almeno credeva di aver visto giusto, ma doveva andare avanti.

Una cosa voleva ancora provare, l’orgasmo. Cercò il punto dove era memorizzato e si collegò.

Visse l’intenso, breve ed esplosivo, piacere di Marco quando veniva nella sua gola, fu piacevolmente sconvolta e soddisfatta dalla propria abilità.

Mise a frutto ciò che aveva imparato da quell’esperienza e divenne molto brava a letto. L’improvviso cambiamento di Yvonne stupì e preoccupò Marco. S’insinuò nella sua mente il dubbio che lei avesse avuto modo di esplorare nuove forme di accoppiamento con un altro uomo. Il modo di spogliarsi davanti a lui, le posizioni che assumeva, la grand’abilità che aveva acquisito nel sesso orale, lo lasciavano perplesso. Gli piaceva quella nuova moglie, molto più disinibita e abile, ma sentiva che quel cambiamento nascondeva qualcosa.

La trasmissione dei dati dal trasduttore mentale al PC avveniva senza bisogno di collegamenti fisici e, lui, si registrava quasi sempre durante i loro rapporti; così poteva riviverli quando ne sentiva il desiderio. Non immaginava che Yvonne vi accedesse spesso per imparare ad amarlo meglio.

Dal canto suo aveva provato quell’esperienza appena impiantato, con una sua collega, e n’era rimasto troppo scioccato per ripeterla con sua moglie. Si era sentito troppo strano a vivere il rapporto sessuale dal punto di vista femminile. Aveva provato un fortissimo disagio, era stato male quando il suo corpo aveva accolto il suo membro dentro. Per lungo tempo quel ricordo gli procurò dei seri problemi emotivi e fisici; non riuscì a fare del sesso con una donna sino a quando non incontrò Yvonne, che con la sua dolcezza e la grande sensualità che emetteva come un faro, gli fece dimenticare il trauma.

Per questo motivo non si era mai collegato a lei durante il rapporto, anche se il vivere contemporaneamente le proprie sensazioni e quelle dell’altro era, a detta di molti, un’esperienza unica.



Preso dai dubbi, decise di scoprire cosa gli nascondeva Yvonne. Avrebbe potuto collegarsi alla sua memoria, ma se lei aveva una relazione clandestina, senz’altro, avrebbe memorizzato quei dati in un altro luogo, protetto dalle sue incursioni. Decise per un attacco diretto.

Una sera, durante la cena, partì da molto lontano con i suoi discorsi per convergere, alla fine, al punto che lo interessava.



Ma non avrai creduto sul serio che io avessi un amante? – gli chiese Yvonne stupita.
Sei diventata così brava all’improvviso che non riuscivo a darmi un’altra spiegazione.
Scemo!
A te non sarebbe venuto il dubbio?
Non lo so! Non credo.
Devo ammettere che prima di leggere le tue memorie ho avuto un po’ di paura, memore della tua esperienza.

Ma dopo il primo impatto, abbastanza sconvolgente, ho imparato a capire la tua sessualità e a calarmi nel personaggio.

Devo dire che sono proprio brava a letto!

Ho iniziato a vivere i nostri rapporti due volte, sia dal mio sia dal tuo punto di vista. In breve è diventata come una droga. Non riuscivo più farne a meno.

Meglio facevo l’amore più godevi e più godevo io quando rivivevo le tue esperienze.

Un anello perfetto, il piacere che ti davo ritornava a me!

Se proprio vuoi vedere un tradimento da parte mia puoi trovarlo in me. Io sono diventata il mio amante. Mi trasformo in maschio tramite te e mi do il mio piacere dandolo prima a te.

Fa quasi ridere ma potrei definirmi il mio amante virtuale!

Certo che sei contorta! – osservò Marco stupito dal ragionamento di sua moglie.
Non sei geloso di me?
Basta! Mi annodi il cervello.
Non sono nemmeno geloso dei miei ricordi se lo vuoi sapere.

Grazie. Non sapevo come dirtelo…ma perché non riprovi a collegarti a una donna?
No…ho paura di ricadere nei problemi dell’altra volta.
Forse ho una mente meno aperta della tua, una psicologia più debole che non è in grado di accettare la sessualità femminile…non lo so?

So solo che non sono molti gli uomini impiantati che riescono a farlo, mentre per voi femminucce sembra più facile!

Non mi piace!
Io ho molto di più dai nostri rapporti di te…non mi sembra giusto…ecco!

Ma io ti amo.
Si, mi ami…ma il nostro rapporto, in questo modo non è equilibrato.
Se tu non riesci a collegarti a me vuol dire che dovrò smettere di farlo anch’io!

Per carità non smettere!
Sei diventata così brava in breve tempo che ho quasi paura a pensare dove potresti arrivare…continua così… mi dai molto lo stesso.

Però se ci tieni tanto…vuol dire che ci riproverò anch’io!

Provaci…non te né pentirai…sapessi come mi fai godere!


Alcune sere dopo, da solo in casa, Marco osservava preoccupato il PC dov’erano memorizzate le sensazioni di sua moglie. Continuava a ripetersi che doveva riprovare a collegarsi alla mente di una donna, voleva accontentare Yvonne e capiva che se si fosse tirato indietro, alla lunga l’avrebbe persa.

Se non riusciva a ricambiare il piacere che riceveva il loro rapporto si sarebbe guastato.

Si avvicinò al PC circospetto, come se lui potesse vederlo ed aggredirlo; lo accese o meglio si mise in linea con lui, visto che era sempre attivo per la gestione della casa. Attivò le modalità di controllo dal suo impianto, come faceva quando lavorava e con cautela si inserì nel settore di Yvonne, lei gli aveva concesso la chiave. Trovò il settore con i dati riguardanti i loro rapporti sessuali e, vinte le ultime paure, vi entrò.

Iniziò l’assimilazione delle sue sensazioni dall’inizio, voleva entrare in lei per gradi. Rivisse la lenta crescita dell’eccitazione di Yvonne, assaporò le sue stesse coccole sul corpo di lei e gioì con lei, si esaltò della sua abilità e invidiò, benevolmente, la ricettività di sua moglie.

Ogni passo verso il rapporto sessuale lo spaventava, ricordava bene quella volta che ora stava rivivendo nei sensi di Yvonne, sapeva con precisione dove si trovava la barriera che non era mai riuscito a superare psicologicamente. Quando si trovò al punto in cui lei, sentiva nascere il desiderio di accogliere nel suo ventre il membro di lui, Marco sentì montare la nausea. Un malessere dovuto ai ricordi e al terrore di ricadere nei problemi di quell’unica volta che aveva vissuto le sensazioni di una donna.

Il pensiero della delusione che lei avrebbe provato se lui non vi avesse almeno tentato lo spinse oltre la soglia. A chi lo avesse visto da fuori pareva in catalessi, immobile sulla poltrona con gli occhi aperti e fissi sull’infinito, stava provando le sensazioni più sconvolgenti che un uomo potesse provare; almeno nel campo sessuale.

Al termine della registrazione impiegò parecchio tempo ad assimilare quello che aveva provato, lasciò liberi di vagare i suoi pensieri, non offrì nessun tipo di resistenza alla spiacevole sensazione che si stava impadronendo di lui. Cadde in preda alle tensioni e ai timori della volta precedente, toccò il fondo della disperazione e rimbalzò verso l’alto, grazie alla consapevolezza che stava facendo tutto questo per dare più piacere alla donna che amava.

Quando si sentì meglio e più sicuro di se e della sua psiche, affrontò un altro viaggio nella sessualità femminile.

Visitò molte memorie, le analizzò sempre più nel dettaglio e imparò molto su Yvonne.

Da quel momento i loro incontri migliorarono raggiungendo vette mai toccate. Sapendo quello che lei desiderava di più riusciva a fargli raggiungere sempre una fortissima eccitazione e degli orgasmi favolosi, ricambiato da lei. Fin quando, una sera, lei gli propose qualcosa di nuovo.



Siamo diventati bravi a letto, vero? – gli disse Yvonne mentre, distesi sul fianco nel letto, lui la abbracciava da dietro.
Ci credo! Ultimamente lo facciamo quasi ogni sera!
Sì … ma non è solo per questo, lo sai benissimo!
Da quando hai affrontato i ricordi delle mie sensazioni sei diventato fantastico …

Tu lo sei sempre stata. – la interruppe lui.
Hai vinto le tue paure, sei stato bravo; non so come hai fatto, non è da tutti!
Adesso come le affronti le mie sensazioni? – domandò mentre spingeva in fuori il sedere, strofinandolo contro la zona genitale di lui.

Adesso non provo più nessun fastidio, anzi ho imparato a godere di essi … e devo ammettere che spesso, dopo un nostro incontro, vado a provare quello che hai sentito tu … mi piace, solo che ancora non capisco come faccio a piacerti; fisicamente intendo … mi vedo goffo, con un corpo per nulla armonioso come il tuo … non so?
Non è questo che volevo sapere da te. Quello che volevo scoprire è il tuo rapporto con la mia sessualità.
Buono oramai.
Allora che ne diresti di collegarci adesso, direttamente io e te e scambiarci le sensazioni mentre le proviamo … pensa e come quando io te lo succhio mentre mi lecchi lì, solo molto più intenso…dai non mi dire di no!
Non so … non l’ho mai fatto prima e …
Nemmeno io, ma voglio provarci, adesso!
Il PC c’è la fa?
Può fare ben altro e lo sai.
Facciamolo!


Lanciarono il loro segnale al PC, ordinandogli inviare i dati dell’uno all’altra con ritardo zero.

Subito, lui, fu invaso da un senso di languido calore, oramai lo conosceva bene: era quello stato immediatamente precedente alla crescita dell’eccitazione sessuale di Yvonne. Cercò di immaginare quello che lei sentiva di lui, certamente aveva già notato l’aumento della pressione nel pene.

Con molta cautela appoggiò una mano sul fianco di lei, la accarezzo scendendo sempre di più verso le natiche, ruotando la mano su di esse. Percepì il piacere che provava Yvonne sotto l’effetto di quelle carezze, allora si impegnò a cercare i punti più ricettivi, insistendo su di loro.

Godeva dello stesso piacere di sua moglie, se da un lato voleva passare al rapporto sessuale vero e proprio dall’altro non riusciva a smettere di assaporare quel calore che lui dava e riceveva.

Yvonne era sempre passiva, appoggiata sul fianco gli volgeva ancora la schiena, quando lui gli sfiorò la vagina; lei mugolò sommessamente e spinse il sedere ancora di più verso di lui che fu invaso dal picco di eccitazione mista a piacere di lei. Si Soffermò sulle labbra, aprendole piano e la stuzzicò. Sapeva dalle precedenti letture quali erano i punti preferiti da lei ma ora, collegati insieme, aveva una percezione perfetta del rapporto fra le sue azioni e il suo piacere.

Iniziò a godere con lei, un senso di calore e leggero piacere si espanse nel suo ventre.

Improvvisamente gli infilò un dito dentro, esplorando quella cavità. Lei contrasse i muscoli interni e lui ebbe la chiara sensazione del suo dito dentro di se, lo mosse in modo magistrale centrando e insistendo sul punto più sensibile, mentre con l’altra mano cercava il clitoride.

Stava godendo di un piacere che oramai conosceva bene ma estraneo alla sua sessualità di maschio, un pensiero si fece largo a spintoni tra il diffuso piacere:



Non sarà che questo è solo un modo molto evoluto di masturbarsi? – si chiedeva senza interrompere la sua manipolazione sugli organi genitali di Yvonne. – Abbiamo impegnato una buona parte della capacità di calcolo del nostro PC, stiamo sfruttando due impianti che sono costati quanto cento, mille, PC … e poi siamo qui a masturbarci !!! – i suoi pensieri lo stavano lentamente allontanando dalle sensazioni di lei e la sua eccitazione stava calando. – E’ vero che non mi sto materialmente toccando ma il piacere che do a lei mi ritorna, quindi in realtà mi sto masturbando.


Yvonne intuì che qualcosa non andava, proprio dalla eccitazione che leggeva in lui e dalla diminuita pressione del pene. Allontanato il sedere da lui ruotò sull’altro fianco. Guardandolo in faccia gli disse:



Piantala di pensare e scopa!


Detto ciò alzò una gamba e gli montò a cavallo. Lasciò che il suo corpo aderisse al suo, voleva sentire bene quello che provava lui quando gli premeva il seno contro il petto.

Ora era lui passivo mentre lei, arcuata la schiena, gli strofinava il pube sul membro a metà erezione. Si esaltò nel sentire l’erezione tornare da due punti di vista differenti: il suo con pressione del membro sulle labbra della vagina e quella di lui con la forte sensazione di un pezzo duro in mezzo alle gambe, la quasi dolorosa sensazione di esplosione di una erezione estremamente eccitata e vogliosa.

Si scambiarono varie carezze in ogni parte del corpo, esplorando i diversi livelli di piacere che ognuna dava. Facevano a gara per dare al compagno un piacere sempre maggiore che, poi, si riversava su di loro.

Il classico sessantanove era, al confronto di quello che stavano provando ora, del tutto insignificante. Pur con tutta la buona volontà quella posizione non sarebbe mai riuscita a dargli un piacere e una eccitazione come quella che stavano vivendo adesso.

Quasi terrorizzati immaginarono cosa sarebbe potuto accadere, cosa avrebbero provato durante la penetrazione, durante l’atto sessuale vero e proprio. Stentavano a mantenere il controllo della situazione ora, scambiandosi delle carezze, dei baci o delle fugaci toccatine alle zone più calde; non pensavano di essere in grado di controllarsi dopo, quando il piacere saliva ed entravano in gioco le componenti più animali.

Le previsioni sulla qualità e sulla quantità di piacere che avrebbero ricevuto, se fossero andati avanti, erano in grado di vincere ogni timore.

Yvonne si sollevò leggermente, portò il pube sopra il pene e attese che lui lo indirizzasse. Lo sentì scorrere sulle labbra umide e singhiozzò nel ricevere ciò che lui provava unito alle sue sensazioni.

Tentennò qualche istante, guardandolo negli occhi, prima di scendere e lasciarsi penetrare. Ottenuto il suo consenso scese.

Nel cervello esplosero una quantità sconvolgente di dati. Le sue sensazioni, miscelate alle sue la portarono sull’orlo dell’orgasmo, dovette controllarsi e sentì che anche lui era in difficoltà. Restò con il membro piantato nel ventre, senza osare nessun movimento. Stava già godendo molto solo restando ferma.

Contrasse i muscoli interni e una nuova ed intensa ondata la invase.

Si chinò verso la bocca del marito e prima di baciarlo, con voce rotta, gli disse:



E’ fantastico … non trovo le parole per descriverlo … non credo che durerò a lungo!
Lasciamoci andare, non c’è la faccio più nemmeno io … muovi il bacino come sai fare tu e io ti seguo … vai ti prego.


Yvonne lo baciò, non lasciandogli la possibilità di dire altro. Sollevò un po’ il bacino lasciando che il pene scorresse sulle pareti della vagina e godette. Contrasse i muscoli prima di scendere mentre lui si preparava ad accoglierla. Bastarono due, al massimo tre di queste sequenze che Yvonne sentì l’orgasmo del marito arrivare. Conosceva la violenta intensità del suo piacere ma ora, mentre lei era così vicino al suo, perse completamente il controllo del proprio corpo. Venne anche lei, subito dopo il primo fiotto di sperma. L’unione dei due orgasmi nella loro mente compensava le carenze dei singoli. La breve intensità di quello di lui si spense nel languore di quello di lei.

Yvonne si lasciò cadere sopra suo marito e lasciò che quelle sensazioni prendessero possesso del suo corpo, non le contrasto, non le analizzo, non riuscì nemmeno ad assaporarle a fondo tanto erano intense; era totalmente schiava di quello che il PC gli inviava.

Prima di muoversi per lasciare uscire il membro di lui da dentro, scollego il PC e interruppe lo scambio di sensazioni. Una mossa prudente dettata dal senso di distruzione fisica che provavano in quel momento. Si Sdraiò accanto a lui, abbracciandolo.

Dopo le solite frasi convenevoli, riprese un minimo le forze si permisero di pensare.




Sai, temo che non sarà sempre così … dopo la prima volta può darsi che le nostre sensazioni si calmino. – disse lei con un leggero tono di rammarico.
Meglio così, almeno potremmo andare avanti un po’ di più … non credi?
Forse, ma dobbiamo sforzarci di non abusarne o non potremo più farne a meno.
Stavo pensando ad una cosa. – disse lui cambiando totalmente discorso – mentre ti toccavo, all’inizio, mi sono chiesto se questa in realtà non era che una forma di masturbazione…
Masturbazione?
Sì! Poi ho pensato che questo è il modo per fare l’amore con l’amante migliore che esista … noi stessi …
Cosa! Ma se tu scopavi me! – disse quasi indignata Yvonne.
Scopavo te che mi inviavi tutto quello che provavi, allora io ti toccavo in modo che tu mi inviassi sensazioni sempre più forti … in pratica, non ti offendere, ma tu eri un’estensione del mio corpo e niente più, agivo su di te per ricevere. Questo potrebbe sembrare una forma di masturbazione; in realtà, tu eri l’amante perfetta che rende subito e amplificato il piacere che gli do.
Credo che anche tu, quando mi sei salita sopra provavi questo.

Non proprio, - disse lei concentrata nei suoi pensieri – quando mi toccavi sono rimasta passiva a godere del piacere che mi davi e dell’eccitazione che sentivo crescere in te. Mi piaceva, come sempre mi piace, sapere che quella eccitazione era frutto della mia sensualità e del mio corpo.
Quando ti sono venuta sopra, l’ho fatto per riuscire a darti tutto il piacere che potevo, conoscendo quello che provi quando mi vedi in quella posizione. Ne ho avuto conferma appena mi sono strofinata su di te. Come ti ho preso dentro ho iniziato a muovermi per godere, sapendo che quello che provavo lo davo anche a te.

Il mio era un dono, non una ricerca del piacere fine a se stesso. Certo che ho goduto moltissimo, ma questa è solo la conseguenza, cercata, desiderata, voluta con tutte le forze … ma non il fine!



Rimase senza parole di fronte alla dichiarazione d’amore di sua moglie e alla sua sessualità più forte proprio perché generosa.



Nei mesi seguenti esplorarono le possibilità di quel loro nuovo gioco. Provarono varie posizioni, diversi livelli di attività o passività nei riguardi dell’altro. Quando, finalmente, le considerazioni di carattere psicologico lasciarono il posto al puro piacere e all’animalità, iniziarono a divertirsi sul serio. Mantennero, però, sempre vivo il piacere di fare del sesso normalmente, senza il collegamento. Sino al giorno in cui Yvonne entrò in casa trafelata e raggiante:



Hai visto quel nuovo PC appena uscito? – gli chiese lei mangiandosi le parole nella fretta.
Sì, ma costa ancora troppo e la ditta non c’è lo passa.
Ma hai visto cosa può fare?
Tante cose, fondamentalmente le solite solo più in fretta! Non mi sembra che ci serva un nuovo computer.
Può elaborare i dati del trasduttore in tempo reale … o quasi … ti rendi conto di cosa vuol dire?
Sì. E’ una macchina stupenda, fantastica, avveniristica e terribilmente cara.
Pensa potremmo elaborare i nostri dati mentre c’è li scambiamo!
Umm?
E’ in grado di elaborare anche i dati visivi insieme agli altri, ci potremo rivedere oltre che sentire quando andiamo a ricordare i nostri incontri. Inoltre possiamo introdurre dei fattori nuovi …
Non ho ben chiaro cosa ci vuoi fare, ma ho capito che lo vuoi.
Sì … in realtà l’ho già prenotato!


Quella discussione non ebbe seguito sino all’arrivo del nuovo calcolatore.

La sera stessa Yvonne lo sedusse, cercava un rapporto normale, senza reciproco scambio di emozioni.

Lo abbordò in sala, eccitandolo con il suo corpo e i suoi baci. Si trascinarono in camera da letto con il chiaro intento di prendersi la rivincita su tutte le tensioni della giornata.

Yvonne già seminuda, indossava solo più i corti pantaloncini che usava in casa, si sedette sul bordo del letto e prese ad armeggiare con la chiusura dei suoi pantaloni. Lasciò che lui si spogliasse della maglia mentre appoggiava il suo pene fra il seno. Lo abbracciò sui glutei e premette il seno contro il suo ventre. Alzò lo sguardo per vedere la sua espressione; gli disse: - Registrati! -, quindi molto lentamente, reclinò la testa verso il suo membro stuzzicandoglielo con il respiro. Gli dispensò qualche leccatina mentre gli faceva scorrere il seno intorno. Quando lo vide chiaramente eccitato salì del tutto sul letto, ruotò sulla pancia poi si mise in ginocchio, offrendogli le terga. Appoggiata sulle mani arcuò la schiena, invitandolo a prenderla così. Con la testa rivolta all’indietro lo guardò salire ed avvicinarsi, aprì allora le gambe offrendogli lo spettacolo della vagina parzialmente aperta e pronta per lui.

Senza troppi preliminari lui la prese, quasi con violenza, non riusciva a resistere agli inviti espliciti di sua moglie. Lei lo accolse con un sospiro, spinse il sedere verso di lui per prenderlo completamente. Subito iniziarono a muoversi per raggiungere il piacere, Yvonne era bravissima in quella posizione e lui ora sapeva come toccarla.

Iniziò subito a godere, eccitata dal reale motivo per cui si era fatta prendere in quel modo. Riuscì a sussurrargli tra un ansimo e l’altro:



Non venire con me, voglio che mi riempi la bocca, voglio sentirlo colare giù per la gola …


Ad una tale richiesta non si poteva dire di no. Cercò di ritrovare il controllo che aveva appena lasciato.

Per fortuna Yvonne era talmente eccitata da trovare il piacere molto in fretta. Sotto il ritmo dei suoi colpi si stava lasciando andare verso l’orgasmo. Lui capì a che punto era dalle leggere gocce di sudore che gli imperlavano la schiena e dalla crescente dilatazione della vagina. Sentì che le sue contrazioni diventavano sempre più lunghe ed intense, come i suoi flebili rantoli di piacere.

Quando lei si lasciò sfuggire un gridolino liberatorio, la sentì mollare i muscoli interni poco alla volta. Capì che era in pieno orgasmo e la seguì con delle spinte decise ma dolci, lasciandosi guidare da lei. La martellò sino alla fine, sino a quando non rischiò di perdere il controllo.

Uscì da lei, distendendosi in attesa della sua bocca, come promesso; ma Yvonne rimaneva immobile.



Allora? Stai bene? – gli domandò un po’ preoccupato dalla sua immobilità.
Vieni qui, sotto di me … ti voglio così.


Non capì ma obbedì. Si trascinò sino innanzi alla sua faccia, poi aprendo le gambe scivolò ponendogli il bacino proprio sotto il viso. Fu colto da una piacevolissima sorpresa quando sentì le sue labbra che aspiravano il pene dentro la bocca.

Osservò Yvonne che, appoggiata sulle mani, a carponi nella stessa posizione in cui l’aveva appena presa, muoveva la testa come una forsennata sul suo membro.

Non si stava comportando come al solito, normalmente lo avrebbe preso con una mano per tenerlo bene mentre lo succhiava e stimolava con la lingua. Pensò che fosse una nuova idea tratta dalla lettura delle sue sensazioni; lui preferiva come faceva di solito ma non c’era bisogno di dirglielo, lo avrebbe capito da sola alla prima rilettura di quella serata.

La lasciò fare, in ogni caso era comunque piacevole quello che gli faceva.

Osservò testa di lei danzare sul proprio pene e spiò quello che poteva vedere del suo corpo. Era molto eccitante vederla all’opera e si lasciò andare eliminando ogni pensiero dalla mente. Venne nella sua bocca, o meglio nella sua gola tanto gli era dentro. Lei succhiava forte aspirando il suo seme e godendo nel sentirlo scendere giù nella gola. Dopo l’ultima pulsazione si divertì a torturarlo con la lingua velocemente sbattuta sulla punta del suo membro.

Quando lui la pregò di smettere lo abbandonò lasciandosi cadere, spossata, sul cuscino.



Il giorno seguente, Marco, si collegò per lavoro al nuovo PC, terminò tardi aveva avuto parecchie richieste di perizie minerarie. Appena tornò alla realtà cercò sua moglie per mettere giù il programma della serata. La chiamò e la cercò per la casa, non ricevendo risposte pensò che fosse ancora collegata al lavoro. Bussò alla porta del suo studio, non ricevendo risposta ma notando la luce accesa aprì la porta.

La vide seduta sulla sua poltrona, concentrata con la mente occupata nel collegamento tutto normale se non fosse stato per il fatto che era nuda e sul suo viso era disegnata un’espressione di immenso piacere.

Marco sorrise e si soffermò ad osservare nei più intimi dettagli il corpo di sua moglie, era contento del fatto che lei non poteva fare a meno di rivivere i loro rapporti ogni qual volta ne aveva la possibilità. Però guadandola meglio notò che il suo corpo si muoveva in un modo preciso, il pube e il ventre si ponevano come se stesse realmente avendo un rapporto sessuale. La sua bocca, a tratti, si spalancava assumendo la forma di una grossa "O" e lui poteva vedere la lingua che stimolava un’immaginaria cappella.

Preoccupato da quello che poteva significare, indagò più a fondo. Temeva che le sue iniziali paure riguardo una relazione clandestina di Yvonne, fossero ben fondate. Probabilmente, in questo momento, lei stava avendo uno scambio di "idee" con qualcuno impiantato come loro. Lo dimostravano i suoi movimenti, normalmente quando si leggevano le registrazioni il corpo restava immobile, rapito dalle sensazioni che riceveva dal PC. Il fatto che lei si stesse muovendo in una immaginaria scopata eliminava ogni dubbio.

Sapeva come scoprire la verità, si erano promessi a vicenda di non farlo mai, ma la situazione lo giustificava: si collegò passivamente al settore di Yvonne. In questo modo poteva vedere e provare quello che sentiva lei senza essere notato.

Come gli arrivò la visione dell’attuale mondo di Yvonne si sentì male. Non solo lei era impegnata in un vero rapporto sessuale, ma lo stava facendo con due uomini.

La vide a carponi su di un letto non ben definito, mentre uno la stava penetrando da dietro sbattendola con una foga oscena, lei stava succhiando il pene di quello sdraiato davanti alla sua faccia. La vide salire e scendere con la testa su quel membro al ritmo dei colpi che riceveva da dietro, proprio come aveva fatto con lui quella stessa notte.

I suoi mugolii di piacere gli facevano male ma volle assistere all’intera scena, stranamente sentiva una pressione al basso ventre, sintomo di una nascente eccitazione.

In fondo gli piaceva vedere sua moglie all’opera, quella disgraziata ci sapeva veramente fare. Osservo il dettaglio del punto di contatto del bacino dell’uomo con il sedere di Yvonne, ad ogni colpo sentiva il suo sdegno diminuire e la sua eccitazione crescere. Tanto che volle spostare il suo punto di vista in modo da poter osservare bene il pene che stava violando la vagina di lei. Si ritrovò ad incitare mentalmente l’uomo, in modo che la sbattesse sempre più forte. Più la guardava prendere quel membro sconosciuto più la immaginava godere e il suo sentimento di gelosia andava piano, piano scomparendo del tutto.

Spostò l’attenzione sulla sua faccia, scorreva veloce sul quel pene lasciandolo lucido di saliva. Sperò che lui gli riempisse la bocca, tanto che lei non riuscisse a tenerlo tutto dentro.

Yvonne mugolò forte, spinse in su il sedere e perse il controllo dei suoi movimenti. Riconobbe i sintomi del suo orgasmo. L’uomo dietro la sbatteva sempre più forte ma rispettava il ritmo del suo piacere. Quello sotto di lei spinse in fuori il bacino e contrasse i glutei venendo nella sua bocca mentre lei lo aveva completamente ingoiato.

Yvonne si lasciò riempire la gola, ansimando sotto le ultime spinte dell’altro, che non venne.

Quelle similitudini con il loro rapporto della sera prima lo lasciarono stupefatto. Volle vedere in faccia i due uomini.

Gli si bloccò il respiro quando si riconobbe in quello che la prendeva da dietro, studiò bene anche quello che le aveva goduto della bocca, ed era lui.

Yvonne aveva manipolato la registrazione della serata precedente e grazie alla potenza del nuovo calcolatore aveva creato la simulazione di un incontro a tre.

La fantasia di sua moglie non aveva limiti; si scollegò in fretta, pentito dei brutti pensieri che aveva avuto su di lei. Non voleva che lei scoprisse la sua violazione degli accordi.

Certo che l’eccitazione che aveva provato nel vederla concedere i propri favori a due uomini, sconosciuti, era stata molto forte e non poteva dimenticarla.

Stava appunto meditando su questo quando lei irruppe nel suo studio raggiante e con il viso segnato da una latente stanchezza.

Gli raccontò tutto, lui era un bravo attore e riuscì a dimostrare tutto lo stupore del caso. Curioso di rivivere quel momento gli domandò di fargli leggere la registrazione.

Visse quell’esperienza da tutti e tre i punti di vista: da dietro di lei, sotto di lei e in lei. Terminò molto tardi, stanco, distrutto ma con una mole d’idee in testa.

Se il nuovo computer poteva sovrapporre esperienze memorizzate in tempi differenti, modificandole quel tanto da rendere credibile il montaggio, poteva anche modificare l’aspetto o meglio i dati delle sensazioni sull’aspetto del partner. Era quindi possibile modificare i ricordi in modo da far comparire un’altra donna al posto di Yvonne o di un altro uomo al suo posto, si chiese se era pronto a questo.

L’unico problema era che non sapeva come proporlo a lei.

Senza chiedersi se lo voleva veramente stimolò la fantasia di lei, gli parlò della simulazione che aveva creato, la lodò per aver realizzato in quel modo il suo sogno e, magistralmente, gli fece notare le pecche.

Si, perché in quella simulazione lui impersonava i due uomini il che non era possibile:



Quindi, secondo te, cosa dovrei fare per renderla più reale? – domandò Yvonne maliziosa.
Introdurre un attore diverso da me, lavorando sugli stimoli visivi e un po’ su quelli del tatto.
Ma sarebbe come se io facessi l’amore con un altro uomo … non sei geloso?
In realtà lo fai sempre con me, cambiano solo le tue sensazioni, il corpo è sempre il mio!
Umm? Tu me lo chiedi perché vuoi fare tu qualcosa del genere.
No … non solo per questo, voglio che tu possa godere come desideri, voglio che tu sia appagata.
E chi vuoi che inserisca e dove, al tuo posto?
Questo sta e te deciderlo. Se vuoi puoi anche non farmela leggere … come vuoi!
Yvonne lo guardò negli occhi, sfidandolo con malizia e disse: - Lo sai che è possibile ottenere una visione esterna della cosa, potrei modificare l’aspetto di tutti e due gli uomini e poi farti assistere alla scena mentre io la vivo … questo ti ecciterebbe di più?



Marco restò senza parole di fronte alla sfrontatezza di sua moglie, non ebbe il tempo di rispondergli a tono, lei si alzò per raggiungere il suo studio e mettersi all’opera sulle registrazioni in suo possesso.

Lavorò buona parte della notte, scelse gli attori tra due amici che frequentavano spesso e verso i quali provava una discreta attrazione. Conoscendoli bene e avendo in memoria molti dei loro incontri, il PC riuscì a rendere molto reale la scena.

Yvonne non collaudò subito la sua piccola opera d’arte, andò a dormire come se niente fosse. Al mattino svegliò Marco con la solita dolcezza, lo coccolò e attivò la sua voglia. Quando lui tentò un approccio esplicito, lasciandogli intendere quanto avesse gradito le sue attenzioni mattutine, lei si ritirò:



Collegati e lasciati guidare da me!


Lui obbedì, ancora intorpidito dal sonno entrò nel mondo di Yvonne.

La incontro sulla porta di casa, lei era nuda, gli prese una mano e lo accompagnò in camera da letto facendolo accomodare sulla poltroncina.

Marco non ricordava quella scena nella sua vita reale, evidentemente l’aveva creata lei, era chiaro che ormai aveva preso confidenza con la nuova macchina.

La scena si interrompeva di colpo per passare al letto dove poteva vedere lei seduta sul bordo. Si capiva che aveva lavorato di fretta senza aver avuto il tempo di definire i dettagli.

Un altro stacco e Yvonne è sdraiata sul letto con le gambe giù dal bordo, le gambe aperte e il pube in posizione di attesa. Quella scena la ricordava bene si riferiva a un loro incontro una settimana prima circa.

Quello che non ricordava era l’uomo che si stava avvicinando a lei inginocchiandosi tra le sue gambe, l’uomo che esplorava il suo corpo con delle mani diverse dalle sue.

Come lui si girò lo riconobbe, era un loro amico che Yvonne aveva sempre ritenuto molto attraente. Quel tipo la eccitò abilmente e in fretta, tanto è che lo vide indietreggiare con il bacino, armeggiare con il suo membro e, quindi, spingere con un colpo di reni verso il pube di Yvonne.

Lei inarcò la schiena appoggiandosi sulla testa e il sedere, accolse con un rantolo il pene dentro di se e si lasciò sbattere senza opporre la minima resistenza.

Marco non sapeva più cosa pensare, la scena era così reale da lasciarlo dubbioso sulla sua virtualità. Il corpo dell’uomo era perfetto in ogni dettaglio così come i suoi movimenti. Si spostò in modo da avere la visuale piena del ventre della moglie. Era evidente che stava prendendo qualcosa dentro, il suo ventre accompagnava con delle contrazioni il pene che entrava e usciva da lei, il pube si inclinava favorevolmente a lui ogni volta che iniziava a spingere e il suo seno ondeggiava segnando l’intensità delle spinte. Quel viso che conosceva bene dimostrava un intenso piacere.

Le sorprese non erano finite. All’improvviso comparve nella camera un altro uomo, un altro amico, che salendo in ginocchio sul letto, si portò dietro la testa di lei appoggiandogli il pene sulle labbra.

Senza bisogno di inviti lei ruotò il più possibile la testa all’indietro aprendo la bocca per prenderlo. Catturò quel nuovo membro con le labbra e iniziò, per quanto possibile a succhiarlo. Le spinte dentro il suo ventre la facevano ondeggiare avanti e indietro con tutto il corpo, in questo modo la sua bocca poteva muoversi senza fatica sul pene.

Marco ascoltava rapito i versi di sua moglie, la guardava schiava dei capricci di due uomini, osservava i dettagli e si sconvolgeva quando non ne riconosceva qualcuno, quando si imbatteva in qualcosa di nuovo per lui. Era ancora convinto che tutto quello fosse una simulazione ma il dubbio si stava insinuando nella sua mente.

Ora lei stava iniziando a godere, lo capiva da come si muoveva e da quanto lasciava lucido il pene che gli prendeva la vagina. Vide l’uomo sopra la sua faccia spingere di reni per violarla anche lì.

Il suo orgasmo fu molto intenso ma i gemiti furono soffocati da quello che teneva in bocca.

Il corpo di Yvonne, lucido di sudore, i suoni che emetteva, il vederla alle prese con due amici e capire quanto godeva di questo fecero eccitare Marco come non mai. Per un attimo sperò che tutto quello che vedeva fosse reale e che lei godesse realmente in quel modo stupendo; ma lei stava veramente godendo così. Vivendo la sue sensazioni Yvonne provava realmente quello che aveva simulato.

Lei era quasi giunta al termine del suo orgasmo quando l’uomo davanti a lei estrasse il pene dalla vagina, lo appoggiò al suo ventre e gli eiaculò sopra. Anche l’altro venne nella sua bocca, sulla gola, sul viso e sui capelli.

Così come erano apparsi i due uomini sparirono, lasciando Yvonne coperta di sperma. Lei si alzò a sedere, con il seme che iniziava a colargli sul seno molto realisticamente, guardò nella direzione del marito e gli sorrise.

La simulazione terminò in quel modo. Marco si ritrovò sul letto al fianco di lei che ora gli appariva spossata e calda come dopo un vero orgasmo, inconsciamente cerco le tracce di sperma sul suo corpo. Tranquillizzato da quello che vide si rilasso. Sentì la sua mano che gli si appoggiava sul pene e lo tastava per constatarne la consistenza.



Ti è piaciuto, vero? – gli chiese lei ancora languida. – vieni qui!


Non accettò alcuna parola da lui. A gesti lo invitò a salire a cavallo del suo busto in modo da trovarsi il pene alla giusta altezza della bocca. Lo ingoiò iniziando a succhiarlo.

Marco enormemente eccitato da quello che aveva appena vissuto, mosse il bacino penetrandogli la bocca. Non ci volle molto a farlo venire, lei era pronta a gustare tutto quello che lui gli avesse sparato in gola; ma l’idea di lui era un’altra. Come sentì di venire spostò in dietro il sedere, sottraendogli il pene, lo prese in mano e lo menò con due rapidi colpi. Contrasse i muscoli e guardò con maliziosa soddisfazione il suo seme che gli schizzava sulla faccia e sul seno.



Soddisfatto? – Il viso di Yvonne esprimeva una quantità di emozioni indescrivibile. – Rispondi. Sei soddisfatto?
Sì! – L’affermazione gli uscì a stento dalla gola mentre ancora spremeva le ultima gocce sul suo corpo.
Non vuoi sapere se quello che hai visto è reale o meno?
No! – Un nuovo rantolo mentre appoggiava la cappella arrossata su di un capezzolo di lei.
Non vuoi sapere quanto ho goduto?
L’ho visto! – Sospirò mentre trascinava il suo seme con la punta del pene sul seno.
Lo sai che il nostro PC può fare tutto questo in tempo reale!


L’affermazione di Yvonne lo colpì per tutte le sue implicazioni, rimase impietrito con il pene, in fase di rilassamento, in mano.

La sua mente immaginò una serie di situazioni sempre più trasgressive, gli sviluppi del gioco che aveva intrapreso con sua moglie stavano superando ogni previsione.



Passarono alcune settimane di rapporti normali e di accumulo dati. Fecero tanto sesso in tutte le posizioni che la loro fantasia gli suggeriva, provarono alcuni coadiuvanti erotici, si bendarono o ammanettarono a vicenda, il solito insomma! Nessuno dei due pareva pensare a nuovi giochi virtuali.

Come ogni coppia vivevano a fasi alterne la reciproca attrazione sessuale, per quanto appaganti fossero i loro incontri veniva sempre il momento che una persona amica, una incontrata per caso o un personaggio noto del mondo dello spettacolo entrava nei sogni di uno dei due. A volte era solo il desiderio di qualcosa di nuovo a fargli desiderare un’avventura al di fuori della coppia, rinunciandovi sapevano, che alla lunga, questo avrebbe eroso il loro rapporto.



Diventarono molto abili a stimolare gli amici nell’assumere le espressioni più disparate, studiarono i loro corpi, come si muovevano, registrarono il loro timbro di voce. La stessa ricerca la estesero ai loro attori preferiti, a tutti quei personaggi noti che accendevano la loro fantasia. In breve ebbero a disposizione una banca dati di considerevole dimensione.

D’accordo fra di loro lasciarono al computer il compito di lavorare sulle sensazioni in modo da modificare l’aspetto, la voce e un minimo la percezione dei movimenti dell’altro. Potevano, in questo modo fare del sesso con chi desideravano il quel momento senza tradire fisicamente il compagno. Yvonne riuscì a sovrapporre la reale penetrazione vaginale con una anale virtuale, gustandosi in questo modo un doppio piacere, proiettando l’immagine di chi desiderava sul marito; ma accogliendo sempre e solo il suo membro.

Il loro reciproco tradimento era puramente virtuale ma restava da chiedersi se non era meglio tradire fisicamente restando con i sentimenti sul proprio partner, in vece di concedere il corpo solo a lui e la mente a tutti gli altri.

I tempi cambiavano e cambiava anche il concetto di tradimento.

Lo scambio telematico di sensazioni con altre coppie arricchì il loro repertorio di situazioni, quel nuovo gioco rapì completamente il loro interesse sessuale. Per fortuna Yvonne aveva i piedi saldamente ancorati al terreno e riuscì a moderare l’uso del PC nei loro incontri. Trasformarono quel gioco in una saltuaria trasgressione, come sarebbe avvenuto nella realtà se avessero cercato in giro i loro sfoghi.

Nessuna controindicazione quindi?

Sembrerebbe così …

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